martedì 15 settembre 2009

ho'oponopono ...come e perchè...


Ho'oponopono significa letteralmente "correggere un errore" ed è una pratica antichissima, riadattata per il vivere moderno dalla tradizione Huna.

La Filosofia Huna sostiene che noi creiamo la nostra realtà, siamo co-creatori assieme alla suprema intelligenza Divina e tutto quello che vediamo, sperimentiamo, tutta la gente che ci circonda, tutto quello che forma il nostro mondo, sta lì perché noi l'abbiamo creato, gli abbiamo chiesto di manifestarsi per qualche ragione che il più delle volte il nostro sè coscinte non conoce e imfine gli abbiamo permesso di realizzarsi. La realtà si è manifestata in quel certo specifico modo perché glielo abbiamo chiesto e lo abbiamo permesso.
Siamo dunque noi i totali responsabili di quello che succede nel nostro mondo. Dobbiamo accettare che abbiamo il 100% di responsabilità per ciò che accade.

Il nostro essere è composto da un un Sè-Cosciente, un Sè-Supercosciente ed un Sè-subcosciente identificato dalla filosofia Huna anche come Bambino interiore.
Un Bambino che possiede la chiave della nostra felicità ed immagazzina nel suo esclusivo archivio tutte le informazioni di tutto ciò che è accaduto in questa e nelle altre vite, indietro indietro fino al momento della creazione.
Dico che ha la chiave della nostra felicità, perché noi stiamo creando molte esperienze, ma non siamo in realtà coscienti di farlo, é questo bambino che sta effettivamente creando, partendo dai dati che possiede che gli derivano da tutte le esperienze passate. Lo scopo di questo Bambino è essere felice, come qualunque altro bambino al mondo, egli si ama e si identifica col tuo essere fisico. Come qualunque bambino ha bisogno che gli si presti attenzione, gli piace che lo si vizi e deve sentirsi davvero amato, stimato e protetto.
Dobbiamo arrivare a comprendere che la mente è perfetta ma non le memorie che contiene, i dati coi quali lavora sono i dati dalle nostre esperienze, ma sono ben lontani dall’essere perfetti.
E’ proprio lì dove agisce l’Ho’oponopono, nella correzione della parte sbagliata di quelle memorie e di quei dati. Perchè questo Bambino interiore cercherà sì di proteggerti ma anche farà qualsiasi cosa perchè tu che lo prenda in considerazione, perfino sabotare i tuoi progetti se è necessario per ottenere attenzione.

C'è una parte Divina o sè-supercosciente la cui saggezza e potere sono molto superiori a quelle del nostro sè-cosciente e che ci ama incondizionatamente.

Dobbiamo essere disposti a lasciare il timone nelle mani di questa Divinità affinché guarisca i nostri ricordi, sentimenti, credenze....., affinché guarisca la radice stessa di ogni esperienza non desiderata o dolorosa che abbiamo ed affinché guarisca ad uno stesso tempo cli effetti che queste cause sbagliate hanno provocato, e quindi affinchè guarisca anche gli altri cncellando quelle memorie che con gli altri condividiamo.
Dobbiamo essere disposti ad accettare la nostra responsabilità ed allo stesso tempo accettare l'aiuto della Divinità, accettare che è proprio e solo con questo aiuto che potremo guarire ed essere guariti.
Per potere praticare questa tecnica bisogna collegare il nostro sè-cosciente col nostro Bambino interiore e chiedergli che a sua volta si colleghi con la Divinità e gli dica: "Divinità cancella in me ciò che sta provocando questo problema". E per ottenere ciò bisogna affermare: “Lo sento, perdonami, ti amo, grazie”.
Facendo questo sto chiedendo alla Divinità che cancelli programmi, memorie, sensazioni in me affinché essi siano cancellati anche nelle altre persone, sto chiedendo di guarire il mio Bambino interiore per guarire me stesso e gli altri.

12 commenti:

  1. sembra la suddivisione in ego superego e id.

