giovedì 28 maggio 2009

La preghiera di David


La storia che leggerete è uno dei cavalli di battagli di Gregg Braden. La pubblicò per la prima volta nel suo libro "L'effetto Isaia", ma in realtà è un racconto (pares sia un episodio vero) che lui utilizza per spiegare cosa intende per preghiera. Io credo davvero che questo sia il vero e unico modo utile di pregare. Aben vedere è esattamente ciò che anche Gesù ci ha sempre insegnato.

E' la storia di un episodio avvenuto tra due amici, due uomini, due borracce d’acqua, un deserto che si estende per chilometri in ogni direzione e, in alto, un sole che picchia senza tregua da settimane, mesi di siccità
In questo periodo, nelle terre messicane è in corso una siccità che, secondo David, non si verificava da centinaia di anni. La terra è così arida e secca che si spacca, e un rivoletto di acqua che fuoriesce dalla borraccia di Gregg evapora prima di toccare terra. Sì, è una siccità che ha del sorprendente.
Ed è per questo che David dice: "siamo venuti qui a chiamare la pioggia"
I nostri amici si incamminano verso un punto del deserto che è diverso dagli altri, infatti dopo diversi minuti di viaggio, Gregg e David giungono in un luogo decisamente anomalo; sul suolo vi era un cerchio formato da bellissime pietre, e ogni pietra era sistemata con una cura, una precisione che non lasciava alcun dubbio: erano pietre sistemate con amore e rispetto verso se stessi, la terra e le forze dell’universo intero.
David entra nel cerchio di pietre dopo essersi tolto le scarpe. Senza produrre nessun suono comincia a camminare intorno al cerchio, rendendo omaggio ad ogni pietra e alla sua posizione. In totale silenzio, a piedi scalzi sulla terra bruciata e rovente del deserto messicano.
Gregg è chiaramente senza parole e osserva il suo amico David che conclude il suo giro attorno al cerchio di pietre coprendosi il viso con le mani. Stava chiaramente pregando. Dopo alcuni minuti David apre gli occhi e dice: "Possiamo andare, il nostro lavoro è finito!"
"Di già?", chiede Gregg. "Credevo fossimo venuti qui a pregare per la pioggia…."
David si siede a terra per allacciarsi le scarpe, e alza il viso verso Gregg. Sorridente dice: "No, Gregg, non ho detto che saremmo venuti a pregare per la pioggia…ma a pregare la pioggia! Se avessi pregato per la pioggia, essa non arriverebbe mai!"
“Quando ero giovane, i nostri saggi mi hanno tramandato il segreto della preghiera. Quando noi chiediamo qualcosa, noi di fatti stiamo invocando ciò che non è ancora presente nella nostra esistenza. Continuare a chiedere, vuol dire infondere nuova energia attrattiva a ciò che non si è realizzato, a ciò che non si è manifestato…
Ho iniziato la mia preghiera con un sentimento di gratitudine verso la vita. Ho reso grazie a tutte le cose esistenti: il vento del deserto, il calore, la siccità. Ognuna di esse è così com’è, non è né buona né cattiva. Questa è stata la nostra medicina. Poi ho scelto deliberatamente una nuova medicina.
Ho iniziato a sentire la pioggia sul mio corpo, il rumore che fa la pioggia quando cade, ho sentito l’odore della terra bagnata, la gioia di bambini che si lasciano bagnare. Ho immaginato i miei piedi nudi che toccano la terra umida…Ho provato la sensazione che si prova quando scoppia un temporale, l’aria che vibra, il cielo che diventa scuro, le nubi che si ammassano…

(liberamente tratto da "l'effetto Isaia" di Gregg Braden )

articolo originale:

http://www.legge-di-attrazione.net/la-preghiera-di-david/

La Matrix Divina - Gregg Braden


Un ponte tra tempo, spazio, miracoli e credenze

"Tutta la materia esiste in virtù di una forza. Dietro questa forza dobbiamo presumere l'esistenza di una mente conscia e intelligente. Questa mente è la Matrix di tutta la materia."
Max Planck - fisico, 1944

Ogni cosa nell’Universo, dalla nostra abbondanza materiale al successo nelle relazioni, dalla pace nel mondo alla guarigione del nostro corpo, è parte di un campo intelligente di energia che unisce le cose – la Matrix Divina.

Non siamo limitati dalle leggi della fisica, così come oggi le conosciamo, nè dalle leggi della biologia. Il DNA della vita è un codice che può essere trasformato !

Le implicazioni di queste scoperte sono vaste, profonde ed appassionanti.

Esse dimostrano al di là di ogni ragionevole dubbio che siamo in grado di cambiare il corso della nostra vita, del nostro mondo e della realtà.

Le più recenti scoperte ci mostrano che essa funziona in modo simile a un computer Cosmico Cosciente, che usa le nostre emozioni e credenze per creare la Realtà.
La tecniche che descrivono questo processo sono parte del Grande Segreto, che si è perduto ormai 1700 anni fa e che Gregg Braden riporta alla luce in questo libro. La Matrix Divina è capace di scuotere fortemente il pensiero comune, riuscendo a fondere la scoperta scientifica di queste tecniche con la saggezza spirituale che ci insegna ad usarle nella vita di tutti i giorni.
Attraverso un’esposizione scientifica facile da comprendere e resoconti di vita vissuta,

Gregg Braden condivide con tutti noi il miracolo della guarigione e della pace che lui stesso ha sperimentato. Tramite l’utilizzo di chiavi per la creazione cosciente, ci mostra come tradurre i desideri del nostro cuore in realtà,offrendoci le istruzioni per far avvenire cose prodigiose nella nostra vita.


20 CHIAVI DI CREAZIONE CONSAPEVOLE dal libro La Matrix Divina di Gregg Braden

1. La Matrix Divina è il contenitore dell’universo, il ponte che unisce tutte le cose e lo specchio che ci mostra ciò che abbiamo creato.
2. Tutto ciò che è presente nel nostro mondo è collegato.
3. Per attingere alla forza stessa dell’universo, dobbiamo concepire noi stessi come parte del mondo anzichè sentirci separati dal mondo
4. Quando nasce unito , resta sempre collegato, a prescindere dall’esistenza di un legame fisico.
5. L’atto di focalizzare la coscienza è un atto creativo. La coscienza crea!
6. Abbiamo tutto il potere che ci serve per creare tutti i cambiamenti che vogliamo!
7. Il punto focale dei nostri sentimenti diventa la realtà del nostro mondo.
8. Limitarsi semplicemente a dire che vogliamo una nuova realtà non basta!
9. Il sentire umano è il linguaggio che “parla” alla Matrix Divina. Sentitevi come se il vostro scopo fosse già stato raggiunto e la vostra preghiera sarà già stata esaudita.
10. Un sentimento qualunque non basta. Quelli capaci di creare non includono l’ego e il giudizio.
11. Dobbiamo impersonare nella vita di ogni giorno ciò che scegliamo di sperimentare nel mondo.
12. Non siamo condizionati dalle leggi della fisica attualmente riconosciute.
13. In un “fenomeno” olografico, ciascuna parte di quel fenomeno rispecchia l’intero.
14. La rete olografica universale della coscienza promette che nell’istante in cui creiamo aspettative positive e preghiere, esse sono già arrivate a destinazione.
15. Grazie all’ologramma della coscienza, un piccolo cambiamento che avviene nella nostra vita si rispecchia ovunque nel mondo.
16. Il numero minimo di persone richiesto per “mettere in moto” un cambiamento di coscienza è: radice quadrata dell’1% della popolazione.
17. La Matrix Divina rispecchia nel nostro mondo i rapporti umani che creiamo attraverso le nostre convinzioni.
18. L’origine delle nostre esperienze “negative” può essere ricondotta a tre paure universali (prese singolarmente o in combinazione fra loro): l’abbandono, la bassa autostima e la mancanza di fiducia.
19. Le nostre reali convinzioni si rispecchiano nei nostri più intimi rapporti umani.
20. Dobbiamo impersonare nella vita proprio quelle cose che scegliamo di sperimentare nella realtà.


 La Matrix Divina

mercoledì 27 maggio 2009

L'effetto isaia - Gregg Braden


Il libro di Gregg Braden " L'effetto Isaia " ipotizza l'esistenza di una scienza perduta, di una tecnologia capace di produrre il potere di dirigere gli avvenimenti.

L'autore arriva a questa conclusione esaminando i testi antichi,

soprattutto quelli profetici.

La profezia e' per Braden una scienza che ci permette di accedere alle future conseguenze di scelte che facciamo nel presente.

Accanto alla profezia si pone pero' un'altra scienza perduta, la tecnologia della preghiera, che ci consente di scegliere quale profezia futura vivremo.

Secondo il nostro autore, questa seconda tecnologia in uso in tempi remoti, poi dispersa nel IV secolo a causa della sparizione e distruzione di testi rari e relegata in scuole misteriche, sta oggi ricomparendo dopo il ritrovamento dei rotoli del Mar Morto.

Sono soprattutto il manoscritto di Isaia ed i testi Esseni, che ci fanno comprendere come nelle mani dell'umanita' sia racchiuso un enorme potere, che aspetta di essere utilizzato.

Anche qui bisogna risalire, per comprendere meglio, ad una concezione diversa del concetto di tempo.

Braden ci dice che gli antichi consideravano il tempo come un sentiero che puo' essere percorso in due direzioni, all'indietro e in avanti; essi inoltre percepivano le loro visioni come possibilità che si sarebbero attuate se le circostanze presenti non fossero state cambiate.

Le profezie non erano, quindi, condanne a breve o a lunga scadenza, ma avvertimenti che avevano lo scopo, quando riguardavano fatti negativi, di indicare che bisognava cambiare rotta proprio per evitarli.

La concezione antica del tempo viene ora suffragata dalla scienza quantistica che ammette la possibilità di eventi diversi nello stesso momento.

La teoria quantistica postula una realta' tutta costituita da quanti, ossia da quantita' discrete di radiazioni elettromagnetiche.

In sintesi, brevissime e rapidissime esplosioni di luce, pulsazioni luminose, onde radianti, mosse da forze non fisiche. Nella fisica dei quanti e' possibile che due atomi occupino lo stesso spazio nel medesimo momento: questo fenomeno viene denominato -condensato di Bose - Einstein.

Altri scienziati come Statinover hanno effettuato altri studi sull'atomo giungendo alla conclusione che esistono condensati piu' grandi comprendenti molti piu' atomi.

Scienziati come Wolf e Feynman hanno relazionato quest'aspetto della quantistica con la vita quotidiana, ipotizzando l'esistenza di molteplici risultati possibili per ogni singolo evento.

