sabato 12 settembre 2009

Eckhart Tolle ...Io, Sè, Uno!


"Potete non esservi resi conto che quei brevi periodi nei quali siete «coscienti senza pensare» stanno già succedendo naturalmente e spontaneamente nella vostra vita. Mentre siete impegnati in qualche attività manuale o mentre state aspettando al banco dell'aeroporto, e siete così completamente presenti che lo statico ed usuale stato mentale del pensiero cede e viene sostituito dalla presenza consapevole. O potete ritrovarvi a guardare il cielo o ad ascoltare qualcuno senza nessun commento interiore mentale. La vostra percezione acquista la chiarezza del cristallo, non offuscata dal pensiero.
[...]
La mente sta incessantemente cercando non solo cibo per il pensiero, ma anche cibo per la sua identità: per il suo senso del sé. Questo è il modo nel quale l'ego si forma e ricrea continuamente se stesso. [...]
Chi è colui che è consapevole della fugacità della vostra forma fisica e psicologica? È l'Io Sono. Questo è l'«Io» più profondo che non ha nulla a che vedere con il passato e con il futuro. [...]
Quando riconoscete che vi è una voce nella vostra testa che finge di essere voi, e che non smette mai di parlare, allora state risvegliandovi dalla vostra identificazione inconscia con il flusso del pensiero. Quando notate quella voce, vi rendete conto che chi siete non è quella voce - colui che pensa - ma colui che ne è consapevole. [...]
Quando vivete attraverso l'ego, riducete sempre il momento presente ad un mezzo per un fine. [...]
Quando date più attenzione al fare piuttosto che al futuro risultato che volete raggiungere attraverso quel fare, spezzate il vecchio condizionamento egoico. Ed allora il vostro fare diviene non solamente molto più efficace ma anche molto più soddisfacente e gioioso. [...]
L'egoico senso del sé ha bisogno di conflitto perché il suo senso d'identità separata si rinforza con il lottare contro questo o quello e nel dimostrare che questo sono «io» e che quello non sono «io». [...]
Nell'aver a che fare con la gente, potete notare nei loro confronti sottili sentimenti di superiorità o d'inferiorità? State guardando l'ego, che vive di confronti. [...]
L'ego ha bisogno di essere in conflitto con qualcosa o con qualcuno. Questo spiega perché state cercando la pace, la gioia e l'amore ma non potete poi tollerarli per molto. Dite di volere la felicità ma siete dipendenti dall'infelicità"

Tratto da "coscienti senza pensare" di Eckhart Tolle

"Tutto ciò che dobbiamo veramente fare è accettare pienamente questo momento. Allora siamo a nostro agio nel qui e ora e con noi stessi.
Ma abbiamo davvero bisogno di avere un rapporto con noi stessi? Perché non possiamo semplicemente essere noi stessi? Quando abbiamo un rapporto con noi stessi, ci siamo spaccati in due: «io» e «me stesso», soggetto e oggetto. Questa dualità creata dalla mente è la causa fondamentale di ogni complessità superflua, di tutti i problemi e conflitti della nostra vita. Nello stato di illuminazione noi siamo noi stessi: «io» e «me stesso» si fondono in una cosa sola. Non giudichiamo noi stessi, non ci sentiamo dispiaciuti per noi stessi, non siamo orgogliosi di noi stessi, non amiamo noi stessi, non odiamo noi stessi, eccetera. La spaccatura causata dalla consapevolezza autoriflessiva viene guarita, la sua maledizione allontanata. Non vi è più un «sé» che dobbiamo proteggere, difendere o alimentare. Quando siamo illuminati, vi è un unico rapporto che non abbiamo più: il rapporto con noi stessi. Una volta rinunciato a questo, tutti gli altri rapporti saranno rapporti d'amore".

È molto importante questo punto: la pratica non è una modalità per rapportarsi con se stessi, bensì un essere. È una pratica di abbandono e non di contrazione; è un lavoro di svuotamento e non di egocentrico rispecchiamento in se stessi. Non si tratta di essere fissati; è il contrario: essere dimentichi.

Tratto da "il potere di Adesso" di Eckhart Tolle

"Fino a che è l'ego a dirigere la vostra vita la maggior parte dei vostri pensieri, emozioni ed azioni provengono dal desiderio e dalla paura. Nelle relazioni, o volete qualcosa dall'altra persona oppure ne avete paura.
Quello che volete dall'altro può essere piacere o guadagno materiale, riconoscimento, lodi o attenzione oppure un rafforzamento del vostro senso del sé attraverso il confronto e lo stabilire che siete, avete o conoscete più dell'altro. Quello di cui avete paura è che succeda l'opposto e che sia l'altro che in qualche modo diminuisca il vostro senso del sé.
Quando fate del momento presente il punto focale della vostra attenzione - invece di usarlo come un mezzo per un fine - andate al di là dell'ego ed al di là della compulsione inconscia di usare le persone come mezzo per un fine, intendendo per fine la valorizzazione di se stessi alle spalle degli altri. Quando date la vostra completa attenzione a qualsiasi persona con la quale state interagendo, togliete passato e futuro dalla relazione, fatta eccezione per le cose pratiche. Quando siete totalmente presenti con qualsiasi persona incontrate, allora lasciate andare l'identità concettuale che avevate fatta per loro, la vostra interpretazione di chi essi sono e di cosa hanno fatto nel passato - e siete così in grado interagire senza il movimento egoico di desiderio e di paura. L'attenzione, che è vigile quiete, è la chiave.
Come è meraviglioso nelle vostre relazioni andare oltre il volere e l'aver paura. L'amore non vuole nulla né ha paura di nulla.
[...]
Ogni volta che incontrate qualcuno, non importa quanto breve sia l'incontro, riconoscete il suo essere, dandogli la vostra completa attenzione? O lo riducete a un mezzo per un fine, ad una mera funzione o ad un ruolo?
Quale è la qualità della vostra relazione con la cassiera al supermercato, con il guardiano del parcheggio, con il meccanico, con il «cliente»?
Un momento di attenzione è sufficiente. Come li guardate o li ascoltate, c'è una quiete vigile, forse solo due o tre secondi, forse di più. Questo è abbastanza perché possa emergere qualcosa di più reale dei ruoli che giochiamo di solito e con cui siamo identificati. Tutti i ruoli sono parte della coscienza condizionata che è la mente umana. Quello che emerge attraverso l'atto di attenzione è l'incondizionato, chi siete voi nella vostra essenza, al di là del vostro nome e della forma che avete. Non agite più come da copione, diventate reali. Quando quella dimensione emerge dalla vostra interiorità, attira anche la stessa dimensione dall'interiorità dell'altra persona"

tratto da "Parole dalla quiete" di Eckhart Tolle:

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