lunedì 14 dicembre 2009

Cos'è la meditazione - Osho



La meditazione è il solo contributo che l'Oriente abbia dato all'umanità. L'Occidente ha contribuito in molte direzioni: migliaia di invenzioni scientifiche, l'immenso progresso della medicina, scoperte incredibili in tutte le dimensioni della vita.

Tuttavia, quest'unico contributo dato dall'Oriente ha molto più valore di tutti i contributi dell'Occidente.

L'Occidente sì è arricchito, possiede tutte le tecnologie che gli permettono di essere ricco. L'Oriente si è impoverito, è immensamente povero, perché ha cercato una sola cosa: il proprio essere interiore. La sua ricchezza non è qualcosa di visibile; tuttavia, ha conosciuto i picchi più alti della beatitudine e i più grandi abissi del silenzio; ha conosciuto l'eternità della vita; ha conosciuto la più bella fioritura di amore, compassione, gioia. Tutto il suo genio è stato dedicato a un'unica ricerca: si può chiamarla estasi.

La meditazione è solo una tecnica per raggiungere lo stato dell'estasi, lo stato di ebbrezza divina. E' una tecnica semplice, ma la mente la rende molto complicata. La mente deve renderla molto complicata e difficile, in quanto le due realtà non possono coesistere. La meditazione è la morte della mente; naturalmente, la mente si oppone ad ogni sforzo teso verso la meditazione.

E se perseveri, senza ascoltare la mente, essa è abbastanza intelligente e furba da darti false direzioni e dare loro il nome di meditazione.

Proprio oggi mi hanno parlato di una persona che è stata per molti anni un discepolo di Maharishi Mahesh Yogi. Adesso e presente, sta meditando con noi, eppure continua anche a praticare la meditazione di Maharishi Mahesh Yogi.

Ciò che Maharishi Mahesh Yogi chiama "meditazione trascendentale" non è né trascendentale, né è meditazione; è un trucco della mente, innocuo; anzi, in grado di dare un po' di tranquillità, può fornire una sensazione di benessere, come si ha dopo aver fatto un buon bagno.

Ma non è meditazione, perché non è in grado di portarti al di là della mente.

Qualsiasi sforzo fatto dalla mente, non può portarti al di là della mente. Questa è una regola che è essenziale ricordare. La cosiddetta meditazione trascendentale né è un semplice esempio; esistono molte altre situazioni simili, diffuse in tutto l'Oriente. Ma nessuna di queste tecniche porta all'illuminazione; nessuna di loro porta al risveglio della consapevolezza. E questo è l'unico criterio per giudicare se esse siano giuste oppure no.

Un albero lo si conosce dai suoi frutti, e una tecnica la si conosce dai risultati che permette di raggiungere. La meditazione trascendentale, è molto rappresentativa di tutte le meditazioni che la mente suggerisce di praticare. E' un modo astuto per portarti fuori strada; la mente resta al sicuro: non solo è al sicuro, addirittura diventa più forte.

Tutte queste tecniche si basano sulla concentrazione: tu ti concentri su una parola, una parola santa, il nome di Dio o un qualsiasi mantra; e la ripeti il più velocemente possibile, all'interno della tua mente. Maggiore è la velocità, meglio è. E la velocità ti aiuta in due modi....

Il mantra, o il nome di Dio -- anche il tuo nome può funzionare... non è affatto necessario il nome di Dio, è sufficiente una parola qualsiasi, anche priva di senso, in quanto la tecnica si basa su un'altra cosa: si basa sulla ripetizione veloce. Dev'essere tanto veloce da impedire la presenza di spazi vuoti. E poiché non esistono spazi vuoti, non possono nascere pensieri. I pensieri hanno bisogno di un minimo di spazio. Dunque, da un lato impari ad andare sempre più veloce, nella ripetizione di quella parola... e se perseveri, con gli anni diventi un vero esperto. E quale risultato, alla fine, non verrà data, ad alcun pensiero, la minima opportunità di entrare nella tua mente.

La seconda cosa, poi, ed è quella essenziale, è che questa ripetizione produce una noia terribile. E' ovvio: qualsiasi cosa ripetuta in continuazione, produce noia. E la noia è la base dell'autoipnosi; quando la noia ti avvolge, inizi a scivolare in un sonno, che non è un vero e proprio dormire, in quanto lo hai prodotto tu, deliberatamente. Per questo ha un nome specifico: ipnosi. L'ipnosi indica un sonno di tipo particolare, prodotto intenzionalmente.

