mercoledì 5 maggio 2010

Ancora sull'inutilità di competere.


Il regno di Dio è dappertutto e permea della sua essenza ogni cosa (intesa sia in senso materiale che in senso spirituale). Poiché Dio ha creato la natura quale Mente della natura, quando la natura è perfettamente naturale lì c'è la perfetta espressione di Dio. Allo stesso modo il Regno di Dio è in ogni vita perché Dio è la Vita, così quando ci troviamo di fronte a chi vive in modo perfettamente naturale, ci troviamo davanti la perfetta espressione di Dio. E allora cosa vuol dire "vivere in modo naturale"? Non mi riferisco a vivere in una capanna in un isola deserta cibandoci di bacche e radici. Poiché lo scopo dell'Universo è far progredire la vita verso altra vita. "Vivere naturalmente" non può che significare crescere evolvendosi verso livelli di vita qualitativamente più alti. Quindi la vita vera è permeata da desiderio di progresso. Perciò se qualcuno desidera qualcosa che gli può tornare utile per la sua crescita personale il suo desiderio è allineato alla vibrazione dell'universo e quindi è ovvi che quel qualcosa "desidera" (in senso vibrazionale) quell'uomo. La "mente delle cose" risponde e si allinea alla vibrazione della mente dell'uomo. Quindi tutto contribuisce a favorire che desidera crescere. E c'è una Mente, la Mente Suprema, che per prima vuole che noi come esseri umani cresciamo e quindi vuole che abbiamo a disposizione tutti gli strumenti e le opportunità che ci permetteranno di progredire. E questa Mente che permea di sè tutto il creato è anche nelle cose che sono utili al nostro progresso e quindi allineandole al nostro pensiero le conduce a noi. E anche se noi come parte della Mente Suprema (Uno) collaboriamo con essa (cioè ci manteniamo allineati alla sua vibrazione), anzichè opporci ad essa attraverso forme di lotta e di competizione,tutte le opportunità si dirigeranno verso di noi in tempi proporzionalmene moinori rispetto al nostro allineamento.
Poichè questa Mente è la Mente del Tutto, resta chiaro che se noi teniamo conto solo di una parte di essa contro un'altra parte entrando in conflitto con altri esseri, siamo destinati a perdere la collaborazione con l'Uno mettendoci nelle condizioni propizie per perdere tutto: "Fate attenzione a quello che udite:Con la stessa misura con la quale misurate, sarete misurati anche voi; anzi vi sarà dato di più. Poichè a chi ha, sarà dato e a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha." (Marco 24,26).
Perchè la competizione è legata alla separazione e quindi è il rifiuto e la negazione dell'uno. Ed è proprio la spinta alla competizione per l'acapparramento di una parte delle risorse disponibili, che consideriamo erroneamente limitate, che ci allontana dalla consapevolezza dell'abbondanza. Lo scopo della Natura, quindi è la crescita costante della vita. Piochè l'essere umano è l'incarnazione di Dio, non può esistere forma di vita qualitativamente più elevata della vita umana, e quindi l'obiettivo della natura è quello di portare l'uomo verso un tipo di vita sempre più prospera. Ma se la Natura cerca la crescita di ogni essere umano per raggiungere lo scopo nei confronti di alcuni, non è possibile pensare che sottragga delle risorse ad altri venedo meno al principio di imparzialità. Sarebbe inconcepibile. Questa è la prova dell'assoluta disponibilità delle risorse presenti in abbondanza e in misura più che sufficiente per soddisfare le esigenze di tutti.Quindi solo questa certezza dovrebbe essere sufficiente ad allontanarci definitivamente da ogni forma di competizione. Se amo me stesso come il mio prossimo, ciò che desidero per me lo desidero anche per gli altri. E se l'uomo non è capace di mettere in pratica questo principio, sicuramente la Natura è in grado di farlo, anzi non potrebbe fare altrimenti. Quindi se è così niente verrà sottratto agli altri per essere a me a meno che io non compensi questi altri con una uguale o maggiore quantità di vita di quella che verrebbe sottratta a loro per soddisfare le mie esigenze.

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