venerdì 4 dicembre 2009

15 principi per ascoltare la nostra Guida Interiore di Caterina Brunetto


Ecco alcuni passi necessari per accre­scere la capacità di ascolto; essi implicano l'osservazione dei nostri processi mentali. Dovremmo rimanere vigili e non cadere in qualcuna di queste trappole.

1. Al bando i preconcetti. Creare uno spazio pulito

Prima di connetterci con il nostro intuito (la Guida Interiore), possiamo convogliare i nostri sforzi per mettere da parte ogni preconcetto sulla risposta alla domanda fatta, sulla direzione che dovremmo seguire e sulle scelte che dovrem­mo operare.

2."Monitorare" i pensieri su ciò che ci appare "un'ingiustizia', percepita o reale

Se durante la giornata pratichiamo l'osservazio­ne dei nostri pensieri, vedremo come quelli concernenti "ciò che non è giusto" saltino fuori all'improvviso e come attecchiscano rapida­mente. Dovremmo essere determinati ad accan­tonarli e prendere atto degli effetti che provocano sulle nostre esperienze.
Pensare che ciò che è accaduto è "ingiusto" rap­presenta uno sforzo per mettere in atto ciò che avevamo previsto, e quindi giudicare gli altri in base al loro ruolo nella situazione. Dobbiamo abbandonare le nostre previsioni e seguire la Guida tramite l'ascolto per poter fare esperienza della pace.

3. Accettare gli altri: imparare ad avere fiducia

Possiamo imparare ad aver fiducia negli altri e a rispettarli, lasciando che sia la nostra Guida Inte­riore ad essere il giudice delle loro idee, delle loro azioni e delle loro apparenze. Non dobbia­mo accettare le convinzioni e le idee altrui, ma possiamo semplicemente permettere che queste fluiscano attraverso di noi, avendo la consape­volezza che non possono farci del male o influenzarci in nessun modo, a meno che non siamo noi stessi a volerlo. Scopriremo che le idee in contrasto con le nostre convinzioni sva­niranno e che le persone che le hanno espresse perderanno la loro corazza quando le accettere­mo senza giudicare ciò in cui credono, dimo­strando loro di stimarle.

4. Tutto è utile per la scoperta della verità. Manteniamo una mente aperta

Tutto e tutti possono aiutarci a scoprire e diven­tare consapevoli della verità. Le persone che incontriamo può darsi siano in contatto con la verità in modi diversi dai nostri, ma tale diversi­tà può aggiungere nuove dimensioni alla nostra cognizione del vero, piuttosto che creare conflit­to. E molto raro riuscire a percepire una situa­zione nella sua interezza. Gli altri possono for­nirci nuovi approcci che espanderanno la nostra capacità di capire, fino ad arrivare a prendere consapevolezza che noi condividiamo un'unica identità. La nostra natura è l'unità e la connes­sione, non l'individualità e la separazione.

5. Continuare a cercare. Non arrendersi

La soluzione si trova sempre all'interno del pro­blema stesso, quindi dentro di noi. È necessario imparare a non ricercare la risposta altrove. Bisogna aspettare che la risposta al "problema" affiori nella nostra coscienza. Ignorare il proble­ma ed evitarlo, farà a che si ripresenti più tardi, ma su scala maggiore.
Per esempio, se qualcuno ci innervosisce, non dovremmo cercare un alleato che concordi con noi, per avere un temporaneo senso di sollievo. Dovremmo invece continuare a fare un'analisi interiore per ottenere delle indicazioni per ritro­vare la nostra tranquillità, andando oltre il pre­sunto conflitto con la persona in questione. Questo non vuoi dire necessariamente che dob­biamo cercare un accordo con quella persona, ma riconoscere il valore del suo punto di vista, così ci riconcilieremo con ciò in cui crede. Agendo in questo modo non saremo più in con­flitto, ma scopriremo di avere molti punti in comune.
Non serve, e non porta giovamento, trasformare ogni conflitto in un accordo, poiché ciò richiede negazione, falsità, coercizione e compromesso. La verità rimane in evidenza e le illusioni pas­sano. Lasciate che ciò avvenga e non insistete per trovare soluzioni immediate. Bisogna lascia­re il tempo alla nostra Guida Interiore di trovare una soluzione.