Questa ipotesi implica che ogni possibilita' sia gia' stata creata ed e' presente nel nostro mondo. Braden sospetta che queste possibilita' siano collegate al concetto di multidimensionalita': il nostro mondo e' fatto della stessa sostanza, cioe' di pacchetti di luce che vibrano a velocita' differenti e che sul nostro piano tridimensionale si muovono lentamente dando forma, secondo vibrazioni diverse, ma sempre tendenzialmente lente, alla vita minerale, vegetale, animale, umana.

Il resto dell'universo, che vibra a velocita' sempre piu' elevate, sfugge alla nostra percezione e da' forma a piani dimensionali diversi, in cui forse, per Braden, potrebbero esistere le possibilita' multiple.

Riprendendo la teoria per cui nel piano divino tutta la realta' e' gia' in essere, la tecnologia interiore della preghiera, che corrisponde a grandi linee con le aspettative e la forza-preghiera di cui parla Redfield, attira e mette a fuoco nel presente dei risultati finali che sono gia' previsti.

Per quanto detto, il futuro non e' deterministicamente stabilito, ma puo' essere cambiato; cio' puo' avvenire se si attiva una forza sufficiente a far spostare la scelta su eventi paralleli nei momenti in cui ci sono collegamenti nella rete degli avvenimenti stessi.

Hugh Everett III, fisico dell'universita' di Princeton, studio' l'ipotesi di universi paralleli e chiamo' "punto di scelta" il momento in cui si poteva sovrapporre un effetto all'altro nel corso di un evento.

Il punto di scelta e' la possibilita' d'apertura di un varco, di un ponte che permette di cambiare sentiero per passare al risultato di un altro sentiero parallelo: in sintesi e' un qualcosa che ci permette di effettuare un salto quantico da una sequenza di effetti gia' sperimentata ad una nuova sequenza dall'esito differente.

E' come se la stessa storia fosse stata scritta prevedendo finali diversi: ad un certo punto ci troviamo nella biforcazione multipla che ci permette di imboccare un risultato piuttosto che un altro.

Ad esempio, se sono entrata in un corridoio posso andare nelle stanze che si trovano alla sua destra o alla sua sinistra, ma solo alla fine del corridoio posso uscire e cambiare percorso, trovare un bivio.

Il fatto che la nostra concentrazione possa focalizzare un avvenimento piuttosto che un altro, e' pure consono alle scoperte della nuova fisica, che ammette che l'esperimento, o anche la sola osservazione dello scienziato, modifichi la realta';

la teoria della presunta oggettivita' dell'osservatore in campo scientifico e' oggi
del tutto superata dagli esiti della piu' recente ricerca.

Ritornando all'esempio dei corridoi o delle strade parallele, Braden pensa che ci siano una molteplicita' di queste strade e che esse differiscano le une dalle altre per particolari, che potrebbero sembrare del tutto insignificanti, ma che, per l'"effetto farfalla" a lungo termine porterebbero a risultati completamente diversi.

Tuttavia, la cosa importante e' che la differenza esista e cio' ci porta a credere che se oggi, nel nostro presente, siamo capaci di introdurre anche una piccola modifica, possiamo sfuggire all'effetto delle profezie negative. Sembra che, usando il pensiero, il sentimento e l'emozione uniti nella nostra preghiera, possiamo attrarre i punti di scelta e cambiare i risultati previsti.

Tutto cio' in fondo porta alla conclusione che esiste un nesso profondo
tra i nostri pensieri collettivi, i nostri sentimenti e le nostre aspettative
e la realta' esterna. Questo modo di pensare era connaturato
alla visione della vita degli Esseni,
come si rileva dai Vangeli esseni di 2.500 anni fa, i quali riflettono l'idea che gli eventi esteriori sono il riflesso delle nostre piu' profonde credenze interiori.

Gli Esseni avevano una visione olistica della vita e, appunto per questo motivo, consideravano gli squilibri della terra come specchio degli squilibri del corpo fisico dell'uomo.

In quest'accezione, per esempio, anche le catastrofi naturali, i cambiamenti meteorologici sono specchi di grandi cambiamenti che stanno avvenendo nella coscienza umana.

Braden esamina le molteplici profezie sparse in testi di tutti i generi e di tutte le epoche e trova che esse sono concordi nel prospettare il nostro tempo come punto culminale di un'epoca, dopo la quale ci sara' un assetto del tutto nuovo. Moltissime profezie concordano nel considerare, come anno iniziale del cambiamento - che prevede l'attuarsi graduale di eventi catastrofici prima dell'avvento del nuovo mondo - il 1998.

Esistono in questo senso svariate predizioni: da Nostradamus a Cayce, agli Hopi, ad Enoc, Giovanni, Isaia, ecc., che considerano i nostri tempi come relativi alla fine di un ciclo.

Questi veggenti (o profeti) insistono su predizioni di eventi molto forti e sconvolgenti, pero' poi presentano altre visioni di pace e beatitudine che finora sono state lette secondo un'accezione lineare del tempo, ma che forse andrebbero lette in maniera differente.

Tra i rotoli del Mar Morto e' stato ritrovato "Il libro esseno della Rivelazione"

che sembra essere una versione dell'Apocalisse di Giovanni, forse la sua versione originale, da cui discende quella attualmente a noi nota.

Nel testo l'Apostolo Giovanni chiede all'angelo che lo guida il perche' del verificarsi di quegli avvenimenti catastrofici e la voce angelica risponde: "L'uomo ha creato questi poteri distruttivi. Egli li ha forgiati con la sua stessa mente. Ha girato le spalle alle (forze) angeliche del Padre Celeste e della Madre Terra, e ha messo a punto la sua stessa distruzione".

Due deduzioni mi sembra si possano trarre da queste parole:

1) il potere mentale umano collettivo e' capace di reificare, di creare l'esperienza;

2) il male si attua come disattenzione delle Leggi Universali.

Ne consegue allora che bisogna imparare come usare coscientemente questo potere alla luce della conoscenza della Volonta' Divina, cioe' delle Sue Leggi. Ritornando a Giovanni, egli chiede all'Angelo: "C'e' speranza?", e Questi risponde: "C'e' sempre speranza" e gli fa vedere una visione di beatitudine e di pace nel mondo.

E ancora, a Giovanni, che chiede cosa bisogna fare perche' si realizzi la seconda possibilita', la voce risponde che saranno i viventi di quell'epoca a decidere gli avvenimenti: "Io daro' generosamente all'assetato dalla fontana dell'acqua della vita".

Forse cio' puo' significare che chi si allineera' con la vita, con le sue leggi e non con il desiderio di distruzione, realizzera' concretamente e con pienezza quella stessa vita.

La possibilita' di mutare gli avvenimenti, che sembra si possa dedurre dalla lettura dell'Apocalisse, emerge anche dalla Bibbia.

Nella Torah, il matematico israeliano dott. Eliyahu Rips ha scoperto una chiave matematica, controllata e convalidata da numerosi esperti di cifrari, attraverso cui nomi di paesi, eventi, date, ore e persone si intersecano verticalmente, orizzontalmente e diagonalmente, fornendo una fotografia di eventi passati e di possibilita' future.

Si ritrovano cosi', in un testo di quasi tremila anni fa, la notizia della seconda guerra mondiale, il nome di Hitler, il termine olocausto, la devastazione della bomba atomica insieme all'anno del suo lancio (1945) e tutti i piu' importanti avvenimenti storici passati, piu' o meno recenti.

Questa e' una notizia certamente sconcertante, ancor di piu' se si pensa che c'e' chi ritiene che la storia della terra sia tutta scritta in codice sulla Bibbia.

Anche relativamente agli avvenimenti futuri, sempre nella Bibbia, dal 2006 al 2012 sono previsti periodi di oscurita', sconforto e annientamento a causa dell'impatto tra la terra ed una cometa.

Tuttavia per il 2012, anno dell'annientamento della terra, appare una seconda frase: "(La cometa) sara' ridotta in frantumi, cacciata via, la faro' a pezzi".

Quindi appaiono due futuri nello stesso momento. Questo modello appare piu' volte nella Bibbia, e pertanto, in relazione ad avvenimenti significativi, appare la domanda: "Lo cambierete?". Cosi', anche la Bibbia sembra dirci che possediamo un potere sconosciuto, e forse non a caso questa chiave di lettura e' stata scoperta nel 1995, in un momento in cui potrebbe esserci una consapevolezza sufficiente nelle masse che consenta di usare questo potere.

Esso consiste nella forza della tecnologia della preghiera di massa.

La sfida di questa epoca sarebbe allora quella di formare la massa, diffondendo l'idea e la pratica di questa forza, attraverso l'esperienza di gruppi che vanno sempre piu' collegandosi, pur rimanendo nei propri luoghi di residenza.

A questo proposito Braden riporta il risultato di una preghiera svoltasi il 13 novembre 1998 in circa 35 paesi dei sei continenti, la cui notizia era stata diffusa tramite internet.

La preghiera era sulla pace e sulla sacralita' della vita.

Quella stessa sera era stato dato l'ordine di attacco aereo sull'Iraq esuccessivamente, subito dopo, questo era stato interrotto.

Gli oranti non chiedevano un intervento divino, ma affermavano la vita in nome della pace.

Ancora una volta gli avvenimenti e le profezie sembrano dimostrarci che: "noi impersoniamo il potere collettivo di scegliere quale futuro vogliamo sperimentare".

Vediamo adesso in che cosa consiste questa tecnologia della preghiera e su quali basi deve poggiare per essere efficace ed efficiente.

Braden ha fatto ricerche sulla preghiera, non solo ricorrendo a testi profetici, specialmente di derivazione essena, ma anche recandosi nei santuari del Tibet, perche' si dice che gli Esseni si fossero rifugiati in quella terra, e quindi qualcosa delle loro tradizioni sarebbe dovuto rimanere nei costumi degli antichi monasteri.

Durante la visita in Tibet, gli fu rivelato che l'essenza della preghiera consisteva nel sentimento.

Potevano anche non esserci parole nella preghiera efficace ed efficiente, ma se vi erano, quelle parole dovevano suscitare un sincero sentimento, un' emozione.

Riprendendo i testi esseni, Braden trova che emozione, pensiero e sentimento sono le chiavi della tecnologia della preghiera e che all'interno di noi stessi dobbiamo sperimentare, sentire cio' che vogliamo realizzare all'esterno; e questo dobbiamo sentirlo nel corpo, nei pensieri e nei sentimenti.

Possiamo dare cio' che abbiamo, possiamo espandere fuori di noi cio' che siamo.

Cio' che vogliamo deve realizzarsi contemporaneamente nel pensiero, nel sentimento e nel corpo umano.

Il pensiero e l'emozione, prima devono essere considerati separatamente e poi riuniti perche' il PENSIERO deve essere il sistema di guida che indirizza le nostre emozioni. Il pensiero, anche sotto forma di immaginazione, determina dove dirigere l'attenzione e l'emozione.

