venerdì 17 luglio 2009

Io sono il maestro di me stesso!



"Non sono mai andato per chiese o templi, non ho mai letto i testi sacri, né seguite certe pratiche per trovare la verità, né ho adorato dio, non ho pregato. Il mio atteggiamento non è mai stato questo. Quindi sicuramente puoi dire che non stavo facendo niente di spirituale. Ma per me la spiritualità ha una connotazione totalmente differente. Richiede un'onesta individualità. Non permette alcun tipo di dipendenza. Crea la propria libertà, qualunque ne sia il prezzo. Non è mai nella massa, ma sola, perché la massa non ha mai trovato alcuna verità. La verità è stata trovata soltanto in solitudine. Spiritualità, per me, significa semplicemente trovare se stessi. Non ho mai permesso ad alcuno di fare questo lavoro per me perché nessuno può fare questo lavoro per te, lo devi fare tu..."

Buddha morendo disse ad Ananda: "Ananda, sii tu la tua stessa luce. Io non ero la tua luce, né il tuo salvatore. La mia morte non cambia nulla. Adesso dovrai proprio capire quello che ti ho ripetuto per sessant'anni: non farti illusioni, il solo fatto di servirmi e seguirmi devotamente - è molto difficile trovare una devozione simile - non ti salverà. In te deve avvenire una trasformazione... e puoi farlo solo tu".

È un lavoro così interiore che neanche il maestro può arrivare fin lì. Tranne te stesso, nessuno può arrivare lì. Ed è questa la bellezza dell'animo umano: è assolutamente inaccessibile a chiunque altro. Il tuo centro è così protetto dall'esistenza che nessuno può neppure toccarlo. La questione di salvare qualcuno non si pone affatto: certo, l'uomo pieno di compassione fa del suo meglio per spiegarti la via, per spiegarti come è successo a lui. Ma questo è semplicemente un condividere con te la sua storia. Da quella storia, forse, puoi trarre qualche spunto per te stesso, ma dipende da te. www.oshoba.it Osho

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