    Interessante !

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  2. O beh a ben vedere togliendo un po' di fronzoli e sovrastrutture ...dicono tutti le stesse cose! ...che sia perchè c'è qualcosa di vero?

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  3. Molto prima dell'avvento di Freud e dei suoi studi sul subconscio, i Kahuna avevano compreso che la psiche dell'essere umano è un sistema tripartito composto da due "anime" o "spiriti" e da uno "spirito guida" o "spirito genitore" che corrispondono rispettivamente a quelle che ora conosciamo come mente conscia, inconscia e superconscia.
    I Kahuna sanno che le menti conscia ed inconscia risiedono unitamente nel corpo mantenendo ognuno la propria abilità mentale ed il proprio ruolo nel determinare il comportamento di un individuo. Essi considerano che il subconscio ha il potere della memoria e dei ricordi e che possiede qualità elementari di ragionamento, pari a quelle di un bambino o di un animale domestico. La mente cosciente, invece, non ha memoria e non ha il potere di ricordarsi di un pensiero una volta che il questo esce dalla sua attenzione.
    La mente cosciente deve comunicare con il subconscio per richiamare alla memoria qualsiasi pensiero, processo che richiede del tempo. In oltre, la mente conscia ha due poteri unicamente suoi; di usare la volontà ipnotica e di ragionare in maniera induttiva. La mente conscia non può essere ipnotizzata, mentre il subconscio reagisce sia all'ipnotismo che alle suggestioni.

    http://www.fiorigialli.it/dossier/view/3_le-arti-del-benessere/376_la-medicina-magica-dei-kahuna-delle-hawaii

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  4. Ciao Cara Gio,
    a proposito della mente cosciente o incosciente o di quella psicologia analista già conosciuta millenni prima anche da quelle civiltà post atlantidea…
    se riporto queste cose è solo perché anch’io, anche se in parte, HO VISTO quello che Castaneda ha riverlato…..

    Copiandolo dal sito http://www.carloscastaneda.it/, lo riporto per la comprensione o la riluttanza di tanti…..
    CARLOS CASTANEDA RIVELA PERCHE’ L’ESSERE UMANO E’ UNO SCHIAVO
    Esseri Oscuri posti sullo sfondo del Campo Energetico Umano
    Perché desideriamo che qualcuno ci guidi quando possiamo fare da soli?»
    «Gli sciamani dell’antico Messico scoprirono che abbiamo un compagno che resta con noi per tutta la vita, un predatore che emerge dalle profondità del cosmo e assume il dominio della nostra vita.» don Juan Matus (1)

    Rispetto a quanto riferito fino ad ora della concezione Tolteca, le considerazioni che seguono possono apparire ancora più sconcertanti e possono generare una varietà di reazioni nel lettore: di difesa come il rifiuto o di consapevolezza profonda come angoscia, senso di schifo, paranoia. Rivolgo per questo al lettore lo stesso invito che il Nagual Carlos fece alla conferenza di Santa Monica, in California, nel 1993 – la sua prima apparizione pubblica dopo decenni di totale anonimato:

    «Il mio nome è Carlos Castaneda. Vorrei pregarvi di una cosa. Vi prego di sospendere per oggi il giudizio. Vi prego di aprirvi – anche solo per un’ora – alla possibilità che sto per presentarvi. Per trent’anni sono stato irreperibile. Non sono solito rivolgermi alla gente e parlare. Ma ora, per un momento, sono qui. È nostro dovere ripagare un debito a coloro che hanno fatto la fatica di mostrarci certe cose. Questo sapere noi lo abbiamo ereditato. Don Juan ci disse che non dobbiamo difenderlo. Vorremmo farvi capire che ci sono opzioni, possibilità insolite che non sono fuori dalla vostra portata.» (2)

    Gli antichi stregoni si accorsero per primi che qualcosa non andava per il verso giusto. Essi videro che nei bambini, le Emanazioni Luminose – tenute insieme da una forza agglutinante nella forma di un uovo – erano anche ricoperte da una patina di straordinario splendore. Videro che alla crescita del bambino questa patina, anziché svilupparsi anch’essa di conseguenza, diminuiva

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  5. drammaticamente. Videro che questo involucro di luce era direttamente correlato alla consapevolezza dell’individuo e lo chiamarono lo Splendore della Consapevolezza.