L'EMOZIONE e' l'energia che ci fa percorrere la direzione voluta, e' "la fonte di potere." Per Braden, all'estremo esistono solo due emozioni: l'amore e la sua mancanza, spesso identificata con la paura.

Il SENTIMENTO e' l'unione di pensiero ed emozione, infatti per provare un sentimento dobbiamo avere un'idea e un'emozione. Ora, il sentimento, dice Braden, "e' la chiave della preghiera, perche' la creazione risponde al mondo del sentire umano".

Quindi, per prima cosa diventa importante capire ed essere coscienti dei pensieri e delle emozioni rappresentati dai nostri sentimenti, perche' talvolta si esprimono pensieri che sottendono emozioni diverse da quello che affermiamo, e finiamo cosi' per realizzare effetti indesiderati, o facciamo in modo che la nostra preghiera non funzioni. I pensieri, in se stessi, possono veicolare delle aspettative, ma rimangono desideri potenziali e quindi inerti se non sono accompagnati dal potere dell'emozione. Spesso, pero', l'emozione che accompagna un desiderio cammina in direzione inversa al nostro desiderio, ma noi non ne siamo coscienti.

Se per es. desidero una salute migliore, sotto il pensiero del miglioramento c'e' la paura della malattia, della poca salute che ho, e quest'emozione da' potere proprio a cio' che temo: la malattia. Anche a livello di pensiero, dicendo "migliore", implicitamente mi focalizzo sul "non abbastanza"; e se pensiamo di non avere abbastanza, inconsciamente ci sentiamo miseri, angosciati.

Ricordiamo la frase del Vangelo "Chiunque cerchi di proteggere la propria vita la perderà".

Cio' potrebbe appunto significare che, chiunque cerca di difendersi da tutto cio' che puo' influire negativamente sulla propria vita, finisce col focalizzare l'attenzione su cio' che vuol evitare, attirandolo.

Lo iettatore in questo caso sarebbe un individuo con pensiero ed emozione sempre rivolti a pericoli e guai, mentre chi crea situazioni di benessere sarebbe centrato sulla gioia.

Braden dice che "noi immergiamo nelle possibilita' della creazione un sentimento in forma di immagine, quel tanto di energia che basta affinche' si sviluppi una nuova possibilita'. La chiave di questo sistema, pero', e' che la creazione restituisce precisamente cio' che la nostra immagine aveva mostrato. "

L'immagine indica alla zuppa della creazione dove abbiamo posto la nostra attenzione. L'emozione che colleghiamo all'immagine attrae la possibilita' di quest'immagine.

Quando "non vogliamo qualcosa - un'emozione basata sulla paura - la nostra paura in realta' alimenta cio' che diciamo di non volere."

In sostanza, la legge creativa, che regola questo nostro potere, implica che noi ci focalizziamo solo sul positivo, su cio' che vogliamo e mai su quello che non vogliamo che accada; quindi, per es., dire e sentire: "fai scomparire la guerra", finisce col dare forza all'idea di guerra, mentre pregare per la pace significa focalizzare l'attenzione su di essa.

Non basta, tuttavia, limitarsi a quest'aspetto della preghiera, ma ogni possibilita' effettiva di cambiamento, sia a livello individuale (ad es., la guarigione personale a tutti i livelli, da quello fisico alla realizzazione spirituale), sia a livello sociale (mutamento degli schemi che reggono la societa', realizzazione di un nuovo mondo), si concretizzera' solo se riusciremo a sintonizzarci sullo stato d'animo del risultato e non sul tempo che ci sarebbe voluto a produrlo.

In sintesi, dobbiamo sentire che cio' che vogliamo si e' gia' realizzato e che la nostra preghiera e' stata esaudita nel momento stesso in cui l'abbiamo pronunciata.

A parer mio, le parole di Gesu': "Donna, la tua fede ti ha salvata" rivolte alla donna che furtivamente gli toccava la tunica sicura di poter essere per cio' stessa guarita, hanno questo significato: "Se avessi fede e dicessi alla montagna -spostati-, la montagna si sposterebbe". Credo che anche in questo caso Gesu' si riferisse proprio all'antica tecnologia della preghiera, gia' conosciuta dagli Esseni, presso i quali sia Maria che Gesu' erano stati educati.

Braden sostiene che nei popoli antichi il concetto di fede era la chiave per comunicare con le forze invisibili del mondo…

La fede diventa l'accettazione del nostro potere in quanto forza capace di imprimere una direzione alla creazione. La modalita' di richiesta della nuova forma di preghiera necessariamente deve terminare con un'esplicitazione di gratitudine, perche' se siamo convinti che cio' che chiediamo e' stato ottenuto,

dobbiamo ringraziare.

Gli sciamani e i popoli antichi pregavano cosi'. (Vedi a tal proposito pagg. 156-157 del testo di Braden). Il modo di pregare che ci viene proposto, quindi, parte da uno stato d'animo molto diverso da quello usuale, infatti, non chiediamo piu' di essere esauditi, come abbiamo fatto finora, ma ci muoviamo con una consapevolezza del nostro potere creativo e riconosciamo il ruolo attivo che abbiamo nel processo di creazione. Anche se non vediamo al momento risultati concreti, dobbiamo essere sicuri che in qualche parte del mondo la nostra preghiera e' gia' stata esaudita. Non dobbiamo stupirci di essere creativi, infatti, noi siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio, siamo fatti della stessa sostanza, ma spesso "ci sentiamo polli e non aquile che possono fissare il sole".

Mi sembra interessante riportare uno specchietto presente nel libro di Braden, perche' visualizza in maniera chiara le differenze tra la forma di preghiera comunemente usata e quella prospettataci dagli Esseni:



PREGHIERA DI RICHIESTA PREGHIERA ATTRAVERSO LA QUINTA MODALITA'

1. Ci concentriamo su condizioni in cui crediamo che la pace non esista

Noi osserviamo tutti gli eventi che accadono in assenza di pace, senza dare giudizi del tipo buono o cattivo, giusto o sbagliato

2. Chiediamo l'intervento di un potere piu' alto affinche' cambi le condizioni 2. Grazie alla nostra tecnologia basata su pensiero, sentimento ed emozione, creiamo interiormente le condizioni che scegliamo di vivere nel mondo esterno.

Per esempio., "Che avvenga un cambiamento armonioso sulla terra, che tutta la vita guarisca e che ci sia pace in tutti i mondi".

Il nostro sentimento, che tutto cio' e' gia' accaduto, da' potere alla nostra preghiera e mette a fuoco il suo esito. Nel fare cio', abbiamo creato una nuova memoria di una piu' alta possibilita'

3. Nel chiedere, forse riconosciamo che pace e cambiamento armonioso non sono ancora presenti in questi luoghi. Noi riconosciamo il potere della nostra"tecnologia interiore" e presumiamo che la nostra preghiera sia stata esaudita:

pace e cambiamento armonioso sono gia' presenti sulla terra

4. Continuiamo a chiedere questo intervento fino a che non vediamo che il cambiamento si realizza realmente nel mondo

5. La nostra preghiera ora consiste nel:

a.) dare un riconoscimento a cio' che abbiamo scelto;

b.) sentire che questo si e' gia' realizzato;

c.) ringraziare di aver avuto la opportunita' di scegliere e, nel far cio', infondere il soffio della vita nella nostra scelta

L'essenza della nuova concezione di preghiera si basa su una visione olistica, una visione cioe' in cui non c'e' separazione, in cui ogni cosa e' collegata ed ha effetto sulle altre, perche' unica e' la forza sacra e divina che regge la Creazione e niente esiste all'infuori di questa forza.

Qualunque cosa esista e' espressione di Dio ed ogni cosa lavora in modo armonico, seguendo le leggi divine.

E' la nostra visione separata, centrata su un dentro e un fuori di noi e sul giudizio, che, influendo anche sulla chimica del nostro corpo, rischia di trasformarlo in un campo di battaglia di germi "buoni" e "cattivi".

Perche' i germi presenti nel nostro corpo possono convivere con noi senza farci ammalare e solo in certe condizioni diventano aggressivi?

Sarebbe interessante scoprire queste condizioni a livello psichico.

Braden crede di avere trovato la chiave in uno scritto esseno; secondo lui, l'unita' di pensiero, emozione, sentimento sta nella PACE.

In effetti, riflettendo su quanto dice, mi sembra che potrebbe avere ragione: infatti che cosa e' la pace se non l'equilibrio di ogni cosa? In quest'equilibrio non si celebrerebbe forse la saggezza delle leggi divine? Non e' lecito pensare Dio come pace assoluta, armonica coesistenza di creato e non creato? Non si fonda forse la pace sulla coesione di ogni elemento, sull'unione degli opposti, sull'unita'?

E quest'unita' non si puo' considerare come Amore, l'Amore che tiene unita tutta la creazione, sostenuta dal respiro divino? "Amor che move il mondo e l'altre stelle" diceva Dante. Nel Vangelo esseno della pace sta scritto: "Il Figlio dell'Uomo cerchera' prima di tutto la pace nel corpo; perche' il corpo e' come uno stagno di montagna: quando e' calmo e limpido rispecchia il sole, ma quando e' pieno di fango e sassi non rispecchia nulla".

Poi, affinche' l'Angelo della saggezza possa guidarlo, il Figlio dell'Uomo cerchera' la pace nel pensiero… Non esiste, ne' in cielo ne' in terra, un potere piu' grande dei pensieri del Figlio dell'Uomo. Anche se e' invisibile agli occhi del corpo, ogni pensiero e' fornito di una grande potenza, e la sua forza puo' persino scuotere i cieli.

Poi il Figlio dell'Uomo cerchera' la pace dei sentimenti… Dobbiamo dunque sollecitare l'Angelo dell'Amore, affinche' entri nei nostri sentimenti e li purifichi;

e allora tutto cio' che era impazienza e discordia si trasformera' in armonia e pace…

La Pace e' la chiave di tutta la conoscenza, di tutti i misteri e di tutta la vita".

Dovremmo meditare in modo approfondito su queste parole e capire che cosa significhi tradurle in atti concreti. Indubbiamente, io penso che realizzare questa pace implica aver raggiunto il controllo dei sensi, del corpo in generale, dell'emozione e del pensiero; ma cio' a sua volta implica un processo di purificazione in questi tre livelli.

E per attuare cio' e' necessario "conoscere se stessi".

Riflettendo: se non mi conosco nel profondo e non individuo in ogni mia azione qual e' il vero intento che mi muove, non posso sapere che cosa purificare, ne' come controllarmi. Per fare un esempio, possiamo dire che in una situazione di pericolo, come per es. un terreno scivoloso percorso a velocita', riusciamo a controllare un'automobile solo se conosciamo perfettamente il suo funzionamento e ne abbiamo fatto esperienza pratica nelle diverse situazioni.

