mercoledì 29 luglio 2009

La legge di attrazione non è aggirabile


Non possiamo prenderci gioco della legge di Attrazione; non esistono giochetti che funzionano. La legge di attrazione funziona sempre indipendentemente dal nostro volere e dalla nostra consapevolezza. Essa si basa SOLO sui nostri più veri e profondi sentimenti, non possiamo fingere per beffarla! Non c’è modo!! …La LOA ci legge nel pensiero! Ehehehehe!!
Noi possiamo indossare qualunque maschera, possiamo atteggiarci a quello che non siamo, possiamo fingere, ma la LOA non ci casca! Nessun artificio!!! La Legge di Attrazione si basa sui veri noi stessi! Sulle nostre emozioni vere!! Non potremo mai far passare per veri dei sentimenti che non lo sono, non riusciranno mai a d emozionarci, se non li sentiamo veramente! Quindi l’unico consiglio utile è: cominciamo ad essere veramente sinceri con noi stessi! Solo così potremo capire davvero cos’è che vogliamo veramente!

LA MEDICINA MAGICA DEI KAHUNA DELLE HAWAII


Liberamente tratto da uno scritto di Maria Fantacci

I Kahuna o "Guardiani del Segreto", nativi delle isole Hawaii sono i custodi della tradizione e delle arti segrete di magia della cultura hawaiana.
L’"Huna" la dottrina “segreta” dei Kauna riflette la profonda comprensione che essi hanno dei meccanismi psicologici e fisici dell'essere umano e dell'energia vitale che connette l'uomo al resto dell'universo. I modi di comunicazione fra Consapevolezza, Forza Vitale e Materia Invisibile, sono I fondamenti della dottrina hawaiana

I Kahuna sono sostanzialmente degli sciamani guaritori. Essi da sempre hanno compreso che la psiche umana è un sistema tripartito composto da due "anime" e da uno "spirito guida" o che corrispondono rispettivamente a quelle che oggi conosciute come mente conscia, inconscia e superconscia.
I Kahuna sanno che le menti conscia ed inconscia risiedono unitamente nel corpo mantenendo ognuno la propria abilità mentale ed il proprio ruolo nel determinare il comportamento di un individuo. Essi considerano che il subconscio ha il potere della memoria e dei ricordi e che possiede qualità elementari di ragionamento, basate sull’istinto. La mente cosciente, invece, non ha memoria e non ha il potere di ricordarsi di un pensiero una volta che il questo esce dalla sua attenzione.
La mente cosciente deve comunicare con il subconscio per richiamare alla memoria qualsiasi pensiero. Inoltre, la mente conscia possiede in esclusiva il potere di usare la volontà e di ragionare in maniera induttiva. La mente conscia non può essere ipnotizzata, mentre il subconscio reagisce sia all'ipnotismo che alle suggestioni.

Il superconscio o Aumakua che, in linguaggio Kahuna, significa "spirito totalmente affidabile, più anziano, genitore" è composto da una parte femminile e una maschile. E' a questo spirito che i Kahuna indirizzano le loro preghiere, ma, dato che considerano questo spirito come unità con l'uomo e non come essere a parte, non lo adorano come un Dio separato da loro, ma lo amano. Esso è comunque una parte inscindibile di ogni essere umano. La nostra parte divina.
Nella cultura Kahuna, l'elemento religioso è ininfluente. Per loro Huna è compatibile con qualunque altra dottrina o religione che possa rivelarsi utile per l’uomo. Pur sapendo dell'esistenza di innumerevoli livelli di coscienza al di sopra di loro, i Kahuna comunicano solo Aumakua convinti che se gli richiedessero qualcosa che necessitasse l'aiuto di livelli di abilità superiori, esso saprebbe eventualmente comunicare e chiedere aiuto alle sfere superiori.
I Kahuna credono che esista una serie di leggi naturali per il mondo fisico ed un'altra serie di leggi per l'altro mondo, il soprannaturale, e che le leggi dell'altro mondo sono talmente potenti da poter neutralizzare quelli del mondo fisico.
La forza che viene usata nella “Magia” è chiamata Mana ed è conosciuta da noi come forza vitale. Tale energia è di natura elettrica e mostra forti qualità magnetiche. La sostanza invisibile attraverso cui agisce la forza vitale è chiamata Aka che significa "sostanza ombrosa corporea".

Liberamente tratto da uno scritto di Maria Fantacci


“L'insegnamento del Buddha è uno stile di vita, non un sistema di credenze.
Ciò che ha trasmesso è estremamente scientifico, assolutamente empirico, molto pratico. Egli non è un filosofo, né un metafisico. È un uomo molto concreto, che afferma: «Puoi cambiare la tua vita, le credenze non sono necessarie». Anzi, qualsiasi credo è un ostacolo al reale cambiamento. Inizia libero da qualsiasi credo, senza alcuna metafisica, senza nessun dogma. Inizia assolutamente nudo e spoglio, libero da qualsiasi teologia, senza ideologie. Inizia vuoto! Quello è l’unico modo per conseguire la verità". OSHO
Il Buddha è uno scienziato del mondo interiore. la meditazione è il suo contributo fondamentale per spostare la consapevolezza dal mondo esteriore a quello dentro di noi.

Mi pare che di analogie ce ne siano non poche!!!

venerdì 24 luglio 2009

Vivi la tua VITA!!

Manifestare i tuoi desideri è un gioco


Ecco una tecnica divertente per mettere in moto consapevolmente la Legge di Attrazione. E’ una specie di gioco e abbiamo bisogno di un complice per aiutarci ad interpretare le nostre "quattro chiacchiere".

E’ molto semplice in realtà, si tratta di intavolare una bella conversazione con qualcun’altro sulla base dei nostri desideri, come se fossero reali e già manifestati. Fai una bella discussione animata e coinvolgente con un tuo amico partendo dal presupposto che il tuo obiettivo è stato raggiunto e sei il protagonista del tuo sogno realizzato e il tuo sogno è vero, manifesto e semplicemente tu stai relazionando al tuo complice, anch’egli consapevole della manifestazione del desiderio, e gli stai raccontando di come la tua nuova realtà influisca su di te e abbia mutato la tua vita precedente.

Una specie di gioco di ruolo insomma. Lasciati coinvolgere dal gioco, lasciati prendere (come quando eravamo bambini) e sarà tanto più produttivo, quanto più riuscirai ad emozionarti (ancora più produttivo di una bella visualizzazione). Se tu racconti a qualcuno di come hai realizzato i tuoi sogni, ti lasci anche emozionare da ciò che racconti. Vivi davvero come se tu fossi già in quella situazione e parlane, racconta, chiedi consigli sulle mosse future ecc.

Forse ti sentirai un po’ sciocco nel fare questo gioco, ma non farlo; supera l’imbarazzo. E’ un sistema molto produttivo e molto divertente se fatto con il complice giusto. Inoltre parlando con qualcuno sarà anche più facile portare a galla particolari che magari da soli, con la visualizzazione, non ci sarebbero venuti in mente o avremmo trascurato.

Saremo molto più stimolati a farci coinvolgere profondamente a livello emozionale e sarà anche più probabile che i sentimenti suscitati dalla chiacchierata ci accompagnino a lungo anche quando abbiamo smesso di giocare, prolungando i loro effetti benefici sulla nostra realtà. Come per la visualizzazione valgono le stesse regole: parlare dei particolari; descrivere le emozioni che proviamo; relazionare come ci sentiamo con precisione e dovizia di particolari!

Buon Divertimento

Articolo gia pubblicato su www.legge-di-attrazione.net

mercoledì 22 luglio 2009

ho'oponopono



MI DISPIACE! GRAZIE! TI AMO!