    La consapevolezza non si sviluppava come sarebbe stato naturale.
    Inquietati da questa incongruenza estesero le loro indagini e scoprirono la presenza di esseri oscuri posti direttamente sullo sfondo del campo energetico umano e per questo difficilmente individuabili.
    Quelli che volano, oscure ombre di fango parassite, predatori alieni
    Gli sciamani Toltechi scoprirono la presenza di esseri oscuri posti direttamente sullo sfondo del campo energetico umano e per questo difficilmente individuabili. Gli stregoni videro che questi esseri oscuri si cibavano della lucentezza della consapevolezza di ogni individuo, riducendone sempre di più la patina luminosa. Le entità oscure sono particolari esseri inorganici, coscienti e molto evoluti e poiché si muovono saltellando o volando come spaventose ombre vampire furono chiamati los Voladores, ovvero quelli che volano.

    Don Juan: «Sei arrivato, e con le tue sole forze, a ciò che per gli sciamani dell’antico Messico era la questione suprema. Per tutto questo tempo non ho fatto che menare il can per l’aia, insinuando in te l’idea di un qualcosa che ci tiene prigionieri. Ed è davvero così!» Carlos: «Perché questo predatore ci avrebbe sottomessi nel modo che stai descrivendo, don Juan? Dev’esserci una spiegazione logica.» Don Juan: «Una spiegazione c’è ed è la più semplice che si possa immaginare. I predatori hanno preso il sopravvento perché siamo il loro cibo, la loro fonte di sostentamento. Ecco perché ci spremono senza pietà. Proprio come noi alleviamo i polli nelle stie…»

    I Voladores si nutrono solo di un determinato tipo di energia e, come vedremo, noi produciamo molta di quella energia. Questo ci fa essere le prede ideali da mungere quotidianamente. Il danno energetico che questa azione predatrice ci arreca è immenso. Siamo esseri magici dotati di possibilità infinite condannati a brandelli di consapevolezza: i Voladores consumano regolarmente la patina luminosa – che torna a crescere per sua natura – e come impeccabili giardinieri tengono l’erba rasa sempre allo stesso (misero) livello. Gli sciamani vedono che la patina di luminosità rimastaci è una piccola pozzanghera di luce sotto i piedi, che non arriva nemmeno agli alluci. Questa consapevolezza rimastaci è davvero poca cosa e ci permette giusto di interagire nel mondo quotidiano fissato dalla socializzazione, ma certo non ci dà modo di comprendere la nostra reale situazione o di riconoscere che condividiamo lo stesso destino degli animali che alleviamo. Come inconsapevoli schiavi ci identifichiamo nei nostri predatori e riproponiamo i loro nefandi comportamenti

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  6. con la natura in generale inquinando, disboscando, distruggendo e «sfruttiamo noi stessi senza ritegno i nostri animali: li mungiamo, li tosiamo, prendiamo loro le uova e poi li macelliamo o li rendiamo in diversi modi sottomessi e mansueti. Li leghiamo, li mettiamo in gabbia, tagliamo loro le ali, le corna, gli artigli ed i becchi, li ammaestriamo rendendoli dipendenti e gli togliamo poco a poco l’aggressività e l’istinto naturale per la libertà.» (2)

    Ci manca l’energia, non possiamo fare altro che specchiarci, nella pozzanghera di consapevolezza, in un limitato e illusorio riflesso di sé, una falsa personalità. «La coscienza delle suole rispecchia la nostra immagine, la nostra superbia e il nostro ego, i quali alla fine non sono altro che la nostra vera gabbia.» (3)

