venerdì 2 ottobre 2009

Madri e figlie


Il rapporto tra una donna e la sua figlia femmina è sempre intenso, nel bene e nel male. Per la figlia, la mamma è un genitore e, nel contempo, una femmina come lei che costituirà un riferimento e una pietra di paragone costante.

Per crescere con serenità ed equilibrio la bambina dovrà specchiarsi nella madre, introiettarla e farla propria , mentre l'adolescente e la donna dovrà potersene liberare pur conservando un buon rapporto con lei Prima un forte attaccamento ed un rispecchiamento, poi l'affrancamento e l'indipendenza . Uniti ad un legame fortissimo ma libero.

Durante la prima parte della vita di nostra figlia, il nostro affetto costante, la nostra comprensione e il nostro esempio, soprattutto, l'aiuteranno a costruirsi la propria personalità ,diversa e separata dalla nostra. Se noi madri avremo messo le nostre figlie nella condizione di potersi staccare pur rimanendo in un rapporto stretto e fruttuoso con noi, allora avremo dato loro un grande aiuto a diventare donne serene e di valore.

Ogni figlia dovrebbe ricevere dalla propria madre diversi messaggi al giorno espliciti o subliminali fondamentali per orientarsi verso la formazione di una personalità definita e sicura . Sono più importanti i messaggi subliminali che vengono forniti con l'esempio, cioè con gli atti spontanei che la madre compie dinanzi alla bambina e , poi, alla ragazza. Spesso , le parole e gli indottrinamenti , se scollati dalle azioni, sono controproducenti e dannosi.

La madre deve capire che fornirà un fondamentale esempio alla figlia di che cosa vuol dire essere donna e di come potrà usare al meglio le proprie caratteristiche umane e femminili. La coerenza della madre darà sicurezza comportamentale alla figlia , l'intelligenza della madre le faciliterà la vita e l'affetto incondizionato e costante le darà serenità e capacità di essere , a sua volta, affettuosa e generosa d'animo. Se una madre riuscirà ad essere coerente, a comportarsi con intelligenza e essere dolce e affettuosa con la figlia, il buon rapporto è assicurato, così come uno sviluppo equilibrato della bambina. Non è necessario essere sempre presenti ( anche se il tempo speso insieme aiuta molto) nè essere donne di visibile successo (anzi..) ,basta essere delle belle persone. Sembra banale a dirsi ma non è facile a farsi..

Allora è importante ,anche in questo caso, lavorare su se stesse per diventare coerenti, affettuose e comprensive, sapendo di fare uno sforzo che verrà ripagato in abbondanza dalla persistenza del piacere reciproco di stare insieme . La severità , la durezza e l'aridità d'animo,non hanno mai portato buoni frutti, nè con i figli nè con le figlie, ma , se possibile, con le figlie occorre essere particolarmente dolci e disponibili pur con personalità e idee chiare.

Pubblicato su Genitori Professionisti

2 commenti:

  1. Mi piacerebbe sapere perchè il figlio ha invece il complesso di Edipo, per cercare inconsciamente la madre.
    Io mio padre lo sempre stimato, e crescendo però, me lo sentivo sempre più lontano, mentre aumentava l'attaccamento con mia madre. Oggi a45 anni, in cui la mia mente si è fatta debole,e la mamma è morta, sono per forza di incapacità ad essere autonomo, a ricercare, prima meterialmente e poi affettuosamente a mio padre. Al punto che mi trovo bloccato, fissato ,mentalmente al giorno della morte di mia madre, in stato ancora adolescienziale, senza una personalità, pendente alla volontà di babbo, come fosse il Vangelo.Nasce in me, siccome non perdona il mio fallimente nella vita, un sentimento di vendetta nei suoi confronti, alternandosi a momenti invece di continua ed insistente ricerca di una sua approvazione per quel che faccio. Alla fine gli do sempre ragione, e questo fa nascere in me una rabbia.
    Ora poi, dopo essere stato sotto le sue pazienti ali per quasi vent'anni,mi trovo fuori casa sapendo che lui è là con il cancro. Una situazione veramente insostenibile per la forza dei miei sentmenti, anche perchè cercavo, illudendomi ,che riprovare a farmi una vita fuori casa ,
    avrei trovato la mia autonomia psicologica da entrambi i genitori.Insomma padre e figio non è come madre e figlia.

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  2. Ciao ombresenzalucesenzaombre, Se il rapporto con i tuoi genitori è ancora così tanto fonte di dolore e angoscia per te a 45 anni, forse potresti trovare un valido aiuto nel supporto di uno specialista.
    Dal mio canto ti invito a leggere uno dei prossimi articoli che pubblicherò sul senso di affrontare il dolore, tratto da una canalizzazione di Silvia Galimberti. Intanto ti dico con le parole di Pleiadi & Antares: "Lasciare andare il passato premendo la coscienza sul presente è la vostra salvezza!"
    ti abbraccio

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