Ho'oponopono in Hawaiano significa " mettere le cose al posto giusto" che noi a nostra volta potremmo tradurre con "Aggiustare le cose"!
Come tutti gli insegnamenti pratici della cultura hawaiana anche l'Ho'oponopono è uno strumento potentissimo facilissimo da applicare!
Il concetto che sta alla base del processo è che ognuno di noi è il responsabile di TUTTO ciò che accade nella sua vita! Perchè tutta la lrealtà nasce da dentro per estrinsecarsi fuori e non viceversa! Questo non è un concetto facilissimo da digerire perchè in pratica sostiene che ognuno di noi è responsabile di tutto proprio tutto ciò che fa parte della sua vita, compreso il crollo delle torri gemelle o la guerra in bosnia! Noi siamo un tutt'uno con tutte le cose in ogni momento e tutto parte da dentro di noi! E noi creiamo tutto!E ogni cosa che fa parte della tua esistenza è così perchè tu a qualche livello permetti che sia così!
Nel momento in cui accettiamo la nostra responsabilità il più è fatto! Perchè se possiamo creare tutto ciò che c'è possiamo anche cambiarlo!

E il cambiamento lo possiamo ottenere in tre passaggi secondo la teoria Ho'oponopono: Dimostrando gratitudine a noi stessi per tutto ciò che di bello c'è nella nostra vita(ci ringraziamo per aver permesso che queste cose si materializzassero!); e mostrando perdono verso noi stesso per tutto ciò che di brutto c'è nella nostra esistenza (ci perdoniamo per aver permesso che queste cose si materializzassero!)perdonati e proponiti di non permetterlo più in futuro!

Tutto il bene , tutto il male sono una tua creazione. e puoi consapevolmente controllare tutto questo semplicemente esprimendo la tua gratitudine e la tua capacità di perdono!

E infine dichiara di amarti per quello che sei perchè sei la persona che merita più amore nell'universo!

E ricorda sempre che queste parole che pronunci e questi atteggiamenti che pratichi non li stai assumendo nei confronti dell'altro ma nei confronti di quella parte di te che l’altro rispecchia. Questo procedimento ti consentirà di illuminare le tue parti buie, innalzando la tua energia e creando i presupposti per il cambiamento.

Grazie! Perdonami! Ti Amo!

martedì 21 luglio 2009

Morpheus e Neo si incontrano per la prima volta


Morpheus: Immagino che in questo momento ti sentirai un po' come Alice che ruzzola nella tana del Bianconiglio.

Neo: L'esempio calza.

Morpheus: Lo leggo nei tuoi occhi: hai lo sguardo di un uomo che accetta quello che vede solo perché aspetta di risvegliarsi. E curiosamente non sei lontano dalla verità. Tu credi nel destino, Neo?

Neo
: No.

Morpheus
: Perché no?

Neo
: Perché non mi piace l'idea di non poter gestire la mia vita.

Morpheus
: Capisco perfettamente ciò che intendi. Adesso ti dico perché sei qui. Sei qui perché intuisci qualcosa che non riesci a spiegarti. Senti solo che c'è. È tutta la vita che hai la sensazione che ci sia qualcosa che non quadra nel mondo. Non sai bene di che si tratta, ma l'avverti. È un chiodo fisso nel cervello, da diventarci matto. È questa sensazione che ti ha portato da me. Tu sai di cosa sto parlando...

Neo
: Di Matrix.

Morpheus
: Ti interessa sapere di che si tratta?, che cos'è? Matrix è ovunque, è intorno a noi, anche adesso nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo dinanzi agli occhi, per nasconderti la verità.

Neo
: Quale verità?

Morpheus
: Che tu sei uno schiavo. Come tutti gli altri sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore, una prigione per la tua mente. Nessuno di noi è in grado purtroppo di descrivere Matrix agli altri. Dovrai scoprire con i tuoi occhi che cos'è. È la tua ultima occasione: se rinunci, non ne avrai altre. Pillola azzurra: fine della storia. Domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa: resti nel paese delle meraviglie e vedrai quanto è profonda la tana del Bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più.

http://www.carloscastaneda.it/Home-Page.htm

lunedì 20 luglio 2009

Predestinati alla bontà, dai nostri geni


«Generosità e altruismo sono sentimenti innati nella specie umana»

L'uomo per sua natura è sempre sta­to animato da un senso di genero­sità e di altruismo. Se gettiamo uno sguardo alle nostre origini, scopriamo che nel processo evolutivo degli es­seri viventi la selezione della specie umana ha rappresentato un elemento di rottura. Quando le condizioni non erano idonee alla vita, so­prattutto alla vita dei più deboli, delle donne e dei bambini, l’uomo le ha trasformate: il fuo­co, i ricoveri, le semine per fare scorta di cibo sono state altrettante sfide che l’uomo primiti­vo ha lanciato alla pura e semplice selezione naturale. Ad animarlo in queste lotte era un senso anche di altruismo verso il prossimo più debole e inerme, la capacità di distinguere ciò che era giusto e ciò che non lo era.

Secondo l’antropologo Donald E. Brown, dell’Università della California, alcune dispo­sizioni d’animo, cioè quella che noi chiamia­mo bontà, come l’empatia, la generosità, il ri­conoscimento dei diritti altrui, la proscrizio­ne di violenze come l’omicidio e lo stupro, hanno sempre albergato nel cuore dell’uo­mo, anche quello delle caverne. Che era fon­damentalmente un animo buono e pacifico. Infatti l’uomo ha scoperto da subito la dimen­sione sociale, che è cosa diversa dall’organiz­zazione comunitaria delle api o delle formi­che, ed è cosa diversa dalle gerarchie che gui­dano i branchi di animali.

La creazione della famiglia, la crescita della prole, la difesa dei deboli sono state fin dall’inizio forme di colla­borazione tra gli individui che poi si sono ag­gregati in clan, quindi in tribù, fino a diventa­re popoli. E anche quella che per me è la for­ma eccelsa di bontà, cioè la ricerca e il mante­nimento della pace, è sempre stata connatura­le alla specie umana. Sì, la specie umana tende per natura alla pa­ce. Il filosofo Jean-Jacques Rousseau ci ricorda che la guerra è un concetto che non concerne direttamente il rapporto degli uomini tra di lo­ro. Tra semplici uomini non c’è guerra, ma so­lo contrasto. Da alcuni decenni, soprattutto dopo la sco­perta del Dna, la scienza della moderna geneti­ca molecolare e l’antropologia delle più avan­zate teorie evoluzionistiche cercano di dare una risposta ad alcune domande fondamenta­li: dove nasce il nostro senso della bontà? per­ché siamo buoni? e come sappiamo discerne­re ciò che è bene da ciò che è male? Sono do­mande a cui anche l’etica, la filosofia, la religio­ne hanno cercato di dare risposte, spesso par­ziali, spesso fideistiche.

Gregory Berns, professore di psichiatria alla Emory University di Atlanta, utilizzando tecni­che di imaging cerebrale ha scoperto che quando le persone mettono in atto comporta­menti altruistici nel loro cervello aumenta il flusso di sangue proprio nelle aree che vengo­no attivate dalla vista di cose piacevoli, siano queste una bella donna, un dolce, il denaro o altre gradevolezze. Come dire che un gesto ge­neroso, il semplice fare la carità, è già suffi­ciente a farci sentire felici. Carlo Matessi, dirigente di ricerca dell’Istitu­to di genetica molecolare del Cnr di Pavia, dà una spiegazione biologica, che si basa sull’evo­luzione della specie: l’altruismo dell’uomo at­tuale sarebbe ancora quello che ha sviluppato l’Homo sapiens sapiens o qualcuno dei suoi discendenti dell’epoca del Paleolitico. Un altru­ismo innato e un’esigenza altrettanto primor­diale di giustizia. Ha una tesi non dissimile Steven Pinker, professore di psicologia dell’Università di Harvard e autore di libri di grande divulgazio­ne (come L’istinto del linguaggio e Come fun­ziona la mente, editi da Mondadori): «Il sen­so morale non deriva dalla religione che ci viene inculcata; i principi morali che ciascu­no sente di rispettare sono pre-programmati nel nostro cervello fin dalla nascita e hanno basi neurobiologiche».

