domenica 20 settembre 2009

Amore è....


L’Amore è assumersi la responsabilità della propria vita e della propria realtà e non soffrire perchè gli altri non sono come noi vorremmo che fossero.
Amore significa non subire l’altro, ma accettarlo senza aspettative, nè giudizio.
Meno ti aspetti più ricevi!!!
Quando abbiamo delle aspettative perdiamo di vista il presente e ci perdiamo proprio… l’ora, l’adesso!
Inoltre come diceva tanti anni fa un grande Uomo, Il primo passo fondamentale per amare qualcuno è amare se stessi: AMA IL TUO PROSSIMO COME TE STESSO.
Non possiamo amare gli altri se non amiamo profondamente noi stessi con consapevolezza, totale accettazione e senza giudizio.
Non colpevolizzare noi stessi ci porterà a non colpevolizzare gli altri, a non giudicarli.
Amore è accettazione incondizionata.
Se amiamo davvero capiamo che lo sbaglio dell’altro è solo da accettare senza critiche proprio come quando il bambino impara a camminare, a mangiare ad andare in bicicletta… Io adulto non mi arrabbio con il bimbo che inciampa e cade o che fa volare la pappa. Semplicemente lo capisco, lo accetto e lo aiuto ad imparare …perchè lo amo!
L’accettazione dell’altro ha come conseguenza che chi ama veramente dà senza pretendere!
Paulo Coelho diceva più o meno che se qualcuno non ci ama come noi vorremmo che facesse non significa che non ci sta amando al massimo delle sue possibilità.

Articolo già pubblicato su MiglioriamociAdesso

3 commenti:

  1. E’ verissimo che il primo passo fondamentale per amare qualcuno è amare se stessi.
    Ama il prossimo tuo come te stesso, può anche essere letto come: Ama te stesso come il prossimo tuo!
    Molto bello e azzeccato l’esempio del bambino che cade e non vuole la pappa!
    A presto. Ciao, Marju

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  2. ...Secondo te come posso conoscere i miei limiti di aspettative soprattutto per capire e accettare i limiti degli altri...
    Rita

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  3. Scusa Rita, ma non capisco la domanda! Per accettare i limiti degli altri non è necessario capirli. Se tu parti dal presupposto che gli altri con cui tu hai a che fare non sono altro che lo specchio di te stesso, accettarli diventa automatico. Come accetti te stesso non puoi non accettare gli altri. L’intolleranza parte da un presupposto di separazione, ma se tu credi che tutto sia UNO e che gli altri sono un riflesso di te… non puoi non accettarli, sarebbe come non accettare te stesso. Non capisco cosa intendi per “limiti di aspettative”…

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