domenica 1 novembre 2009

ricordi pericolosi


Il pensiero che ci procura dolore è dato principalmente dal ricordo della tensione associata alla sperimentazione della sofferenza. Quando viviamo un’esperienza negativa la tensione che scaturisce dalla sperimentazione di questa situazione rimane fissata nei nostri ricordi anche per moltissimo tempo, a volte per sempre.

Il funzionamento della nostra mente poi richiama automaticamente in superficie queste sensazioni ogni volta che la realtà contingente produce delle situazioni associabili a quelle già vissute.

Questi pensieri sono facilmente riconoscibili; sono quelli che ci provocano tensione, ansia, stress, insomma i pensieri che ci fanno stare male.
E più stiamo male più non riusciamo a non pensarci.
Quindi è evidente a questo punto che il pensiero che produce dolore è assolutamente involontario e procura sentimenti ed emozioni negative.
E sono propri questi sentimenti negativi che manifestano nella realtà fisica altra negatività.
Perciò quando ci sentiamo, tristi, arrabbiati, rancorosi, invidiosi, ecc. stiamo mettendo in moto un meccanismo creativo che ci procurerà inevitabilmente altra tristezza, altra rabbia, altro rancore, altra invidia ecc.

Creare inconsapevolmente è un’operazione decisamente pericolosa

Tutte le volte che hai dato il via a questa operazione, senza bloccarla, hai manifestato nella tua vita (senza rendertene conto) esattamente quello che temevi o che comunque ti procurava sensazioni di malessere!
E’ importantissimo comprendere che se ti preoccupi per qualcosa e focalizzi la tua attenzione su ciò che temi, realizzerai i tuoi timori.

Questi concetti sono validi anche per i bei ricordi, su cui ci piace soffermarci con la mente. Il pericolo di questi è dato esclusivamente dalla nostalgia. Se ci fissiamo sui bei momenti passati con nostalgia attireremo nel presente solo mancanza di quelle belle situazioni. Ancora una volta pensieri involontari che magari sul momento non ci fanno soffrire, ma rischiano di procurarci sofferenza nel presente.

Come riconoscerli? Ancora una volta ascoltiamo il nostro io superiore che con il suo linguaggio emozionale ci trasmette comunque attraverso la nostalgia un senso di leggero malessere, accendendo il campanello d’allarme.
Allora soffermiamoci sì sulle belle esperienze che abbiamo vissuto, ma in modo consapevole e lasciamoci cullare dalle belle sensazioni che ci hanno procurato allora; più le riviviamo nella nostra testa, più facilmente le manifesteremo nel nostro vivere quotidiano. Quindi sì a rievocare il passato, ma sempre con la consapevolezza e con l’attenzione al fatto che la nostra vita è qui e ora.

Gia pubblicato su www.legge-di-attrazione.net

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