Altri studiosi, come il biologo Marc Hauser, pure lui professore ad Harvard, e Richard Dawkins, biologo ma anche etologo dell’Uni­versità di Oxford, per citare solo quelli più no­ti al grande pubblico grazie ai loro libri di affa­scinante divulgazione, sostengono la stessa idea a cui anch’io, seppur non sperimental­mente ma intuitivamente, ho sempre creduto e cioè che alcuni principi morali sono univer­sali, scavalcano le barriere geografiche e cultu­rali e religiose. Nel loro metodo di ricerca sperimentale gli studiosi usano sondaggi statistici su vasta sca­la (anche con questionari via Internet), in cui vengono proposti dilemmi morali (per esem­pio: «È giusto sacrificare la vita di una perso­na per salvarne molte»?).

Le risposte sono pressoché univoche, indipendentemente dal­la fede religiosa o meno degli intervistati, dal loro grado di cultura e dallo stato economico, dall’età e dal sesso. A dimostrazione, come so­stiene Hauser, che alla guida dei nostri giudi­zi morali c’è una grammatica morale univer­sale, una facoltà della mente che si è evoluta per milioni di anni fino a includere un insie­me di principi che tutti ritengono giusto ri­spettare. Esiste insomma un sesto senso, quello della morale, un organo complesso con precise basi neurologiche che può essere attivato e disattivato al pari di un interrutto­re.

Quando è acceso, il nostro modo di pensa­re viene guidato da una specifica predisposi­zione mentale, che ci porta a considerare al­cune azioni come immorali («uccidere è sba­gliato »), anziché solo discutibili. Gli impulsi della moralità si manifestano fin dall’infanzia. Secondo gli psicologi Elliot Turiel e Judith Smetana, i bambini dell’asilo conoscono già la differenza tra convenzioni so­ciali e principi morali. Sanno che non è lecito indossare il pigiama a scuola (una convenzio­ne) e anche che non è lecito picchiare un com­pagno senza ragione (un principio morale). Ma quando si chiede loro se queste azioni sa­rebbero lecite se il maestro le permettesse, la maggior parte dei bambini risponde che in­dossare il pigiama sarebbe lecito, ma non prendere a pugni un compagno. Ed esiste una grammatica morale anche ne­gli animali.

Secondo lo psicologo-filosofo Jo­nathan Haidt dell’Università della Virginia (Sta­ti Uniti), l’istinto a rifiutare la violenza è pre­sente anche nelle scimmie reso (il cui genoma è identico per il 98 per cento al nostro), le qua­li, piuttosto che tirare una catena che dà loro il cibo ma provoca una scossa alla scimmia vici­na, rinunciano al cibo. È vero che il gene della bontà non è stato ancora scoperto, ma il senso del bene e dell’al­truismo è iscritto nei nostri geni.

Umberto Veronesi
20 luglio 2009

Articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 20/07/09

La Gratitudine


Se qualcuno ti fa un regalo e tu non lo ringrazi, pensi che questa persona sarà motivata a farti un secondo regalo? Domanda retorica ovviamente!!

E’ fondamentale mantenere un atteggiamento istintivo di gratitudine nei confronti dell’Universo, responsabile di tutti i grandi e piccoli regali ricevuti nella nostra vita, se vogliamo mantenere aperta la via attraverso la quale la legge di attrazione manifesta tutto quello che riceviamo.

Partendo dal presupposto che il caso non esiste, che non esiste la fortuna e che nulla succede per combinazione, impariamo a notare tutte le belle cose che ci accadono e ci circondano quotidianamente.

Le piccole e le grandi cose …. vengono tutte dall’Universo e sono qui per noi. Se siamo consapevoli, veramente coscienti di questo, l’atteggiamento più ovvio, istintivo e naturale che possiamo assumere sarà sicuramente un atteggiamento di gratitudine nei confronti del fautore di tutto ciò. Non può che essere così.

già pubblicato su www.legge-di-attrazione.net

Lo Spirito di Aloha


Lo "spirito di Aloha" è un potentissimo strumento di risoluzione di qualunque problema e di attrazione della serenità e della prosperità nella propria vita.
Attraverso lo "spirito di Aloha" è possibile raggiungere qualsiasi obiettivo e realizzare qualunque sogno anche i più arditi.
Il significato semantico della parola "ALOHA" è: una gioiosa condivisione dell'energia vitale ORA!
Sostanzialmente lo "spirito di Aloha" considera che maggiormente si condivide la propria energia vitale (attenzione "si condivide" non "si cede") più ci si sintonizza alla compassione Divina (MANA per gli Hawaiani).
Utilizzare questo potere con amore è la strada più facile per realizzare tutti i nostri sogni.
Si tratta di una tecnica tanto potente quanto semplice da applicare (perfino "troppo" semplice da sembrare incredibile!)
L'unica difficoltà (se di difficoltà si può parlare) è quella di applicare lo "spirito di Aloha" sempre, o quanto più spesso possibile.
Ma tanto più lo applichiamo tanto più diverrà un nostro atteggiamento mentale istintivo e tanto più ci spianerà la strada verso il conseguimento dei nostri sogni.
Lo "spirito di Aloha" possiamo sintetizzarlo come segue:

BENEDICI TUTTI E TUTTO QUELLO CHE RAPPRESENTA CIò CHE VUOI OTTENENRE!!

Tutto qui!
Troppo facile? Sì forse troppo facile, ma assolutamente vero!

Benedire significa esattamente "dire bene" quindi apprezzare mentalmente, ma anche e soprattutto verbalmente. In strettissima contrapposizione con Maledire ossia "parlare male"...

Perchè "dire bene" di ciò che ci piace è una tecnica così potente?
Innanzitutto apprezzare qualcosa ci aiuta a focalizzarci su ciò che desideriamo, attivando così la nostra forza creatrice.
In secondo luogo parlando bene di qualcosa o di qualcuno esterniamo la nostra energia creativa attraverso le emozioni che questo ci suscita e le trasformiamo in parole (gradino più vicino alla fisicità; vedi: La forza delle parole)
E infine fare dei complimenti a qualcuno o a qualcosa di esterno a noi, fa in modo che il sentimento di timore o di incredulità non faccia parte delle nostre emozioni collegate alla manifestazione di ciò che vogliamo (ecco come battere il sabotatore che è dentro ognuno di noi!)
Perciò le benedizioni che elargiamo al nostro prossimo saranno utili tanto a chi sono rivolte quanto a noi stessi.

Ricordiamo inoltre che maledire è esattamente il processo inverso. perciò giudicare o parlare male di chichessia è un'operazione assolutamente controproducente in primo luogo per noi stessi.
La "maledizione" (il giudizio critico negativo improduttivo) tende ad annullare gli effetti della "benedizione". Quindi in sostanza più sparliamo del nostro prossimo (o anche di noi stessi attenzione!) maggiore sarà lo sforzo per ottenere dei risultati dalla "benedizione".

Perciò riassumendo l'atteggiamento vincente è:
- Ammirare Piuttosto che criticare;
- Affermare invece di temere o dubitare;
- Apprezzare anzichè incolpare;
- Fidarsi al posto di preoccuparsi;
- Accettare invece di respingere!

Ammirate e complimentatevi sinceramente di tutto ciò che vi piace e invece di criticare ciò che non vi piace limitatevi ad ignorarlo!