6. Permettete alle idee di fluire. Essere come un fiume

Dobbiamo diventare come un fiume e non come una diga. permettendo alle idee di fluire in noi. In questo modo evitiamo di creare pressione. Quando facciamo opposizione alle idee, le giudi­chiamo e poi ci mettiamo sulla difensiva, stiamo creando una diga che accumula pressione nelle nostre menti e arresta il flusso delle idee. Dobbiamo aver fiducia che le idee giuste rimarranno e si svi­lupperanno dentro di noi mentre tutte le altre sem­plicemente defluiranno senza opporre resistenza. Bisogna essere in grado di discernere i nostri pen­sieri, ma non bisogna giudicare le idee degli altri.

7. Identificare il problema. Cercare in pro­fondità e con onestà

Identificare con chiarezza il nostro problema e essere pronti ad essere onesti con noi stessi fa sì che tutte le resistenze interne possano essere portate in superficie. Spesso non otteniamo delle risposte perché non siamo disposti a rico­noscere il reale problema. Essere capaci di iden­tificarlo richiede onestà verso se stessi, una reale voglia di sapere e il non voler cercare una giustificazione alle nostre certezze del momento (la maggior parte delle quali potrebbero essere migliorate, ragione in più per non legarci a nes­suna di loro).
Capire il problema serve ad andare oltre, non a ricercare di risolverlo da soli. L'atto stesso di risolvere i problemi è un tentativo di renderli reali; invece andare oltre li riporta alla loro con­dizione di illusioni. Non esistono problemi, tutto è come deve essere.

8. Non sollecitate la risposta. Piuttosto siate pazienti

Non c'è bisogno di sollecitare la risposta poi­ché arriverà al momento giusto per tutti coloro che ne saranno coinvolti.
Non di rado scopriamo di aver sempre avuto la risposta, ma o non capivano come metterla in pratica o non avevamo capito quale fosse la domanda reale o il problema. Quindi non erava­mo consapevoli di avere la risposta. La vera risposta è: «Non esistono problemi». Dobbiamo essere più amorevoli con noi stessi e con gli altri, siamo perfetti così come siamo, ed anche gli altri lo sono. Sapendo chi è a tenere la situa­zione sotto controllo non dovrebbe essere diffi­cile avere pazienza.

9. La risposta è per noi, non per gli altri

Non siamo noi a dare la vera risposta, ma viene tramite noi. La risposta è unicamente per noi, quindi non dobbiamo prendere l'abitudine di fare domande per conto di altri. La mente che ha bisogno di chiarificazioni è la nostra e il lavoro deve essere fatto su di essa. Una volta che ne abbiamo preso atto, possiamo condividere ciò che sappiamo, nei limiti della nostra nuova visione delle cose, ma non con l'intenzione di cambiare o influenzare gli altri. Quando cadia­mo nella trappola di vedere gli altri che hanno bisogno di lavorare su certe problematiche, pos­siamo essere più che sicuri che siamo anche noi ad averne bisogno! Cercare di proiettare i nostri problemi sulle azioni degli altri è un vecchio stratagemma delle nostre menti "separate". «Il problema non sta in ciò che è scritto nelle stelle, ma in noi stessi». Nessuno può realmente farci del male a meno che non siamo noi che permet­tiamo alla nostra mente di accettare di venir attaccati. Nessuno può influenzarci a meno che non siamo noi a lasciare che le loro convinzioni o le loro azioni possano farlo. Ogni problema che percepiamo è solo nella nostra mente, non importa quanto sembri risiedere altrove, in ciò che qualcun altro ha fatto. Quando siamo aper­ti a cambiare idea, la risposta ci verrà data.

10. La risposta arriverà, potete esserne certi

Potete aver fiducia che la risposta arriverà, sicuramente. La troveremo. E già qui. È impos­sibile cercare sinceramente l'aiuto di Dio e non trovarlo. La verità non può venire negata se non dalla parte illusoria della nostra mente che non vuole accettarla e cerca altre soluzioni che siano più di suo gradimento. La nostra Guida Interiore è sempre a conoscenza di ciò che necessita di essere corretto e ci sta vicino per offrire le sue indicazioni 24 ore su 24. È sempre disponibile.

