mercoledì 23 settembre 2009

Risveglio e spiritualità


Spiritualità significa risveglio. La maggior parte delle persone, pur non
sapendolo, sono addormentate. Sono nate dormendo, vivono dormendo, si
sposano dormendo, allevano figli dormendo, muoiono dormendo senza mai
svegliarsi. Non arrivano mai a comprendere la bellezza e lo splendore di quella
cosa che chiamiamo esistenza umana.
Sapete, tutti i mistici – cattolici, cristiani, non cristiani, quale che sia la loro
teologia, la loro religione – concordano su una cosa: che va tutto bene.
Sebbene regni il caos, tutto va bene.
Certo, è uno strano paradosso.
Purtroppo, però, la maggior parte della gente non arriva mai a capire che
tutto va bene, perché è immersa nel sonno. Ha un incubo.
[...]
La prima cosa che voglio capiate, se davvero intendete svegliarvi, è che
non volete svegliarvi. Il primo passo verso il risveglio è essere sufficientemente
sinceri da ammettere di fronte a se stessi che non è piacevole… noi non
desideriamo essere felici. Vogliamo altre cose. O meglio: noi non vogliamo
essere felici incondizionatamente. Sono pronto a essere felice a condizione che
abbia questo e questo e quest’altro.
Ma ciò equivale a dire al nostro amico o al nostro Dio o a chiunque: “Tu sei
la mia felicità. Se non ho te, rifiuto di essere felice”.
E’ davvero importante capire questo meccanismo.
Non riusciamo a immaginare di essere felici a prescindere da tali condizioni.
E’ esattamente così.
Non riusciamo a concepire di poter essere felici senza di esse. Ci è stato
insegnato a situare in esse la nostra felicità.
Dunque, questa è la prima cosa da fare se vogliamo svegliarci, il che
equivale a dire: se vogliamo amare, se vogliamo la libertà, se vogliamo la
gioia, la pace e la spiritualità.
In questo senso, la spiritualità è la cosa più pratica di questo mondo.
Sfido chiunque a pensare a qualcosa di più pratico della spiritualità per
come l’ho definita – né pietà, né devozione, né religione, né adorazione, ma
spiritualità – il risveglio, il risveglio!
Osservate l’angoscia che regna ovunque, osservate la solitudine, la paura,
la confusione, il conflitto nel cuore delle persone, conflitto interno, conflitto
esterno. Immaginate che qualcuno vi dia la possibilità di liberarvi da tutto ciò.
Immaginate che qualcuno vi dia la possibilità di fermare quel terribile
dispendio di energia, di salute, di emozioni che deriva da conflitti e da tale
confusione. Vi piacerebbe?
Immaginate che qualcuno ci mostri la strada attraverso la quale potremmo
giungere ad amarci davvero gli uni agli altri, essere in pace, essere immersi
nell’amore. Riuscite a pensare a qualcosa di più pratico di tutto ciò? E invece
c’è gente che ritiene che i grandi affari siano più pratici, che la politica sia più
pratica, che la scienza sia più pratica.
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Quale sarà mai il vantaggio materiale di mandare un uomo sulla luna,
quando noi non riusciamo a vivere sulla terra? [...] Niente è più pratico della
spiritualità.

Tratto dal libro: MESSAGGIO PER UN AQUILA CHE SI CREDE UN POLLOdi Anthony de Mello

1 commento:

  1. Trovo questo spot il più vero e il primo in utilità per l'uomo. Corrisponde ad un vecchio discorso della priorità dell'essere sull'avere. Che sento spesso dire ma poi tadire con i fatti.Noi dobbiamo guardarci dentro, ed ecco il risveglio, di una coscinza che si libera delle catene delle necessità. L'uomo nasce libero, ed è molto importante quello che dice il testo cioè di non investire la felicità in qualcosa fuori si noi.A monte c'è la libertà della coscienza, innalzare l'uomo verso quella parte divina che gli appartiene.

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