Il sonno giunge da solo, naturalmente, spontaneamente. L'ipnosi è un sonno intenzionale: tu crei una situazione in cui si verifica, inevitabilmente. Questo sonno voluto è immensamente salutare, e persino dieci, quindici minuti in uno stato ipnotico, procurano un ottimo stato di rilassamento, migliore di quello che ti possono dare diverse ore di sonno normale. E quando ne esci, ti senti estremamente fresco e riposato.

Io sono assolutamente favorevole all'ipnosi, se la pratichi esclusivamente allo scopo di rilassarti e di rinfrescarti. Tuttavia, questa tecnica non ti porta mai al di là della mente. Come potrebbe farlo? La mente è in se stessa ripetitiva: la ripetizione elimina nella mente la necessità di pensare, quindi essa diviene un sostituto dei pensieri. Inoltre, grazie a questa ripetitività, la mente cade in un sonno profondo, privo di sogni, che ti rinfresca e ti ringiovanisce... è naturale che tu cada nell'inganno, e creda che questa sia meditazione. Potrai continuare a farla per tutta la vita: è salutare, è un'ottima cosa, ti nutre, ma non si tratta di meditazione. La meditazione inizia con l'essere separati dalla mente, dall'essere un testimone. Questo è l'unico modo di separarti da qualsiasi cosa; se stai guardando la luce, una cosa è naturalmente certa: tu non sei la luce, sei uno che guarda la luce. Se stai guardando i fiori, una cosa è certa: tu non sei il fiore, sei colui che osserva.

Quindi, l'osservazione è la chiave della meditazione. Osserva la tua mente. Non fare nulla; nessuna ripetizione di mantra, nessuna ripetizione del nome di Dio. Limitati a osservare qualsiasi cosa faccia la mente. Non disturbarla, non prevenirla, non reprimerla; non fare assolutamente niente in prima persona. Limitati a essere un osservatore. E il miracolo dell'osservare, è meditazione. Allorché ti limiti a osservare, pian piano la mente si svuota di pensieri. Ma non ti addormenti, al contrario divieni più sveglio, più consapevole. E con lo svuotarsi della mente, la tua energia diviene una fiamma di risveglio. Questa fiamma, è il risultato della meditazione; per cui, si può dire che la meditazione è un altro nome per designare l'osservazione, l'essere testimone, il guardare libero da qualsiasi giudizio, e da qualsiasi valutazione.

E' sufficiente osservare, e immediatamente si esce dalla mente. Colui che osserva, non è mai parte della mente. E via via che l'osservatore mette radici e si rafforza, la distanza tra chi osserva e la mente diventa sempre più grande. Ben presto, la mente è così lontana che fai fatica a percepirne l'esistenza: è una semplice eco in una valle lontana... e alla fine, persino quell'eco scompare. Questo è "il dissolversi" della mente, senza sforzo alcuno da parte tua, senza usare nessuna forma coercitiva nei confronti della mente: la si lascia semplicemente morire, di morte naturale.

Allorché la mente è assolutamente assente -- se n'è andata del tutto, e non la riesci più a trovare da nessuna parte --- per la prima volta, diventi consapevole di te stesso, perché la stessa energia che era assorbita dalla mente, non trovandola più, si ribalta su se stessa.

Ricordalo: l'energia è movimento costante. Il mondo delle cose viene chiamato "mondo oggettivo", e forse non ti sei mai chiesto come mai: le cose, sono "oggetti" perché sono un impedimento alla tua energia, alla tua coscienza. Esse "ostacolano", creano impedimenti. Ma, allorché non esistono più "oggetti" -- tutti i pensieri, le emozioni, gli stati d'animo, ogni cosa è scomparsa -- tu esisti in assoluto silenzio, in uno stato di "non entità", o piuttosto uno stato "dove-non-esiste-entità- alcuna". Tutta l'energia inizia a ritornare a se stessa. Questa energia, che ritorna alla sorgente, porta con sé una gioia immensa.

Proprio l'altro giorno citavo le parole di William Blake: "Energia è gioia immensa". Quest'uomo, benché non sia un mistico, qua e là deve aver percepito qualcosa della meditazione.

Quando la meditazione ritorna alla propria sorgente, esplode in una gioia immensa. Questa gioia, nel suo stadio supremo, è illuminazione.

E qualsiasi cosa ti aiuti ad attraversare questo processo di meditazione, è disciplina. Può esserlo fare un bel bagno, sentirsi puliti e rinfrescati; sedersi in una posizione rilassata con gli occhi chiusi; né affamati né a stomaco troppo pieno... sedersi nella posizione più rilassata, e dare uno sguardo a ogni parte del corpo, per vedere se ci sono tensioni, di qualsiasi tipo esse siano. Se ne senti, cambia posizione e porta il corpo a uno stato di rilassamento.