LA FILOSOFIA DI HUNA
:

IKE
IL MONDO E' COME PENSI CHE SIA
(tutto è sogno, i sistemi sono arbitrari)

KALA

TUTTO E' POSSIBILE
(tutto è collegato, la separazione è un’illusione, non ci sono limiti)

MAKIA

L’ENERGIA VA DOVA SI DIRIGE L'ATTENZIONE
(e l’attenzione va dove fluisce l’energia)

MANAWA

ADESSO E' IL MOMENTO DEL POTERE
(adesso è in relazione all'attenzione e il potere aumenta con l'attenzione)

ALOHA

AMARE E' ESSERE FELICI INSIEME
(l'amore aumenta col diminuire della critica; tutto è vivo, cosciente e sensibile)

MANA

TUTTO IL POTERE VIENE DA DENTRO
(tutto è intriso di potere; il potere viene all'autorevolezza)

PONO

L'EFFICACIA E' LA MISURA DELLA VERITA'
(c'è sempre un altro modo per fare la stessa cosa)

venerdì 17 luglio 2009

Legge Di Attrazione

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Risonanza


Esiste un fenomeno in natura conosciuto come "il fenomeno della risonanza":
Christiian Huygens, nel 1665 notò che due pendoli posizionati vicini tendevano a sincronizzare il loro dondolio fino ad arrivare ad oscillare allo stesso ritmo. Grazie ai suoi studi fu definita la teoria della “risonanza”.
L’esperienza dei due pendoli dimostra che il primo tende a far risuonare l'altro alla frequenza su cui questo è sintonizzato. Allo stesso modo si comportano due diapason quando uno vibrante è vicino ad uno fermo. Dopo pochissimo tempo il secondo diapason inizia a vibrare alla stessa frequenza del primo.
Il principio della risonanza può essere applicato anche alle onde cerebrali.
Esperimenti compiuti con l’utilizzo dell'elettroencefalogramma hanno dimostrato che esiste un' evidente rapporto tra gli stimoli esterni e le onde cerebrali del soggetto esaminato.
Quello che si è notato è che se il cervello e' sottoposto a impulsi energetici di una determinata frequenza, esso tenderà a sintonizzarsi su quella stessa frequenza. Questo comportamento si definisce “risposta in frequenza”.
In altre parole, per esempio, se un cervello si trova in uno stato di veglia, ossia sintonizzato sulle frequenze di onde “beta”, se viene stimolato con impulsi di onde “alfa” (le onde proprio dello stato di rilassamento) esso tenderà a rilassarsi fino a raggiungere la frequenza appunto delle onde “alfa”.

Ciò significa, detto forse in modo semplicistico, che poiché se una frequenza “dinamica” si avvicina ad una frequenza statica la seconda comincia a sua volta a vibrare manifestandosi, e poiché l’uomo è formato a sua volta da energia statica ed energia dinamica, noi non siamo altro che delle antenne trasmittenti e riceventi di energia, parte della quale in modo consapevole (certi suoni, visioni) altre in modo non consapevole , perché si tratta di energia non percepibile dai nostri 5 sensi (vedi gli ultrasuoni o le immagini subliminali).

In sostanza noi ci accorgiamo della parte di universo che è in risonanza con i nostri sensi.

Le antiche saggezze orientali sostengono che il Tutto è dentro di noi e che la realtà esterna è Uno con la nostra realtà interna (teoria olistica dell’universo), perciò se noi non abbiamo fatto crescere dentro di noi ciò che cerchiamo è inutile che proviamo a trovarlo nel mondo esterno.

Sostanzialmente l’uomo può godere nella propria vita di ciò che è riuscito a coltivare dentro di sé in vibrazione dianamica e che metterà in risonanza lo stesso elemento statico fuori di se.
Noi potremmo accorgerci solo del tipo di Amore con cui siamo in risonanza, se non siamo predisposti ad accogliere un certo tipo di sentimento, non lo riconosceremo nemmeno se ci passerà vicino.

Io sono il maestro di me stesso!



"Non sono mai andato per chiese o templi, non ho mai letto i testi sacri, né seguite certe pratiche per trovare la verità, né ho adorato dio, non ho pregato. Il mio atteggiamento non è mai stato questo. Quindi sicuramente puoi dire che non stavo facendo niente di spirituale. Ma per me la spiritualità ha una connotazione totalmente differente. Richiede un'onesta individualità. Non permette alcun tipo di dipendenza. Crea la propria libertà, qualunque ne sia il prezzo. Non è mai nella massa, ma sola, perché la massa non ha mai trovato alcuna verità. La verità è stata trovata soltanto in solitudine. Spiritualità, per me, significa semplicemente trovare se stessi. Non ho mai permesso ad alcuno di fare questo lavoro per me perché nessuno può fare questo lavoro per te, lo devi fare tu..."

Buddha morendo disse ad Ananda: "Ananda, sii tu la tua stessa luce. Io non ero la tua luce, né il tuo salvatore. La mia morte non cambia nulla. Adesso dovrai proprio capire quello che ti ho ripetuto per sessant'anni: non farti illusioni, il solo fatto di servirmi e seguirmi devotamente - è molto difficile trovare una devozione simile - non ti salverà. In te deve avvenire una trasformazione... e puoi farlo solo tu".

È un lavoro così interiore che neanche il maestro può arrivare fin lì. Tranne te stesso, nessuno può arrivare lì. Ed è questa la bellezza dell'animo umano: è assolutamente inaccessibile a chiunque altro. Il tuo centro è così protetto dall'esistenza che nessuno può neppure toccarlo. La questione di salvare qualcuno non si pone affatto: certo, l'uomo pieno di compassione fa del suo meglio per spiegarti la via, per spiegarti come è successo a lui. Ma questo è semplicemente un condividere con te la sua storia. Da quella storia, forse, puoi trarre qualche spunto per te stesso, ma dipende da te. www.oshoba.it Osho

martedì 14 luglio 2009

Ancora sulla formulazione degli obiettivi!


R. Anhtony nel libro “The Power of Intention” sostiene:

•Se affermi verbalmente il tuo intento, puoi aspettarti un successo del 10%


•Se affermi verbalmente il tuo intento e VISUALIZZI il risultato finale che vuoi ottenere, puoi aspettarti un successo del 55%


•Se affermi verbalmente il tuo intento, visualizzi il risultato finale e senti le emozioni che proverai quando l’avrai realizzato, puoi aspettarti un successo del 100%!

Come formulare l’intenzione

Innanzi tutto è necessario assicurarsi che la propria intenzione sia espressa in modo chiaro ed inequivocabile. Se l’obiettivo viene individuato verbalmente in modo ambiguo, l’emozione suscitata sarà ambigua e la manifestazione dell’obiettivo sarà altrettanto ambigua.
Quindi progetti chiari!
“ Voglio un lavoro migliore” per esempio non è un intento chiaro!
Migliore di cosa? Quanto migliore? Migliore per chi? Migliore in cosa? Insomma ci sono troppi punti oscuri, lasciati alla libera interpretazione.
“Voglio un lavoro creativo, indipendente, nell’ambito dell’architettura degli interni e del design, gratificante e che mi renda almeno 4.000 Euro al mese” è già un intenzione più chiara.

lunedì 13 luglio 2009

Alcune regolette per esprimere intenti efficaci


A. Le intenzioni vanno dichiarate al presente (ricordate il concetto del qui e ora?)
L’inconscio non riconosce il prima e il dopo l’ieri e il domani; qui e ora. E noi è con il nostro inconscio che dobbiamo comunicare prima di tutto.
Quello che vuoi è che la tua intenzione si realizzi ADESSO!
Utile, ma più difficile, potrebbe essere addirittura esprimere la propria intenzione al passato come se si fosse già avverata. Ma il rischio è di non convincere nemmeno la nostra parte conscia della verità dell’affermazione, figuriamoci quella inconscia!
Un modo che può facilmente convincere il subconscio è il "present continuous" inglese (non so come si chiami il corrispondente italiano); per esempio, sto uscendo con la mia anima gemella", "sto ottenendo la promozione al lavoro" oppure un altro modo è affermare "sto per acquistare la mia ferrari", "sto per pubblicare il mio libro" ecc. queste sono affermazioni che facilmente possono essere interpretate come vere dal subconscio!

