domenica 31 gennaio 2010

Se sei sereno sarai circondato solo da persone serene!


" ... se avete come ideale quello di introdurre lo splendore e la perfezione del Cielo nella vostra esistenza quotidiana, in ogni luogo per cui passerete, lascerete onde armoniose e benefiche che vi faranno riconoscere come figli di Dio. Le creature celesti del mondo invisibile verranno accanto a voi per sostenervi ... " (Aivanhov).

Come non condividere con voi un pensiero così sublime? Il fatto stesso che con pazienza ed entusiasmo leggete i miei commenti sta a dimostrare che in voi c'è l'aspirazione all'evoluzione spirituale. Chiaramente desiderate progredire nell'Amore e nella conoscenza delle cose divine. Ci troviamo in questo gruppo perché condividiamo gli stessi supremi obiettivi. Insieme, ne sono più che convinto, faremo progressi meravigliosi.

Ringrazio in particolare quanti mi scrivono subito dopo aver letto la mail per dirmi cosa ne pensano. Siete in tanti a scrivermi. Questo mi fa piacere. Purtroppo non riesco a rispondere a tutti. Ma nel mio cuore c'è stampato per tutti un GRAZIE a caratteri cubitali.


Daniele Barbarotto

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sabato 30 gennaio 2010

I'm old but i'm happy...

La storia della matita - Paolo Coelho

Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo una lettera.
Ad un certo punto, le domandò: "Stai scivendo una cosa che è capitata a noi?
E che magari parla di me.
La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote:
"E' vero, sto scrivendo qualcosa di te.
Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo.
Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto.
Incuriosito, il bimbo guardò la matita, senza trovarvi alcunchè di speciale.
"Ma è uguale a tutte le matite che ho visto nella mia vita!"
Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose.
Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell'esistenza,
sarai sempre una persona in pace con il mondo.
" Prima qualità: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare
che esiste una Mano che guida i tuoi passi."
"Seconda qualità: di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura
e usare il temperino.
E' un'azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma,
alla fine, essa risulta più appuntita."
Ecco perchè devi imparare a sopportare alcuni dolori:
ti faranno diventare un uomo migliore.
"Terza qualità: il tratto della matita ci permette di usare
una gomma per cancellare ciò che è sbagliato."
Correggere un'azione o un comportamento non è necessariamente
qualcosa di negativo: anzi,
è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia.
"Quarta qualità: ciò che è realmente importante nella matita
non è il legno o la sua forma esteriore,
bensì la grafite della mina racchiusa in essa."
Dunque, presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te.
"Ecco la quinta qualità della matita: essa lascia sempre un segno.
Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia:
di conseguenza, impegnati ad avere piena coscenza di ogni tua azione."

La storia della matita - Paolo Coelho dal libro "Sono come il fiume che scorre"



Non augurarti che sia più facile... fidati di chi sa più di te!

La crisi


La crisi secondo Albert Einstein

"Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'.


Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza. L' inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla."



Albert Einstein

Tu sei AMORE! Vivi di conseguenza...

"Qualunque cosa venga fatta dall’alba al tramonto deve venir consacrata come atto di adorazione di Dio. Come si fa attenzione a cogliere soltanto fiori freschi e profumati, dobbiamo sforzarci di fare solamente azioni buone e meritorie. Se mantenete questa visione davanti all’occhio della mente e vivete coerentemente ad essa, la vostra vita si trasforma in un lungo ininterrotto servizio al Signore, il senso di “io” e “tu” scompare e tutte le tracce di ego vengono distrutte, raggiungete lo stadio in cui Dio è il Padrone e voi siete i servitori e il mondo è la vostra offerta al Divino. Vivere una vita soffusa di questa gioia è davvero beatitudine." (Sai Baba).

Sono sempre esistite, ed esistono anche oggi, persone che hanno un meraviglioso rapporto con il Tutto. In pratica, vivono 24 ore su 24 in un modo altamente spirituale. Vivono in consapevolezza del Tutto, avvertono la presenza dell'Amore, vedono il Divino in ogni volto, in ogni fiore e lo vedono all'opera in ogni momento. Sono belle e splendide persone dal cuore mite e umile, persone colme di gratitudine, persone che esprimono positività a tutta forza, tramite i pensieri, le parole e le azioni. Avere una stretta relazione personale con la Divinità è l'esperienza più estasiante e benedicente che si possa realizzare. Il Cielo è saturo di Felicità Eterna e avere buoni rapporti con l'Universo ci assicura gioia perenne. Quando siamo mesti, confusi e amareggiati è perché abbiamo frapposto una barriera tra noi e il nostro Creatore. L'Universo ci garantisce sempre la Sua vicinanza,  è sempre  presente accanto a noi, anzi dentro di noi. Siamo noi che lo estromettiamo dal nostro cuore dando spazio nella nostra vita a varie forme di negatività. L'ideale sarebbe abbracciare il Tutto e non mollarlo mai. Sappiamo purtroppo che siamo alquanto fragili e incostanti e troppo spesso ci scordiamo di essere Uno con il Tutto. Ma una cosa voglio dire con la massima chiarezza: L'Universo è prontissimo a ritornare quando noi riprendiamo a ragionare cin sintonia con Lui cioè con fede, amore e gratitudine. Anzi non è che ritorna, è sempre stato presente, in noi, perchè noi siamo Lui, ma ne avevamo perso la percezione. Se riuscissimo a vivere, attimo dopo attimo, Nelll a consapevolezza di essere parte olografica del Tutto, tutta la nostra vita si svolgerebbe in modo sorprendente, gradevole e divino. Gusteremmo le benedizioni celesti in modo incessante e saremmo noi stessi una benedizione per quanti si trovano ad avere a che fare con noi. Ed ora, in concreto cosa possiamo fare per assurgere a queste eccelse vette? Nulla di ostico o di complicatissimo. Per esempio, possiamo dedicare alla lettura delle Sacre Scritture e a tutti i libri di carattere elevante un tempo più lungo e un vero raccoglimento silenzioso. Nella nostra esistenza c'è troppo rumore, e questo disturba la nostra crescita spirituale. Possiamo pregare non solo per elencare all'Universo le nostre necessità, ma anzitutto per ringraziarlo e glorificarlo per tutte le cose fantastiche che ci elargisce continuamente. Dovremmo pregare affinché l'Universo benedica i nostri famigliari, i nostri parenti, i nostri amici, i nostri conoscenti. Soprattutto dovremmo intercedere per coloro che ci danno fastidio e che molte volte mettono a dura prova la nostra pazienza, perchè essei sono la più grande opportunità di crescita per noi.
Inoltre quando una persona ci rompe le scatole (scusate l'espressione, ma rende assai bene l'idea!) ciò significa che ha un enorme bisogno di ricevere comprensione, amore e benedizioni. Non dovremmo arrabbiarci, ma provare compassione. E' una persona che ha un terribile bisogno del nostro aiuto e non del nostro disprezzo o delle nostre reazioni scomposte. Ora prima di concludere questo commento, voglio specificare che io non sono un angioletto o un santo con l'aureola in testa. Le cose che dico a voi, devo cercare di praticarle pure io. Il mio sincero augurio è che tutti possiamo oggi sentirci fortificati e ben equipaggiati per vivere in modo più dolce, umano e costruttivo. Ciao a tutti, e che L'Universo ci sostenga con la Sua amorevole Onnipotenza!

Liberamente tratto da uno scritto di Daniele Barbarotto


TU SEI LUCE D'AMORE

Approfondisci l'argomento con:


venerdì 29 gennaio 2010

La testimonianza di Patrizia su ho-oponopono


Volentieri accolgo il vostro invito e con piacere lascio la mia testimonianza sugli effetti di HopHop (l’ho abbreviato), il prmo effetto è stato l’assenza di ansia, nonostante i problemi siano in via di soluzione ma non ancora sciolti, l’ansia non c’è più, c’è uno stato di serena allegria priva di eccessi. Il caso verificatosi dopo 10gg. dall’inizio dell’uso della tecnica è eclatante: Telefono a mio figlio, 22anni, alle 18 del pomeriggio e mi aggredisce in quanto stanco delle 30 telefonate giornaliere e che io andavo ad appesantire ulteriormente il suo fardello, con molta scortesia mi intima di non chiamarlo più per un mese e riattacca. In altri spazi temporali sarebbe seguita un’arrabbiatura con conseguente silenzio di alcuni giorni ma in quell’attimo ho fatto Hoponopono, con tutta la consapeconsapevole responsabilità della madre. La mattina seguente, alle 6,30 arriva un sms da mio figlio ” Mamma hai fatto qualche meditazione per me? Sto meglio chiamami sono sveglio!!! Non ho altro da aggiungere!!!


http://lapacecominciadate.ho-oponopono.info/

La cosa più ingiusta della vita è il modo in cui finisce.



