venerdì 17 luglio 2009

Risonanza


Esiste un fenomeno in natura conosciuto come "il fenomeno della risonanza":
Christiian Huygens, nel 1665 notò che due pendoli posizionati vicini tendevano a sincronizzare il loro dondolio fino ad arrivare ad oscillare allo stesso ritmo. Grazie ai suoi studi fu definita la teoria della “risonanza”.
L’esperienza dei due pendoli dimostra che il primo tende a far risuonare l'altro alla frequenza su cui questo è sintonizzato. Allo stesso modo si comportano due diapason quando uno vibrante è vicino ad uno fermo. Dopo pochissimo tempo il secondo diapason inizia a vibrare alla stessa frequenza del primo.
Il principio della risonanza può essere applicato anche alle onde cerebrali.
Esperimenti compiuti con l’utilizzo dell'elettroencefalogramma hanno dimostrato che esiste un' evidente rapporto tra gli stimoli esterni e le onde cerebrali del soggetto esaminato.
Quello che si è notato è che se il cervello e' sottoposto a impulsi energetici di una determinata frequenza, esso tenderà a sintonizzarsi su quella stessa frequenza. Questo comportamento si definisce “risposta in frequenza”.
In altre parole, per esempio, se un cervello si trova in uno stato di veglia, ossia sintonizzato sulle frequenze di onde “beta”, se viene stimolato con impulsi di onde “alfa” (le onde proprio dello stato di rilassamento) esso tenderà a rilassarsi fino a raggiungere la frequenza appunto delle onde “alfa”.

Ciò significa, detto forse in modo semplicistico, che poiché se una frequenza “dinamica” si avvicina ad una frequenza statica la seconda comincia a sua volta a vibrare manifestandosi, e poiché l’uomo è formato a sua volta da energia statica ed energia dinamica, noi non siamo altro che delle antenne trasmittenti e riceventi di energia, parte della quale in modo consapevole (certi suoni, visioni) altre in modo non consapevole , perché si tratta di energia non percepibile dai nostri 5 sensi (vedi gli ultrasuoni o le immagini subliminali).

In sostanza noi ci accorgiamo della parte di universo che è in risonanza con i nostri sensi.

Le antiche saggezze orientali sostengono che il Tutto è dentro di noi e che la realtà esterna è Uno con la nostra realtà interna (teoria olistica dell’universo), perciò se noi non abbiamo fatto crescere dentro di noi ciò che cerchiamo è inutile che proviamo a trovarlo nel mondo esterno.

Sostanzialmente l’uomo può godere nella propria vita di ciò che è riuscito a coltivare dentro di sé in vibrazione dianamica e che metterà in risonanza lo stesso elemento statico fuori di se.
Noi potremmo accorgerci solo del tipo di Amore con cui siamo in risonanza, se non siamo predisposti ad accogliere un certo tipo di sentimento, non lo riconosceremo nemmeno se ci passerà vicino.

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