B. Le intenzioni vanno espresse sempre con formule positive; l’inconscio non riconosce il non.
La frase “non voglio stare male” focalizza l’attenzione sullo stare male!
Ricordate il famoso esempio: “non pensare ad un elefante arancione a pois verdi che va in altalena”! …a cosa hai pensato? Ma ad un elefante arancione a pois verdi che va in altalena ovvio!!
Quindi assolutamente non descrivere quello che si vuole eliminare dalla propria vita. Bisogna focalizzarsi su ciò che si vuole ottenere! Quindi sbagliato “non voglio più stare male”! Giusto “Sto bene”!

C. L’espressione dell’intento deve essere precisa e dettagliata.
Non è sufficiente affermare, visualizzare e sentire quello che si vuole è necessario farlo con dovizia di particolari. Solo così saremo in grado di provare veramente le sensazioni e le emozioni capaci di manifestare il nostro intento

D. Usa parole che suscitino in te delle emozioni forti.
L’inconscio risponde più velocemente se le emozioni e i sentimenti sono intensi. Formula le tue intenzioni in maniera da emozionarti.

E. La tua attenzione deve essere focalizzato sul miglior risultato possibile.

F. Il tuo intento deve essere personale.
E’ alle tue emozioni che devi fare riferimento, non puoi basarti sulle emozioni degli altri (come potresti sentirle?). Devi focalizzarti su quello che proveresti tu se il tuo intento fosse realizzato ora! Le tue emozioni. La realizzazione di qualcosa non può basarsi sulle reazioni di altri da te!
Non posso cambiare gli altri, Io posso modificare solo il modo in cui io mi relaziono con gli altri. Questo non significa che non posso aiutare gli altri ad ottenere ciò che vogliono, ma devo focalizzarmi sempre su ciò che sentirei io se lei ottenesse ciò che vuole!

G. Il tuo obiettivo non può basarsi su confronti. Non deve prevedere confronti.
Non puoi chiedere di avere una macchina più bella di quella di tuo cugino, non ha senso!
E’ fondamentale capire che non siamo in competizione con nessuno. L’unico individuo con cui puoi entrare in competizione sei tu e in effetti devi sempre puntare al top.

H. Il tuo intento deve essere credibile (per te stesso innanzi tutto)
E’ decisamente controproducente decidere di volere qualcosa che a livello inconscio pensiamo di non poter ottenere o di non meritare.
Se quando ti immagini vivere in un certo modo, essere un certo tipo di persona, fare determinate cose o possedere particolari oggetti, non riesci a riconoscerti, o ti vedi finto, ridicolo, poco accettabile sei “fregato”. Non potrai mai essere o possedere quelle cose finchè non riesci a renderle credibili a te stesso. Quindi come esercizio bisogna essere bilanciati nella formulazione degli obiettivi; non puntare troppo in basso perché non saremmo stimolati a perseguire lo scopo, ma nemmeno puntare troppo in alto se non ci crediamo!

I. Il tuo intento deve tenere conto di tutte le circostanze che il suo ottenimento coinvolge.
Per esempio se ci concentriamo solo sul lato economico della faccenda, quello sentimentale potrebbe esserne penalizzato.
Bisogna costruirsi virtualmente una vita ottimale nella sua totalità.

L. Il raggiungimento del tuo scopo non può penalizzare il tuo prossimo.
Se il raggiungimento del tuo proposito coinvolge altre persone, è necessario che anche queste abbiano dei benefici, altrimenti significa non essere in linea con la compassione che forma il campo energetico dell’universo.

Seguendo queste facili indicazioni, formulando i propri obiettivi seguendo i punti descritti, visualizzando il risultato ottenuto ORA e sperimentando ORA le emozioni che si proveranno alla realizzazione del proprio sogno, non si potrà che avere successo.

E’ importante infine ricordare che l’azione è l’ultima parte del processo creativo, e va intrapresa seguendo l’istinto, ascoltando i suggerimenti dell’universo. Quindi l’azione deve essere un’azione priva di sforzo che si realizza naturalmente e vorrei dire, quasi inevitabilmente!

Tutto qui… molto semplice… questo è il modo per manifestare i tuoi sogni!

venerdì 10 luglio 2009

Creazione Consapevole (ancora qualche consiglio pratico!)


Il materializzare ciò che desideriamo è un’operazione abbastanza più complessa di quello che spesso ci lasciano intendere certi scritti sull'argomento; sempre a causa della nostra educazione, dei valori “atavici” che ormai fanno parte di ognuno di noi, in poche parole a causa di tutte le “credenze limitanti” che sono così tenacemente radicate nel nostro subconscio.

Ma anche questa è una meta raggiungibile con la fermezza, la convinzione e l’allenamento.
Innanzitutto dobbiamo restare il più possibile focalizzati sull’obiettivo da raggiungere.
Per prima cosa dobbiamo fare chiarezza in noi stessi e capire cos’è quello che vogliamo veramente, dopodichè bisogna restare focalizzati esclusivamente su un obiettivo alla volta finché non lo avremo ottenuto (per lo meno finchè non saremo diventati manifestatori esperti!)

Sarebbe meglio cominciare da qualcosa di facile almeno all’inizio, per “allenarsi” appunto e per rinforzare le nostre convinzioni.

Come per ogni allenamento produttivo è consigliabile partire con calma e via via che si riescono ad ottenere dei risultati tangibili permettere che la convinzione di poter attrarre tutto ciò su cui ci focalizziamo metta delle salde radici dentro di noi fino a divenire certezza inconfutabile.

Le tre mosse per attivare consapevolmente la legge universale dell’attrazione sono davvero molto semplici e ormai le sappiamo a memoria, ma certo non guasta ripeterle ancora una volta:

A) Focalizzare il nostro desiderio.
B) Portare in superficie le emozioni che ci suscita la realizzazione del desiderio
C) Permettere all’Universo di realizzare il nostro desiderio.

Detta così sembra davvero facile. Il punto è che dobbiamo davvero crederci, quindi non dobbiamo avere nessun dubbio a riguardo. Dobbiamo farlo, non provare a farlo.
Dobbiamo imparare a vivere la realizzazione del nostro desiderio come se fosse già avvenuta e quindi dobbiamo riuscire a provare (a comando) quelle emozioni e quei sentimenti che la realizzazione del nostro desiderio davvero ci procurerebbe.

Ecco che detta così appare già meno facile!

Ma vi posso assicurare che facendo pratica quotidianamente si arriva ad un punto in cui anche la CREAZIONE CONSAPEVOLE diventa quasi automatica.
Del resto bisogna partire dal postulato che “non si può non creare” e quindi è meglio farlo in maniera consapevole.

Il Fine di creare consapevolmente non è quello di raggiungere il più alto profitto personale fregandosene di tutto il resto e di tutti gli altri. No non funziona così; se noi non viviamo appieno la gratitudine e l’accettazione di quello che è per come è non riusciremo mai a padroneggiare la legge dell’attrazione. Quindi bando agli egoismi e alle piccinerie e porta aperta all’Amore & ai suoi derivati!