Voglio dire, la vita è dura e impiega la maggior parte del nostro tempo... Cosa ottieni alla fine? La morte Che significa! Che cos'è la morte? Una specie di bonus per aver vissuto? Credo che il ciclo vitale dovrebbe essere del tutto rovesciato. Bisognerebbe iniziare morendo, cosi ci si leva subito il pensiero. Poi in uno ospizio dal quale si viene buttati fuori perchè troppo giovani. Ti danno una gratifica e quindi cominci a lavorare a quarant'anni fino a che sarai sufficientemente giovane per goderti la pensione. Seguono, feste,alcool,erba ed il liceo. Finalmente cominciano le elementari, diventi bambino,giochi e non hai responsabilità, diventi un neonato, ritorni nel ventre di tua madre, passi i tuoi ultimi nove mesi galleggiando e finisce il tutto con un bell'orgasmo!

Woody Allen

L'amore è sempre nuovo.


Paulo Coelho

«L'amore è sempre nuovo. Non importa che amiamo una, due, dieci volte nella vita: ci troviamo sempre davanti a una situazione che non conosciamo. L'amore può condurci all'inferno o al paradiso, comunque ci porta sempre in qualche luogo. È necessario accettarlo, perché esso è ciò ce alimenta la nostra esistenza. Se non lo accettiamo, moriremo di fame pur vedendo i rami dell'albero della vita carichi di frutti: non avremo il coraggio di tendere la mano e di coglierli. È necessario ricercare l'amore là dove si trova, anche se ciò potrebbe significare ore, giorni, settimane di delusione e di tristezza. Perché nel momento in cui partiamo in cerca dell'amore, anche l'amore muove per venirci incontro. E ci salva.»


Paulo Coelho

Guarisci te stesso



"Dovete iniziare il vostro viaggio spirituale con la Verità e la Rettitudine, perché solo quando queste due vanno insieme la Pace regna. La Pace porta l'Amore; dove c'è Pace l'odio non può esistere. Se provate odio per qualcuno questo significa che la fonte dell'Amore nel vostro cuore si è seccata. Infatti, se c'è Amore nel nostro cuore non ci possiamo arrabbiare, neppure se qualcuno ci accusa." (Sai Baba).

Curando la mia spiritualità, stamattina ho scovato il pensiero di cui sopra, pieno di fascino e di luce, che condivido volentieri con voi. E' bello imprimere alla propria quotidianità spinte di grazia, saggezza e virtù. Siamo esseri umani soggetti a sbagliare, su questo non ci piove! Ma siamo altresì scintille di divina provenienza. In noi è insito il desiderio dell'Eternità e la brama dell'Amore. Siamo creature assetate e affamate di Giustizia, Pace e Verità. Dobbiamo tener presente che vivere equivale a viaggiare. Facciamo sì che il nostro vivere sia un meraviglioso viaggio spirituale. Che ognuno di noi apprenda a essere una persona di Verità e Rettitudine, con la Pace nel cuore. Possa ciascuno di noi, trasmettere in tutte le direzioni i raggi dell'Amore di Dio e beneficare il mondo. Siamo quaggiù per questo: per amarci e per edificarci.

Daniele Barbarotto


Noi siamo Energia


La riflessione prima che deve essere fatta è quella relativa al senso “degli anni”.
Anni intesi come scorrere del tempo, come segno di un passato, un presente e un futuro.
Partendo da questo presupposto: parlando di anni, noi parliamo del tempo e quindi di una dimensione che attiene alla tridimensionalità della materia, dobbiamo però fare un sforzo per andare oltre.
La materia non è altro che Energia che vibra ad una frequenza tale per cui è visibile e percepibile dai nostri sensi.
Noi siamo Energia che diviene materia.
Queste sono le premesse.
Come possiamo rendere più “vitale” la materia vivente?
Semplicemente lasciandoci fluire, senza ostacoli, nella scia divina.
Qui si apre un capitolo interessante che merita spiegazioni.
La scia divina non è qualcosa di astratto o limitato a chi crede nel divino, NO, la scia divina non è altro che la vibrazione energetica più alta e più armonica che permea la Terra e che investe tutto, anche ciò che è materia.
Ognuno di noi fa esperienza su di sé di questo meccanismo.
Un periodo vissuto in pace e tranquillità porta come conseguenza un benessere corporale e mentale che ci tiene lontani dalle malattie.
Viceversa la disarmonia e le tensioni abbassano le nostre difese immunitarie e ci espongono con più facilità al rischio di ammalarci.
Dare Vita agli anni comporta un impegno da parte nostra a vivere SEMPRE e COMUNQUE con CONSAPEVOLEZZA estrema ogni attimo della Vita.
Riuscire a mantenerci “centrati” sul momento presente, vivere ORA, ci garantisce un fluire armonico nella scia divina.
Le nostre cellule, espressione dei nostri atomi, non vengono così ad essere interessate da “perturbazioni” e quindi non subiscono contraccolpi che provocano la disarmonia energetica e come conseguenza fisica la stanchezza e la malattia.
VIVERE ORA CONSAPEVOLMENTE non solo aggiunge Vita agli anni, ma porta indietro l’orologio biologico, perché questo non è più legato al tempo, ma si “assesta” su di una frequenza propria che può perfino essere quella della giovinezza.
Come “sceglie” la frequenza in cui vibrare la nostra Energia?
Semplicemente lasciandosi trasportare nella scia divina che sola sa dove è giusto per noi collocarci a livello energetico.
Questo semplice insegnamento può aiutare a mantenere l’Armonia, premessa fondamentale per dare Vita agli anni.
Al mattino aprite la mente alla giornata che inizia e pensate a quello che dovete fare senza agitarvi, anche se vi pare confuso lo svolgersi degli eventi.
Aprite la mente con letizia e fede, come se apriste una finestra e foste investiti dalla primavera : vento tiepido, sole leggiadro e colori smaglianti.
Sforzatevi di vedere ogni giorno intriso di positività.
Alla sera, chiudete la mente e lasciate spaziare il cuore, mettetevi nelle mani di Dio parlateGli, pregateLo, ascoltateLo.
Sarà Lui a programmarvi la giornata futura e a voi non resterà che viverla con letizia e Consapevolezza.
Siate consapevoli che TUTTO ciò che vi accade è voluto dalla vostra Energia che lo attira per aiutarvi nell’Evoluzione.

Vincenzo De Giovanni

www.facebook.com

Quando tutto cambia, cambia tutto





Quando accade qualcosa che fa soffrire profondamente è facile sentirsi perduti. Che si tratti della salute, del lavoro, di un rovescio finanziario o della perdita degli affetti, un'esperienza negativa è vissuta spesso come una minaccia alla vita stessa: genera sentimenti di inquietudine, paura o delusione e induce a tentare di resistere o di opporsi al cambiamento.
Neale Donald Walsch parla al cuore di tutte le persone ferite o disorientate dai mutamenti che si sono trovate ad affrontare, e a quanti vorrebbero aiutarli.
Con questa lunga e amichevole conversazione, Walsch invita ognuno a compiere un cammino che, attraverso tappe successive, conduce a una nuova e piena consapevolezza del significato del cambiamento e delle opportunità di crescita che sempre racchiude, anche quando si presenta come un ostacolo, una pena, una difficoltà.
L'autore della serie Conversazioni con Dio offre strumenti semplici e chiari per compiere un percorso di conoscenza interiore, ma soprattutto un'esperienza spirituale attraverso la quale imparare ad accogliere e indirizzare l'energia che anima la vita e ne determina gli sviluppi, disegnando il futuro.

per maggiori informazioni clikka QUI


Messaggio giornaliero di Neale Donald Walsch:


In questo giorno della tua vita, Caro Amico, credo che Dio voglia che tu sappia...

...che è arrivato il momento per chiarirsi in merito a chi sei e a cosa scegli.

Arrivano momenti nella vita di ogni persona in cui è necessaria una decisione. Una grande decisione. Una scelta di primaria importanza. Quel momento è adesso.

Ciò su cui puoi scegliere oggi è chi sei e chi scegli di essere, e cosa ti auguri di sperimentare nella tua vita. Ricorda, non decidere è decidere.

Con Amore, il Tuo Amico...
Neale

martedì 26 gennaio 2010

Sta in te tenere gli occhi sulla visione e guardarla, dal tuo limitato punto di vista, mentre si dispiega e prende forma: Anche quello sarà emozionante!

