sabato 24 ottobre 2009

Anche il Tao predica le stesse cose...

























Lao-Tzû
TAO TE CHING


2 - Nutrire la persona

Sotto il cielo tutti sanno che il bello è bello, di quì il brutto, sanno che il bene è bene, di quì il male. È così che essere e non-essere si danno nascita fra loro, facile e difficile si danno compimento fra loro, lungo e corto si danno misura fra loro, alto e basso si fanno dislivello fra loro, tono e nota si danno armonia fra loro, prima e dopo si fanno seguito fra loro.
Per questo il santo permane nel mestiere del non agire e attua l'insegnamento non detto.
Le diecimila creature sorgono ed egli non le rifiuta le fa vivere ma non le considera come sue, opera ma nulla si aspetta.
Compiuta l'opera egli non rimane e proprio perché non rimane non gli vien tolto.

10 - Saper agire

Preserva l'Uno dimorando nelle due anime: sei capace di non farle separare?
Pervieni all'estrema mollezza conservando il ch'i: sei capace d'essere un pargolo?
Purificato e mondo abbi visione del mistero: sei capace d'esser senza pecca?
Governa il regno amando il popolo: sei capace di non aver sapienza?
All'aprirsi e al chiudersi della porta del Cielo sei capace d'esser femmina?
Luminoso e comprensivo penetra ovunque: sei capace di non agire?
Fa vivere le creature e nutrile, falle vivere e non tenerle come tue, opera e non aspettarti nulla, falle crescere e non governarle. Questa è la misteriosa virtù.

13 - Respingere la vergogna

Favore e sfavore fanno paura, pregiar la propria persona è gran sventura.
Che significa favore e sfavore fan paura? Il favore è un abbassarsi: nell'ottenerlo s'ha paura, di perderlo s'ha paura. Questo significa favore e sfavore fan paura.
Che significa pregiar la propria persona è gran sventura? La ragione per cui ho gran sventura è che tengo alla mia persona, se non tenessi alla mia persona quale sventura avrei? Per questo a chi di sé fa pregio a pro del mondo si può affidare il mondo, a chi di sé ha cura a pro del mondo si può confidare il mondo.
16 - Volgersi alla radice

Arrivare alla vacuità è il culmine, mantenere la quiete è schiettezza: le diecimila creature insieme sorgono ed io le vedo ritornare a quelle, quando le creature hanno avuto il lor rigoglio ciascuna fa ritorno alla sua radice. Tornare alla radice è quiete, il che vuol dire restituire il mandato, restituire il mandato è eternità.
Chi conosce l'eternità è illuminato, chi non la conosce insensatamente provoca sventure. Chi conosce l'eternità tutto abbraccia, tutto abbracciando è equanime, essendo equanime è sovrano, essendo sovrano è Cielo, essendo Cielo è Tao, essendo Tao a lungo dura e per tutta la vita non corre pericolo.

22 - L'umiltà che eleva

Se ti pieghi ti conservi, se ti curvi ti raddrizzi, se t'incavi ti riempi, se ti logori ti rinnovi, se miri al poco ottieni se miri al molto resti deluso. Per questo il santo preserva l'Uno e diviene modello al mondo. Non da sé vede perciò è illuminato, non da se s'approva perciò splende, non da sé si gloria perciò ha merito, non da sé s'esalta perciò a lungo dura. Proprio perché non contende nessuno al mondo può muovergli contesa. Quel che dicevano gli antichi: se ti pieghi ti conservi, erano forse parole vuote? In verità, integri tornavano.

34 - Confidare nel perfetto

Come è universale il gran Tao! può stare a sinistra come a destra. In esso fidando vengono alla vita le creature ed esso non le rifiuta, l'opera compiuta non chiama sua. Veste e nutre le creature ma non se ne fa signore, esso che sempre non ha brame può esser nominato Piccolo. Le creature ad esso si volgono ma esso non se ne fa signore, può esser nominato Grande. Poiché giammai si fa grande può realizzare la sua grandezza.