    L’esigua pozzanghera di consapevolezza è l’epicentro dell’egocentrismo in cui l’uomo è inconsapevolmente intrappolato. Ci hanno tolto tutta l’energia, ma ci hanno lasciato proprio quella che ruota intorno all’Ego! E proprio facendo leva sul nostro egocentrismo i Voladores creano fiammate di consapevolezza che poi voracemente consumano. I predatori alimentano l’avidità, il desiderio smodato, la codardia, l’aggressività, l’importanza personale, la violenza, le emozioni forti, tutti gli eccessi, l’autocompiacimento ma anche l’autocommiserazione. Le fiamme energetiche generate da queste qualità “disarmoniche” sono il loro cibo prediletto. I Voladores non amano invece la qualità vibrazionale della consapevolezza, dell’amore puro, dell’armonia, dell’equilibrio, della pace, della sobrietà… in una parola aborriscono la qualità energetica della crescita evolutiva, e hanno ogni vantaggio nel boicottare ogni nostro incremento di coscienza.

    «La nostra mentalità da schiavi, che nella cultura giudeo-cristiana ci promette consolazione nell’aldilà, non porta alcun vantaggio a noi stessi, bensì ad una forza estranea, che in cambio della nostra energia ci fornisce credenze, fedi e modi di vedere che limitano le nostre possibilità e ci fanno cadere nella dipendenza.» (4)

    Secondo don Juan sono stati proprio i Voladores a instillarci stupidi sistemi di credenza, le abitudini, le consuetudini sociali, e sono loro a definire le nostre paure, le nostre speranze, sono loro ad alimentare in continuazione e senza ritegno il nostro Ego.

    Carlos: «Ma come ci riescono, don Juan? Ci sussurrano queste cose all’orecchio mentre dormiamo?» Don Juan: «Certamente no. Sarebbe idiota! Sono infinitamente più efficienti e organizzati. Per mantenerci obbedienti, deboli e mansueti, i predatori si sono impegnati in un’operazione stupenda, naturalmente dal punto di vista dello stratega. Orrenda nell’ottica di chi la subisce. Ci hanno dato la loro mente!
    CI HANNO DATO LA LORO MENTE!

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  7. CI HANNO DATO LA LORO MENTE!
    Mi ascolti? I predatori ci hanno dato la loro mente che è la nostra. La mente dei predatori è barocca, contraddittoria, tetra, ossessionata dal timore di essere smascherata. Benché tu non abbia mai sofferto la fame, sei ugualmente vittima dell’ansia da cibo e la tua altro non è che l’ansia del predatore, sempre timoroso che il suo stratagemma venga scoperto e il nutrimento gli sia negato. Tramite la mente che, dopotutto, è la loro, i predatori instillano nella vita degli uomini ciò che più gli conviene… Le nostre meschinità e le nostre contraddizioni sono il risultato di un conflitto trascendentale che affligge tutti noi, ma di cui solo gli sciamani sono dolorosamente e disperatamente consapevoli: si tratta del conflitto delle nostre due menti. Una è la nostra vera mente, il prodotto delle nostre esperienze di vita, quella che parla di rado perché è stata sconfitta e relegata nell’oscurità. L’altra, quella che usiamo ogni giorno per qualunque attività quotidiana, è una installazione estranea.» Carlos: «Ma se gli sciamani dell’antico Messico e quelli attuali vedono i predatori, perché non fanno nulla?» Don Juan: «Non c’è nulla che tu e io possiamo fare se non esercitare l’autodisciplina fino a renderci inaccessibili. Ma pensi forse di poter convincere i tuoi simili ad affrontare tali rigori? Si metterebbero a ridere e si farebbero beffe di te, e i più aggressivi ti picchierebbero a morte. Non perché non ti credano. Nel profondo di ogni essere umano c’è una consapevolezza ancestrale, viscerale, dell’esistenza dei predatori.» (1)