(handbook for the new paradigm)

Recensione a "La Pace comincia da te"


VORREI CONDIVIDER CON VOI TUTTI, AMICI CARISSIMI,LE EMOZIONI E LE IMPRESSIONI VISSUTE LEGGENDO "La pace comincia da te" :
NON MI SONO MAI ACCONTENTATO DI VIVERE SENZA CHIEDERMI PERCHE'...SIN DALLA PIU'GIOVANE ETA' MI SONO SEMPRE CHIESTO COSA CI FACESSI SU QUESTO MONDO E PERCHE' FOSSI QUI...ESATTAMENTE COME MOLTISSIMI ESSERI UMANI NEL CORSO DEL TEMPO. DI CONSEGUENZA,APPENA NE HO AVUTO L'OCCASIONE HO CERCATO RISPOSTE ESAURIENTI NELLA FILOSOFIA E NELLE RELIGIONI DI OGNI CULTURA. NON HO MAI AVUTO PRECONCETTI DI SORTA E QUALUNQUE RICERCA L'HO AFFRONTATA NEL RISPETTO DELLA FONTE DA CUI PROVENIVA.HO OSSERVATO SEMPRE CON ATTENZIONE LA REALTA' CHE MI CIRCONDAVA , MA PIU' LA MIA BIBLIOTECA SI ARRICCHIVA DI LIBRI , PIU' CRESCEVANO I MIEI DUBBI E , CONTEMPORANEAMENTE ,DIMINUIVANO LE MIE GIA' POCHE CERTEZZE...TANTA FATICA UNITA ALL'INSODDISFAZIONE PUO' INDURRE ALLA RESA. PER FORTUNA , A ME NON E' CAPITATO. QUANDO MI SONO IMBATTUTO NELLA FILOSOFIA CHE INFORMA LA PRATICA DI HO'OPONOPONO , C'ERANO POCHISSIME NOTIZIE IN MERITO , MA E' BASTATO POCO PERCHE' QUESTA DISCIPLINA MI CONQUISTASSE. LA SUA DISARMANTE SEMPLICITA' UNITA AL PROFONDO MESSAGGIO DI PACE , TOLLERANZA E AMORE MI HA COINVOLTO IMMEDIATAMENTE. AVEVO ,PERO',DAVVERO BISOGNO DI SAPERNE DI PIU'.QUANDO ,QUASI PER GIOCO, HO INIZIATO LA MIA AVVENTURA SU FACEBOOK ,MAI AVREI IMMAGINATO CHE ,CON SQUISITA FANTASIA,QUELLA ERA LA STRADA SCELTA DALL'UNIVERSO PER CONDURMI AD UNA CONOSCENZA ESAUSTIVA DELL'ARGOMENTO CHE PIU' MI STAVA A CUORE IN QUEL MOMENTO. E,INFATTI," LA PACE COMINCIA DA TE" MI HA RAGGIUNTO PROPRIO PROPRIO GRAZIE A FACEBOOK...QUESTO TESTO E' DAVVERO COMPLETO, FINALMENTE UN MANUALE SCRITTO CON LA COMPETENZA DI CHI VA OLTRE UN PROGETTO EDITORIALE E NON TIENE CONTO UNICAMENTE DELLE LEGGI DEL MERCATO. IL LIBRO E' UNA RICERCA SCIENTIFICA FATTA CON IL CUORE, E' UN APPASSIONATO VIAGGIO NELLE INFINITE POSSIBILITA' DELLA NOSTRA MENTE , TEMPERATO DALLA DELICATEZZA DI INDAGINE CHE SCATURISCE DALLA CONOSCENZA DELL'UMANA SOFFERENZA. NON UNA PAROLA, NON UNA FRASE SONO FUORI CONTESTO , OGNI PENSIERO SI ARMONIZZA CON IL TEMA PORTANTE DEL TESTO E L'INTERO DISCORSO SCORRE FLUIDO PER CONDURRE IL LETTORE CON ESTREMA DISCREZIONE , ATTRAVERSO UN ITER TANTO FANTASIOSO QUANTO REALE ,ALLA SCOPERTA DI SE' STESSO E DELLA VERA E ULTIMA RAGIONE DEL NOSTRO PASSAGGIO TERRENO. HO AMATO MOLTO IL TAGLIO FILOSOFICO E SPIRITUALE DEL LIBRO, HO CONSIDERATO CORAGGIOSO TRASCURARE UN PO' IL LATO PRETTAMENTE "MATERIALE"DELLA RICERCA DELLA FELICITA',RELEGANDOLA A SEMPLICE ESPEDIENTE PER LA COMPRENSIONE DEL POTERE UMANO...DIFATTI,INSISTERE SULLA MANIFESTAZIONE DI BENI MATERIALI , CHE PURE , GRAZIE A QUESTA PRATICA E' POSSIBILE ,AVREBBE CERTAMENTE RESO PIU' ALLETTANTE LA CONSULTAZIONE DEL MANUALE ,MA AVREBBE TRADITO LO SPIRITO DI HO'OPONOPONO...GLI AUTORI , INVECE, CHE HANNO BEN COMPRESO QUELLO SPIRITO DI PURO AMORE , HANNO DATO MOLTO SPAZIO AL PROCESSO MENTALE CHE DOLCEMENTE SPINGE ALLA COMPRENSIONE ED ALLA FRUIZIONE DEL VERO AMORE. L'INVITO A VIVERE IN SINTONIA CON L'UNIVERSO IMPARANDO AD APPREZZARE I VANTAGGI DELLA COLLABORAZIONE E DEL CONTATTO FRA LE ANIME , IN QUANTO EMANAZIONI DI UN'UNICA ENERGIA-MADRE , NON E' FITTIZIO IN QUANTO ESSI STESSI ,SCRIVENDO IL LIBRO IN TRE,HANNO DIMOSTRATO L'IMPORTANZA DI SOSTITUIRE ALLA COMPETIZIONE LA COOPERAZIONE. HO VOLUTO FERMARMI SULLA DESCRIZIONE SOMMARIA DI QUESTO E.BOOK PERCHE',AVENDO GIA' SCRITTO IN UNA NOTA PRECEDENTE DI HO'OPONOPONO,MI SEMBRAVA GIUSTO ,METTERE AL CORRENTE CHI MI HA GIA' LETTO DI QUESTA BELLA NOVITA' SULL'ARGOMENTO.

Hoseki Vannini

....che dire? Grazie Grazie di cuore
JOSAYA

consapevolezza della necessità di cambiamento


La consapevolezza nella necessità di cambiamento è ben impiantata nella coscienza di molti; ora la visione deve essere piantata, cosicchè possa germinare e portare adempimento.
La semplice predisposizione delle menti a considerare le possibilità migliori non porterà un impegno. Tu sei di amssima importanza nel processo di rinascita. Sono quelli con i cuori ricettivi che sono disponibili ad attivare i processi che sono importanti. Il carattere, l'apertura ad agire oltre i confini del momento presente, la capacità di prendere e mantenere impegni, l'amore per i propri simili che va oltre il proprio desiderio di ascendere sopra gli alberi per vedere la foresta: questi sono i componenti critici per questi genitori. Attraverso questo processo, il risveglio dell'uomo per tornare nella famiglia dell'uomo è possibile. La capacità dell'uomo di trascendere l'attuale auto- inflitto dilemma e trasformarlo in un nuovo concetto di esperienza porterà un cambiamento non solo a livello individuale ma a tutti.
L'ispirazione inizierà il cambiamento nell'ambito della coscienza del gruppo di individui focalizzati.
Il focus del progetto non è la resistenza, ma il movimento verso il cambiamento.
Come tutte le cose inizia con il processo di pensiero ed il desiderio di porre fine a ciò che non ci piace.
Quello che serve è azione non reazione!
Utilizziamo la visualizzazione dei domino in piedi e facciamo in modo che quando uno viene fatto cadere, tutti seguono in rapida progressione.
Il nostro piano non è di aggiustare il veccio, ma di creare il nuovo!

L'ordine divino non segue per niente le idee sequenziali dell'uomo. Noi abbiamo allestito certe regole non dette o scritte, regole subconsce per dare un "ordine sequenziale" alla nostra esperienza. Le forze Divine non hanno da segiuire una sequenza per essere organizzate. Pertanto è importante che una volta che il processo è iniziato e si trova in un punto critico, ci fidiamo del del suo completamento senza il controllo effettuato dall'ego, che ci è così familiare. Questo è imperativo, affinchè non ostacoliamo il nostro stesso sogno.