39 - Uniformarsi al fondamento

In principio questi ottenner l'Uno: il Cielo l'ottenne e per esso fu puro, la Terra l'ottenne e per esso fu tranquilla, gli esseri sovrannaturali l'ottennero e per esso furono potenti, la valle l'ottenne e per esso fu ricolma, le creature l'ottennero e per esso vissero, principi e sovrani l'ottennero e per esso furon retti nel governare il mondo. Costoro ne furono resi perfetti. Se il Cielo non fosse puro per esso temerebbe di squarciarsi, se la Terra non fosse tranquilla per esso temerebbe di fendersi, se gli esseri sovrannaturali non fossero potenti per esso temerebbero d'annullarsi, se la valle non fosse ricolma per esso temerebbe d'inaridirsi, se le creature non vivessero per esso temerebbero di spegnersi, se principi e sovrani non fossero nobili e alti per esso temerebbero di cadere. Il nobile ha per fondamento il vile, l'alto ha per basamento il basso. Perciò quando principi e sovrani chiamano sé stessi l'orfano, lo scarso di virtù, l'incapace, non è perché considerano lor fondamento il vile? Ahimé, no! Quando hai finito d'enumerare le parti del carro ancor non hai il carro. Non voler essere pregiato come giada né spregiato come pietra.
43 - Lo strumento universale

Ciò che v'è di più molle al mondo assoggetta ciò che v'è di più duro al mondo, quel che non ha esistenza penetra là dove non sono interstizi. Da questo so che v'è profitto nel non agire. All'insegnamento non detto, al profitto del non agire, pochi di quelli che sono sotto il cielo arrivano.

45 - L'immensa virtù

La grande completezza è come spezzettamento che nell'uso non si rompe, la grande pienezza è come vuotezza che nell'uso non si esaurisce, la grande dirittura è come sinuosità, la grande abilità è come inettitudine, la grande eloquenza è come balbettio. L'agitazione finisce nell'algore, la quiete finisce nel calore: la pura quiete è la regola del mondo.

53 - Trarre profitto dalle prove

Se avessimo grande sapienza cammineremmo nella gran Via e solo di agire temeremmo. La gran Via è assai piana, ma la gente preferisce i sentieri. Quando il palazzo reale è troppo ben tenuto i campi son del tutto incolti e i granai son del tutto vuoti. Indossar vesti eleganti e ricamate, portare alla cintura spade acuminate, rimpinzarsi di vivande e di bevande e ricchezze e beni aver d'avanzo, è sfarzo da ladrone. E' contrario al Tao, ahimé!

73 - Quel che lascia agire

Muore chi nell'osare pone il coraggio, vive chi nel non osare pone il coraggio: di questi due l'uno è profitto e l'altro è danno. Di quel che il cielo ha in odio chi conosce la ragione? Per questo il santo reputa difficile il primo. La Via del Cielo è di ben vincere senza contendere, è di ben suscitar risposta senza parlare, è di ben attrarre senza chiamare, è di ben divisare con ampiezza. La rete del Cielo tutto avvolge, ha maglie larghe ma nulla ne sfugge.
79 - Ottemperare ai patti

Se cancelli un'offesa, ma un po' offeso rimani ancora, credi che sia un bene? Se, per contratto, il saggio è creditore, dal debitore non esige nulla. Adempie al proprio impegno chi è virtuoso; bada agli impegni altrui chi non è virtuoso. La Via del cielo non fa parentele, ma sta costantemente con il buono.

81 - L'emersione del naturale

Parole autentiche non sono adorne; parole adorne autentiche non sono. Colui che è buono, non sfoggia parole, e chi sfoggia parole, non è buono. Chi sa di tutto, certo con è saggio; né chi è saggio, di certo, sa di tutto. Il vero saggio per sé non provvede: se si spende negli altri, per sé acquista; e, più dona, più ottiene per se stesso. La Via del cielo aiuta, non fa danni; la Via del saggio agisce senza lotta..


Tratto da: Lao-Tzû - TAO TE CHING

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