    Non c’è da meravigliarsi dunque del fatto che i bambini hanno spesso paura di demoni, mostri, spiriti o strane ombre (l’Uomo Nero) che secondo loro si nasconderebbero sotto il letto, dietro le porte, negli armadi, etc. I bambini piccoli vedono e solo quando hanno raggiunto una certa quota di socializzazione smettono di vedere, e ciò che prima era visibile si manifesta come inconscia presenza, come inquietudine, paura, disperazione, depressione…

    «La mente di quello che vola non ha rivali. Quando si propone qualcosa non può che concordare con se stessa e indurti a credere di aver fatto qualcosa di meritevole. La mente di quello che vola ti dirà che qualsiasi cosa dica Juan Matus è solo un mucchio di sciocchezze e quindi essa stessa concorderà con la sua affermazione, “ma certo, sono sciocchezze” dirai tu. È così che ci sconfiggono.» Don Juan Matus (2)

    Il recente film The Matrix dà forma in maniera efficace a queste tematiche castanediane: il Tonal dei toltechi – ovvero il mondo quotidiano frutto della socializzazione e mantenuto dall’attività della mente – è Matrix, una terrificante trappola che consente a delle entità (in questo caso macchine) di depredare l’energia degli esseri umani. I pensieri che attraversano la nostra mente sono certamente “nostri”, ma la mente, attraverso la socializzazione, ne dirige il percorso in modo tale che essi sono “liberi” non più di quanto lo sia un treno su delle rotaie. I dati sensoriali sono i nostri, ma il software che guida il pensiero è estraneo.

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  8. Il pensiero ricrea costantemente il mondo così come lo vediamo (o meglio, così come ci è stato insegnato a vederlo. Fermare il pensiero per gli sciamani toltechi significa “fermare il mondo” e vedere le cose come sono veramente: pura energia.

    Don Juan spiega che gli sciamani possono sconfiggere l’installazione estranea attraverso una vita di impeccabilità (uso strategico dell’energia) perché la disciplina strema in modo incommensurabile la mente aliena. La disciplina e la sobrietà sono qualità della consapevolezza che rendono la patina di splendore dell’uovo luminoso sgradevole al gusto dei Voladores. Ogni volta che si interrompe il dialogo interiore e si entra nel silenzio interiore si affatica la mente del predatore in modo così insostenibile che l’Installazione Estranea fugge. Successivamente essa ritorna, ma indebolita. Attraverso ripetuti stati di silenzio interiore l’Installazione Estranea prima o poi viene sconfitta e non torna.
    Ogni volta che si interrompe il dialogo interiore, il mondo così come lo conosciamo collassa e affiorano aspetti di noi del tutto straordinari, come se fino a quel momento fossero stati sorvegliati a vista dalle nostre parole. Don Juan sostiene che il giorno in cui la Mente Estranea ci abbandona è il giorno più triste e difficile, poiché siamo costretti a contare solo sulle nostre forze e non c’è più nessuno a dirci cosa dobbiamo fare. Dopo un’esistenza di schiavitù, la nostra vera mente è molto debole e insicura e deve ritrovare la sua identità.

    CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE SULLA VIA DEL GUERRIERO DI
    CARLOS CASTANEDA
    La Libertà e il Vivere consapevolmente nel Momento Presente
    La via Tolteca fornisce agli amanti della libertà tantissime tecniche pratiche per uscire dalla prigione della vita quotidiana, dalla schiavitù della socializzazione. Oltre a quanto già considerato attraverso le arti dell’Intento, dell’Agguato e del Sognare, gli sciamani praticano la Ricapitolazione e i Passi Magici (la Tensegrità).

    LA RICAPITOLAZIONE è la tecnica respiratoria e di rievocazione per recuperare tutte le energie perdute nelle infinite situazioni e negli innumerevoli incontri della nostra vita e per abbandonare le energie tossiche che tali situazioni o persone hanno lasciato in noi.

