lunedì 1 giugno 2009

Forse nemmeno io sono del tutto scema!!!!!


Il sapere, la cultura, richiedono semplicemente una buona memoria.
L’erudito possiede risposte preconfezionate per ogni domanda che crede di aver già ascoltato; ma è impossibile ascoltare due volte la stessa domanda, muta il contesto, il tempo, le motivazioni, chi ascolta e chi pone la domanda... Il saggio crea in ogni momento una nuova risposta, mai concepita prima, per ogni nuova realtà. L’erudito è colmo di nozioni e informazioni, il saggio, che non deve necessariamente essere colto, è ricco di intuizione, possiede una elevata consapevolezza, chiarezza di percezione, è attento, vigile, sveglio, è consapevole delle sue azioni, delle sue emozioni, dei suoi pensieri, dei suoi umori e di ogni altra sensazione provenga dal suo mondo interiore e da quello degli altri.

La mente non è altro che ricordi, memoria e questa non è affatto comprensione. La memoria è un meccanismo del tutto diverso, perfino la persona più stupida può avere un’ottima memoria. L’intelligenza è un fenomeno del tutto diverso. Il più delle volte, le persone intelligenti non hanno affatto una buona memoria. L’intera loro energia è coinvolta nell’intelligenza e il meccanismo della memoria non riceve sufficiente nutrimento. (io lo dico sempre che ho una testa troppo piccola per riuscire a gestire tutto quello che c'è dentro!!!) Viceversa, una persona priva di intelligenza riversa tutte le sue energie nel suo sistema mnemonico, ed è facile incontrare persone con un’ottima memoria ma prive di intelligenza, di consapevolezza.(Osho)

Attraverso il sapere si possono raggiungere degli obiettivi, ma è con la saggezza che si scelgono gli obiettivi giusti da raggiungere.

Non è questione di sapere, ma di essere: è come cercare di conoscere il sentimento dell’amore attraverso le parole degli altri o estraendone il significato dalle pagine di un libro: in tal modo si potrà forse dare l’impressione di conoscere l’amore, ma saranno solo parole vuote.
Ci si deve innamorare!
Anche per la Verità (saggezza) valgono le stesse considerazioni: la si deve sperimentare, vivere, assorbire, si deve diventare uno con Essa.

A tutti noi viene insegnato ad essere colti, non ad essere innocenti o a percepire la meraviglia dell’esistenza; ci vengono insegnati i nomi dei fiori, degli alberi e non come entrare in comunione con loro, in sintonia con l’esistenza.
L’esistenza è un mistero e non è accessibile a coloro che vogliono sempre analizzare, sezionare, ma solo a coloro che sono disposti ad innamorarsene, a danzare con lei… (Osho)

Il sapere gratifica l’ego, la saggezza sorge al tramontare dell’ego.

E’ vera conoscenza solo ciò che non diventa memoria, ma viene assorbito nella tua stessa esistenza. Ciò che conta non è sapere intellettualmente che la rabbia è un male, bensì avere un comportamento che rifletta il tuo aver scoperto che la rabbia è un male. (Osho)

La vera conoscenza consiste nel conseguire livelli dell'essere più elevati, piani dell'essere superiori; non si tratta di una conoscenza maggiore, ma di un essere più elevato. La vera via è essere di più, non conoscere di più, anche se conoscere di più può aiutare (ma non necessariamente)!
Hai mai visto persone che sanno molto, ma agiscono in modo stupido? Capita spesso se un uomo che sa molto rimane poco consapevole. Egli agisce in base a quello che sa, non in base alla situazione reale. Diventa sciocco, si comporta in un modo stupido, perché per comportarsi in modo saggio occorre rispondere al momento, mentre lui agisce sempre traendo spunto da un passato morto. (Osho)

tratto da http://www.roberto96.net/default2.htm

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