domenica 10 maggio 2009

Dedicato a tutte le mamme (e anche ai papà)


Il ruolo di un genitore non è quello di proteggere (la famosa campana di vetro è molto, molto pericolosa) e tenere accanto a sè il più a lungo possibile i propri figli,(la chioccia lasciamo farla alla gallina!), ma quello di portarli prima possibile ad essere autonomi e capaci di affrontare e gestire da soli le difficoltà della vita nel modo che loro preferiscono, come vogliono e come sanno!
I nostri figli non sono "nostri"!!
Il nostro compito è quello di metterli in condizione si usare le LORO ali per volare più in alto che sapranno! Il nostro compito più arduo è quello di LASCIARLI ANDARE!!!

Il violinista sul tetto - Roberto vecchioni

Io da grande partirò soldato
con la giacca nuova e col fucile,
con la giacca che tu m’hai cucito
servirò la patria, a costo di morire.

Mamma, oppure no, farò il pompiere
che si getta impavido nel fuoco,
salverò la vita del mio amore,
brucerà il mio cuore di ben altro fuoco.

Mamma dammi centomila lire
che domani parto, vado a fà il pompiere
mamma dammi centomila lire
che domani voglio fare il bersagliere.

Ecco qua le centomila lire
per l’eroico piccolo pompiere,
ecco qua le centomila lire
per le piume al vento
del mio bersagliere,
ecco qua le centomila lire
te le darò quando ti vedrò partire.

Mamma, sento che sarò poeta,
già mi vedo scrivere “Alla luna”,
“L’infinito”, “A Silvia”, la vicina
che è la nipotina della sora Bruna,

o mi faccio frate confessore,
pè sentì i peccati della gente,
soprattutto quelle delle suore
che se fanno fare, ma non se sà niente.

Mamma dammi centomila lire
che mi fo poeta pè ccantà l’amore,
mamma dammi centomila lire
che sarò domani frate confessore.

Figlio figlio che tu sia poeta,
o soldato o frate confessore,
o il pompiere che non teme niente,
se ne accorgeranno tutta quela gente:
dormi adesso ninno, nella sera
tu sarai l’orgoglio d’ogni tuo parente.

Mi dicevo quando sarò grande
sceglierò tra vivere e capire,
se dovrò cambiare le mutande
se dovrò restare, se dovrò partire:
mamma sono diventato uomo,
e mi hai dato centomila lire,
ma non sò né frate, né pompiere
nianca sò poeta, nianca bersagliere.

Sai dov’è finito il tuo bambino?
solo sopra il tetto a sonà il violino,
a sonà il violino sopra il tetto
con un muro bianco proprio dirimpetto.

Figlio, figlio, se nessuno ascolta,
la tua mamma ti farà una torta,
sono sona figlio tutta notte,
non ti disperare, tanto che ce fotte?

Mamma, mamma, forse il mio destino
era lì sul tetto a sonà il violino,
che mme frega se nessuno sente,
tanto non lo suono mica per la gente.

Sona, sona, figlio, figlio bello
mamma tua ti porta il limoncello,
e ti porta pane e pecorino
se ti viene fame prima del mattino.

Mamma, mamma, questo è il mio destino
stare sopra il tetto a sonà il violino,
dillo a babbo, dillo alle sorelle
se nessuno sente, sòno per le stelle;
dillo a babbo, dillo alle sorelle
sòno per me solo, sòno per le stelle.
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4 commenti:

  1. bellissimi elefantini!
    un abbraccio Giovanna e complimenti tanti per il tuo blog!
    kiss
    Noemi

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  2. Molto interessante GIO...SEI GRANDE!
    Carla

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  3. Era l'ora che qualcuno mettesse le cose in chiaro ;-) grande Giò, ti sostengo come sempre!!!

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    1. Krista sei un Faro per il mondo!

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