Dedicato a Francesco e alla mia mamma!!!

giovedì 9 luglio 2009

LOA e Azione


La Legge di Attrazione sostiene che manifestiamo ciò su cui ci focalizziamo.
In sostanza più fissiamo i nostri pensieri e le nostre emozioni su quello che vogliamo più questo nostro volere si realizza

La maggior parte delle persone pensa che per ottenere un risultato si debba agire e l’obiettivo potrà essere raggiunto solo a fronte di un “duro lavoro”.
Molti di quelli che conoscono invece il potere della legge dell’attrazione, credono erroneamente che si debba fissare la propria concentrazione sulle azioni da intraprendere per raggiungere lo scopo e poi agendo di conseguenza si raggiungeranno i propri traguardi.
La verità è diversa. L’azione è certamente una fase utile (e a volte necessaria, dipende dalle nostre credenze) per giungere alla manifestazione di ciò che ci si è prefissati, ma è comunque l’ultimo elemento del processo di manifestazione. Agire è l’ultima cosa da fare, non la prima!
Ogni processo creativo parte dall’”essere” non dal “fare”.
Questo è uno dei motivi per cui spesso la legge di attrazione “non funziona”.
Il segreto per cominciare con il piede giusto è quello di chiarire chi voglio essere piuttosto che cosa voglio ottenere. O meglio noi dobbiamo concentrarci sugli effetti emozionali che il raggiungimento del nostro obiettivo porterà su di noi: come ci sentiremo quando l’obiettivo sarà raggiunto? E così dobbiamo cominciare a sentirci. Poi sarà cura dell’Universo procurarci le opportunità per raggiungere il nostro scopo. Solo quando le opportunità compariranno sarà il momento di coglierle attraverso l’azione. Ecco questo è il momento di agire! ORA!

Quindi la strada è:

- Chiarisci ciò che vuoi.
- Visualizza ciò che vuoi come già ottenuto.
- Chiarisci a te stesso come sarai emotivamente al raggiungimento di ciò che vuoi.
- Sentiti così ora.
- All’arrivo delle opportunità, agisci.

martedì 7 luglio 2009

Testamento biologico


La maggioranza di Governo ha imposto che inizi domani (mercoledì 8 luglio) la discussione sul testamento biologico. Si tratta di un anticipo sui tempi inizialmente previsti, evidentemente per riguadagnare un po’ di sostegno da parte del Vaticano facendo approvare in breve tempo quella legge CONTRO il testamento biologico già passata al Senato.

Come Associazione Luca Coscioni abbiamo deciso di promuovere già per questo fine
settimana una mobilitazione militante su tutto il territorio, utilizzando gli strumenti che abbiamo individuato: sia a livello comunale (con raccolte firme su petizioni o referendum per l’istituzione del registro comunale), sia a livello nazionale (con la petizione al parlamento su eutanasia e testamento biologico – come organizzare un tavolo), sia a livello individuale, con la sottoscrizione del proprio testamento biologico e l’invio presso la nostra associazione e “A Buon diritto” di Luigi Manconi.


COSA PUOI FARE NEL TUO COMUNE
Tutti i cittadini italiani hanno (già) diritto a predisporre il proprio testamento biologico. E tutti hanno (ancora) diritto a includere la eventualità della rinuncia dell’alimentazione e idratazione artificiale. È questa la situazione a seguito delle sentenze della magistratura sul caso Englaro. Per questo, le associazioni “A buon diritto” e “Luca Coscioni” raccolgono le dichiarazioni anticipate di volontà a loro inviate per posta e per email. Ci sono però due problemi, uno pratico e uno politico. Quello pratico è relativo al riconoscimento giuridico delle dichiarazioni: l’invio per fax o per posta dà garanzie limitate di autenticità della sottoscrizione, mentre la strada del notaio può essere complicata e onerosa. Quello politico nasce dal fatto che il Senato ha approvato una proposta di legge contro il testamento biologico: se il testo passasse anche alla Camera, il tentativo di impedire la libera e responsabile scelta individuale avrebb! e segnato un punto importante. A entrambi questi problemi proponiamo una risposta politica organizzata dal basso, sul territorio. Già 8 comuni hanno deliberato l’istituzione di un registro del testamento biologico, già operativo per oltre 2 milioni di cittadini romani. In altri 5 comuni sono state presentate proposte nel consiglio comunale, e in 8 comuni – tra i quali Torino, oltre alla stessa Roma - sono state raccolte le firme per proposte di delibere di iniziativa popolare comunale [guarda la mappa]. A Salerno, Avellino e Caserta ci si sta già muovendo per la convocazione di referendum comunali. Il valore di queste iniziative è straordinario: si responsabilizza l’amministrazione pubblica nella ricezione e validazione gratuita dei biotestamenti al livello più vicino al cittadino; si manda un messaggio molto chiaro ai Parlamentari che lavorano per l’abrogazione di questo diritto; ci si cautela, ! nel caso di approvazione della legge proibizionista, con la realizza zione di un atto che potrà servire anche ad impugnare l’eventuale nuove legge davanti alla Corte costituzionale. Con questi obiettivi, abbiamo deciso di promuovere (in collaborazione con tutte le organizzazioni interessate, come ad esempio gli “Amici di Eleonora”) la campagna “Il Testamento biologico nel tuo Comune”, a sostengo di tutte le proposte –referendarie, di iniziativa popolare o di consiglieri comunali” – per rendere più semplice per tutti l’affermazione concreta del diritto a predisporre le dichiarazioni anticipate di trattamento. Basta una persona che in ognuno degli 8.000 comuni ci contatti.

Facci subito sapere se puoi fare qualcosa anche per poterti mettere in contatto con altri militanti nella tua città.

Marco Cappato
Rocco Berardo
Josè De Falco



******************
Associazione Luca Coscioni
per la libertà di ricerca scientifica
Tel: +390668979286
Fax: +390668805396
Iscriviti o fai una piccola donazione
http://www.lucacoscioni.it/contributo

La forza delle parole


Ormai credo sia un concetto acquisito per i frequentatori di questo sito che "i pensieri diventano cose e creano la realtà"!
Conosciamo il meccanismo: i pensieri stimolano le emozioni che a loro volta producono energia che inviamo all’Universo e l’Universo a sua volta ci risponde con una quantità maggiore di altra energia simile, alimentata dalla nostra, che assume forma materiale (semplicisticamente).

Questo diamolo per acquisito e spostiamo ora l’attenzione su un altro concetto.
Il Vangelo di Giovanni recita: "All’inizio fu la Parola…" (Giovanni 1;1).

La realtà in cui siamo immersi si manifesta a diversi livelli di vibrazione, a seconda della sua natura il mondo fisico/materiale è formato da energia che vibra ad una frequenza bassa (sempre semplificando i processi), mentre la realtà mentale/spirituale li manifesta energeticamente con un vibrazione più veloce.

La parola è la struttura che ci permette di collegare il livello spirituale con quello materiale (la famosa via di mezzo).
Nel momento in cui noi ci esprimiamo parlando trasferiamo i nostri pensieri dal livello spirituale a quello fisico attraverso le onde sonore cariche di energia intenzionale.

Ecco quindi che trasformando il pensiero in suono (parole) emaniamo un’energia direttamente attiva a livello materiale.
Si tratta di un’energia che vibra alla velocità fisica, quindi si manifesterà più velocemente nel mondo fisico, perchè già tradotto nel linguaggio materiale.

Quindi è una cosa risaputa, ma da ora in poi facciamo ancora maggior attenzione a come parliamo.
La parola è uno strumento molto potente sia per realizzare (o accelerarne la manifestazione) i nostri obiettivi, ma anche per riempire il mondo di energia negativa.

Quindi molta attenzione anche agli sfoghi …potrebbero fare davvero male.
Ecco ancora un altro motivo per cui non mi stancherò mai di ripetere che il pensiero positivo deve diventare un abitudine mentale …quando lo sarà diventato non avremo più bisogno di sfogarci dicendo cattiverie o parlando male di chicchessia!

Articolo già pubblicato su www.legge-di-attrazione.net

lunedì 6 luglio 2009

La nostra guida preziosa


Naturalmente è evidente a tutti che monitorare costantemente, sempre, tutti i pensieri ci frullano in testa nell’arco di una vita (ma anche nello spazio di una giornata) è umanamente impossibile, dobbiamo fare appunto affidamento sulle emozioni, sono queste che ci avvisano se stiamo perdendo la retta via e lo fanno sempre in maniera evidente, costante e immediata. Il nostro io superiore non dorme mai, esiste per guidarci e lo fa sempre!
Il nostro sistema di guida emozionale si fonda su un principio semplicissimo: le emozioni si dividono in positive e negative, quelle che ci fanno sentire bene e quelle che ci fanno stare male. Tutto qua!
Questo processo deve diventare automatico, deve diventare un atteggiamento mentale, il tuo atteggiamento mentale. Prima per te diventa un’abitudine prima la tua vita migliorerà in ogni suo aspetto.
Questo è il primo passo per diventare creatori consapevoli della propria realtà.
Trasformando questo atteggiamento in un’abitudine s’interrompe definitivamente il processo di creazione inconsapevole e si comincia con il piede giusto il cammino per giungere ad attrarre quello che veramente vogliamo.