Per evolvere, quindi, non e' sufficiente solo volgere la mente e le aspettative verso dimensioni superiori o fare pratiche piu' o meno esoteriche, senza essere scesi prima nel proprio profondo e avere risolto tutte le agitazioni, istintivita', i pregiudizi ecc., senza prima aver trovato la pace, l'accettazione piena di ogni situazione, la capacita' di avvolgerci nella pace in qualunque stato.

Se ci lasciamo prendere dal risentimento, se non sappiamo perdonare chi ci sta vicino e ancora ci agitiamo, perche' non riusciamo a dirigere qualcosa o qualcuno come vorremmo; se ci sentiamo delusi,perche' le nostre aspettative non si sono realizzate; se ci sentiamo messi da parte o non considerati; se abbiamo bisogno dell'approvazione degli altri per sentire di valere qualcosa; se ancora vogliamo imporre una nostra idea, quando gli altri non la condividono; quando pensiamo che solo una forma di realta' sia giusta e non ci apriamo alle mille possibilita', al fluire della vita, allora non siamo quello che crediamo di essere e, forse, agitiamo in noi stessi solo fantasie spirituali, fantasie, che precludendoci di vedere la realta', finiscono per allontanarci proprio da quella meta verso cui crediamo di camminare.

Gli Esseni, quindi, ci hanno lasciato da apprendere una grande lezione:

1) ci hanno fatto comprendere l'importanza della pace in tutta la creazione;

2) ci hanno mostrato che l'applicare la pace al nostro mondo interiore puo' creare cambiamenti nel mondo esterno.

Se anche noi crediamo in una visione olistica, ne consegue che dobbiamo considerarci corresponsabili di tutto cio' che accade nel nostro mondo e, in quanto consapevoli della nostra possibilita' di dirigere gli avvenimenti, anche attraverso piccoli cambiamenti, che peraltro possono portare a grandi conseguenze, non possiamo piu' starcene con le mani in mano, aspettando che siano quelli che contano a prendere le decisioni, proprio perche' quelli che contano siamo anche noi.

Braden sostiene che "in ogni momento della nostra esistenza effettuiamo scelte che affermano o negano la vita nel nostro organismo".

Siamo quindi responsabili della nostra salute e abbiamo in noi stessi il potere della guarigione, ma siamo responsabili anche degli altri, perche', all'interno di una visione unitaria, le scelte e le azioni di ogni singolo influenzano tutti gli altri, anche se alcune azioni hanno un effetto minore o maggiore.

Chiunque agisca in modo diverso in situazioni analoghe, apre agli altri delle possibilita', che poi diventano scelte disponibili per tutti.

L'azione diversa non va considerata ne' negativamente ne' positivamente, essa e' soltanto l'introduzione di un'ulteriore possibilita' che si e' concretizzata e che, in ultima analisi, contribuisce ad arricchire la realta', anche quando personalmente non sentiamo di sceglierla. Questa costituisce un'importante lezione di base per la tolleranza.

Tuttavia si ritiene, anche se si ripete quanto gia' detto prima, che bisogna riflettere sul fatto che noi comunque scegliamo continuamente, anche quando non ne siamo coscienti, solo che in quel caso, poiche' scegliamo di non scegliere, in effetti sono gli schemi istintivi di natura animale o quelli culturali stratificati dall'abitudine che scelgono per noi. Ora, se siamo convinti che le nostre scelte, consapevoli o meno, abbiano determinato il nostro mondo cosi' come esso e', ne deriva che, se vogliamo guarire il mondo, dobbiamo sapere discernere tra le nostre scelte e scegliere quelle condizioni che vogliamo sperimentare nella realta'.

Quando modifichiamo le nostre convinzioni e troviamo nuovi modi di esprimerci, il mondo circostante rispecchia le nostre scelte. I sistemi turbolenti diventano pacifici in presenza della nostra pace. Le scelte che affermano la vita nel nostro organismo creano delle condizioni, che rispecchiano tali scelte anche all'esterno.

Forse questo spiega l'antico insegnamento secondo cui per guarire il mondo dobbiamo diventare noi stessi le condizioni che portano guarigione.

Cio' e' stato comprovato anche a livello scientifico: infatti, si e' scoperto che le nostre emozioni e sentimenti influenzano il DNA, che a sua volta influenza gli atomi e le molecole di quanto ci e' vicino.

Questa verita', per esempio, e' implicitamente riconosciuta in alcune parti dell'Oriente (Cina, Filippine) dove la preghiera, secondo l'accezione esposta, e' usata come metodo di cura

In una clinica di Pechino e' stato monitorato un caso di guarigione da cancro alla vescica, da parte di tre guaritori. Il tumore era ripreso su un grande schermo, attraverso la tecnica degli ultrasuoni, ed era evidenziato in tutta la sua gravita'.

I tre guaritori, posti dietro il malato, stavano concentrati usando tecniche di movimento, respiro, pensiero e sentimento. Essi muovevano le mani sul volto e sul petto del paziente senza toccarlo, poi ripetevano continuamente, con sempre maggiore intensita', frasi del tipo: "gia' andato via, gia' avvenuto". Sullo schermo ad un certo punto il tumore comincio' a tremolare e poi a rimpicciolirsi.

Dopo due minuti e quaranta secondi era scomparso!

I guaritori ed il pubblico, che seguivano l'intervento guardando il monitor, erano concentrati sullo stato d'animo del risultato dell'evento e non su quello del tempo che ci sarebbe voluto per guarire. Questa differenza sembra essere molto importante. E' questo il caso della preghiera comune, esperienza di pochi capace di cambiare le emozioni e i pensieri di moltissimi, come dimostrano gli studi scientifici sull'effetto della preghiera.

Braden e' convinto che, se solo l'uno per cento della popolazione mondiale si focalizzasse su un sentimento di preghiera di pace, usando la giusta tecnologia, il mondo intero potrebbe cambiare, potrebbe essere mutata la coscienza del mondo. Tuttavia, bisogna riflettere che la cosa non e' cosi' semplice come sembra, perche' noi stessi, che ci sentiamo pronti a pregare per la pace nel mondo, non siamo esenti da esperienze di guerra nel nostro privato.

Questo e' un esempio di guarigione individuale, pero' l'influenza di uno (o di pochi) non vale solo per modificare qualcosa nell'individuo, ma e' in grado di apportare modifiche piu' generali.

Esiste infatti un collegamento fra le cose e fra tutti gli uomini. Cosi', per risonanza, anche noi siamo connessi in un sistema che potrebbe essere definito come "mente universale". In virtu' di questo sistema, le scoperte e le esperienze di pochi divengono beneficio di molti.

Quando freghiamo il posteggio ad un altro, quando insultiamo l'automobilista che ci sorpassa, o quando sorpassiamo con prepotenza, quando facciamo i furbi e usiamo tutte quelle piccole strategie per prevalere, quando nel lavoro ci mettiamo in competizione, quando ci facciamo raccomandare, quando desideriamo che all'altro sia impedito qualcosa, quando cerchiamo il potere personale, ecc. - perche' mille potrebbero essere gli esempi - noi stiamo seguendo schemi di guerra e di separazione.

Ora, se questi schemi sono dentro di noi, costituiscono il nostro modo di sentire e di rapportarci, come possiamo avere la pace nel mondo?

Il nostro mondo e' l'effetto di cio' che noi siamo. Dobbiamo provare ad essere pace, a provare pace al nostro interno perche' ci sia l'allineamento di pensiero, emozione e sentimento nella nostra preghiera.

Nonostante tutte queste difficolta', tutti i nostri problemi irrisolti, dallo scritto di Braden possiamo trarre un'indicazione preziosa, che coincide con quanto scritto da Redfield: possiamo lavorare su noi stessi e sul mondo estendendo la nostra capacita' di coscienza. Il fatto che ci siano delle difficolta' non esime dal provare a modificarci gradualmente, ma con costanza, ricordando che un bambino impara a camminare camminando, cadendo e rialzandosi. Il gruppo, anzi i gruppi, hanno oggi una grande funzione, un gran potenziale di responsabilita' e di cambiamento nel corso degli eventi, purche' riescano a funzionare secondo modalita' etiche, come si evince dall'Ottava Illuminazione di Celestino.

Occorre ancora, pero', saper emettere pensieri chiari e immagini precise di cio' che si vuol realizzare. Se il pensiero deve guidare l'emozione, non dobbiamo consentire che essi si pongano come il gatto e la volpe. Dobbiamo aver chiaro in mente il mondo che vogliamo, studiandone tutte le possibili conseguenze.

Pertanto, bisogna dar vita ad un'immaginazione collettiva del nuovo mondo e ammantarla di passione, pensare con assoluta fede che esso gia' e', si realizza senza scosse e sconvolgimenti, ma nella gioia e nell'armonia, espressione di una pace che dobbiamo gustare, sentire, amare ed esprimere anche in ogni nostro atto.

Se tanti gruppi si stringono e si sforzano di realizzare questo patto creativo, allora forse veramente transiteremo tutti, con il pianeta, in una dimensione superiore, senza scosse ed eventi traumatici. In sintesi, dobbiamo prendere in mano il nostro destino e costruirlo passo per passo.

Il lavoro dei gruppi dovrebbe, per questo motivo, consistere in un processo articolato:

1) lavoro per la conoscenza e il controllo individuale;

2) potenziamento e mantenimento di un alto potenziale energetico;

3) visualizzazione di un nuovo tipo di societa' e sua diffusione attraverso tutti i mezzi tecnologici moderni, ma anche tramite "forme-pensiero" e la tecnologia della preghiera efficace, nonche' messa a punto, se si trovano gli esperti, di nuove tecnologie pulite di approvvigionamento energetico e di nuove scoperte relative al mondo ideato;

4) collegamento con altri gruppi ad ogni livello per realizzare una coscienza di massa aperta al cambiamento e per l'aiuto e la cooperazione reciproca.

Naturalmente, all'interno dei gruppi ognuno dovra' farsi parte attiva, perche' e' scontato che un programma cosi' vasto non puo' essere solo onere di pochi, ma ognuno, secondo le proprie possibilita' e competenze, in spirito di servizio, dovra' attivamente fare la sua parte. Inoltre, se c'e' purezza di intenti e vero spirito di servizio e non protagonismo, sicuramente gli aiuti verranno dall'alto copiosi, mentre un gruppo che presenta disfunzioni, mancanza di chiarezza, o in cui i membri cercano realizzazioni personali o, ancora peggio, tramite cui qualcuno amplifichi il proprio ego, sara' sicuramente abbandonato dal conforto della presenza dei maestri e delle essenze angeliche.

