giovedì 21 maggio 2009

Tu sei Pietro, su questa Pietra costruirò la mia Chiesa


Questa è la frase attribuita a Gesù sulla quale i teologi cattolici fondano tutto l'edificio e il potere della Chiesa cristiana. Questa dichiarazione proverebbe che Gesù ha messo Pietro e i suoi successori (eredi?) a capo della nascitura Chiesa cristiana. Ma forse quella ufficiale non è la sola interpretazione possible, alla luce delle varie traduzioni: Aramaico/greco/latino/Italiano....

(Matteo16:13-20)
Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?».
Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Voi chi dite che io sia?».
Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli.
E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa».


Ecco il passaggio a cui si fa riferimento riportato integralmente nella traduzione italiana.

Inizialmente Gesù loda la professione di fede di Pietro, ma l'attribuisce immediatamente non a ragionamenti umani, ma ad una rivelazione divina; non fu infatti la «carne e il sangue», cioè Pietro con le sue facoltà umane, a dare la risposta esatta, ma un'illuminazione di Dio.

La specificazione «perché non la carne e il sangue t'hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli», chiarisce come Dio sia sovrano su ogni cosa e come in lui ogni molteplicità torni all'essenza dell'Uno. E contrappone questo concetto all’umanità di Pietro, che in quanto uomo appunto non è in grado di riconoscere in Cristo il Figlio dell'Uomo, se non per mezzo di Dio.
Tanto più che la fragilità della natura umana lontana dall'aiuto di Dio riemerge nei versetti successivi: "Allora Pietro lo prese in disparte e cominciò a riprenderlo, dicendo: «Signore, Dio te ne liberi; questo non ti avverrà mai». Ma egli, voltatosi, disse a Pietro: «Vattene via da me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini»" (Matteo 16;22-23).

Inoltre i discepoli avevano già proclamato che Gesù era Il Figlio di Dio, ma sempre dopo aver assistito a qualche miracolo, quindi diciamo sull'onda dell'entusiasmo, come la tempesta sedata (Matteo 14; 33); lo avevano già affermato anche i demoni, ma Gesù non prese mai in considerazione quello che essi affermarono come prova della Sua essenza. (Matteo 8; 29).

Quindi è sbagliato affermare che Pietro sia stato il primo a capire la divinità di Gesù. Anche Giovanni Battista aveva già riconosciuto in Gesù il Messia Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: "Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo" (Giovannai 1;29) e anche i Andrea suo fratello aveva dichiarato che Gesù era il messia quando fu chiamato a seguirlo "Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: "Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)" (Giovannai 1;40-41).


Per capire il senso delle parole di Gesù «Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa», è indispensabile tenere tenere presente il fatto che che Gesù aveva cambiato nome a Simone chiamandolo Pietro.

Secondo la concezione ebraica chi riceve e accetta un nome da un altro al posto del suo accetta anche di divenire sottoposto all'altro ed instaura un particolare rapporto con lui. I tre discepoli più intimi di Gesù sono appunto coloro che ricevettero da Lui uno nome nuovo: Simone, chiamato Pietro; Giacomo e Giovanni chiamati «figli del Tuono»per il loro carattere impetuoso.

Quando incontrò Simon Pietro per la prima volta, Gesù gli disse:"Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Kefa (che vuol dire Pietro)" (Giovanni 1;42).
In seguito Simone sarà quasi sempre chiamato Pietro.

Kefa in aramaico è un termine maschile ed è stato usato da Gesù per rinominare Pietro con un termine appunto maschile. Matteo scrive in greco e traduce questa parola con Petros, nome maschile che significa ciottolo o pietra che rotola, e non con Petra, nome femminile, che significa roccia. I due termini hanno un valore simbolico diverso, percè il primo rappresenta l'instabilità, l'incosatanza (ciotolo che rotola) il secondo rappresenta la forza, l'immutabilità e l'affidabilità (Roccia).

Pertanto la traduzione sarebbe: «Tu sei PETROS, su questa PETRA... », si potrebbe tradurre come segue: «Tu sei ciottolo (Petros), su questa Roccia (Petra) edificherò la mia Chiesa».

Gesù non dice: «Tu sei Pietro e su di te costruirò la mia chiesa», ma «su questa Roccia (Petra)», ovvero su di me roccia, che sono «il Cristo, il Figlo del Dio vivente» come tu, Ciotolo, sotto l'influenza di Dio hai appena detto . Perciò seguendo il ragionamento, secondo il Vangelo di Matteo, da un'ispirazione divina e restando alle stesse parole di Pietro, la Pietra a cui fa riferimento Gesù è se stesso.

