giovedì 1 ottobre 2009

Facilitare l'autostima dei figli


I primi artefici della sicurezza in se stessi e dell'autostima dei nostri figli siamo noi genitori. Un essere umano disprezzato o sottovalutato dai genitori difficilmente diventerà una persona felice di se'.

L'autostima non si costruisce con le parole ma con i fatti e con il modo di essere. Non sono i genitori ostentatamente sicuri di sè a dare sicurezza ai figli ma quelli che sono realisti ,disincantati e abbastanza contenti di sè. Soprattutto sono quelli che amano talmente i loro figli da non ferirli mai e da sostenerli sempre .

Per sviluppare una reale autostima, nè sottostima nè sovrastima, occorre che , in ogni momento della sua vita il bambino possa pensare " ho appena fatto un errore, non mi sono comportato bene, non sono stato all'altezza della situazione ma sono sicuro che i miei genitori anche se dispiaciuti e un pò delusi non mi bocceranno per questo, continueranno ad avere fiducia in me" ed anche" sono stato bravo, ho registrato un successo ma i miei genitori mi vogliono bene e mi stimano anche quando vado meno bene, ora sono fieri di me ma non danno troppa importanza ai miei risultati".

Se i due genitori ,più altri adulti di contorno, i nonni, gli insegnanti,gli zii, riusciranno a far interiorizzare queste sensazioni al bambino, tutti i successivi insuccessi non ne distruggeranno l'autopercezione e verranno superati senza troppa difficoltà .


L'autostima dell'adolescente


L'adolescenza è il periodo in cui l'autostima di tutti i nostri figli è più precaria. In questo periodo della vita tutto cambia e tutto cerca di prendere una forma definitiva con molte incertezze; cambiano l'altezza, la voce, la forma e le caratteristiche del corpo, l'identità sessuale può essere fonte di paure. In poche parole , il ragazzo non ha ancora un'identità definita e non sa quale sarà il risultato finale. La paura di un risultato non all'altezza delle aspettative proprie e dell'ambiente crea una insicurezza dolorosa .Noi genitori dobbiamo:

1. sforzarsi di comprendere il disagio dei nostri figli ed essere solidali con loro
2. non esprimere mai nè verbalmente nè con il linguaggio del corpo la disapprovazione totale nei loro confronti. Questa provoca una tale ferita nell'animo del ragazzo da rimanergli dentro negli anni a venire limitando la sua autostima e favorendo anche disturbi vari, primi fra i quali quelli alimentari .Possiamo , al più, disapprovare un aspetto specifico ma senza insistere troppo.
3. se possibile , diventare un elemento rasserenante sottolineando gli aspetti positivi delle situazioni, dicendo al figlio quanto ci piace così come è , apprezzando i risultati positivi e esprimendo pacatamente il nostro disaccordo solo in casi estremi ,tipo pearcing ,tatuaggi e compulsioni .Il tutto in modo sobrio , senza eccessi nè smancerie che agli adolescenti non piacciono ma guardandoli negli occhi.Per riuscire a fare ciò dobbiamo cercare di immaginarci la persona che nostro figlio diventerà una volta buttati alle ortiche tutti gli eccessi adolescenziali. Se avremo fatto un buon lavoro fino a quel momento, sarà improbabile che ciò non avvenga.

Pubblicato su Genitori Professionisti

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3 commenti:

  1. Ora voglio approfittare di voi. Io ho tutt'ora a45 anni, mamma morte nell'88, babbo da allora depresso e chiuso con me. Tutto potrebbe essere normale, le prove la vita non ce le negherà mai. Ma son certo che i miei problemi esistenziali, arrivando anche a voler morire , nell'adolescenza quando questa si è unita al passaggio dal paese(giochi, compagnie senza pregiudizi)alla città, dove un peso nello stomaco, non più sorrisi o leggerezze, mi ha poortato poi nell'università, a esplodere, certo studiando ma anche facendo un bel casino con donne ed alcool.

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  2. Cosa significa che vuoi approfittare di noi? Racconti la tua storia perchè vuoi un consiglio? un'opinione? non sei chiaro!
    comunque sappi che solo tu puoi essere artefice della tua felicità, se continui a crogiolarti nel tuo stato di vittima degli eventi non ne uscirai, solo perchè qualcuno ti dice devi fare così e cosà!
    Tu sei esattamente ciò che pensi di essere!

    Non credere a quel che hai sentito.
    Non credere alle tradizioni solo perché
    si tramandano da generazioni.
    Non credere a nulla di cui si parli da molto
    tempo.
    Non credere ad affermazioni scritte solo
    perché provengono da un vecchio saggio.
    Non credere nelle ipotesi.
    Non credere nell'autorità dei maestri
    o degli anziani.
    Ma, dopo un'attenta osservazione e analisi, se ciò
    concorderà con la ragione e sarà di beneficio
    a tutti, allora accettalo e vivi in accordo
    con esso. (Buddha)

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  3. Cara Giò, ho un figlio meraviglioso, lo è sempre stato, anche quando sbatteva
    il portaombrelli per avere ragione...Samuele in agosto-settembre sarà in Perù per essere padrino di matrimonio di un amico del gruppo Operazione Mato Grosso. E' ed è sempre stato una grande Benedizione per noi genitori.
    Ciao e grazie. Mi dispiace, Perdono, Grazie, Ti Amo!
    Aff.ma emanuela dal santo de munari

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