Un altro testo che recentemente vagliato s'intitola: "Manuale per il Nuovo Paradigma - Come liberarci dalle schiavitu' imposte e salvare il pianeta dalla distruzione". E' un testo in cui non figura l'autore, e che si presenta come una serie di comunicazioni date tramite channelling.

Il contenuto del libro, edito dalla Macro Edizioni, concorda, nei punti salienti, con quanto esposto in questa sede finora.

Vengono esortati i gruppi, perche' imparino ad ampliare la consapevolezza e a invocare la piu' alta fonte di conoscenza, affinche' (vi) aiuti a concepire un nuovo modo di vivere l'esistenza tangibile.

L'esortazione in un certo senso e' rivolta agli uomini di buona volonta', perche' viene riconosciuto che i tempi sono brevi e non si puo' piu' indugiare, cercando di convincere tutti ad assumersi la responsabilita' di cercare una via d'uscita alla corsa verso la distruzione totale del pianeta. La realta' attuale viene riconosciuta come espressione di quest'umanita', ed ora, sostiene il testo, occorre un vero e proprio salto concettuale che non neghi questa esperienza, ma vada alla ricerca della sua struttura fondamentale. Tutti siamo responsabili di questo stato di cose, anche quelli che attivamente non hanno commesso atti riprovevoli; essi comunque sono responsabili di non aver messo argini al disordine, di non essere stati attenti e accorti e per cio' stesso di aver consentito di essere vittime e non attori della propria vita.

Occorre saper usare il pensiero "focalizzato e lasciato libero", poiche' esso e' uno strumento formidabile se viene usato correttamente, seguendo alcuni requisiti: per prima cosa il pensiero espresso deve essere consono o in sintonia con il flusso naturale dell'universo, cioe' non deve essere contrario alle leggi divine; deve essere guidato da una motivazione specifica, da una intenzione precisa espressa con chiarezza e determinazione e deve essere lasciato andare con la piena fiducia che esso sara' portato a compimento nei piani eterici e che poi si manifestera' nella realta'.

Sin qui ritroviamo gli stessi concetti gia' espressi.

La novita', che pero' appare in questo testo, e' il riferimento, non del tutto chiaro, forse ad una piccola parte dell'umanita', o comunque a forze oscure che, lavorando dietro le quinte, stanno riuscendo ad avere il controllo totale del resto degli uomini e del pianeta per portarlo verso una fase discendente, contraria al processo evolutivo e quindi ai fini del Creatore. Il nostro pensiero, sempre secondo l'entita', e' magistralmente condizionato e centrato sull'accoglimento di opinioni altrui, dirette dai media e su concetti di autodifesa dai pericoli e di ricerca di esperienze sessuali e di dipendenza da mediatori religiosi,che ci allontanano dal contatto diretto con la Fonte.

Articolo già pubblicato su www.tarocchionline.net

martedì 26 maggio 2009

persone o supereroi?


una persona normale prova nella sua vita sia sentimenti di accettazione nei confronti del prossimo che sentimenti di non-accettazione, anche a fronte di comportamenti del prossimo, analoghi tra loro. La differenza di atteggiamento la fanna tanti fattori, tra cui, la situazione contingente, l'umore, le circostanze ecc.
Perchè un genitore invece deve provare prevalentemente accettazione nei confronti dei propri figli, e soprattutto deve avere sempre lo stesso atteggiamento riguardo comportamenti analoghi dei propri figli? Cosa sono i genitori? dei Robot?
E' evidente che mascherare i propri sentimenti (cioè dichiarare un atteggiamneto di accettazione, quando invece qualcosa non ci va proprio giù) è un comportamento che ha molti più contro che pro.
I genitori sono persone non super eroi (ve lo posso assicurare; Lo so!).
Quindi non sono assolutamente obbligati ad esprimere accettazione se non la provano. E questo comportamento sincero porterà più vantaggi. Infatti per quanto i ragazzi preferiscano senza dubbio che i loro comportamenti siano accettati dai loro genitori, sono assolutamente in grado di gestire la frustrazione della disapprovazione, quando il comportamento dei "vecchi" è sincero e chiaro, e corrispondente a sentimenti veri. Anzi vi dirò di più, spesso questo tipo di "incomprensione" si rivela molto utile e più educativa dell'accettazione incondizionata. Questo non solo aiuterà i ragazzi a capire e a capirsi, ma permetterà loro di considerare i propri genitori delle persone vere, con cui è possibile e spesso anche piacevole instaurare un rapporto umano.

lunedì 25 maggio 2009

La fisica quantistica spiega la legge di attrazione


Tu sei colui che plasma tutta realtà fisica che ti circonda, e tutto ciò che ti accade nella tua esistenza è attirato, chiamato, invocato da te, nel bene e nel male!
Questa è un’affermazione molto forte che potrebbe attirarmi anatemi e accuse di follia imminente, eppure è la pura e semplice verità.

La Teoria

La fisica quantistica è una branca della fisica che si separa dalla fisica classica e nasce dallo studio dell’atomo.
La meccanica quantistica è nata dalla crisi della fisica classica, in quanto quest'ultima era incapace di dare delle risposte plausibili ai nuovi fenomeni che si andavano ad osservare nel mondo atomico e subatomico.
Tutto cambia nel momento in cui si scopre che l'elettrone non è solo un corpuscolo ma anche un onda (energia).
L’applicazione delle leggi della fisica classica allo studio degli atomi portava a risultati assurdi. La soluzione arrivò da Max Karl Ernst Ludwig Planck che lo fece ipotizzando l'esistenza dei quanti (quantità discrete di energia).
Per Quanto (dal latino Quantum) si intende la quantità più piccola di energia o materia con cui si entra in relazione con leggi opposte alla Fisica classica.
In questo modo Planck dimostrò che gli scambi di energia avvengono in modo discreto e non come si è sempre creduto nel "flusso" continuo di energia.
Se si fossero seguiti i dettami della fisica classica l'elettrone ruotando intorno al nucleo perderebbe energia e di conseguenza dovrebbe precipitare sul nucleo stesso. Con il quanto tutto è più semplice disse Einstein.
La fisica classica si pone l'obiettivo di dare una spiegazione partendo dal presupposto che non esistono limiti alla precisione delle misurazioni, mentre per la fisica quantistica il fatto di compiere una misurazione non prevede di ricavare delle quantità precise e univoche.
In sostanza per la fisica quantistica non si può determinare un modello atomico preciso poiché il fatto stesso di studiare un atomo e gli elettroni fornisce energia agli stessi e così facendo ne modifica lo stato.

Molte teorie della fisica, infatti, sembrano riprendere dei concetti che diverse religioni esprimono dalla notte dei tempi.

Una delle più grandi scoperte della fisica quantistica è che tutta la materia, indipendentemente dallo spazio che la separa, è costantemente collegata ed unita. E più osserviamo il mondo a livello microscopico fino al subatomico e più questo legame è lampante.

Due particelle di energia pur essendo distanti a migliaia di km tra loro comunicano, nello stesso momento, in perfetta coscienza e sono in realtà…la stessa particella contemporaneamente presente in posti diversi Questo significa che anche noi siamo uniti nell’Unico Campo Cosciente e che le distanze fisiche sono solo un’illusione in quanto la materia non è altro che Pura Coscienza-Energia condensata in forme diverse.
La fisica dei quanti ha dimostrato che la materia è vuota, il nucleo dell’atomo nel suo centro contiene un “punto di materia/non materia” definito Bip e si tratta di un’ informazione-pensiero condensata.
E’ logico comprendere che se tutta la materia è retta da un pensiero questo pensiero dovrà esistere sempre. Se il Pensiero dovesse smettere di essere anche solo per un attimo tutta la materia non sarebbe più.
Quando sentiamo che il mondo ci sta “crollando addosso” è perché per un certo tempo non abbiamo pensato bene, in maniera coerente con il Principio della materia.

Tutto questo significa decisamente un nuovo modo di pensare e agire non più in forma separata e quindi da spettatore passivo delle “leggi fisiche”, ma come osservatore consapevole e cosciente e soprattutto attivo.
Queste scoperte ci hanno portato a capire l’effetto della volontà umana sul mondo fisico, l’influenza che l’uomo ha sulla realtà e sulle vicende che accadono. È stato infatti scientificamente provato che la mente umana è in grado realmente di interferire sul mondo, e quindi è diventato più comprensibile il fatto che noi non siamo le “vittime” delle circostanze, ma le “cause” delle stesse!!

I sensi di colpa sono l'anticamera di una patologia


I sensi di colpa non sono tutti uguali. Il modo in cui ci sentiamo in colpa rivela informazioni preziose sulla nostra personalità. Si possono ricondurre a due tipologie principali: quelli derivanti dalla sensazione di aver danneggiato qualcuno (senso di colpa altruistico) e quelli legati alla convinzione di aver trasgredito delle norme morali (senso di colpa deontologico). Il primo tipo sarebbe caratteristico delle persone predisposte alla depressione, mentre il secondo è più frequente nelle persone che rischiano disturbi ossessivi-compulsivi.
Le persone fortemente depresse arrivano ad accusarsi di colpe gravissime fino a pensare di essere responsabili della rovina della propria famiglia o addirittura dell'intera umanità. L'origine del senso di colpa nella depressione è stata oggetto di studio da parte degli psico-analisti fin dai tempi di Sigmund Freud (1856/1939), che nel 1915 ipotizzò che i pazzienti depressi rivolgessero verso sè stessi la rabbia conseguente alla perdita di una persona amata.
Per melanie Klein (1882/1960), invece la depressione nasceva dalla preoccupazione di aver danneggiato le persone amate a causa della propria aggressività, mentre Edith Jacobson (1897/1978) suggerì che i pazienti tendono ad identificarsi con la persona amata perduta, pur svalutandola, e ciò è la causa della loro perdita di autostima. Per Giovanni Liotti le persone predisposte alla depressione sono quelle che sono inconsciamente convinte di essere meritevoli di amore solo a fronte di grandissimi sforzi; una perdita affettiva può indurre in loro la sensazione di non essersi impegnati abbastanza o che, al contrario, non valga la pena impegnarsi in nulla.
Il senso di colpa dei pazienti affetti da disturbo ossessivo/compulsivo sembrerebbe legato al timore di essersi comportati in modo immorale e riprovevole. Queste persone, con esagerato senso di responsabilità e i più severi giudici di sè stessi, sembrano aver bisogno di mantenere un'immagine di sè irreprensibile da l punto di vista morale.
Francesco Cro
tratto da Salute n.624 21 maggio 2009

venerdì 22 maggio 2009

Siamo persone o ...genitori?