In Oriente è stato scoperto, e non c'è dubbio che sia così, che la posizione del loto -- l'avrete vista guardando le statue di Buddha: quella è la posizione definita "del loto" -- è la posizione corporea più rilassata; è una scoperta che risale a migliaia di anni fa. Tuttavia, per gli occidentali, che non sono abituati a stare seduti per terra, la posizione del loto è un incubo! Quindi, evitala! Perché ci vogliono almeno sei mesi per imparare ad assumere la posizione del loto, e non è affatto una cosa necessaria.

Se sei abituato a star seduto su una sedia, puoi trovare una posizione particolare, o una sedia fatta in un certo modo, che aiutino il tuo corpo a rilassare tutte le sue tensioni. Non importa se ti siedi su una sedia, o nella posizione del loto, o se ti sdrai sul letto. Stare seduti è meglio, perché ti aiuta a non addormentarti.

La posizione del loto è stata scelta per diversi motivi. Se riesci ad assumerla senza che diventi una tortura, sarà la soluzione migliore; ma non è una necessità. Di certo è la situazione migliore da cui puoi entrare nello stato di osservazione. Le gambe sono incrociate, le mani sono incrociate, la spina dorsale è diritta. Tutto questo ti offre diversi aiuti, tutti rilevanti, per essere nello stato di osservatore. Innanzitutto, in questa posizione la forza di gravità ha sul corpo un effetto minimo, in quanto la spina dorsale è diritta, e quindi offre una presa minima all'effetto gravitazionale.

Quando sei sdraiato, la forza di gravità agisce su tutto il tuo corpo. Ecco perché la migliore posizione per dormire è stare sdraiati: la forza di gravità attrae tutto il corpo, e a causa di questa attrazione, il corpo perde tutte le sue tensioni. Inoltre, quando sei sdraiato, se lo scopo è dormire, dovresti usare un cuscino, perché quanto meno sangue raggiunge il cervello, tanto meno la mente è attiva. Meno sangue raggiunge la mente, maggiore è la possibilità di addormentarsi.

Stare nella posizione del loto crea un insieme perfetto: è la posizione meno influenzata dalla forza di gravità; e poiché la spina dorsale è diritta, l'afflusso di sangue al cervello è minimo, per cui la mente non può funzionare. Inoltre, in questa posizione, è più difficile addormentarsi. Se hai imparato questa posizione fin dalla nascita, ti diventa naturale.

E incrociare le gambe e le mani, ha un significato: l'energia del tuo corpo si muove in circolo; il circolo non viene interrotto nella posizione del loto, in nessun punto. Entrambe le mani... una mano dà energia all'altra mano, un piede dà energia all'altro, e l'energia continua a muoversi in un circolo. Tu divieni un circolo della tua bioenergia. Quindi, diverse cose ti sono di grande aiuto: la tua energia non viene dispersa; per cui, non ti stanchi. Il tuo sangue raggiunge il cervello in quantità minima, di conseguenza la mente non funziona molto. Tu siedi in una posizione particolare -- le gambe sono chiuse, le mani sono chiuse e la colonna vertebrale è diritta -- che rende difficile addormentarsi. Si tratta di semplici sostegni; non sono essenziali: non è detto che una persona che non sappia sedersi nella posizione del loto non possa meditare; la meditazione sarà un po' più difficile, ma la posizione del loto è solo un aiuto, non è una necessità assoluta.

E ci sono persone che vivono in paesi freddi, in cui è impossibile stare seduti per terra. Mai, nei secoli passati, né loro, né i loro genitori, né i padri dei loro padri... dall'epoca di Adamo ed Eva... avete mai visto un disegno che raffiguri Adamo ed Eva seduti nella posizione del loto? In realtà, sarebbe stata ottima, per loro, perché stando seduti nella posizione del loto, avrebbero potuto stare seduti nudi, senza che nessuno se ne accorgesse... è questa la posizione che assumono i monaci giainisti: stanno sempre seduti nella posizione del loto... è impossibile vedere i loro organi sessuali... le gambe sono incrociate, le mani sono incrociate... questa posizione serve praticamente da protezione per la loro nudità.