Il nostro impegno cooperativo deve iniziare, continuare e terminare con la focalizzazione su un traguardo raggiunto. E' il composito dei sogni di come sarebbe un mondo utopistico, un mondo in cui ognuno veramente vorrebbe vivere, che porterà tutto questo a destinazione. Quanto tempo ognuno di noi dedica a questo processo di sogno utopistico? Sogni di sopravvivenza sono più comuni!
Che tu voglia ciò che migliorerà la tua esperienza è un dato di fatto che si deve dare per acquisito.
Pensa ad un sasso lanciato in uno stagno. Le ondicelle si estendono dal centro verso l'esterno in modo circolare coprendo un'area sempre più ampia. Lo chiamiamo il "punto critico" o anche "la teoria delle 100 scimmie".
Ogni volta che la matrice di pensiero è focalizzata sul traguardo, questa si intensifica sempre di più.

tratto da "Guida per il nuovo pardigma" scaricalo QUI

Letture correlate:

il_dio_di_domani

il_codice_di_Gesù

manuale_per_il_nuovo_paradigma

AMORE E PSICHE di Adele Mori


Una delle più belle leggende d’amore che ci sono state tramandate dal passato è sicuramente quella di Amore e Psiche. Simboli per eccellenza dell’amore passionale e del piacere tanto che dalla loro unione nacque un figlio chiamato dai latini Voluptas ossia Piacere. La favola di Amore e Psiche affascina ancora migliaia d’innamorati, ma ripercorriamo insieme questa storia meravigliosa.


La storia di Amore e Psiche, una delle più belle storie d’amore che ci sono state mai raccontate è inserita in un lungo romanzo dal titolo Metamorfosi composto dallo scrittore latino Apuleio nel II secolo d.C . In seguito il romanzo fu intitolato “L’asino d’oro” da Sant’Agostino.

La storia inizia con un re e una regina che avevano tre belle figlie, le due maggiori erano andate in spose a due principi di altri regni mentre la più piccola di nome Psiche era bellissima, di una bellezza così rara e sorprendente che nessun uomo si sentiva all’altezza di corteggiarla.
Psiche era aggraziata e brillava come una stella tanto era bella, molti pensavano fosse l’incarnazione di Venere, dea della bellezza, così tutti la adoravano come se fosse una dea e addirittura le rendevano omaggio trascurando gli altari della vera dea Venere.

Venere era gelosa e invidiosa della bellezza di questa semplice mortale e offesa decise di vendicarsi di Psiche, decise perciò di chiedere aiuto al suo figlio prediletto Amore, meglio conosciuto da tutti come Cupido.
La vendetta ordita da Venere consisteva nel far innamorare Psiche (tramite le infallibili frecce d’amore del figlio) dell’uomo più brutto e sfortunato della terra affinché vivessero insieme una vita povera e triste, e lei fosse così coperta di vergogna a causa di questa relazione.

Ma il piano di Venere perché suo figlio Amore appena vide Psiche rimase letteralmente incantato della sua bellezza e rapito da quella meravigliosa visione. Preso alla sprovvista da questa visione celestiale fece erroneamente cadere la freccia preparata per Psiche sul suo stesso piede, iniziando così ad amarla perdutamente.

Amore non poteva stare lontano dalla sua amata mortale e così con l’aiuto di Zefiro che la trasportò in volo su un letto di fiori profumati, la bella Psiche fu portata nel meraviglioso palazzo di Amore.
Ogni notte Amore andava dalla sua amata senza mai farsi vedere in volto, e i due vivevano momenti di travolgente passione che mai nessun mortale aveva conosciuto.
I loro incontri avvenivano di notte perché Amore voleva nascondersi ed evitare le ire della madre Venere, così aveva detto alla sua amata che lui era il suo sposo ma che lei non doveva chiedere chi fosse e doveva accontentarsi solo del suo amore senza mai vederlo. Psiche aveva accettato il compromesso ammaliata dalle carezze e dalla passione di Amore e così, giorno per giorno aspettava con ansia che facesse sera per incontrare il suo amato.

Un giorno le sorelle di Psiche la istigarono a scoprire il volto del suo amante così Psiche la notte stessa decisa finalmente di vedere per la prima volta il viso dell’uomo che le travolgeva i sensi. Prese una lampada a olio e una spada, per paura che fosse un orribile mostro pronto a farle del male, era disposta a tutto pur di conoscere finalmente Amore.
Quando Amore la raggiunse, Psiche avvicinò la lampada al suo viso e restò folgorata dalla bellezza eterea di quel bellissimo uomo dalle gote rosee e dai riccioli biondi che aveva un paio di meravigliose ali dolcemente ripiegate sulle sue spalle. Incantata e ancor più innamorata Psiche mentre stava per baciarlo fece accidentalmente cadere una goccia d’olio della lampada su Amore, costui dopo aver capito quello che era successo, si allontanò da lei e scomparve lasciando Psiche nello sconforto più totale.

Appena Venere seppe dell’accaduto s’infuriò e scatenò la sua ira sulla povera Psiche, per punirla la sottopose a diverse e difficili prove che lei superò brillantemente. Sempre più infuriata Venere pose Psiche di fronte alla prova più difficile: la ragazza avrebbe dovuto discendere negli inferi e chiedere alla dea Proserpina un pò della sua bellezza. Psiche scese negli inferi come ordinato da Venere e ricevette un’ampolla dalla dea Proserpina.
Durante la via del ritorno nel mondo reale, Pscihe fu incuriosita dal contenuto dell’ampolla donatale da Proserpina e con sua grande sorpresa scoprì che la bottiglietta non conteneva bellezza bensì il sonno più profondo. La nuvola che uscì dall’ampolla fece cadere addormentare profondamente Psiche che venne risvegliata dal suo adorato Amore .
Infine Giove, il padre degli dei, mosso da compassione per le vicissitudini della ragazza fece in modo che i due amanti potessero stare insieme.
Psiche ad Amore si sposarono e dalla loro unione nacque un figlio di nome Piacere.

La leggenda di Amore e Psiche ha un significato allegorico: Amore (che sarebbe Cupido, o secondo la mitologia greca Eros) è identificato come il signore dell’amore e del desiderio, e Psiche sarebbe raffigura l’anima: Amore unendosi misticamente a Psiche le dona l’immortalità. Dall’unione dell’anima e dell’amore nasce il piacere.

Grazie ad Adele Mori

http://www.klikot.com/Article.aspx?article_id=260481

lunedì 25 gennaio 2010

MIGLIORARE L'AUTOSTIMA


Lo psicologo William James (1842-1910) è stato tra i primi a studiare un particolare fenomeno: alcune persone con scarse abilità sembravano dotate di una sicurezza di sé ostentata ed incrollabile, mentre altri stimati da tutti e ritenute persone valide diffidano delle proprie qualità.

Ancora oggi riviste, programmi televisivi e libri di auto-aiuto propongono delle “ricette” e dei consigli per migliorare la propria autostima, dando l’illusione che esista una ricetta che vada bene per tutti, dimenticando la componente individuale che ci caratterizza come persone.


Cos'è l'autostima?

In realtà l’autostima è qualcosa di molto più semplice e personale; l’autostima è semplicemente una stima, una valutazione, o se vogliamo la risposta alla domanda: ”Cosa penso di me?”.

Se ci valorizziamo la nostra autostima sarà alta altrimenti sperimenteremo quella che viene chiamata bassa autostima.


Da dove nasce l'autostima

Alcuni autori come ad esempio Alice W. Pope (1992), sostengono che la stima di sé origini dal confronto tra l'immagine che ciascuno ha di se stesso e l'immagine di ciò che si vorrebbe essere.

In questo senso, tanto più il "come siamo" è lontano da il “come vorremmo essere” tanto più ci si sente come persone di minor valore e si prova insoddisfazione nei propri confronti.

Un esempio può essere quello di una persona che vive una relazione affettiva insoddisfacente; nella sua mente immagina una relazione ricca e appagante mentre nella realtà quello che vive è una rapporto scadente e lontano dal suo ideale.
La prima cosa da capire quando sperimentiamo bassa autostima è quindi chiedersi: cosa sto valutando di me stesso? Perché è così importante per me?


Perchè l'autostima è così importante?

L’autostima è solo una componente del nostro benessere psicologico ma funziona come una particolare lente che ingigantisce o miniaturizza le nostre risorse personali.

Chi sperimenta bassa autostima non sentendosi sufficientemente sicuro del proprio valore e delle proprie qualità, evita di scegliere e agire per un eccessivo timore di sbagliare, sperimenta maggior incertezza e difficoltà a staccare dalla situazione problematica per cercare una soluzione e quando vive un insuccesso soffre maggiormente, associando l’accaduto esclusivamente ad una sua mancanza mentre quando sperimenta un successo tende a svalutarlo, sminuirlo.