Ogni volta che avvertiamo un malessere scegliamo adesso, ora, subito di sentirci bene. Pensiamo ora a quello che ci fa sentire meglio e focalizziamoci sulle sensazioni che questo ci procura almeno per qualche minuto.
Quest’abitudine annulla la vibrazione associata alle emozioni negative e ci permette di usare la Legge dell’Attrazione per noi stessi enon contro di noi.

Ci accorgeremo di strane “coincidenze” che ti condurranno velocemente verso la manifestazione della realtà che ci scegliamo!

Una voce interiore ci informa costantemente attraverso le emozioni (è questo l’unico linguaggio che abbiamo in comune con il nostro io superiore) della via che hanno preso i nostri pensieri e la nostra immaginazione. L’unica cosa che noi dobbiamo fare a darle ascolto!

Alcune regole per facilitare il processo:

1) Nel momento in cui percepite un malessere mentale un modo per intervenire efficacemente è quello di cambiare l’attività che state facendo (quando è possibile). Potete anche ricorrere anche sempre alla stessa attività salvagente( ascoltare della musica, leggere una poesia, cantare, suonare, prendervi cura di un animale ecc.), l’importante è che sia qualcosa che vi fa stare bene e che voi associate allo stato di benessere. E’ importante che sia qualcosa che sia un’attività che potete svolgere da soli, perchè non potete contare sulla disponibilità di altre persone 24 ore su 24. Per esempio non sempre si può telefonare al vostro amico del cuore che vi fa sempre sentire bene (magari alle 4 del mattino).

2) Procuratevi una musica che sapete vi suscita belle sensazione e tenetela sempre a portata di mano (con i lettori mp3 oggi è facile).

4) Cercate di capire quali sono gli automatismi che si creano in voi nel cambio di atteggiamento mentale e richiamateli Con un buon allenamento Questo atteggiamento diventerà una delle tante abitudini che fanno parte del nostro vivere quotidiano. Vivetela come tale

5) Sappiate che non è necessario essere costantemente al settimo cielo, quello che è fondamentale è sostituire le emozioni negative con altre positive.

Attento alle tue emozioni ...ne va della tua vita!!



La cosa più importante che si deve imparare a fare (fino a renderlo un processo automatico) è “monitorare” i propri pensieri, quindi riuscire ad essere sempre presenti a se stessi.
Monitorare i propri pensieri non significa essere continuamente consapevoli di tutto ciò che pensiamo momento per momento …è sufficiente prestare attenzione alle nostre emozioni. E’ molto più semplice e altrettanto produttivo.
Tutte le volte che ci sentiamo “male” dobbiamo immediatamente rizzare le antenne e scovare al più presto il motivo del malessere; a volte è palese, ma a volte no.
Una volta identificato bisogna neutralizzarlo focalizzandoci sulla soluzione del problema. Dobbiamo pensare intensamente a cosa ci farebbe stare bene riguardo alla situazione di malessere. A volte siamo troppo coinvolti emotivamente da certe situazioni e non riusciamo lucidamente a concentrarci sulle soluzioni e il nostro pensiero continua a tornare costantemente ed inesorabilmente sul problema. In questi casi l’unica cosa da fare è: pensare ad altro! Mettiamoci ad ascoltare della musica a guardare un film, a recitare una poesia, ma dobbiamo distogliere la mente da ciò che ci fa soffrire.

Da ora quindi, da questo preciso momento, dobbiamo prestare sempre molta attenzione alle nostre emozioni (è il nostro io superiore che ci parla attraverso le emozioni) e quando ne individuiamo di negative, dobbiamo intervenire, spostando immediatamente il nostro focus emozionale sulla cosa più bella e piacevole a cui riusciamo pensare. Questa operazione migliorerà immediatamente il nostro stato d’animo mettendoci di buon umore e non da ultimo permetterà alla legge dell’attrazione di funzionare in modo vantaggioso per noi.

Quando ci si accorge che la propria mente si fissa istintivamente su qualcosa che non vogliamo, possiamo intervenire subito, concentrando la nostra mente sul pensiero opposto, cioè su ciò che vogliamo, su ciò che ci fa stare bene in questo modo la vibrazione negativa scaturita dalle emozioni negative provate, che attirerebbe nella nostra vita proprio quello che vogliamo evitare, viene annullata. Questo trucchetto così semplice ci garantisce di non materializzare nella nostra vita il cosiddetto “male”. Quest’operazione è abbastanza semplice se impariamo a vivere nel qui ed ora e se la consapevolezza dei nostri pensieri (emozioni) diviene una atteggiamento mentale abituale. Per arrivare a questo però ci vuole allenamento e tenacia. Per noi occidentali così abituati a focalizzarci sul problema invece che sulla sua soluzione, il pensiero positivo, molto spesso non è naturale. Quindi forza bisogna cambiare modo di pensare ORA!

giovedì 2 luglio 2009

Facciamo posto...

La Legge di Attrazione non permette di... ?


La legge di attrazione vissuta con consapevolezza, ci rende degli esseri potentissimi, in grado di governare completamente la nostra vita.

Possiamo fare ed ottenere tutto… attenzione però all’allineamento con l’essenza più profonda della Matrix Divina: L’Amore!!
Possiamo ottenere tutto ciò che è compatibile con l’Amore.
Se noi siamo positivi e allineati all’Amore non c’è limite a ciò che possiamo ottenere.
Quindi non è che certe cose attraverso la Legge di Attrazione non si possono ottenere, si ottiene esattamente ciò a cui siamo emozionalmente allineati, perciò a volte può capitare che pensiamo di voler raggiungere un dato obiettivo, ma in realtà siamo emozionalmente sintonizzati su tutt’ altro.

Quindi premesso questo e premesso che la legge di Attrazione funziona sempre, possiamo affermare che attraverso la Legge dell’Attrazione non si può:

- NON POSSIAMO MANIPOLARE LE ALTRE PERSONE
Ogni essere umano è illimitatamente potente per tutto ciò che riguarda sè stesso. Noi abbiamo un potere totale su noi stessi e solo su noi stessi. Non possiamo dirigere e controllare la vita degli altri. non perchè non sia possibile in sè, ma perchè alla base non c’è l’emozione che crediamo che ci sia.

Innanzi tutto voler manipolare qualcuno contro la sua volontà è in assoluta antitesi con il rispetto e l’accettazione di ciò che è, che fanno parte dell’essenza stessa della Matrix Divina.
Quindi è evidente che la legge non può agire contro se stessa. Inoltre alla base del desiderio di dominare qualcuno, non può esserci un sentimento di rispetto, ma c’è appunto un desiderio di dominio dovuto ad emozioni di incompletezza, di inadeguatezza, insoddisfazione e mancanza… perciò se ci concentriamo sul voler manipolare il nostro prossimo per questi motivi …è esattamente questo quello che la legge ci porterà.

Il consiglio è, come sempre, di chiarire bene cos’è che vogliamo veramente. Se noi vogliamo che una certa persona si comporti in un certo modo, il motivo vero è che noi vorremo sentirci nel modo in cui ci sentiremmo se questa persona si comportasse come noi vorremmo (un po’ contorto, ma penso sia chiaro). Quindi è lì che dobbiamo fissare la nostra attenzione, sul come ci sentiremmo se … sono quelle le emozioni che dobbiamo portare a galla. Cerchiamo di concentrare il nostro focus su ciò che proveremmo quando la determinata persona si comporterà come ci piacerebbe e liberiamo queste emozioni. Poi lasciamo che sia l’universo a preoccuparsi di come fare per farci sentire così. La Matrix Divina lavorerà alacremente per farci provare quei sentimenti, probabilmente attraverso strade a cui noi non avremmo mai pensato e coinvolgendo persone che magari nemmeno conosciamo.