11. Il vero obiettivo è la verità. Lasciate che sia l'unico

Dobbiamo essere chiari rispetto al nostro obiet­tivo e interrogare costantemente la nostra mente su quale esso sia. Cosa vogliamo trarre da que­sta situazione? Perché desideriamo questo risul­tato? Alla base c'è paura o amore? Riusciamo ad accettare cosa sta accadendo come una benedi­zione o lo viviamo come una disgrazia? L'unica meta che vale la pena di essere raggiunta, non importa in quale modo, è la verità. Noi abbiamo il desiderio che la verità ci venga rivelata, poi­ché solo la verità ci libererà e ci darà la vera pace.
Ripeto ancora una volta che l'unico requisito per ascoltare è desiderare realmente la verità.

12. L'apertura mentale è la chiave. Alla sua base c'è la volontà

Dobbiamo rimanere aperti, perché è proprio l'a­pertura mentale la chiave. Bisogna aprire tutti i canali delle nostre "radioriceventi", anche a quei pensieri che riteniamo stupidi o inutili. La risposta si presenta sotto un numero infinito di forme, non dobbiamo preoccuparci di non tro­varla.
È qui adesso; solo non siamo pronti a vederla e accettarla.
Col trascorrere del tempo ci accorgeremo che la risposta è stata presentata sotto molte forme e ci viene ripetuta incessantemente fin quando non diventa evidente, riconoscibile e noi la facciamo nostra.

13. Annotare i pensieri per poi analizzarli

Bisogna lasciarsi a disposizione del tempo per annotare le indicazioni che riceviamo, anche se pensiamo siano solo nostri pensieri. Quando li rileggeremo, rimarremo sorpresi di fronte a tutte le intuizioni significative e al loro contenuto. E necessario stabilire un orario fisso ogni giorno da dedicare esclusivamente all'ascolto. Non dovremmo limitarci ad ascoltare solo in quei momenti. La nostra costanza nel farlo ogni gior­no sarà ricompensata, possiamo scoprire il vero solo se lo desideriamo realmente. Quando non abbiamo più difficoltà nel seguire un certo ora­rio, sarebbe utile provare ad aumentarlo. Infine, diventerà possibile ascoltare in ogni momento della giornata. Tutto ciò è naturale quindi potre­mo arrivare a seguire la Guida Interiore in ogni istante e per qualsiasi cosa.

14. Avere fiducia in questo dono. Esso ci appartiene

Possiamo fidarci del dono di venire guidati, maggiore sarà la nostra fiducia, più diventerà manifesto. Abbandonare i nostri desideri, le nostre convinzioni e i nostri progetti richiede azione, però prima di agire dovremmo stare in silenzio e ascoltare.
Senza agire di conseguenza, l'ascolto diventa solo un gioco. Considerato alla stregua di un gioco non possiamo più farvi affidamento, in quanto possiamo fare esperienza solo di ciò in cui crediamo veramente. I "frutti" sono la dimo­strazione delle nostre credenze.

15. Le indicazioni sono affidabili. Ne rice­viamo più di quante ne usiamo

Maggiore è la fiducia che abbiamo nelle indica­zioni della guida, più sarà facile riceverne. Mi piace usare il termine "fiducia radicale": dipen­dere totalmente dalla Guida per ogni cosa. Ma non dovremmo percepire le indicazioni come pericolose e spaventose. Dal momento che ciò che sentiamo spesso non collima con il pensiero "del mondo", dobbiamo proseguire senza rice­vere la sua approvazione.
Così molti sono arrivati a fare a meno del biso­gno di indossare l'orologio, di pianificare in qualche modo la giornata o di fare un qualsivo­glia preparativo. Potremmo avere degli appunta­menti, ma non siamo vincolati ad essi; li fissia­mo solo per adattarci agli altri. Incontreremo le persone che dobbiamo incontrare. Saremo dove dobbiamo essere. Non dobbiamo starcene a casa per verificare questa teoria, ma andare avanti nella giornata nel modo che ci sembra giusto e che ci far star bene, tutto ci sarà dato.
Dopo tutto stiamo attingendo dal più importante canale di saggezza e conoscenza di tutto il creato. Questo potere d'amore e di verità, creativo e reale, non trova né resistenze né rivalità. Come potremmo non avere una totale fiducia in esso?


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