Cosa bisogna fare per migliorare la propria autostima?

La base da cui partire è quella di considerare che una bassa autostima non è una condizione permanente; ci sono dei momenti e dei periodi particolari in cui la nostra autostima è bassa e altri no. Non è una condizione permanente.

Chi sperimenta bassa autostima infatti vive la sensazione di perdere il controllo dei propri stati d’animo sentendosi spesso mancare le forze e la determinazione per raggiungere i propri obiettivi.


Gli elementi chiave

Per migliorare la propria autostima è importante occuparsi dei seguenti aspetti:

1. Scoprire quali sono i propri valori fondamentali e quindi fare chiarezza con se stessi rispetto quello che si vuole e quello che non si vuole nella propria vita.

2. Riconoscere le proprie emozioni distruttive: imparare a riconoscere ed entrare in contatto con emozioni maggiormente sane e che ci sostengano nei momenti di difficoltà.

3. Lavorare sull’immagine di se: molto spesso ci armiamo di buoni propositi e determinazione (voglio dimagrire, voglio smettere di fumare etc..) ma se prima non modifichiamo l’immagine che abbiamo di noi stessi tenderemo inconsciamente a sabotarci.

E’ importante considerare l’autostima come una spia di allarme; quando cala ci avvisa che stiamo inseguendo desideri altrui trascurando quelli che sono i nostri reali bisogni.



Articolo inviato ad Enrico Parlante il 14/11/2007 dal Dott. Manuel Mauri

Già pubblicato du "Io mi Amo" facebook

Costruire e disfare la propria identità

In ognuno di noi c'è quasi sempre una spaccatura tra ciò che si è realmente e ciò che si vorrebbe essere in conformità con le aspettative famigliari e con le influenze culturali dell'ambiente in cui si è cresciuti.
Alla nascita ogni individuo è perfetto, con una sua organizzazione di istinti e bisogni fisici e psicologici perfettamente bilanciata.
Tuttavia, dal momento in cui l'individuo entra nella vita, questa organizzazione comincia a dover fare i conti non solo con le esigenze personali ma anche con la realtà circostante e le sue pressioni. Diventa necessario a questo punto crearsi un'identità, un centro di coscienza che, al fine di coordinare queste diverse esigenze, produca una rappresentazione di sè, detta Io.
Normalmente tale rappresentazione è sbagliata in quanto condizionata dalle pressioni della cultura in cui si cresce. Questo fa sì che l'individuo cominci a considerarsi più che altro una brutta copia di ciò che pensa di dover essere, con un conseguente senso di inadeguatezza, di insicurezza, di disagio.
...Ma di norma è il bisogno di integrazione nella propria famiglia e nella propria cultura a prevalere su quello di essere chi si è veramente.
In questo processo l'individuo comincia così a deformarsi e a manipolare la propria psiche e il propri corpo per renderli il più possibile adeguati alle aspettative. In genere il processo prosegue fino ad arrivare a un punto critico nel quale chi si pensa di essere è così distante da chi si è veramente, che una svolta più o meno decisa si rende necessaria.
In alcuni casi la svolta avviene in modo drammatico, per esempio con una grave malattia o una separazione, altre volte la tendenza cambia semplicemente, senza drammi: da un certo punto in poi, l'Io inverte la rotta, smette di impegnarsi per deformare il corpo e la psiche secondo gli ideali adottati e comincia invece ad apprezzare e ad ammirare lo straordinario disegno e la ricchezza intrinseca nel proprio modo di essere. Quindi si dedica al recupero di molti aspetti di sè che prima erano rifiutati, negati, alienati, proiettati su altri.

tratto da "Pensare col corpo" - Jader Tolja & Francesca Speciani

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Il contadino saggio


C’era una volta in un lontano paesetto un povero contadino che traeva di che vivere da un campicello che lavorava assieme alla moglie e al figlio e con l’aiuto di un cavallo. Un giorno il recinto venne lasciato inavvertitamente aperto e il cavallo fuggì.
I vicini, appresa la notizia, esclamarono: “Poveretto, che sfortuna, e adesso come farai a lavorare?”. Il contadino rispose: “Sfortuna, fortuna, e chi può dirlo!” I vicini restarono perplessi nel sentire quella strana risposta. Dopo qualche settimana il cavallo che era scappato tornò portandosi dietro una mandria di cavalli selvaggi che furono rinchiusi nel recinto. I vicini, vedendo tutti quei cavalli, esclamarono: “Che fortuna!” E il contadino ancora una volta rispose: “Fortuna, sfortuna, e chi può dirlo!”
I vicini restarono ancora più perplessi nel sentire quella risposta. Dopo qualche giorno, mentre il figlio stava domando uno dei cavalli, cadde a terra e si ruppe un piede. I vicini subito esclamarono: “Che sfortuna, e adesso come fai?!” E il contadino ancora una volta rispose: “Sfortuna, fortuna, e chi può dirlo!”. I vicini non sapevano più che cosa pensare del vecchio. "Forse è matto!", pensarono.
Dopo qualche settimana comparvero in paese alcuni soldati che reclutavano i giovani validi per la guerra. Quando entrarono nella capanna trovarono il giovanotto zoppicante e naturalmente lo scartarono, mentre tutti gli altri giovani furono reclutati. I vicini non ci videro più: “Che mazzo, che fortuna!” E il vecchio contadino ancora una volta rispose imperturbabile: “Fortuna, sfortuna, e chi può dirlo”....

Grazie a Expand Ourselves

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domenica 24 gennaio 2010

Cuori Radianti - giovedi 28 gennaio ore 21,30 > 21.50

21.50"> Cuori Radianti: Insieme per Creare giovedi 28 gennaio ore 21,30 > 21.50

28 Gennaio 2010 CUORI RADIANTI Insieme per Creare

ACCENDI UNA PICCOLA FIAMMA NEL TUO CUORE E CREA LA PACE

DENTRO DI TE…..

LE PICCOLE FIAMME DEI CUORI DI TUTTI NOI SI UNIRANNO PER

FORMARE UN UNICO, GRANDE FUOCO

IL NOSTRO GRUPPO CREERA’ COSI’ UNA COERENZA INTERNA CHE

ATTIVERA’ LA STESSA COERENZA ANCHE ALL’ESTERNO:

LA NOSTRA PACE CREERA’ PACE ANCHE NELL’AMBIENTE CIRCOSTANTE!

IL NUMERO MINIMO DI PERSONE RICHIESTO PER “METTERE IN MOTO” UN

CAMBIAMENTO DI COSCIENZA E’ LA RADICE QUADRATA DELL’1% DELLA

POPOLAZIONE.

QUANDO SI FORMA QUESTA MASSA CRITICA DI PARTECIPANTI, GLI

EFFETTI COMINCIANO A ESSERE VISIBILI: DIMINUISCONO GLI EPISODI

CRIMINALI, GLI INCIDENTI, LE MALATTIE, ECC.

LA TUA PARTECIPAZIONE E’ IMPORTANTE!!!!!!

PER “SENTIRE LA PACE” DENTRO DI TE, USA LA TECNICA CHE

PREFERISCI.

SE NON CONOSCI NESSUNA TECNICA ANDRA’ BENE ANCHE UN SEMPLICE

RILASSAMENTO, UNA VISUALIZZAZIONE, O QUALUNQUE ALTRA COSA

CHE PRODUCA IN TE UNA SENSAZIONE DI BENESSERE, DI

TRANQUILLITA’, DI GIOIA, DI PACE.

Elena Pirrera

La via del Vero

Amare se stessi di Nicola Ciannamea

Mi dispiace, scusa, grazie, ti amo


Mi dispiace, Scusa, Grazie, ti Amo!

Cosa vuol dire amare se stessi? Mi ha sempre affascinato avvicinarmi a comprendere quello che solitamente ripetiamo spesso. Ma cosa vuol dire amare se stessi?

Secondo me, intanto, implica guardare se stessi non solo da fuori ma da dentro.

Devo entrare dentro me per potermi amare. Questo implica l’accettazione di se, dell’essere integro, dell’essere tutto uno con me stesso.

Accettare il fluire di un’unica energia, che si muove nel nostro Interno, via vai di strie luminose che ci attraversano nella nostra totalità, dalla testa ai piedi e che ci riempiono completamente. Non c’è più separazione, c’è solo unione fra la mente e tutto il resto. Dal nostro plesso solare è un fluire di luce in tutto il corpo, giù verso i piedi e su verso la testa ed anche fin fuori di noi.