Quando si diventa genitori, accade un fatto strano e malaugurato. Si comincia ad assumere un ruolo, a recitare una parte, dimenticando di essere una persona. Una volta entrati nel sacro regno del ruolo genitoriale, si pensa di dover indossare la tonaca del genitore. In buona fede si assumono certi comportamenti perchè si crede che i genitori debbano comportarsi così. Franco ed Elena Rossi, due esseri umani, improvvisamente si trasformano nel signor Rossi e Consorte, Genitori.
Senza paura di esagerare questa trasformazione è densa di complicazioni, perchè spesso fa dimenticare ai genitori di essere ancora persone con i propri comprensibili difetti, con i propri limiti, persone autentiche dotate di sentimenti reali. (...) Non si sentono più liberi di essere se stessi, a prescindere dai sentimenti che provano nelle diverse occasioni. In quanto genitori sentono la responsabilità di essere qualcosa di meglio che semplici persone.
Questo terribile carico di responsabilità diventa una sfida. Queste persone (diventate genitori) sentono di dover essere all'altezza della situazione, di dover sempre amare i figli, di dover essere sempre tolleranti senza condizioni, di dover mettere da parte i propri bisogni e sacrificarsi per i figli,di dover essere giusti in ogni circostanza, e soprattutto di non poter ripetere gli errori dei propri genitori.
Per quanto comprensibili e ammirevoli, queste buone intenzioni di solito riducono l'efficacia dei genitori invece di accrescerla. Dimenticare la propria umanità è il primo grave errore di chi diventa genitore. Un genitore efficace è quello che si concede di essere una persona, una persona autentica. I figli apprezzano molto queste qualità di umanità e schiettezza nei loro genitori. (...) I ragazzi regiscono positivamente ai propri genitori quando sono persone, non attori che recitano una parte sforzandosi di essere qualcosa che non sono. (Thomas Gordon - Genitori Efficaci - La meridiana)

Approfondisci su "Mamma in Divenire"

Sms per i banbini del congo


Un sms per sostenere i 2980 bambini e bambine della Repubblica Democratica del Congo spesso costretti a combattere in giovanissima età. Il progetto è della onlus Intervita, in collaborazione con il Giro d'Italia che quest'anno festeggia il suo centenario. A ogni tappa del famoso tour Intervita sarà presente con box informativi sulle sue attività e per raccogliere fondi utilizzati per garantire a tutti i bambini, anche a quelli delle comunità più povere del pianeta acqua, cibo, cure mediche e istruzione, "affinchè" spiegano dall'associazione "possano farsi parte attiva nella costruzione di un futuro di pace". La raccolta fondi, attraverso l'invio dell sms solidale 48589, andrà avanti fino al 31 Maggio 2009.
info www.intervita.it Tel. 848 883388

Creazione Inconsapevole


Il problema è che l’uomo per lo più è un creatore inconsapevole e quindi senza rendercene conto attiriamo nella nostra vita proprio ciò che non vogliamo.
Ecco perché la gran parte della gente non vive la vita dei sogni, si lagna e brontola costantemente attribuendo la responsabilità di tutti i propri guai al fato, alla fortuna e i più lungimiranti al Karma, senza però risolvere nulla.

Infatti quando i nostri timori e le nostre paure si concretizzano noi ci arrabbiamo con il destino, con la malasorte con il fato quando in realtà gli unici responsabili di quello che ci succede siamo noi stessi.

E’ difficile questa cosa da accettare! Ognuno è responsabile (spesso inconsapevolmente) in prima persona di tutto ciò che gli accade! Niente scuse, nessuna possibilità di giocare a scarica barile. Noi siamo gli unici responsabili di ciò che ci accade.

Io non sto dicendo che le persone attraggano perché lo vogliono, situazioni negative o comunque dolorose nella propria realtà, ma il fatto che non lo facciano volontariamente non significa che non siano loro stessi a farlo!
Ripeto ognuno è l’unico diretto responsabile di quello che gli accade nella sua vita!

Le persone quindi si trovano a vivere situazioni che avrebbero preferito evitare loro malgrado, in primo luogo perché fissano i loro pensieri e di conseguenza le loro emozioni su quello che non vogliono, o che vogliono evitare. Quante volte sentiamo appelli accorati del tipo: "non voglio stare da solo!" oppure "Sarebbe una disgrazia se perdessi il lavoro" o ancora "non voglio guadagnare così poco" ecc.

Questo atteggiamento è esattamente quello che ci porta a manifestare esattamente quello che temiamo.
In secondo luogo la maggior parte delle persone non conosce la legge dell’attrazione.
Questi sono i due motivi principali che spiegano l’esistenza del cosiddetto "male"
Appunto come dice il professor Giacobbe: "il pensiero che produce sofferenza è involontario".

Articolo già pubblicato su www.legge-di-attrazione.net

Finalmente "rinasce" il ministero

Finalmente "rinasce" il ministero
Salute di Repubblica - 21 maggio 2009

Adesso che sono state pubblicate le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale, volte a cambiare la legge 40 sulla fecondazione assistita, è stata resa giustizia non tanto a chi si è opposto alla legge per motivi etico-politici, ma al buon senso, al mondo medico-scientifico e alle coppie disperate che si sono trovate costrette ad andare all'estero per poter vedere materializzato il loro sogno, la speranza di avere un figlio. Forse la decisione più importante, sul piano pratico, riguarda il riconoscimento del ruolo del medico, il quale adesso, può decidere caso per caso su quanti ovociti far fecondare, può valutare quanti embrioni trasferire nell'utero della paziente. Ed è ribadita la possibilità della diagnosi preimpianto - già confermata dalle linee guida dell'ex ministro Livia Turco che aveva recepito le richieste di vari tribunali - senza il limite dei tre embrioni, come dettava la 40. Vedremo nei prossimi mesi gli effetti della sentenza. Sperando che il governo non la ostacoli, ricorrendo a mezzucci ostruzionistici. Se facesse così sarebbe grave. Anche se gli italiani hanno memoria corta e dimenticano le angherie, come quelle messe in atto contro le sentenze a favore degli Englaro, quando il governo si distinse per rapidità di decisione e per ineffabilità. Allora si mise in luce il ministro Sacconi.
Già, Sacconi. Il "responsabile" del Welfare non guiderà più la Salute. Infatti nella compagine governativa c'è qualche novità. Come forse i lettori ricordano, nel nostro "giù" della scorsa settimana ("Brambilla sì e Fazio no?"), ponevamo alcune domande: le risposte sono arrivate prima dell'uscita di "Salute". La signora Brambilla ha ottenuto il ministero del Turismo (ma pesano le parole sferzanti del leader Udc, Pierferdinando Casini: "La maggioranza litiga su tutto, tranne che sulla Brambilla ministro, che è una cosa che fa scappar da ridere. Gli italiani da stasera saranno più tranquilli"). Ferruccio Fazio da sottosegretario è stato nominato viceministro alla Salute. E appena "risorgerà" il dicastero, sarà ministro. Una buona notizia, perché avevamo auspicato (come altri) la "rinascita" del ministero, la cui assenza ha pesato. Fazio svolgerà con grande attenzione il nuovo compito.
La stessa attenzione che poniamo noi di "Salute" ogni settimana nel costruire un settimanale di qualità. Ma il nostro lavoro di divulgazione non è esente da errori, valutazioni sbagliate, superficialità, enfasi: insomma tuttoquello che riguarda, in negativo, l'informazione. Con una differenza, non trascurabile, per chi scrive di salute, medicina, ricerca, benessere: i rischi sono maggiori, perché quel che scriviamo può generare illusioni tra persone che soffrono. Inoltre sappiamo di avere un pubblico molto preparato, attento, curioso, più sensibile rispetto alle notizie che pubblichiamo, positive o negative che siano.
Per essere più chiaro. Due settimane fa nell'ambito di una nostra inchiesta sulle applicazioni delle staminali, è stato scritto che "la malattia di Duchenne o la Sla (Sclerosi amiotrofica laterale), patologie finora incurabili, oggi si possono curare con le staminali adulte". Questa frase era sbagliata, nonostante fosse chiaro, nella frase successiva, che la descrizione era riferita a sperimentazioni che avevano dato risultati interessanti. Niente di più. niente di meno. Tuttavia quelle tre parole, "si possono curare", collegate a malattie gravissime, erano sbagliate. All'interno pubblichiamo un articolo per rifare il punto delle ricerche. E comunque, in questi casi, ripeto sempre la battuta di Billy Wilder: nessuno è perfetto. E nemmeno noi lo siamo.

Guglielmo Pepe

giovedì 21 maggio 2009

Tu sei Pietro, su questa Pietra costruirò la mia Chiesa


Questa è la frase attribuita a Gesù sulla quale i teologi cattolici fondano tutto l'edificio e il potere della Chiesa cristiana. Questa dichiarazione proverebbe che Gesù ha messo Pietro e i suoi successori (eredi?) a capo della nascitura Chiesa cristiana. Ma forse quella ufficiale non è la sola interpretazione possible, alla luce delle varie traduzioni: Aramaico/greco/latino/Italiano....

(Matteo16:13-20)
Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?».
Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Voi chi dite che io sia?».
Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli.
E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa».


Ecco il passaggio a cui si fa riferimento riportato integralmente nella traduzione italiana.

Inizialmente Gesù loda la professione di fede di Pietro, ma l'attribuisce immediatamente non a ragionamenti umani, ma ad una rivelazione divina; non fu infatti la «carne e il sangue», cioè Pietro con le sue facoltà umane, a dare la risposta esatta, ma un'illuminazione di Dio.

La specificazione «perché non la carne e il sangue t'hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli», chiarisce come Dio sia sovrano su ogni cosa e come in lui ogni molteplicità torni all'essenza dell'Uno. E contrappone questo concetto all’umanità di Pietro, che in quanto uomo appunto non è in grado di riconoscere in Cristo il Figlio dell'Uomo, se non per mezzo di Dio.
Tanto più che la fragilità della natura umana lontana dall'aiuto di Dio riemerge nei versetti successivi: "Allora Pietro lo prese in disparte e cominciò a riprenderlo, dicendo: «Signore, Dio te ne liberi; questo non ti avverrà mai». Ma egli, voltatosi, disse a Pietro: «Vattene via da me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini»" (Matteo 16;22-23).

Inoltre i discepoli avevano già proclamato che Gesù era Il Figlio di Dio, ma sempre dopo aver assistito a qualche miracolo, quindi diciamo sull'onda dell'entusiasmo, come la tempesta sedata (Matteo 14; 33); lo avevano già affermato anche i demoni, ma Gesù non prese mai in considerazione quello che essi affermarono come prova della Sua essenza. (Matteo 8; 29).

