lunedì 18 maggio 2009

Karma e legge d'attrazione


Il Karma è il destino! ….beeep risposta sbagliata.
Questa è una delle tante leggende metropolitane nate per semplificare un concetto che passava dalla cultura orientale a quella occidentale. Si è cercato di tradurre il termine, ma lo si è fatto in maniera semplicistica.

La Legge del Karma sostiene che "ciò che fai ti ritorna". Quindi molto semplicemente il "Karma" è l’insieme di tutte le esperienze vissute in questa e nelle altre vite e che determina ciò che ci accadrà in questa e nelle prossime vite. Al di là di tutte le elucubrazioni filosofiche che stanno alla base di questo concetto io penso che (ancora forse semplicisticamente) il Karma orientale corrisponda sostanzialmente alla nostra Legge di Attrazione.

La filosofia Buddhista sostiene che il motivo dell’infelicità umana non dipende da cause esterne a noi stessi, ma al contrario sta tutto dentro di noi nella nostra testa e nel nostro cuore. Dagli insegnamenti del Buddha si ricava che qualora una persona commetta un’azione di qualunque genere ne porterà l’eredità per sempre, perché l’energia delle azioni non si dissolve mai. In altre parole "chi semina vento raccoglie tempesta". In effetti in sanscrito "Karma" significa azione. Questo è un concetto che ritroviamo, sostanzialmente immutato un po’ in tutte le religioni.

Ogni azione compiuta, continuando ad esistere a livello energetico, influenzerà pesantemente il corso dell’esistenza futura.
Le azioni si suddividono in azioni positive e azioni negative; le prime portano l’effetto di manifestare situazioni positive nella vita di chi le ha compiute, le seconde ovviamente danno vita a manifestazioni negative.

Io non vedo tante differenze con la legge dell’attrazione. La legge dell’attrazione parla di pensieri e di emozioni anziché di azioni, ma le azioni che compiamo suscitano sempre in noi delle emozioni, quindi credo si possa affermare che la legge del Karma è una sotto-legge ( si può dire sotto-legge?) della più ampia legge di attrazione.

Anche per quanto riguarda il Karma esiste la possibilità di raddrizzare la situazione anziché rassegnarsi a subire i risultati delle azioni passate (ecco qui dove è sbagliato identificare il Karma con il destino). Noi possiamo utilizzare il nostro libero arbitrio per compiere tante azioni positive quante sono necessarie a compensare quelle negative compiute nel passato.

Per quanto riguarda la legge di attrazione anch’essa sostiene che per sfuggire agli effetti dei nostri pensieri negativi del passato che continuano a manifestare negatività nella nostra esistenza non abbiamo che da allinearci alla vibrazione positiva dell’amore e manifesteremo nella nostra vita solo positività.

Gli uomini sono gli unici responsabili di quello che sono e delle esperienze che vivono, e in ogni momento gettano le fondamenta per ciò che saranno e per ciò che vivranno nel futuro. Questo è il karma, ma questa è anche la legge dell’attrazione.
Io non so se la legge di attrazione funziona in eterno da una vita all’altra (in realtà non ho le idee molto chiare riguardo alla reincarnazione) so per certo però che in questa vita funziona eccome e funziona come descritto fin qua.

Articolo già pubblicato su www.leggediattrazine.net

5 commenti:

  1. ogni vita che viviamo ,la viviamo per bruciare karma...ogni vita ci sottopone a prove che se abbiamo evitato di affrontare nella vita precedente ritornano in questa....il ciclo delle vite è portatore di anime , di azioni decisioni e fatti che non sono affatto casuali ma il frutto di ogni esperienza vissuta nella vita precedente...Il mio motto è non lasciare mai nulla di non detto,di non affrontato o non risolto in questa vita se non vogliamo ritornare nelle stesse dinamiche nella prossima...buona fortuna per il tuo blog!

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  2. La legge del karma non è una sotto-legge della legge d’attrazione. I grandi maestri del buddismo tibetano insegnano come cambiare il proprio karma e quello del nostro prossimo partendo dal nostro pensiero e dai nostri sentimenti. Sanno benissimo come utilizzare al meglio la legge d’attrazione perché non hanno altro desidero che il bene dell’umanità. Ti ringrazio per avere affrontato quest’argomento che mi stava a cuore e ti consiglio di approfondire meglio le argomentazioni per evitare di creare confusione ai lettori che ne sono seriamente interessati.

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  3. Qualcuno definisce questo modo di fare da "vecchio testamento": se fai il bravo avrai un premio, altrimenti avrai una punizione. E lo contrappone all'atteggiamento da "nuovo testamento" per cui, grazie al libero arbitrio, si può fare il bene per il bene e non per ottenere qualcosa in cambio non ultima l'approvazione di Dio-padre.
    Questo non significa che se qualcuno ti da uno schiaffo tu devi porgere l'altra guancia senza altra reazione, o che devi fregartene di quello che capita al tuo prossimo, o che puoi essere un emerito testa di cavolo tanto non ne pagherai le conseguenze. Al contrario, significa soltanto che siamo liberi di fare le nostre scelte in coscienza, portandone il peso individualmente.
    Significa anche essere maturi e adulti e agire secondo ciò che riteniamo più giusto.
    Francesca

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  4. come ho già detto in altra sede, mi scuso con i seguaci del buddhismo se il mio intervento appare superficiale. Non era mia intenzione ne confondere le idee, ne parlare così tanto per fare di un argomento così profondo come il Karma, argomento per altro che conosco abbastanza bene. Io dovevo usare il temine "sotto-legge" tra virgolette. Purtroppo sono abituata a scrivere proprio come parlo e ad usare immagini che verbalmente potrebbero anche andare, ma che nel discorso scritto possono apparire più forti di quello che erano nell'intenzione. Il mio intento era semplicemente di cercare di avvicinare chi magari conosce meno il tema del buddhismo e del Karma, (principio presente non solo nel buddhismo), al concetto che in realtà esistono delle regole, dei valori dei principi (si possono definire in tanti modi) universali che sono validi per tutti, da qualunque cultura o religione si provenga. scusami ancora.

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  5. Io penso (in soldoni) che se fai del male poi stai male, non sei sereno e ti rovini il fegato 8 e la giornata)!! Io non parlo di premi o punizioni, solo di crearsi la vita che si vuole a seconda dell'atteggiamento che si assume nell'affrontarla. Poi io sono davvero convinta che la cosa non sia così semplice ma che ci siano conseguenze molto più profonde ai nostri atteggiamenti mentali. Però già il fatto che una persona irosa, scontrosa e rancorosa viva male e una invece ilare e positiva viva bene mi pare una cosa abbastanza oggettiva. Un barufante trova sempre con chi far baruffa. Uno invece che sorride ed è dispoibile e gentile non solo placa gli animi dei barufanti in genere già prima che l'aggrediscano (lo dico per esperienza diretta!!), ma vive decisamente meglio.

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