Io immagino il mio corpo fatto di tante piccole spirali di luce che girano intorno ad un nucleo centrale e che ruotano su stesse, ma anche intorno alle altre, in un caos ordinato e si muovono lì dove non c’è luce e la creano riportando ordine; allora raggiungo un senso di benessere, di equilibrio e di appagamento, allora accetto il mio essere integro, connesso ed esprimo amore perché lascio fluire la luce.

Mi accetto, quindi, come luce intera, totale, abbaiante e con l’essere uno, totale, completo posso muovermi verso, posso affrontare la giornata, le sfaccettature del mondo portando dentro me amore e donandolo intorno. Allora vedo anche il mio benessere e vedo fruirlo liberamente, mentre le mie spirali di luce si compenetrano. E posso pregare nella luce, per la luce e rivolgere il mio sguardo verso il divino che mi ha creato con amore e per l’amore; con la luce e per la luce, nell’integrità dell’essere.

Amore= luce=integrità.

Mi dispiace, Scusa, Grazie, ti Amo!


Mi dispiace, scusa, grazie, ti amo


Nicola Ciannamea

nickcian@libero.it


www.ho-oponopono.info

LA CASA DELL'IPNOSI SI APRE PER TE A GROSSETO

LA CASA DELL'IPNOSI SI APRE PER TE A GROSSETO-Italia

Quando:

VENERDI 29 Gennaio 2010, DALLE ORE 17.30 ALLE ORE 19.30.

Tema della conferenza:

L'IPNOSI OGGI, FRA MAGIA E SCIENZA,

FRA NORMALE E PARANORMALE,

FRA COMUNICAZIONE ANALOGICA

E SEDUZIONE SUBLIMINALE,

FRA RICERCA DI VITE PASSATE E

PROGETTO DI NUOVA VITA FUTURA.


Dove:

GROSSETO-Italia,

presso il Centro Medico "Salus" di Via Monte Leoni, 6.

Relatori:

Evaldo CAVALLARO,

Maria Agnese NERI,

Denise DEMURTAS.

Tipo di evento:

GRATUITO AD INGRESSO LIBERO

(E' gradita la prenotazione telefonando al 335 725 31 50
o mandando una e mail a cavallaroevaldo@tiscali.it)

Finalità dell'incontro:

INTRODUZIONE AL SEMINARIO INTENSIVO TEORICO-PRATICO-ESPERIENZIALE,
di gruppo, SULLE TECNICHE IPNOTICHE APPLICATE AL BENESSERE ESISTENZIALE,
AL SUCCESSO RELAZIONALE, ALLA "REGRESSIONE" IPNOTICA applicata ALLA RICERCA DI VITE PASSATE, ALLA LIBERAZIONE DA ABITUDINI DISTURBANTI,

CHE SI TERRA' A Grosseto

SABATO 30 (dalle ore 15 alle ore 20.25)

NELLA SEDE DELL'AIEC Onlus, in Via Veronese, 6 (primo piano "Neri", zona Stadio)
E CHE SARA' RISERVATO AGLI ISCRITTI.

La mattina del Venerdi, quella del Sabato e quella della Domenica sono dedicate alle Sedute individuali, per appuntamento.

Informazioni, prenotazioni ed iscrizioni:

Tel. +39 335 725 31 50

e mail cavallaroevaldo@tiscali.it

BUONA Ipno-Vita a tutti da Evaldo Cavallaro

www.cavallaroevaldo.it

www.deeptrancenow.com



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QUINDICI PUNTI PER SAPERE SE STO DAVVERO CAMMINANDO SUL SENTIERO

di CONNY MENDEZ

1- Se cerco sempre il bene, in ogni situazione, in ogni persona e in ogni cosa.

2- Se con decisione volgo le spalle al passato, buono o cattivo, e vivo unicamente nel presente e nel futuro.

3- Se perdono tutti senza eccezione, qualunque cosa essi abbiano fatto e poi perdono me stesso con tutto il cuore.

4- Se considero il mio lavoro o il mio compito quotidiano come una cosa sacra, cercando di realizzarla nel migliore modo possibile (che mi piaccia o no).

5- Se faccio tutto ciò che è in mio potere per manifestare un corpo sano e un ambiente armonioso intorno a me.

6- Se cerco di rendere servizio a tutti gli altri, senza farlo in modo fastidioso o appariscente.

7- Se traggo profitto di ogni condizione appropriata per far conoscere agli altri la Verità, in forma saggia e discreta.

8- Se evito decisamente la critica, rifiutandomi di ascoltarla e di appoggiarla.

9- Se dedico per lo meno mezz’ora al giorno alla meditazione e alla preghiera.

10- Se leggo ogni giorno almeno sette versetti della Bibbia oppure un capitolo di un qualche libro che insegna la verità per questa Nuova Era.

11- Se faccio ogni giorno un trattamento speciale per chiedere o dimostrare la Comprensione (bisogna affermarla sapendo che Dio è con noi o chiedere alla Signora Maestra Ascesa Nada, del Raggio Oro Rubino, cosi come alle Schiere del Raggio Dorato)

12- Se mi addestro a rivolgere a Dio il mio primo pensiero, appena sveglio.

13- Se pronuncio il Verbo per il mondo intero tutti i giorni, oppure nei nostri esercizi quotidiani, oppure, diciamo a mezzogiorno.

14- Se pratico la Regola d’Oro di Gesù, e non mi limito solamente ad ammirarla. Egli disse: “Fai agli altri ciò che desideri che sia fatto a te”. La cosa importante della Regola d’Oro è che la dobbiamo mettere in pratica anche se gli altri non lo fanno verso noi. D’altra parte non c’è regola che non abbia il suo opposto e pertanto non permettere che altri ti facciano ciò che tu saresti incapace di fare a loro.

15- Se mi rendo perfettamente conto che ciò che io vedo non è che un riflesso e che mi è possibile trasformarlo per mezzo dell’Orazione Scientifica.

Per potere dimostrare armonia e perfezione in ogni aspetto della tua vita, chiediti una volta alla settimana se stai osservando tutti questi punti.

Dovunque venga richiesto il perdono, si può praticare l’Orazione della Fiamma Violetta: “IO SONO la Legge del Perdono e la Fiamma Trasmutatrice di tutti gli errori commessi da me e da tutta l’umanità” Naturalmente questo è per gli studenti che conoscono già le Fiamme.

Fonte: http://www.metafisicaitalica.it


Grazie a scienzanewthought

sabato 23 gennaio 2010


AMeC Associazione Medicina e Complessità presenta

OLOS - L'Anima della Terra

proiezione del film Manifesto del nuovo Paradigma Scientifico

martedì 2 febbraio 2010, ore 20:00

Teatro Miela

Piazza duca degli Abruzzi n. 3, Trieste

INGRESSO LIBERO

OLOS, l'Anima della Terra è il film sul nuovo paradigma scientifico a cui il dott. Federico Montecucco, membro del club di Budapest Italia assieme all'Associazione Villaggio Globale, di Bagni di Lucca ha lavorato negli ultimi due anni con totale dedizione e col sostegno dei membri del Comitato Scientifico e del Gruppo di Ricerca.

È il film-manifesto della nuova cultura planetaria emergente: una visione che accomuna milioni di persone e associazioni ecologiste, etiche, mediche o spirituali di ogni parte del mondo. Riunisce una moltitudine di culture e modelli antichi e moderni, scientifici e spirituali, e li sintetizza in una visione globale e sostenibile. Nel film oltre trenta scienziati e personaggi della cultura internazionale, dal Dalai Lama a Ervin Laszlo (candidato premio Nobel nel 2004), ci espongono questo nuovo paradigma con interviste, immagini, animazioni, video, morphing e musiche.

Il proposito, e l'aspirazione, è che possa diventare uno strumento capace di riunire i Creativi Culturali e facilitare la realizzazione di una "massa critica" tra tutte le persone che vivono, crescono e si impegnano per un mondo migliore, con amore, consapevolezza e responsabilità.

La Terra racconta la propria storia: un emozionante viaggio scientifico e poetico nell'evoluzione della vita e della coscienza. Dall'inconscio collettivo della vita, allo sviluppo del cervello e dell'intelligenza, fino alla realizzazione della coscienza di Sé e del pianeta.

Il film mostra che la Terra è oggi in pericolo in quanto negli ultimi secoli la nostra civiltà è stata dominata da un paradigma dicotomico che ha separato il corpo dall'anima, la materia dallo spirito, e che ha contrapposto razze, culture e religioni, rompendo l'equilibrio dell'intero ecosistema.

Pone in evidenza che il cambiamento epocale che stiamo vivendo verso una civiltà globale richiede un cambio di paradigma, un nuovo modello dell'essere umano e del mondo.