S.Paolo afferma che la roccia spirituale che accompagnava gli Israeliti nel deserto era Gesù.
"Tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo" (1 Corinzi 10;4);
"Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore;
mio Dio, mia rupe, in cui trovo riparo"
(Salmi 18;3)
"Infatti, chi è Dio, se non il Signore?
O chi è rupe, se non il nostro Dio?"
(Salmi 18;32)
"Ti siano gradite le parole della mia bocca,
davanti a te i pensieri del mio cuore.
Signore, mia rupe e mio redentore."
(Salmi 19;15)
"Confidate nel Signore sempre,
perché il Signore è una roccia eterna."
(Isaia 26;4)

Cristo è la roccia sulla quale sarà edificata la Sua Chiesa;
i profeti e gli apostoli ne sono le pietre fondamentali e tutti i credenti le «pietre viventi»

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta testata d'angolo.
(salmi 118;22)

Non avete forse letto questa Scrittura:
La pietra che i costruttori hanno scartata
è diventata testata d'angolo.
(marco 12;10)

Siete stati edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù.
In lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore;
In lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito.
(Efesini 2; 20-22)

Pietro, come Paolo, non ha mai riconosciuto alcun altro fondamento della Chiesa che Gesù Cristo stesso, che è la roccia che sostiene tutta la Chiesa

Questo Gesù è la pietra che, scartata da voi, costruttori, è diventata testata d'angolo. (Atti 4;11)

Stringendovi a lui, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo.] Si legge infatti nella Scrittura: Ecco io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa
e chi crede in essa non resterà confuso. Onore dunque a voi che credete; ma per gli increduli la pietra che i costruttori hanno scartato è divenuta la pietra angolare,
sasso d'inciampo e pietra di scandalo.
(Pietro 2;4-8).

La stessa Bibbia quindi dichiara apertamente che non è su Pietro che la chiesa è stata edificata, ma su Cristo, il figlio del Dio vivente. Pietro, gli apostoli e tutti i credenti sono chiamati, sotto ispirazione divina, a dichiararlo.

La frase «Tu sei Pietro e su questa Pietra» è un astuto gioco di parole che fa capire ulteriormente il contrasto esistente tra un ciottolo e una roccia: il primo è il simbolo di Pietro stesso, un uomo instabile ed impulsivo, la seconda è il simbolo di Cristo immutabile.

Questa interpretazione è confermata dai fatti sucessivi:

Poche righe dopo sempre in Matteo Gesù si rivolge a Pietro dicendogli: "vattene via da me, Satana, tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini".

Gesù non ha mai assegnato alcun primato né a Pietro, né a nessun altro apostolo o discepolo.

Quindi accettare il primato di Pietro, significa porsi in contrasto con il pensiero di Gesù e degli stessi apostoli.

S. Agostino dice a riguardo: «Il salvatore dice: tu sei Pietro e su questa pietra che tu hai confessata, su questa Pietra che tu hai riconosciuta esclamando tu sei il Cristo, il figlio dell’Iddio vivente, io edificherò la mia chiesa, vale a dire su me stesso, che sono il figlio dell’Iddio vivente» (Serm. 76).

Origene dice a riguardo: «Se tu immagini che solo su Pietro sia stata fondata la Chiesa che cosa potresti dire di Giovanni, il figlio del tuono, o di qualsiasi altro apostolo? Se anche noi diciamo Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio Vivente, allora anche noi diventiamo Pietro: perché ciascuno che si rende simile a Cristo diviene "Pietro"» (Comm. A Matteo).

S. Ambrogio vescovo di Milano dice a riguardo: «Pietro… ottenne un primato, ma un primato di confessione e non d’onore, un primato di fede e non di ordine» (De incarnationis dominicae sacramento, IV, 32).

Il Nuovo Testamento non fa mai apparire Pietro come il capo della cristianità, e l'apostolo non crede di essere il successore di Gesù alla testa della Chiesa. Il suo Maestro, ch'egli servirà fino al martirio, ha dato a lui e a tutti i discepoli un consiglio che non dimenticherà mai: «Ma voi non vi fate chiamar "Maestro"; perché uno solo è il vostro maestro, e voi siete tutti fratelli. E non chiamate alcuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è ne' cieli. E non vi fate chiamar guide, perché una sola è la vostra guida, il Cristo:ma il maggior fra voi sia vostro servitore. Chiunque s'innalzerà sarà abbassato, e chiunque si abbasserà sarà innalzato» (Matteo 23;8-12).

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