- NON POSSIAMO PROCURARE IL MALE AGLI ALTRI
Non possiamo fare in modo che accadano brutte cose agli altri. Probabilmente se è questo quello che desideriamo per qualcuno, sarà esattamente questo quello che accadrà a noi (o qualcosa del genere).
La legge di Attrazione non soddisfa sentimenti di vendetta o di gelosia, perchè pur attivandosi comunque , l’effetto sarà quello di ritorcere contro di noi i nostri sentimenti. Se vogliamo il male per qualcuno è appunto perchè nutriamo dei sentimenti di mancanza, di invidia, di inadeguatezza ecc e tranquilli … l’Universo ci accontenterà procurandocene ancora.

- NON POSSIAMO FAR INNAMORARE QUALCUNO DI NOI O FAR TORNARE UN EX CHE NON VUOLE FARLO
Anche questa sarebbe una forma di manipolazione, in assenza di rispetto, di amore e di accettazione, dominata invece dal puro egoismo.
Ancora una volta quello che trasmetteremmo all’Universo, pretendendo che qualcuno si innamori di noi, saranno sentimenti di mancanza, di solitudine, di inadeguatezza …quindi…
Ancora una volta il consiglio è di focalizzarci su ciò che proveremmo se fossimo in compagnia della Nostra Anima Complementare ideale, su come ci sentiremmo se il nostro amato ideale ci corrispondesse… e permettiamo poi all’Universo di fare la sua parte, procurandoci, per la strada più adeguata, chi sarà in grado di farci sentire davvero così (e non è per niente detto che sia chi abbiamo deciso noi!)

- NON POSSIAMO FORZARE I NOSTRI FIGLI (o chi amiamo) A CAMBIARE
Anche qui il discorso è il medesimo. Per quanto il nostro desiderio che essi cambino è per lo più dettato da ciò che noi pensiamo sia meglio per loro, tuttavia non possiamo sostituirci a loro, e tantomeno sostituire la nostra volontà alla loro.

Se il tuo obiettivo è la felicità e il successo (in generale) di tuo figlio, o di chi ami, è questo su cui devi focalizzarti, non sul come raggiungerlo, ma sull’ottenerlo. Cos’ potrai aiutarlo con la tua energia a raggiungere questi stati, attraverso però l’ottenimento di ciò che farà essere felice lui non te! E questo potrebbe essere molto diverso da quello che ti aspetti tu.

Utilizzando la Legge di Attrazione a beneficio di qualcun altro, contribuiamo ad attrarre opportunità per la realizzazione di chi amiamo. Però possiamo trasmettere loro la nostra energia positiva focalizzandoci sulla loro realizzazione e sulla loro felicità, ma poi sta a loro cogliere le opportunità che l’Universo procurerà per arrivare dove vogliono loro.

- NON POSSIAMO COSTRINGERE GLI ALTRI A CAPIRE
Se tu hai capito una certa cosa, non puoi inculcarla a forza nella testa degli altri (per esempio la legge dell’attrazione stessa). Tu hai capito quando eri pronto per capire. Gli altri capiranno quando e se saranno pronti a loro volta.
Tutto quello che puoi fare è mettere a disposizione la tua conoscenza.

- NON POSSIAMO CAMBIARE IL PASSATO
Il passato lo possiamo solo accettare. Ciò che è stato è stato. Accettalo!!
Ignorarlo non lo farà nè cambiare nè sparire. Noi possiamo imparare dagli avvenimenti ed accettarli. Quello che si manifesta nella nostra vita è frutto di ciò che abbiamo pensato prima. Noi abbiamo potere su ciò che pensiamo ORA per plasmare ciò che sarà domani. Da Ieri possiamo solo imparare.

Articolo già pubblicato su www.legge-di-attrazione.net

mercoledì 1 luglio 2009

Il pericoloso stato di Comfort


Tra le nostre varie conoscenze c’è il fatto che nell’uomo è presente, l’istinto di sopravvivenza e l’istinto di conservazione della specie. Probabilmente è proprio così, ma sempre ci si dimentica di citare l’altrettanto forte istinto umano di mantenere invariato il proprio stato di comfort! In parole povere abbiamo tutti una fottutissima paura del cambiamento. “mai lasciare la strada vecchia per la nuova”!
Ovviamente ne consegue inevitabilmente che l'adagiarsi sulle proprie abitudini acquisite si rivela uno dei più grossi ostacoli al miglioramento!
Preferiamo nasconderci nella routine quotidiana, piuttosto che soddisfare anche delle nostre necessità se queste rischiano di portarci fuori dai binari!
Perché il nostro bisogno istintivo principale è quello di sentirci sicuri e a nostro agio e cosa esiste di meglio di ciò che conosciamo ormai così bene, anche se è una situazione che non ci permette di stare bene o non ce lo permette del tutto? Percorrere la strada conosciuta, che sappiamo non ci porterà mai dove vorremmo, ma ci fa sentire protetti e ci eviterà di correre alcun rischio imprevisto, ci pare a volte l'unica alternativa sensata!
L’assenza di rischi ci procura la tranquillità che però spesso rischia di trasformarsi in apatia!
Questo però è un senso di sicurezza subdolo che frena qualunque ambizione di miglioramento.
Solo quando la catena delle abitudini acquisite ci provoca dolore siamo stimolati veramente a modificarle! E’ triste però pensare che per migliorare dobbiamo arrivare a livelli insopportabili di dolore e frustrazione. Triste e stupido!
Infatti abbiamo ormai capito che se siamo convinti di non essere in grado di raggiungere un obiettivo è assolutamente inutile provarci! Il fallimento è garantito convalidando e rafforzando così la nostra convinzione di non potercela fare.

Il discorso all’Umanità di Charlie Chaplin (1944)



«Mi dispiace, ma io non voglio fare l’imperatore. Non è il mio mestiere. Non voglio governare né conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti se possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo. Non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti. La natura è ricca. E’ sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi l’abbiamo dimenticato.

L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio. Ci ha condotti a passo d’oca a fare le cose più abiette. Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformati in cinici, l’abilità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto.

L’aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell’uomo, reclama la fratellanza universale. L’unione dell’umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo. Milioni di uomini, donne, bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente. A coloro che mi odano io dico: non disperate!

L’avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, l’amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano. L’odio negli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo, ritornerà al popolo. E qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa.

Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie.

Non vi consegnate a questa gente senza un’anima! Uomini macchina con macchine al posto del cervello e del cuore. Voi non siete macchine! Voi non siete bestie! Siete uomini!

Voi avete l’amore dell’umanità nel cuore. Voi non odiate. Coloro che odiano sono quelli che non hanno l’amore altrui. Soldati, non difendete la schiavitù, ma la libertà!

Ricordate, nel Vangelo di Luca è scritto: “Il Regno di Dio è nel cuore dell’Uomo”.

Non di un solo uomo, di un gruppo di uomini ma di tutti gli uomini. Voi, voi il popolo, avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità. Voi, il popolo, avete la forza di fare che la vita sia bella e libera, di fare di questa vita una splendida avventura. Quindi, in nome della democrazia, usiamo questa forza.

Uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo, che sia migliore che dia a tutti gli uomini lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza.

Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere. Mentivano!

Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno. I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavo il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse. Combattiamo per liberare il mondo eliminando confini e barriere. Eliminando l’avidità, l’odio e l’intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole. Un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere.

Soldati, nel nome della democrazia siate tutti uniti!»