Per realizzare un pianeta unito, pacifico e sostenibile, è necessario un paradigma olistico, un modello unitario, sistemico, rispettoso della vita.

Il film, nella versione tradotta in inglese, è stato proiettato al Klimaforum, l'incontro internazionale sui cambiamenti climatici che si è appena concluso a Copenaghen, a cui hanno partecipato quasi centomila esponenti di tutte le nazioni e di tutte le associazioni (NGO) del pianeta.

Il punto di svolta si avvicina e occorre riunire le persone sensibili, coscienti e responsabili per creare insieme una rete di collaborazione internazionale, che abbracci i molti aspetti della cultura: dall’arte alla spiritualità, dalla medicina olistica all'ecologia, dai consumi etici alla pace, dalla psicologia al volontariato.

Il film è della durata di 84 minuti, Trieste è la prima città in cui viene proiettato dopo l'anteprima nazionale a Roma, il 29 Gennaio.

Altre proiezioni sono previste a Vicenza, a fine marzo, e in altre città italiane. Le date degli incontri saranno rese note sui siti www.reteolistica.it e www.creativiculturali.it .

Sentitevi parte attiva di questo progetto globale e diffondete queste informazioni!

Vi aspettiamo numerosi,

Segreteria AMeC

c/o Smile Tech srl

via Valdirivo 19 - 34132 Trieste

tel. 040 3499050 - fax 040 3487023

amec@smileservice.it - www.amec.eu


Grazie ad Angelo Mammetti

www.angelomammetti.it


venerdì 22 gennaio 2010

LA METAFISICA REALIZZATIVA: RICORDO DI CONNY MENDEZ

Conny Mendez

Ricordo di Conny Mendez. A cura du Ruben Cedeño.

Conosco ed amo Conny Méndez da quando ero nel ventre di mia mamma, poiché lei l’ascoltava nelle sue apparizioni alla radio ed alla televisione, cantando le sue composizioni eseguite con la chitarra. Conny era famosa in Venezuela per le sue canzoni, prima ancora che si facesse conoscere per i suoi libri di Metafisica.

Ricordo che, man mano che crescevo ed ogni volta che Conny Mendez appariva in televisione, mia mamma mi diceva: “Quella donna è Conny Mendez”, affinché io le prestassi attenzione.

Quando alla mattina di buon’ora, andavamo al mercato di Chacao, portavamo sempre con noi una radiolina portatile, perché a quell’ora in Venezuela solevano trasmettere musica folkloristica che a noi piaceva tanto ascoltare. Sempre facevano sentire le canzoni di Conny Mendez, e tanta era l’allegria che portava in me e mia mamma l’ascoltarla. Un giorni mia mamma mi disse: ” Quanto desidererei conoscerla”. In quel momento mi sembrò che gli Angeli dicessero “Amen”.

Così cominciai i miei studi nella Scuola di Musica Juan Manuel Olivares con tutto il fior fiore musicale di Caracas. Insieme a tutto questo gruppo di persone c’era una giovane che studiava con me, una persona molto buona di nome Lastenia. Io ero minore di età, e non me la cavavo molto bene. Ogni volta che finiva la classe lei si offriva gentilmente d’accompagnarmi dalla scuola di musica che si trovava nell’Alta Florida, ai piedi del monte Avila, fino alla fermata dell’autobus che mi portava a casa.

Per due anni questa giovane Lastenia Gil di Siblets mi fece questo grande favore. Un giorno, durante la classe di solfeggio, Lastenia si alzò per andare via prima della fine dell’ora e mi disse a bassa voce: “Oggi non posso portarti alla fermata perché mia nonna ha una conferenza e la devo accompagnare”. Le domandai: “E chi è tua nonna?” Lei mi rispose: “Conny Méndez”. Rimasi seduto sbalordito , e con l’espressione ancora stupita, le chiesi: “Di cosa parla la Conferenza?” mi rispose. “Di metafisica”. Immediatamente, senza pensarci due volte, le dissi: “Io voglio conoscere tua nonna ed apprendere la Metafisica.”

Quando questa giovane mi disse che era nipote di Conny io diedi un grido al cielo e dissi: “Non può essere che sia la nipote di Conny Méndez”, ma “Che cosa è la Metafisica?”, mi disse: “Rubén sono di fretta, ti porto un libro per la prossima lezione”.

Contavo i giorni per l’arrivo della prossima lezione di teoria e solfeggio; finalmente arrivò e piano piano, mentre il professore teneva la lezione, lei mi passò il libro di nascosto. Era una pubblicazione tascabile con la copertina azzurra, che diceva a grandi lettere: “Metafisica” e sotto a lettere più piccole: “alla portata di tutti “. Lastenia mi disse con esortazione:”Qui hai il libro. Mia nonna mi ha raccomandato di dirti di leggerlo due volte di seguito e dopo ti darà gli altri libretti”. “Mia nonna mi ha raccomandato di dirti di leggerlo due volte di seguito”. In quell’epoca non esisteva “Metafisica 4 in 1″.

Quella stessa sera, nell’autobus verso casa mia, nel viale Liberatore all’altezza di PDVSA, cominciai a leggerlo e dalla prima pagina cominciò ad affascinarmi, e continuando a leggere i capitoli seguenti, sentii dentro di me, qualcosa di mentalmente molto vago, quasi come di un’ingenua pazzia.

Morivo dalla voglia di conoscere Conny Méndez in persona; Lastenia dopo pochi giorni mi disse: “Rubén, vado in viaggio con mio marito e mia nonna rimane a curare la casa”. Io senza esitazione, sperai che andasse via ed afferrai il telefono di Lastenia e la chiamai e chiesi della signora Conny Méndez e quando mi rispose al telefono, immediatamente le dissi che ero amico di sua nipote Lastenia e che volevo studiare Metafisica. Immaginate quante persone volevano studiare direttamente con Conny la Metafisica! io ero per lei uno sconosciuto e mi disse: “Io non insegno ai principianti, devi andare a casa di una maestra che ti prepari”. Allora le dissi: “molto bene”, mi diede le indicazioni di dove andare ed io ricevetti la mia prima classe di Metafisica. Ma a me non piaceva quella maestra, né la sua casa, né il gruppo; erano signore che parlavano dei problemi coi mariti, di sciocchezze, se Dio esiste o non esiste….! Ah!!! Io mi annoiai ed uscii furioso.

Al primo telefono che trovai richiamai Conny Méndez e le dissi: “Guarda Conny, a me questa Metafisica di parlare dei propri problemi, dei mariti con i vicini, non piace; se questo è la Metafisica, io non voglio studiare Metafisica, e se non è con te, non è con nessuno”. Conny Méndez si spaventò e mi disse: “Figlio mio, non ripetere mai più nella tua vita ciò che hai appena detto!”.

Disse: “Ora cosa fai?”. “Niente” risposi. Lei mi disse: “Vieni a casa mia, conosci la direzione?”, dissi: “Sì!”. Uscii velocemente e presi un taxi; mi ricordo che erano più o meno le cinque meno un quarto del pomeriggio. Ero contento. Scesi nell’angolo dell’Av. Francisco di Miranda con l’Av. Mohedano e cominciai a salire in direzione all’Avila. Il pomeriggio era bello, il sole dava alcuni riflessi dorati che avvolgevano tutto in una magica predizione di grandi avvenimenti nella mia futura vita. La mia mente ripeteva: “Vedrò Conny Méndez e parlerò con lei.”

Questa era per me la cosa più fantastica che poteva succedermi da quando sono nato. Con la testa piena di musica e colori, arrivai alla Leva il Jabillo nella città di Caracas e suonai il campanello di una porta bianca di ferro con arabeschi. Una signora molto bruna, vestita di bianco al servizio di Conny Méndez mi aprì la porta e mi parlò in castigliano, ma con accento dell’inglese proprio dell’isola di Trinidad; mi fece sedere in una sala preziosa, decorata in modo squisito, con alcuni tappeti persiani, con quadri del secolo XIX dei migliori pittori della Colonia Venezuelana; erano di Arturo Michelena, altri di Starò ed altri dipinti proprio da Conny Méndez. Tutto si combinava in una meravigliosa armonia; sembrava una di quelle case di Caracas costruite al principio del secolo XX. Quella stanza sembrava un museo. Gli occhi mi andarono insieme guardando quadri tanto belli e c’era una poltrona di cuoio nero sbalzato.

