martedì 3 novembre 2009

Accettare noi stessi nell'adesso - io sono ciò che sono


Post n°62 pubblicato il 06 Ottobre 2009 da ulisse90210

Giudicare gli altri implica di per sé stesso una condizione. E così anche il giudizio verso sé stessi. Giudicare un altro significa non considerarlo per ciò che è, ma solo per ciò che fa…. Della serie “Se fai così allora ti voglio bene, se fai così sei bravo, sei accettato, ti amo, etc… se non fai così, non sei nessuno, se non fai così non meriti etc…

Quel “così” è un giudizio dato da un’opinione di una persona come da un’opinione comune.

Se una persona si sente giudicata e attacca a sé una qualsiasi etichetta, significa che non ha ancora riconosciuto chi è veramente, significa che non si è accettata, significa che non ha pensato “Io sono ciò che sono, indipendentemente da ciò che gli altri pensano di me” oppure “Io sono ciò che sono, e va bene così.. non mi sento in colpa ne tantomeno mi dispero se non appaio come la mia mente dice che dovrei essere”. Io sono, punto. E questo basta, questo è tutto ciò che conta, senza giudizi o etichettamenti.

Non è vero che “non sei questo o quello” tu sei perché esisti e ciò che conta è solo il fatto che tu sei! Nient’altro. Questo è sapere chi sei, accettare te stesso come semplice “io sono”, questo è non avere resistenze, questo è scegliere liberamente.

Il senso di colpa implica il giudizio a cui segue un mancato perdono di sé stessi… Non solo una mancata accettazione dell’adesso, ma allo stesso tempo una mancata accettazione di te stesso, di ciò che E’. Il mancato perdono si verifica anche per quelle che chiameremmo piccolezze. Avviene quando non riesci a dire “io sono ciò che sono”, “va bene lo stesso”… avviene quando non riesci a capire di Essere. Quando non riesci a capire che non devi essere l’etichetta, l’aggettivo, l’appellativo, per stare bene con te stesso. Semplicemente sei, e va bene così.

Una persona sta male per il giudizio altrui perché non riesce ad accettarsi così com’è nell’adesso. E lo stesso, come abbiamo visto accade nel giudizio verso sé stessi.

Una persona che si accetta ed accetta il presente, è colui che non si sente in difficoltà nei confronti di un giudizio altrui o di un giudizio creato dalla propria mente.

All’interlocutore si mostra sereno, non si sente in colpa, si ama incondizionatamente ed ama gli altri incondizionatamente. Perdona sé stesso quando si accetta e dice “io sono ciò che sono” perdona gli altri riconoscendo che essi sono come lui ed hanno la libertà di essere ciò che sono.

Una persona che si accetta non serba in sé delle resistenze, è senza paura di vivere il presente così com’è, non dà importanza, non dà attenzione ai giudizi altrui o della mente la quale non è il Sé ed è influenzata dai luoghi comuni collettivi. Una persona che ha capito chi è, sà di non essere la mente. La mente è uno strumento a sua disposizione e serve per co-creare la realtà che viene elaborata col pensiero. Ma la mente non è l’essenza dell’Essere, è solo un suo strumento.

L’illusione a cui porta il giudizio è quella della mancanza Essa può essere espressa da una qualche forma emozionale di paura. Tutto ciò che riguarda la mancanza è paura.. anche pensare in maniera egoista, anche essere arrabbiati, anche dire bugie, etc..

Il giudizio è uno schema mentale che si attiva e che influenza colui che pensa facendogli credere di Non Essere.Anch’esso è riconducibile alla mancanza… Il non Essere infatti è la mancanza di tutto, è la mancanza d’amore, l’annullamento totale, ma…

Una persona che ha compreso “Io sono ciò che sono” significa che ha compreso “Io sono colui che è”.

A tal punto, se questa persona ha compreso di essere l’ “Io Sono” [Io sono l’Io Sono] significa che ha compreso di essere tutto ciò che E’. Tutto ciò che E’ è amore senza opposti, è amore senza condizioni, è il Tutto, o meglio, semplicemente E’, é l’Essere, è Dio. Hai letto bene? Ho detto che sei Dio. Sei ancora qui?

Dunque, a una persona che ha compreso questo, non servono altre spiegazioni, egli ha compreso che la mancanza è proprio un’illusione nel mondo della polarità/dualità. Mondo che l’umanità ha scelto di costruirsi per mezzo del pensare egoico. L’umanità ha dimenticato chi è veramente, ha dimenticato che ogni cosa che esiste è l’Io Sono. Il termine dualità descrive il mondo polare del bene e del male, del giusto e dello sbagliato, della vita o della morte (ossia dell’essere e del non essere) etc… due poli opposti… in realtà però la mancanza non esiste. Non esiste il “non essere” . Tale concetto è un illusorio cotrutto mentale basato sulla non consapevolezza, sul non sapere chi siamo.

Ma se una persona ora inizia a domandarsi, se una persona inizia ad aprire la porta e domandarsi e a sentire di Essere l’Essere, il mondo duale non esiste più. Non esiste più il mondo della mancanza espressa dalla paura e non esiste più per scelta, la scelta di capire chi veramente siamo. Io accetto me stesso, io sono ciò che sono, io sono colui che è, io sono l’Io Sono, l’Io Sono è tutto ciò che E’, tutto ciò che E’ di certo non può riguardare quello che intendavamo come “non essere”, come mancanza… quindi, tutto ciò che E’ è l’Amore puro, l’Amore che c’è sempre, l’Amore senza condizioni, l’Amore incondizionato o Amore Sacro.

Questa non è una lezione di filosofia… questa è una spiegazione a parole della percezione dell’Essere, del Sé Divino.

Quali sono le caratteristiche che attribuisci a Dio??? Tu le hai dentro di te. Tu puoi scegliere di usarle in ogni momento, oppure puoi scegliere di farti del male da solo perdendoti nell’illusione della dualità… illusione da te stesso costruita.

Io, te tutti e tutto, individualmente come collettivamente siamo “Io sono”. Io sono è Essere, Io sono è Dio.



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