Quindi è sbagliato affermare che Pietro sia stato il primo a capire la divinità di Gesù. Anche Giovanni Battista aveva già riconosciuto in Gesù il Messia Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: "Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo" (Giovannai 1;29) e anche i Andrea suo fratello aveva dichiarato che Gesù era il messia quando fu chiamato a seguirlo "Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: "Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)" (Giovannai 1;40-41).


Per capire il senso delle parole di Gesù «Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa», è indispensabile tenere tenere presente il fatto che che Gesù aveva cambiato nome a Simone chiamandolo Pietro.

Secondo la concezione ebraica chi riceve e accetta un nome da un altro al posto del suo accetta anche di divenire sottoposto all'altro ed instaura un particolare rapporto con lui. I tre discepoli più intimi di Gesù sono appunto coloro che ricevettero da Lui uno nome nuovo: Simone, chiamato Pietro; Giacomo e Giovanni chiamati «figli del Tuono»per il loro carattere impetuoso.

Quando incontrò Simon Pietro per la prima volta, Gesù gli disse:"Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Kefa (che vuol dire Pietro)" (Giovanni 1;42).
In seguito Simone sarà quasi sempre chiamato Pietro.

Kefa in aramaico è un termine maschile ed è stato usato da Gesù per rinominare Pietro con un termine appunto maschile. Matteo scrive in greco e traduce questa parola con Petros, nome maschile che significa ciottolo o pietra che rotola, e non con Petra, nome femminile, che significa roccia. I due termini hanno un valore simbolico diverso, percè il primo rappresenta l'instabilità, l'incosatanza (ciotolo che rotola) il secondo rappresenta la forza, l'immutabilità e l'affidabilità (Roccia).

Pertanto la traduzione sarebbe: «Tu sei PETROS, su questa PETRA... », si potrebbe tradurre come segue: «Tu sei ciottolo (Petros), su questa Roccia (Petra) edificherò la mia Chiesa».

Gesù non dice: «Tu sei Pietro e su di te costruirò la mia chiesa», ma «su questa Roccia (Petra)», ovvero su di me roccia, che sono «il Cristo, il Figlo del Dio vivente» come tu, Ciotolo, sotto l'influenza di Dio hai appena detto . Perciò seguendo il ragionamento, secondo il Vangelo di Matteo, da un'ispirazione divina e restando alle stesse parole di Pietro, la Pietra a cui fa riferimento Gesù è se stesso.

S.Paolo afferma che la roccia spirituale che accompagnava gli Israeliti nel deserto era Gesù.
"Tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo" (1 Corinzi 10;4);
"Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore;
mio Dio, mia rupe, in cui trovo riparo"
(Salmi 18;3)
"Infatti, chi è Dio, se non il Signore?
O chi è rupe, se non il nostro Dio?"
(Salmi 18;32)
"Ti siano gradite le parole della mia bocca,
davanti a te i pensieri del mio cuore.
Signore, mia rupe e mio redentore."
(Salmi 19;15)
"Confidate nel Signore sempre,
perché il Signore è una roccia eterna."
(Isaia 26;4)

Cristo è la roccia sulla quale sarà edificata la Sua Chiesa;
i profeti e gli apostoli ne sono le pietre fondamentali e tutti i credenti le «pietre viventi»

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta testata d'angolo.
(salmi 118;22)

Non avete forse letto questa Scrittura:
La pietra che i costruttori hanno scartata
è diventata testata d'angolo.
(marco 12;10)

Siete stati edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù.
In lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore;
In lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito.
(Efesini 2; 20-22)

Pietro, come Paolo, non ha mai riconosciuto alcun altro fondamento della Chiesa che Gesù Cristo stesso, che è la roccia che sostiene tutta la Chiesa

Questo Gesù è la pietra che, scartata da voi, costruttori, è diventata testata d'angolo. (Atti 4;11)

Stringendovi a lui, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo.] Si legge infatti nella Scrittura: Ecco io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa
e chi crede in essa non resterà confuso. Onore dunque a voi che credete; ma per gli increduli la pietra che i costruttori hanno scartato è divenuta la pietra angolare,
sasso d'inciampo e pietra di scandalo.
(Pietro 2;4-8).

La stessa Bibbia quindi dichiara apertamente che non è su Pietro che la chiesa è stata edificata, ma su Cristo, il figlio del Dio vivente. Pietro, gli apostoli e tutti i credenti sono chiamati, sotto ispirazione divina, a dichiararlo.

La frase «Tu sei Pietro e su questa Pietra» è un astuto gioco di parole che fa capire ulteriormente il contrasto esistente tra un ciottolo e una roccia: il primo è il simbolo di Pietro stesso, un uomo instabile ed impulsivo, la seconda è il simbolo di Cristo immutabile.

Questa interpretazione è confermata dai fatti sucessivi:

Poche righe dopo sempre in Matteo Gesù si rivolge a Pietro dicendogli: "vattene via da me, Satana, tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini".

Gesù non ha mai assegnato alcun primato né a Pietro, né a nessun altro apostolo o discepolo.

Quindi accettare il primato di Pietro, significa porsi in contrasto con il pensiero di Gesù e degli stessi apostoli.

S. Agostino dice a riguardo: «Il salvatore dice: tu sei Pietro e su questa pietra che tu hai confessata, su questa Pietra che tu hai riconosciuta esclamando tu sei il Cristo, il figlio dell’Iddio vivente, io edificherò la mia chiesa, vale a dire su me stesso, che sono il figlio dell’Iddio vivente» (Serm. 76).

Origene dice a riguardo: «Se tu immagini che solo su Pietro sia stata fondata la Chiesa che cosa potresti dire di Giovanni, il figlio del tuono, o di qualsiasi altro apostolo? Se anche noi diciamo Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio Vivente, allora anche noi diventiamo Pietro: perché ciascuno che si rende simile a Cristo diviene "Pietro"» (Comm. A Matteo).

S. Ambrogio vescovo di Milano dice a riguardo: «Pietro… ottenne un primato, ma un primato di confessione e non d’onore, un primato di fede e non di ordine» (De incarnationis dominicae sacramento, IV, 32).

Il Nuovo Testamento non fa mai apparire Pietro come il capo della cristianità, e l'apostolo non crede di essere il successore di Gesù alla testa della Chiesa. Il suo Maestro, ch'egli servirà fino al martirio, ha dato a lui e a tutti i discepoli un consiglio che non dimenticherà mai: «Ma voi non vi fate chiamar "Maestro"; perché uno solo è il vostro maestro, e voi siete tutti fratelli. E non chiamate alcuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è ne' cieli. E non vi fate chiamar guide, perché una sola è la vostra guida, il Cristo:ma il maggior fra voi sia vostro servitore. Chiunque s'innalzerà sarà abbassato, e chiunque si abbasserà sarà innalzato» (Matteo 23;8-12).

La rete di Indra


il vasto mare si è originato da una sola goccia di rugiada"

Ed è così: l'immenso contiente in se il piccolo e ogni cosa piccola (o che ci sembra tale) azione quotidiana, che facciamo per noi e per chi ci sta intorno, originerà il mare calmo e, nello stesso tempo, impetuoso della nostra vita. Ecco la "rete di Indra" che si materializza davanti ai nostri occhi... (Nichiren Daishonin)

"Si dice che nel cielo di Indra esista una rete di perle disposta in modo tale che, osservandone una, si vedono tutte le altre riflesse in essa. Nello stesso modo, ogni oggetto nel mondo non è semplicemente se stesso ma contiene ogni altro oggetto e, in effetti, è ogni altra cosa."

NELLA CASA DI INDRA E' DETTA ESSERVI UNA RETE DI PERLE SIFFATTA CHE SE NE GUARDI UNA TUTTE LE ALTRE VEDI IN LEI RIFLESSA: ALLO STESSO MODO, OGNI COSA AL MONDO NON E' SOLO SE STESSA MA TUTTE LE ALTRE RACCOGLIE, E LEI DIFATTI E' TUTTE LE ALTRE (Diamond Sutra)

Nel cielo di Indra, si dice che esista una rete di perle, raccolte in modo che se tu guardi una di esse tutte le altre vi si riflettono. Allo stesso modo ogni oggetto nel mondo non è solo se stesso, ma implica ogni altro oggetto e di fatti è ogni altra cosa.


Per anologia, per similitudine il nostro cuore riesce a percepire la vita fatta di un’infinita rete di fili che pervade tutto l’universo. I Fili orizzontali sono nello spazio, i fili verticali sono nel tempo. Ad ogni loro incrocio, c’è un essere. E ogni essere è una perla di cristallo. Il grande fulgore di un Essere Assoluto illumina e penetra ciascuna perla. E ciascuna perla riflette non solo la luce di tutti gli altri cristalli della rete, ma anche ogni altro riflesso dell’universo intero (la rete di Indra – RigVeda).

L'allegoria Buddhista della "Rete di Indra" racconta di una rete di fili infinita presente in tutto l'universo. I fili orizzontali corrono attraverso lo spazio, i fili verticali attraverso il tempo. Ad ogni incrocio di fili c'è un individuo e una perla di cristallo. La grande luce dell' Essere Assoluto illumina e penetra ogni perla; inoltre ogni perla riflette non solo la luce proveniente da dall'essere assoluto, ma anche quella proveniente da ogni altra perla e dall'intero universo.

martedì 19 maggio 2009

L'abbondanza


L'abbondanza è lo stato naturale della tua mente superiore, la scarsità è la posizione tipica della tua mente egoica.

La tua mente superiore può accedere alla visione più ampia della tua vita.

La tua mente egoica si perde nei dettagli e cerca di proteggerti dalle frecce e dai colpi di un'enorme fortuna.

L'abbondanza è essere nel flusso, l'abbondanza è la tua vera natura.

Non hanno importanza i messaggi trasmessi dai media, tu sei la fonte della tua stessa abbondanza, non il tuo lavoro o il tuo capo, il governo o il tuo conto in banca.

Tu sei creativo per natura e possiedi le risorse interiori per far fronte a qualsiasi sfida si presenti sulla tua strada.

Concentrati sui doni
, sulle tue forze e sulla tua visione. Non passare troppo tempo sui dettagli della tua vita.

Vivila!!!!!

Steve Nobel

lunedì 18 maggio 2009

Karma e legge d'attrazione


Il Karma è il destino! ….beeep risposta sbagliata.
Questa è una delle tante leggende metropolitane nate per semplificare un concetto che passava dalla cultura orientale a quella occidentale. Si è cercato di tradurre il termine, ma lo si è fatto in maniera semplicistica.

La Legge del Karma sostiene che "ciò che fai ti ritorna". Quindi molto semplicemente il "Karma" è l’insieme di tutte le esperienze vissute in questa e nelle altre vite e che determina ciò che ci accadrà in questa e nelle prossime vite. Al di là di tutte le elucubrazioni filosofiche che stanno alla base di questo concetto io penso che (ancora forse semplicisticamente) il Karma orientale corrisponda sostanzialmente alla nostra Legge di Attrazione.

