sabato 5 dicembre 2009

Responsabilità al 100%



-: Stai dicendo che tutte le cose cattive che ci accadono sono cose che noi stessi abbiamo scelto? Intendi dire che anche le calamità mondiali e i disastri sono, in un certo senso, create da noi in modo da renderci possibile «sperimentare il contrario di Chi Siamo»? E, se così fosse, non esiste qualche modo meno doloroso, per noi e per gli altri, che possa offrirci l'opportunità di
metterci alla prova?

DIO: No, non tutte le cose che vi capitano e che tu definisci «cattive» sono una vostra scelta. Non in maniera consapevole, almeno, ma sono tutte una vostra creazione. Siete sempre intenti a creare. In ogni momento. In ogni minuto. In ogni giorno. Siete una grandiosa macchina per creare, e ne offrite continuamente una nuova manifestazione letteralmente alla velocità con cui riuscite a pensare. Eventi, avvenimenti, casi, condizioni,circostanze: sono tutte cose create dalla consapevolezza. La consapevolezza individuale è potente quanto basta. Puoi immaginare quale energia creativa venga sprigionata ogni volta in cui due o più persone si trovano riunite in Mio nome. E la consapevolezza delle masse? Ecco, questa è così potente da riuscire a creare eventi e circostanze di importanza mondiale e dalle conseguenze planetarie. Non sarebbe preciso dire - non nel modo in cui voi lo intendete - che state scegliendo queste conseguenze. Non le state scegliendo più di quanto le stia scegliendo Io. Come Me, anche voi le state osservando. E decidete Chi Siete riguardo a esse. Eppure non c'è nessuna vittima, nel mondo, e nessun malvagio. Nessuno è vittima delle scelte altrui. A un certo livello hai creato tutto quello che dici di detestare, e avendolo creato, lo hai scelto. Questo è un livello di pensiero elevato, uno di quelli
che tutti i Maestri prima o poi raggiungono. Perché soltanto quando riescono ad accettare la responsabilità per tutto ciò riescono a conseguire il potere di cambiare una parte di esso.
Fin quando accetti l'idea che ci sia qualcosa o qualcuno là fuori «a farlo» al tuo posto, ti privi del potere di compiere una qualsiasi azione a quel proposito. Soltanto quando dici: «L'ho fatto io», sei in grado di trovare la forza di cambiarlo. È molto più facile cambiare quanto stai facendo che non cambiare quanto sta facendo un altro. Il primo passo nel cambiare qualcosa è sapere e accettare di avere scelto che sia quello che è. Se non puoi accettare ciò a un livello personale, convienine mediante la comprensione che Siamo Un Tutto Unico. Cerca allora di creare il cambiamento non perché una cosa è sbagliata, ma perché nonoffre più un'accurata dichiarazione di Chi Sei.

Dal libro "Conversazioni con Dio" di Neale Donald Walsch

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