Ma, se per secoli una persona non si è mai seduta in questo modo, tutto questo equivale a creare inutili problemi. la struttura del tuo corpo ha assunto una certa forma... ed è meglio seguire il corpo e la sua saggezza. Usa una sedia. L'importante è stare comodi, in modo che il corpo non attiri la tua attenzione.

Ecco perché si deve evitare qualsiasi tensione; perché se hai un mal di testa, sarà difficile meditare. Il mal di testa attirerà continuamente la tua attenzione. Se una gamba ti fa male, o se esiste la benché minima tensione in una parte qualsiasi del corpo, immediatamente ti metterà in allarme. E' naturale, e fa parte della saggezza del corpo; se non suonasse nessun allarme, allora saresti in pericolo: un serpente potrebbe morderti, e tu potresti restare seduto. I tuoi vestiti potrebbero prendere fuoco, il tuo corpo potrebbe bruciare, e tu non ne saresti consapevole. Ecco perché il corpo ti mette subito in allarme, allorché sorge il benché minimo problema. E questo è il motivo per cui si deve creare una posizione rilassata, in cui il corpo non abbia nessuna necessità di metterti in allarme, perché ogni segnale d'allarme del corpo, sarebbe un disturbo nella tua meditazione.

Quindi, la prima cosa della disciplina, è un corpo rilassato. E gli occhi devono essere chiusi, perché se li hai aperti vedrai un'infinità di cose muoversi intorno a te, che possono disturbarti. E' utile che i principianti usino una benda, in modo da poter essere completamente dentro di sé: ricordate che sono gli occhi, i sensi che vi portano verso l'esterno. Di tutto il vostro contatto verso l'esterno, l'ottanta per cento avviene attraverso gli occhi -- quindi, chiudete gli occhi.

E' anche utile che i principianti usino dei tappi per le orecchie: chiudete le orecchie, in modo tale che il rumore all'esterno non vi disturbi. Sono espedienti utili, per chi è alle prime armi... si tratta di precauzioni adatte per i principianti.

E, a quel punto, limitatevi ad osservare la mente, come se non fosse altro che uno scorrere di pensieri, nell'ora di punta, o un film, oppure uno spettacolo televisivo: voi non siete altro che osservatori neutrali.

Questa è la disciplina; e se questa disciplina viene completata, diventa facilissimo osservare: e l'osservazione è meditazione.

Grazie all'osservazione, la mente e i pensieri scompaiono. E il momento più estatico, si ha quando ti ritrovi pienamente all'erta, senza che esista in te un singolo pensiero... ma solo il cielo silente del tuo essere interiore.

Questo è il momento in cui l'energia si volge all'interno: questa inversione è improvvisa, è repentina! E quando l'energia si volge all'interno, porta con sé una gioia infinita, una delizia orgasmica.

All'improvviso, la tua consapevolezza diventa ricchezza allo stato puro, perché l'energia è il nutrimento della tua consapevolezza. L'energia che ritorna indietro, crea praticamente una fiamma del tuo essere. Tutt'intorno vedi pura luce... silenzio, silenzio totale... e un'immensa centratura. Ora sei nel centro stesso del tuo essere.

Al momento giusto, quando sei esattamente centrato... l'esplosione. Questa esplosione, è ciò che chiamiamo illuminazione.

L'illuminazione ti porta tutti i tesori del mondo interiore, l'assoluto splendore.

E' il solo miracolo che esista al mondo: conoscere se stessi ed essere se stessi, e sapere che si è immortali. Si è al di là del corpo, al di là della mente. Si è pura consapevolezza.

Quindi, la disciplina è un semplice sostegno, la cosa essenziale è l'essere testimoni, osservare -- questo è meditazione.

Se vuoi capire cosa sia esattamente la meditazione... Gautama il Buddha è il primo uomo che sia arrivato a darne l'esatta definizione: egli la chiama "essere testimoni". Impara ad essere un testimone da Gautama il Buddha. E da Patanjali impara la disciplina che può essere d'aiuto per meditare. In questo modo, lo yoga e la meditazione possono diventare una sintesi. Lo yoga è una disciplina -- un semplice sostegno esteriore -- il cui aiuto è immenso, ma non assolutamente necessario. Mentre Gautama il Buddha ha dato al mondo la cosa veramente fondamentale e la più essenziale: l'essere testimoni, come meditazione.

La tua domanda non potrà avere una risposta fino a quando non muoverai i primi passi sul sentiero; fino ad allora, tornerai a chiedere: "Che cos'è la meditazione?" La mia semplice spiegazione non è sufficiente: dovrai camminare lungo il sentiero...

Tratto da:> Oltre le frontiere della mente. osho

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