La filosofia Buddhista sostiene che il motivo dell’infelicità umana non dipende da cause esterne a noi stessi, ma al contrario sta tutto dentro di noi nella nostra testa e nel nostro cuore. Dagli insegnamenti del Buddha si ricava che qualora una persona commetta un’azione di qualunque genere ne porterà l’eredità per sempre, perché l’energia delle azioni non si dissolve mai. In altre parole "chi semina vento raccoglie tempesta". In effetti in sanscrito "Karma" significa azione. Questo è un concetto che ritroviamo, sostanzialmente immutato un po’ in tutte le religioni.

Ogni azione compiuta, continuando ad esistere a livello energetico, influenzerà pesantemente il corso dell’esistenza futura.
Le azioni si suddividono in azioni positive e azioni negative; le prime portano l’effetto di manifestare situazioni positive nella vita di chi le ha compiute, le seconde ovviamente danno vita a manifestazioni negative.

Io non vedo tante differenze con la legge dell’attrazione. La legge dell’attrazione parla di pensieri e di emozioni anziché di azioni, ma le azioni che compiamo suscitano sempre in noi delle emozioni, quindi credo si possa affermare che la legge del Karma è una sotto-legge ( si può dire sotto-legge?) della più ampia legge di attrazione.

Anche per quanto riguarda il Karma esiste la possibilità di raddrizzare la situazione anziché rassegnarsi a subire i risultati delle azioni passate (ecco qui dove è sbagliato identificare il Karma con il destino). Noi possiamo utilizzare il nostro libero arbitrio per compiere tante azioni positive quante sono necessarie a compensare quelle negative compiute nel passato.

Per quanto riguarda la legge di attrazione anch’essa sostiene che per sfuggire agli effetti dei nostri pensieri negativi del passato che continuano a manifestare negatività nella nostra esistenza non abbiamo che da allinearci alla vibrazione positiva dell’amore e manifesteremo nella nostra vita solo positività.

Gli uomini sono gli unici responsabili di quello che sono e delle esperienze che vivono, e in ogni momento gettano le fondamenta per ciò che saranno e per ciò che vivranno nel futuro. Questo è il karma, ma questa è anche la legge dell’attrazione.
Io non so se la legge di attrazione funziona in eterno da una vita all’altra (in realtà non ho le idee molto chiare riguardo alla reincarnazione) so per certo però che in questa vita funziona eccome e funziona come descritto fin qua.

Articolo già pubblicato su www.leggediattrazine.net

il bene e il male


Durante una lezione, un professore lanciò una sfida ai suoi alunni con la seguente domanda:

“Dio creò tutto quello che esiste? “ ”Un alunno rispose con coraggio:” Sì, Lui creò tutto… “
“Realmente Dio creò tutto quello che esiste?” domandò di nuovo il maestro.
Sì signore, rispose il giovane.
Il professore rispose: “Se Dio ha creato tutto quello che esiste, Dio ha fatto anche il male, visto che esiste il male! E se stabiliamo che le nostre azioni sono un riflesso di noi stessi, Dio è cattivo!”
Il giovane ammutolì di fronte alla risposta del maestro, inorgoglito per aver dimostrato, ancora un volta, che la fede era un mito.

Un altro studente alzò la mano e disse: “Posso farle una domanda, professore?”
“Logico”, fu la risposta del professore.
Il giovane si alzò e chiese:” Professore, il freddo esiste?”
“Però che domanda è questa?… Logico che esiste, o per caso non hai mai sentito freddo?”
Il ragazzo rispose: “ In realtà, signore, il freddo non esiste. Secondo le leggi della Fisica, quello che consideriamo freddo, in realtà è l’assenza di calore. Ogni corpo o oggetto lo si può studiare quando possiede o trasmette energia; il calore è quello che permette al corpo di trattenere o trasmettere energia. Lo zero assoluto è l’assenza totale di calore; tutti i corpi rimangono inerti, incapaci di reagire, però il freddo non esiste. Abbiamo creato questa definizione per descrivere come ci sentiamo quando non abbiamo calore ”.

“E,… esiste l’oscurità?”, continuò lo studente. Il professore rispose: “Esiste”.
Il ragazzo rispose: “Neppure l’oscurità esiste. L’oscurità, in realtà, è l’assenza di luce. La luce la possiamo studiare, l’oscurità, no! Attraverso il prisma di Nichols, si può scomporre la luce bianca nei suoi vari colori, con le sue differenti lunghezze d’onda. L’oscurità, no!… Come si può conoscere il grado di oscurità in un determinato spazio? In base alla quantità di luce presente in quello spazio. L’oscurità è una definizione usata dall’uomo per descrivere il grado di buio quando non c’è luce”.

Per concludere, il giovane chiese al professore: “Signore, il male esiste?”
E il professore rispose: “Come ho affermato all’inizio, vediamo stupri, crimini, violenza in tutto il mondo. Quelle cose sono del male”
Lo studente rispose: “ Il male non esiste, Professore, o per lo meno non esiste da se stesso. Il male è semplicemente l’assenza di bene… Conformemente ai casi anteriori, il male è una definizione che l’uomo ha inventato per descrivere l’assenza di Dio. Dio non creò il male...
Il male è il risultato dell’assenza di Dio nel cuore degli esseri umani. Lo stesso succede con il freddo, quando non c’è calore, o con l’oscurità, quando non c’è luce“.

Il giovane fu applaudito da tutti in piedi, e il maestro, scuotendo la testa, rimase in silenzio.

Il rettore dell’Università, che era presente, si diresse verso il giovane studente e gli domandò: “Qual è il tuo nome?” La risposta fu: “Mi chiamo Albert Einstein”.

Yin e Yang


Ci sono due leggi scientifiche (fisica) che ci spiegano molto chiaramente come l'Uno sia ciò che avvolge tutto: la teoria della relatività di Einstein e la legge di polarità.
Perchè esiste il male in questo mondo? Perchè non riusciamo ad estirpare e de liminare questa piaga? In realtà fa tutto parte di un progetto provocato appunto dalla dualità tra il bene ed il male, positivo e negativo… la teoria della relatività tra e altre cose spiega che tutto esiste in funzione solo del confronto, cioè tutto esiste in funzione della relazione e ogni relazione esiste in funzione al tutto.
Il buio esiste in relazione ed in funzione della luce che al buio si contrappone.
Il caldo esiste in relazione ed in funzione del freddo che al caldo si contrappone.
Il grande esiste in relazione ed in funzione del piccolo che al grande si contrappone.
La Forza esiste in relazione ed in funzione della debolezza che alla forza si contrappone; ecc. ecc.
La legge di polarità inoltre afferma che tutto nell realtà manifestata ha un opposto, solo il confronto li può definire entrambi (luce relativamente a buio).
Tutto questo perfettamente rappresentato dal simbolo dello Yin e dello yang?
Yin e yang sono opposti e complementari tra di loro, relativi (si può essere yin sotto un certo aspetto e yang sotto un altro) e non antitetici, tanto che nella pienezza dell'uno è implicita l'origine dell'altro. Il loro alternarsi determina tutte le cose.
Yin e yang sono i due principi che mantengono l'ordine naturale del tao.
Pensiamo ad una lampadina che emette luce, ci sono due poli opposti che in rapporto tra loro, quando raggiungono il perfetto equilibrio generano luce ed energia. Con il solo polo positivo non ci sarebbe la luce. Di conseguenza non ci sarebbe il bene se non lo si comparasse al male. Ogni persona manifesta in prevalenza uno dei due poli, ma mai unicamente uno. Sta a noi trovare il giusto equilibrio che non è né bianco né nero (la vita del saggio è formata da sfumature di grigio)L'Uno è sempre l'insieme del positivo e del negativo. Mi viene in mente il "Visconte dimezzato" di Italo Calvino: La parte malvagia era superextramalvagissima, ma la parte buona era un gran rompicocomeri!!!!
La fisica è arrivata a capire spiegare molte cose spirituali, ma la realtà di quello che siamo sta nella neutralità di essere, sta nel mezzo. Niente è assolutamente nero o assolutamente bianco, ma è relativamente grigio, ossia è quello che si manifesta.

La legge di attrazione riassumendo:


Mi sono resa conto che do per scontato che chi arriva qui sia perfettamente a conoscenza del principio della legge di attrazione. Siccome non sempre è così in questo post riprendo brevemente il concetto.

La Legge di Attrazione è una legge universale, una di quelle che governano l’Universo. E’ una legge che agisce costantemente in ogni circostanza che noi lo vogliamo o no come succede per la legge di gravità o la legge elettromagnetica.
La consapevolezza dell’esistenza di questa legge, non la influenza minimamente, ma per noi può fare una grande differenza. Una volta capita la legge d’attrazione, si rivelerà la via per renderci padroni della nostra vita e della nostra realtà. La sua comprensione e la sua applicazione determineranno il nostro successo e la nostra realizzazione su questo mondo.
Ognuno di noi applica quotidianamente la legge di attrazione, non può essere altrimenti, la differenza sta tra chi lo fa inconsapevolmente e chi lo fa coscientemente.

La Legge di Attrazione stabilisce che qualsiasi cosa su cui concentriamo il nostro pensiero (pensiero inteso come percezione emotiva) Sarà attirata a noi e si manifesterà all’interno della nostra realtà.

Quindi con qualsiasi cosa si intende davvero qualsiasi cosa: circostanze, opportunità, rapporti, relazioni, atteggiamenti, ma anche salute, soddisfazione, realizzazione, prosperità e ricchezza.

E questa legge agisce sempre con chiunque in maniera costante e imparziale.


Perché allora gli umani non hanno costantemente tutto ciò che desiderano coscientemente?

Qui viene il bello!!!

Abbiamo appena stabilito che noi siamo il prodotto di ciò che pensiamo e quindi anche di ciò che abbiamo pensato,

Quello che abbiamo pensato e provato in passato, la nostra soggettiva visione del mondo che ci circonda adesso è tutto la conseguenza diretta di ciò che abbiamo pensato e creduto e sentito. Il mondo che abbiamo immaginato, in modo cosciente o inconsapevole lo possiamo vedere proprio adesso davanti ai nostri occhi e intorno a noi!

Il tuo passato è ciò che ha realizzato il tuo presente, e il tuo presente è quello che manifesterà il tuo futuro.

Quindi Se tu non ti sei occupato PRIMA di attirare nella tua vita ciò che volevi davvero, allora è logico che tu ADESSO non l’abbia ottenuto.

Ne deriva automaticamente che non si può non creare. Ogni volta fissiamo la nostra attenzione su qualcosa e proviamo delle emozioni a quel riguardo noi permettiamo alla realtà di manifestarsi. Grandioso no?