giovedì 15 ottobre 2009

amore e dualità...

Quando siamo di fronte a qualcuno che ci fa arrabbiare abbiamo 3 scelte: possiamo arrabbiarci più di lui, non dargli corda ma chiudendo il cuore, oppure vedere il bambino che è in lui e amarlo come si ama un figlio.
Dobbiamo riuscire a vedere gli altri con l'amore che riserviamo ai nostri figli, come fossero una parte di noi stessi, non come dei fratelli; con i fratelli ci si azzuffa, si discute, anche si litiga, pur amandosi, ma spesso si va in conflitto! Quindi impariamo a guardare all'altro non solo come ad un fratello, ma proprio come un figlio.
Dobbiamo smettere di dividere il mondo in male e bene anche quando in questa visione dualistica ci arruoliamo tra i buoni.
Bisogna riuscire a vedere male e bene entrambi come funzionali e come parti di un'unica verità, Così la vita non sarà piu' finalizzata alla ricerca della felicità ma sarà un percorso il cui vero scopo è l'espansione della propria coscienza attraverso l'esperienza.
Solo a questo servono il polo positivo e negativo della dualità: a far girare il motore dell'esperienza.
Uscire dalla dualità non significa uscire dalla polarità, ma non identificarsi in una delle due parti vedendo l'altra come "cattiva" e quindi escluderla, anziché integrarla.

Tratto liberamente dallo scritto di presentazione della StazioneCeleste

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