giovedì 22 ottobre 2009

I figli sono come gli aquiloni



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4 commenti:

  1. Buon Giorno Giò,
    sai da ragazzo ero abbastanza tosto, un vero ribelle, spesso mi comparavo con tanti cercando di essere sempre me stesso anche se cercavano di conformarmi agli altri. In collegio spesso spogliavo quelle monache vestite di nero e di bianco, non ti dico cosa succedeva dopo. (oggi capisco il motivo del mio strano comportamento)
    Ma una cosa la posso dire soprattutto nel tema del tuo bel post, spesso da ragazzo, in primavera facevamo la gara con gli aquiloni, ne ho fatti di tutti i colori, di grandi e di piccoli e spesso davo tanto di quel filo (quasi 1 km) che alla fine si spezza e l’aquilone volava più in alto fino a perdersi, io lo seguivo sempre con ansia, ma questo perdersi alla vista mi dava tante sensazioni che allora non capivo, ma in quelle sensazioni cera già stampigliato il mio futuro e il mio destino.

    Necessarie Giovani emozioni conservate nel cuore, mature meditate contemplazioni da riesumare dal cuore

    Oggi sono maturo per affermare che quel trampolino di lancio era necessario, ho poggiato il mio giovane ribelle cuore su tante sensazioni, su tante emozioni, su tante tosterie, sugli insegnamenti dei mie genitori e di tante care persone per essere catapultato verso mete più grandi, per andare oltre l’immaginario, oltre la stessa logica razionale, nei mondi trascendentali, (lo stesso risultato se avessi indirizzato il mio intelletto su tematiche o studi scientifici, perché quella fantasia infantile spesso cristallizza per diventare realtà- pensa che era un mio pallino già da ragazzo il TELETRASPORTO, oggi alcuni giapponesi sono a buon punto ed in un futuro prossimo sarà presto una realtà) .

    CHIAMIAMOLA PURE EVOLUZIONE CHE E’ DOVUTA RINGRAZIANDO TUTTI QUELLI CHE HANNO COSTRUITO GLI ALTRI PRIMA DI NOI ATTRAVERSO QUEL PROCESSO DI CAMBIAMENTO CHE PORTA E CONDUCE A UN LIVELLO, AD UN GRADINO PIU’ IN ALTO NEL SENTIERO EVOLITOVO.

    E’ importante non opprimere quella libertà, quella gioiosa manifestazione infantile. Oggi in tanti vivono nella giungla della città perdendo tutti quei preziosi stimoli interiori che facilmente sono manifestabili vicino o nel contatto diretto con la natura. Come sbagliato (anche se motivato da tanti aspetti di vita di questo nostro tempo) è anche mandare già prima dei 7 anni i nostri figli alla scuola elementare.

    IL GIOCO E’ STRUMENTO NECESSARIO, STIMOLO IMMAGINATIVO DI CRESCITA INTERIORE CHE DOPO SARA’ PROPULSORE DI ELEVATA PERSONALITA

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  2. perchè è sbagliato mandare prima dei 7 anni (penso intendessi 6) i bambini a scuola?

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  3. hai ragione Giò, comunque pensi che sia sbagliato condedere più tempo al gioco?

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  4. no! penso che non si deva generalizzare! ci sono casi e casi...

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