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  9. LA TENSEGRITA’ è l’eredità dei Passi Magici che gli antichi stregoni ci hanno lasciato. Attraverso moltissime sequenze di movimenti possiamo attingere alle energie dell’universo e invocare la forza dell’Intento in noi. Questo ci ridona forza, sobrietà, salute e determinazione. E di tutto questo abbiamo un gran bisogno, perché c’è da lottare più che mai con le proprie risorse e attraverso un atteggiamento di presenza in un momento storico delicatissimo che appare come una svolta epocale. Carlos racconta:

    «Il predatore che don Juan mi aveva descritto e che avevo visto non aveva nulla di benevolo. Era immensamente grande, osceno, indifferente. Avevo percepito con chiarezza il disprezzo che provava nei nostri confronti. Non c’era da dubitare che tanto tempo addietro quelli della sua specie ci avessero schiacciati, rendendoci deboli, vulnerabili e docili… Mi sedetti e piansi fino a non poterne più. Ma non era per me stesso che piangevo. A difendermi dai predatori avevo la mia collera, il mio inflessibile intento. Piangevo per i miei simili…»
    Lo studioso tolteco Norbert Classen ci ricorda che se «ci vogliamo effettivamente liberare dai voladores e da quella parte dell’intelletto che non è nostra, dobbiamo cominciare dal falso dualismo del nostro Ego, dallo specchiarci nella pozzanghera di consapevolezza, e ritornare a osservare il mondo per quello che è, cioè pura energia, che non è né buona né cattiva. Se riusciamo in questo, potremo riconoscere che oltre il velo del conosciuto e degli stretti confini del quotidiano ci attende un universo immenso e meraviglioso. Certo è un universo predatorio con voladores e uomini altrettanto rapaci, ma questa constatazione non significa il dover giudicare; mette anzi noi, i voladores e tutto ciò che esiste su uno stesso piano. Solo se ci liberiamo dallo spirito di schiavitù e dallo schema fisso “carnefice-vittima” abbiamo davvero una chance di riguadagnare la nostra libertà – una chance di libertà dai dettami impostici dai voladores, dallo specchio del narcisismo, dagli obblighi della realtà quotidiana e dalla fissazione del Punto d’assemblaggio. Se ci disfiamo del giudizio dualistico e consideriamo gli avvenimenti che ci accadono non più come maledizioni e ricompense, ma come promettenti sfide, abbiamo mosso il primo passo sulla via che ci può portare fuori dalla prigione del nostro Io abituale: la Via del Guerriero.»

    La visione tolteca del mondo si configura dunque come un vasto interessante paradigma alternativo sia alla visione del mondo occidentale che a quella orientale. Uno sciamano saggio incarna le doti della pragmaticità e della fluidità e sapendo che nessun paradigma rappresenta la verità assoluta è libero di cambiare sistema a piacere, a seconda di ciò che ogni situazione richiede. Paradigmi diversi non sono per lui concepiti come antagonisti, minacciosi o sbagliati, ma semplicemente come diversi punti di vista.
    Questa breve introduzione al mondo magico degli Sciamani Toltechi vuole essere un invito alla libertà e non può che concludersi con le parole di don Juan, uomo di conoscenza estremamente evoluto e libero, vero, impeccabile maestro:

    «Per consentire alla magia di avere presa su di noi, non dobbiamo fare altro che bandire ogni dubbio dalla nostra mente. Una volta eliminati i dubbi, tutto diventa possibile.»
    «Una volta raggiunto il silenzio interiore, tutto diventa possibile.«

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  10. Dimenticavo di dire che in tante iconografie, soprattutto religiose l’immagine dell’asino e del demone sono in connubio alberante con cui l’IGNORANZA FACILMENTE VIENE MANIPOLATA E SOGGIOCATA DAL LATO OSCURO…

    Per chi volesse indagare, anche nel libro di THOTH, nella tavola smeraldina, si parla anche di queste cose……