Mi trovavo solo e pensieroso in quella sala, altro non desideravo che il momento in cui avrei visto apparire Conny Méndez dal largo portone principale della casa. Quando apparve, piccolina, coi capelli bianchi argentati con una spilla che era un fiore di oro cochano nel centro del petto, all’altezza del collo del vestito. Il suo capello bianco argentato, di pettinatura circolare, gli faceva risplendere un nimbo simile ad un’aura. Era di bassa statura, ma con un sorriso nel suo viso che superava l’allegria del mondo intero, facendo passare in ultimo piano la minutezza del suo fisico. Elegante come una dama, col suo famoso anello con diamante nel dito mignolo, sembrava un piccolo seme brillante e scintillante di colori.

Lì davanti e solo per me, c’era proprio Conny Mendez. In quel momento mi resi conto che era da una vita, molti più anni dei miei 17, che aspettavo di conoscerla. Avevo trovato la mia ragione di vita, lei era la persona che l’avrebbe cambiata per sempre.

Ci demmo un bacio, dopo Conny si sedette sulla sua sedia di cuoio nero sbalzato che ora conserva Lastenia nella sua casa, e dopo avere parlato delle solite cose che si dicono ad un nuovo ospite, entrò in posizione di Maestra e cominciò a darmi la prima classe di Metafisica che mai più nella vita dimenticai e che potrei ripetere a memoria tutte le volte che mi viene chiesto. Mi parlò del Cristo Interno e mi disse che tutti portavamo all’interno Dio in forma di Fiamma Triplice, e mi spiegò le tre fiamme.

Avevo 17 anni, età nella quale un giovane cerca di capire cosa vuole essere nella vita, e leggendo tutto quello mi dissi: “Che divino è essere metafisico, è un po’ come essere un mago che fa prodigi, all’incirca come disse Conny Méndez”.

Conny disse: “La Metafisica è l’insegnamento più moderno ed alto che c’è attualmente nel pianeta, perché comincia da qui verso l’alto”, indicando la fronte con un dito che scivolò verso l’alto. “Comincia nel piano mentale e tutto il resto è di lì verso l’alto. Perché tutto è mentale. Dove sta la tua mente, lì stai tu. Cosicché, quello che tu pensi, si manifesta. Se pensi la cosa buona, ti sarà dato, e se pensi la cosa brutta, anche. Dio vive dentro il tuo cuore in forma di una fiamma triplice che ha i colori della bandiera del Venezuela”, alzò tre dita della sua mano destra e segnalò: ” Giallo, Azzurro e Rosso”. Il giallo è la Saggezza di Dio; l’Azzurro, il Potere ed il Rosso o Rosato, l’Amore Divino. Quelle tre fiamme coi tre aspetti di Dio, li hai dentro il tuo cuore e tutto il mondo nell’universo.”

Così continuò Conny Méndez parlandomi dell’Io Superiore, il Cordone Argentato, il Corpo Causale, i Sette Raggi, le Sette Leggi ed i Maestri Ascesi. Negli anni che seguirono, mi resi conto, che in quel pomeriggio con Conny, appresi quasi tutto l’insegnamento metafisico.

Dopo questi insegnamenti, andò nel suo ufficio, cercò il libro “Il Meraviglioso Numero 7″ e me lo consegnò.

Conny mi portò al secondo piano della casa, dove stavano le sue stanze, per spiegarmi la stampa della Presenza “Io Sono” che aveva nella sua stanza della quale conservo gelosamente una copia nella mia casa perché è molto antica e non assomiglia a nessuna di quelle che si pubblicano oggi. Attorno alla Stampa della Presenza, aveva vari quadri piccoli con foto dei Maestri Ascesi, dove si trovavano il Maestro Saint Germain, Koot Hoomi, il Morya, un Gesù che lei stessa aveva dipinto ed Emmet Fox.

Lì, in una terrazza, mi raccontò dove lavorava la sua segretaria e mi disse che era una ragazza molto competente chiamata Katiuska.

In una sala molto bella, Conny mi invitò a prendere il tè in tazze belle di porcellana bianca con fiori in rosa antico che ancora conserva Lastenia, e quando vado a casa sua, per ricordarmi di quel momento di quasi 33 anni fa, mi serve in quelle tazze. Conny mi mise a studiare Metafisica con Katiuska, la sua segretaria, i giorni mercoledì nella scuola di musica di Bianca Stella di Mescoli, ed il giovedì facevo con Conny il corso da Maestri.

Mio padre e mia madre si unirono alle classi. Strinsi un’amicizia molto grande con Katiuska. Con lei studiava Metafisica l’Insegnante Rugeles che era la vicedirettrice della Scuola di Musica Juan Manuel Olivares ed amica personale di Conny. Cominciai così ad avere e frequentare delle nuove amicizie nella mia vita e per la prima volta iniziai a tardare i miei rientri a casa. Poiché prima d’allora, mai avevo partecipato a feste proprie dell’età adolescenziale, nemmeno mi ero mai recato in discoteca o in locali di ritrovo per giovani. Per me esistevano solamente la metafisica e la musica.

Devo davvero molto a Conny Mendez

Conny Mendez fu la mia maestra spirituale che m’istruì fisicamente per dieci anni, ed il suo ricordo mi guida in questo sentiero della Metafisica, a lei devo il mio modo di ragionare, di risolvere le questioni, come insegnare la metafisica e la mia spiritualità. A nessun altro devo tutto questo, benché abbia conosciuto fisicamente grandi Maestri Spirituali che ringrazio moltissimo, come Krishnamurti, ma è Conny Mendez colei che segnò la mia vita spirituale, perché fu la prima che aprì i miei occhi e tutti i miei sensi a questo meraviglioso mondo dello spirito. Lei è come la madre carnale, e sebbene siano tante le persone da ringraziare nella vita, nessuno sostituisce il posto della Madre, perché è lei che da la vita stessa.

Io so che da quando nacqui, ci sono al mio fianco esseri di Luce che mi guidano tangibilmente dalle cosa invisibile a tutti i piani e che non mi hanno abbandonato mai, ma nel piano fisico è Conny Mendez che si è occupata d’istruirmi per la prima volta, e per questo è molto importante nella mia vita. Uno apprezza l’insegnante a misura di quanto apprezza l’insegnamento. Se per una persona l’insegnamento è il più grande ed importante di tutti, colui che lo insegna diventa il più grande, non importa quanto spirituale sia stata questa persona.

Dopo mia madre che mi diede la vita fisica, c’è Conny Mendez che mi svegliò alla vita Spirituale e questo non lo dico per uno slancio di passione improvvisa, bensì dopo che nel corso di tanti anni, una volta mi spinsero sull’orlo del suicidio perché venni condannato spiritualmente; venni accusato di essere la brutta copia di Conny; per il fatto che seguivo Conny, ero considerato un adoratore di mortali invece che di Maestri Ascesi; Mi dissero che non potevo usare il nome di Conny Mendez perché non avevo permessi legali per farlo; dissero anche che i libri di Conny erano copie dei libri di Emmet Fox e tante cose ancora.

A questa altezza della vita, di Conny si dicono cose molto belle e buone, altre terribili, e le ho sentite quasi tutte, e sono arrivato a chiedermi se molte di quelle cose orrende che dicono di lei siano verità, e che importa? L’unica cosa che m’importa sono le cose meravigliose che mi ha insegnato e non m’interessano le cose belle o brutte che si dicono di lei, perché mai nessuno mi ha dato i baci e l’affetto che ella mi diede che ancora sento nelle mie guance; nessuno si sedette ore ad istruirmi come fece lei con pazienza, fermezza ed inflessibilità; nessuno mi ha accompagnato mai come lei col pianoforte mentre cantavo le sue canzoni; nessuno mi fece capire che dovevo insegnare metafisica quando avevo appena diciassette anni, ma lei lo fece e confidò in me.

Ogni giorno ci sono meno libri di Conny Mendez nelle librerie e meno gente si ricorda di lei, è che solo chi la conobbe e ricevette l’insegnamento da lei, può avere tutta quella gratitudine, gli altri l’apprezzano ma non nella stessa misura che si può avere per il solo fatto di averla conosciuta ed amata tanto. Altri, giustamente, sentiranno questa stima per il loro insegnante di metafisica. A me toccò Conny Mendez, e come io ringrazio lei, altri dovranno ringraziare chi gli toccò come istruttore.

Ora io faccio quello che è impossibile smettere di fare: dichiarare, amare, onorare, e perpetuare la memoria dell’unico essere che svegliò in me la spiritualità, che è e continuerà ad essere Conny Mendez ; benché abbia avuto altri maestri in vite passate ed altri ne avrò nelle vite future, so che in questa vita sono tanti coloro che badano a me nei piani più interni, ma sempre riconoscerò in Conny Mendez, la mia unica insegnante fisica in questa incarnazione.

Grazie.

Ruben Cedeño


Tratto con gratitudine da blog di Sebastiano scienzanewthought