giovedì 17 settembre 2009

Se vuoi essere accettato accetta te stesso

"Se vuoi essere accettato accetta te stesso, se vuoi essere riconosciuto riconosci te stesso" (Stuart Wilde)

Non è sempre facile osservare se stessi, ma spesso vale la pena provarci.
Che rapporto abbiamo con noi stessi? Ci piace come siamo, siamo orgogliosi di come ci comportiamo? Sappiamo accettarci incondizionatamente o siamo sempre critici verso noi stessi?

Osservare i rapporti che abbiamo con gli altri può aiutarci a capire anche come ci poniamo nei confronti di noi stessi. Ricordiamoci sempre che l'altro che si manifesta nella mia vita, non è altro che il riflesso di come sono io interiormente (filosofia Huna, Specchi Esseni, Buddhismo ecc).
Più nemici abbiamo nella nostra vita meno siamo soddisfatti di noi stessi. Una persona molto amata e stimata dal suo prossimo, molto spesso (direi sempre) è una persona serena che sta bene con sè stessa.
Questo esercizio di osservazione sarà molto utile per capire quello che a volte non siamo capaci di vedere in noi stessi…

Se noi abbiamo una scarsa Auto-stima, non riusciamo ad accettarci e siamo diffidenti verso noi stessi. E' molto facile che da questa situazione "interna" stabiliamo all'esterno dei rapporti di dipendenza ...perchè gli altri sono sempre meglio di me! Chiediamoci quanto importante è per noi l'approvazione degli altri? Più ci è necessaria, più sarà difficile ottenerla! Normalmente una persona sicura di sè che agisce seguendo la sua coscienza, che considera sempre un'ottima alleata, sarà la persona che gode di maggiore stima da parte di chi la circonda. Meno abbiamo bisogno degli altri più gli altri saranno presenti a sostenerci sempre.

Agire con l'unico intento di ottenere l'approvazione degli altri è la strada sicura per non raggiungerla. Se noi ci comportiamo in un certo modo, perchè questo ci fa stare bene, ci rende felici, sereni e in pace con noi stessi otterremo l'approvazione esterna più duratura e indissolubile. Nello stesso modo agire per dovere è davvero poco produttivo. Non facciamo qualcosa perchè la dobbiamo fare ...facciamo quello che ci fa stare bene e ottempereremo anche ai nostri doveri, senza sforzo!

Raggiungere un grado autostima ottimale dipende da quanto ci si conosce, quanto ci si accetta, e quanto si preferisce essere comunque se stessi. Se qualcosa di noi non ci piace (ma non piace a noi stessi, non perchè non piace agli altri) probabilmente dipende dal fatto che in quel qualcosa non siamo capaci di essere noi stessi. Una volta individuato il problema (Via con Ho'oponopono) buona l'occasione per metterci una pezza ed impegnarci a cambiare.

4 commenti:

  1. E' vro che io riconosco me stesso dal confronto con gli altri, e se sei una pesona sfiuciata e indecisa, toverai sempre quacuno che ti indicherà la strada, solo che resteranno parole vuote, dolorose perchè non i possono pplicare,.Per avere un rapporto ottimale tra me e l'esterno è importante sapere cosa voglio, cosa mi serve, ma ciò non è quasi mai a livelo cosciente quindi bisogna andare avanti con impulsi, stimoli interiori, confronto con la realtà. Allora come da un'analisi la mente creerà delle sintesi, punti fermi della cosienza, che crea la nostra pesonalità.

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  2. Amo i libri di S.W.
    Questa frase la ricordo bene .
    Nella meditazione che faccio giornalmente c'e' un sutra (cucitura ) che dice, non dipendo dalle critiche e dalle lusinghe,e un'altro ,io sono negli alti e gli altri sono in me.
    Complimenti come sempre per l'ottimo post.

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  3. ....in due frasi l'UNO!!!! senza critica e senza giudizio!!!
    grazie marco

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