domenica 11 ottobre 2009

Aiutare chi soffre


Amati, comprendete che questo messaggio è dato per ricordarvi chi siete, per portarvi verso il riconoscimento pieno del vostro essere. Ma certo potete aiutare qualcuno accanto a voi che soffre, in modo semplice, diretto, offrendogli quello che voi siete. Siete liberi di offrire il vostro aiuto in ogni occasione, soltanto state attenti a vivere pienamente il vostro Sogno, senza dare ad altri il vostro potere. Se ritenete necessario respingere una richiesta d’aiuto, onorate questa necessità, invece di sentirvi in colpa, perché il diritto che avete di rispettare voi stessi custodisce la chiave sacra del rispetto dell’altro.

Percepite gli altri come parti di voi, perciò quando li aiutate fatelo come se steste donando a voi stessi. Percepitevi sempre liberi, in quanto ognuno ha in sé le capacità di rialzarsi se vuole. L’aspetto fisico, materiale dell’aiuto non deve essere il più importante, o il solo, perché quel che offrite in ogni aiuto è amore. L’amore dato ad un amico e ricevuto con gratitudine è sempre un arricchimento reciproco. Offritevi, donatevi, ma siate sempre aperti anche a ricevere, in quanto l’atto altruistico non esiste in assenza di reciprocità.

Dovete comprendere che quando donate voi stessi, il vostro scopo è condividere. L’offerta è una condivisione non una rinuncia. Se donando vi sentite impoveriti oppure avete la sensazione di ricevere meno di quanto avete dato, quel che accade è che non siete in grado di ricevere e che generate così un disequilibrio. L’ultima volta che avete donato una parte di voi, avete sentito la vostra offerta una ricchezza, oppure vi siete sentiti deprivati di qualcosa? Quel che intendiamo con questo è che dovete aprirvi e sentire che state ricevendo mentre date, oppure offenderete voi stessi tramite lo sforzo.

Quando aprite la porta del cuore ogni offerta è un dono condiviso, non una rinuncia. Se scegliete di dare, fatelo con la pienezza del vostro essere, in libertà, o tratterrete una parte del dono, sentendovi mancanti di qualcosa. La vostra specie spesso confonde questi aspetti, e si sente poi delusa. L’Offerta è ricevere in ambedue i sensi, è unione. Ma non saprete ricevere, donando, se prima non avrete offerto a voi stessi tutto l’amore del vostro cuore. Per questo vi abbiamo detto di non sacrificarvi, ma di dare priorità al vostro essere, per far sì che l’offerta sia reciproca. Saprete vivere la comunione quando riconoscerete nell’altro voi stessi. Ma senza il riconoscimento del vostro essere come potrete farlo?

Dunque amici, gentilmente prendetevi cura di voi stessi, poi offrite quel che avete coltivato in pienezza e libertà. Vivete l’Unità prima di tutto dentro di voi, amandovi e rispettandovi, e quando sentite il richiamo a dare, fatelo spontaneamente, senza secondi fini. In questo modo sarete liberi dal bisogno, e genererete un campo di prosperità per tutti. La Vita è sacra, il sacrificio non è richiesto, se non nel senso di consacrare voi stessi alla Vita.


Tratto da : Dialoghi con le dimensioni superiori, tramite Silvia Galimberti

2 commenti:

  1. Per me è sempre stato un tto piacevole e spontaneo potermi mettee al servizio del prossimo. Guarda caso da quando mi sono occupato di certi problemi pesonali, conoscendoli, ho sempre fatto del volontariato, in varie forme. Poi quest'anno mi sono fermato, quando ho fatto un corso per servire i cosiddetti diversabili. Ho preso coscienza di quanta energia poteva prendermi allora ho detto a me stesso, ma dopo la mia croce chi la porta?,non avendo neanche persone(familiari o amici)con cui ricaricarmi d'affetto. Allora ho scelto d'improvviso di non andare più alla Carithas, vivere la mia vita per i miei bisogni, e come dice S.Paolo solo ciò che mi sarà in più lo dono agli altri.Non so se è giusto, cosa ne pensi?, forse è solo un calcolo, e non più Amore ?

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  2. Io credo che chi non ama se stesso con tutto se stesso abbia ben poco da dare agli altri!
    un abbraccio!!

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