lunedì 16 novembre 2009

Libero Arbitrio Carla Parola

La nostra Vita è una recita oppure dobbiamo inventarcela attimo per attimo, giorno per giorno e quindi scriverne ancora il copione?
Oppure ci dobbiamo semplicemente limitare ad eseguire ciò che il copione prevede?
Primo: chi ha scritto il copione?
Secondo: un copione c’è o non c’è?
Partiamo rispondendo alla seconda domanda: il copione c’è.
Ci deve essere perché la Vita è ordine, non è caos e quindi la Vita è permessa alla razza umana per uno scopo, una finalità: quella evolutiva.
Non può perciò essere lasciata al caso.
Il copione c’è.
Noi siamo semplicemente attori che si limitano a recitare o siamo gli autori di questo copione?
Noi siamo gli autori in quanto parte di Dio, del divino, del Tutto.
Perché l’Energia decide di inserirsi in un corpo umano?
Decide perché ha necessità di livellare, di rendere armoniche certe vibrazioni che sono assopite o
disarmoniche o addirittura non attivate.
Fanno parte dell’Energia ma non sono ancora state attivate.
Come un programma che è nel computer ma noi non lo conosciamo e quindi non lo sappiamo usare.
Abbiamo perciò bisogno di una Vita sulla Terra per imparare ad usarlo.
Nel momento in cui abbiamo scritto il copione non siamo stati così privi di fantasia da prevederlo vincolante a tutti gli effetti, assolutamente chiuso ad ogni possibilità di ampliamento, quindi ogni singola decisione non può essere presa come assoluta <(“devo fare così perché nel copione è scritto così ed io sto solo recitando”). NO: se così fosse la Vita non avrebbe nessun significato. Il copione prevede delle alternative. Cosa mi spinge a recitare una parte o l’altra? Il libero arbitrio. Perché mi viene lasciato il libero arbitrio? Semplicemente perché nel momento in cui faccio questa scelta io sia consapevole di ciò che sto facendo, e la Consapevolezza è la vibrazione che fissa nell’Energia la frequenza giusta. A livello mentale non c’è nessuna possibilità di agire sull’Energia: essa si muove, si evolve solo a livello vibrazionale profondo per mezzo della Consapevolezza. Se io penso, ma non sono consapevole di ciò che sto pensando, non muovo l’Energia. Quando il copione diventa fisso, rigido, senza possibilità di scelta? Quando io sono lineare nell’Evoluzione, quando ho raggiunto la frequenza del divino, quando ho un'armonia vibrazionale assolutamente stabile. A quel punto, vibrando alla frequenza del divino, non ho la necessità di scegliere perché la scelta è già implicita nell’evento. Ascolto il mio Istinto e so ciò che devo fare: non mi creo dubbi. Fino a quando ho dei dubbi, ho ancora bisogno di sperimentarmi e quindi il mio libero arbitrio ha necessità di guidarmi da una parte o dall’altra; ma se io esercito il libero arbitrio ascoltando il mio Istinto, la scelta che farò sarà quella giusta. Però nel momento in cui ho raggiunto la vibrazione del divino non ho più scelta: arrivo al determinismo. A questo punto la Vita consiste nel recitare un copione che ha già scremato tutte le varie possibilità e mi porge solo e semplicemente quello che è giusto per me. Per riepilogare: noi siamo attori e autori del testo che recitiamo e ciò che fa la differenza fra un attore passivo e un attore attivo è la Consapevolezza. Se sono consapevole faccio della mia Vita una capolavoro, recito quello che posso definire un capolavoro. Posso, viceversa, aver scritto il miglior copione possibile, ma se lo recito senza Consapevolezza avrò fatto il più grande fiasco del mondo.

Libero Arbitrio Carla Parola Newsletter del 16/11/2009 stazione celeste

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2 commenti:

  1. Quando si tratta di libertà sembra sempre un fatto gravoso e che riempe l'animo di grande di grandi aspettative. Ridurlo a quello di entrare in sintonia con la vibrazione enegetica universale, che è come dire fare la volontà del Padre eterno,dico questo può sembrare riduttivo. Ad esempio leggendo un libro su C.Pavese, lui non la accetta come vera libertà, ma solo come una sottomissione al mito, che la nostra memoria insegue. Allora per essere liberi,per averne la senszione, bisogna fare il contrario, andare contro la legge universale così da sentire affermarsi il nostro io.

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  2. hai proprio centrato la questione! è esattamente il nostro io, l'ego e la sua necessita di individualità e quindi di separazione che ci impedisce di raggiungere la felicità!

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