    Dimenticavo di citare che, c’è un legame con quando viene riportato nell’antica mitologica della grandiosa figura del titano DIO PROMETEO (IL portatore di luce, il faro di luce nel buio della mente inconsapevole di Adamo ed Eva) costretto da quell’assai cretino imbecille di Zeus, a patire le sofferenze del mondo, per aver instillato quel seme dell’intelligenza nei poveri schiavi LULU… Il suo fegato che ricresce di notte, di giorno, viene sistematicamente divorato continuamente da un rapace. Ma il grandioso titano, non rivelerà mai il suo secreto, neanche agli altri Grandiosi Dei, perché la sua sarà una completa VITTORIA che solo il tempo potrà giustificare.. CHE BELLA ANALOGIA…… la stessa analogia di SATURNO CHE DIVORA I PROPRI FIGLI…… (che oltre questo celato aspetto, nasconde anche un’altra più grande celata verità di natura cosmologica/planetaria)
    Comunque, anche queste, come tante altre, restano solo parole al vento finché non vengono percepite e sperimentate consapevolmente sulla vera VIA PRATICA dal proprio essere….

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  11. Raffaele premetto che non ho letto tutto quello che hai scritto: è davvero troppo! Però i Voladores li conosco molto bene e come abbiamo scritto molto chiaramente in "Agisci come se fossi amore" http://www.agiscicomesefossiamore.com/ è troppo comodo inventarsi un'astrusa entità più o meno diabolica per scrollarsi di dosso le proprie responsabilità! ;-D

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  12. Buon Giorno Cara Gio,

    io non parlo di scrollarsi dalle proprie responsabilità, ma di risvegliare il proprio DIO INTERIORE che continuamente viene coercizzato/plagiato addormentato da quella ortodossa coscienza collettiva.....

    Se poi capisci che queste entità sono quelle entità ARIMANICHE citate in ogni tempo ed in ogni luogo e che sono più reali di quando si possa immaginare, Come reali sono quel malevolo connubio di potere con certe forze ALIENE, ecco che con queste sole parole potresti spiegati meglio come funziona il mondo di MATRIX...

    Ecco spiegato che non basta attirare per la legge di attrazione tutto ciò che è nei nostri desideri, questi sono solo lo zuccherino per appagare tanti esseri di buona volontà….

    Solo attraverso una rivoluzione interiore, solo trasmutando queste potenti forze esterne che agiscono da dentro si può aprire quella vera porta spazio/temporale dell’immortale cuore.

    Spesso non basta il solo amorevole cuore, perché ci vuole tantissima forza interiore, ci vuole anche presenza di spirito ribelle, di un guerriero che SPERIMENTANDO COSCIENTEMENTE CERTI STATI PARTICOLARE STATI DI COSCIENZA MODIFICATA RIESCE AD OLTREPASSARE LA SOGLIA INVALICABILE CHE TRATTIENE GLI ESSERI UMANI....

    Non è una questione di bene o di male, di morale o di religione, ma solo un principio di LIBERTA' che non è minimamente legato all'apparente libertà di questo mondo che tantissimi detentori del potere voglio schiavizzare ed anche distruggere.....

    Sai qualcosa di quello che ci stanno impiattando celatamente, mentre noi navighiamo nel mondo dei desideri? SE NON CI SVEGLIAMO IN TEMPO NON CI SARANNO NE SOGNI NE FIGLI CHE SOGNERANNO.....

    ti suggerisco di dare un occhiata su questo sito: http://www.calleman.com/content/articles/Comets_Honda_Elenin.htm

    e ti lascio con una sola raccomandazione….


    Tralasciate ogni desiderio o ogni piccolo/grande problema esistenziale perché c’è un problema assai più grande, ed è necessario risvegliate il drago interiore. Vestitelo con l’armatura del guerriero, prendete il radioso scudo del cuore, inondatelo di luce e d’amore, prendete la spada della saggezza antica che passa per ogni raggiunta consapevole passata memoria, unite il demone e l’angelo della presenza e stati attenti e vigili come i serpenti perché verranno non i malevoli lupi travestiti di agnello, ma forze assi più temibili/terribili ed inimmaginabili. più di questo non posso dire……

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