mercoledì 13 gennaio 2010

Cerca il dolore e trasformalo in gioia



SCUSA, MI DISPIACE, GRAZIE, TI AMO.

"Avete commesso degli errori, avete molto sofferto... Dimenticate quegli errori e quelle prove, e sforzatevi di proiettarvi nell'avvenire. Pensate che siete figli e figlie di Dio, pensate che siete predestinati ad avvicinarvi alla perfezione del vostro Padre Celeste. Immaginate quello stato straordinario di dilatazione, di gioia, di pienezza, e già lo assaporerete, lo vivrete: per voi esso si sarà realizzato.
Se dovete affrontare una situazione temibile, come ad esempio superare un esame, subire un'operazione o comparire di fronte a un tribunale, iniziate a preoccuparvi già parecchi giorni prima chiedendovi cosa accadrà, e vivete già penosamente quei momenti... E quando pensate che state per incontrare l'uomo o la donna che amate, anche allora vivete quel momento in anticipo e già ne provate gioia. Perciò, siccome il pensiero può proiettarvi in un avvenire molto prossimo, perché non dovrebbepotervi proiettare in un avvenire lontano? La potenza del pensiero è una realtà e il discepolo deve imparare a servirsene per accelerare la propria evoluzione."

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Amiche e amici, i tempi in cui viviamo sono adattissimi, favorevolissimi alla crescita spirituale. In questi mesi e in questi anni c'è una grandissima diffusione di Luce. Occorre approfittarne. Questo è un tempo molto benedetto. Possiamo imprimere un'eccezionale spinta alla nostra evoluzione spirituale, mettendo in pratica quanto di meglio abbiamo già acquisito. Non dobbiamo guardare indietro, non dobbiamo pensare sempre agli sbagli fatti; dobbiamo invece guardare davanti a noi, guardare in alto, guardare al futuro. Guardare con fiducia all'avvenire, ancorati al momento presente. Vivere qui e ora in tutta consapevolezza. Quale consapevolezza? La consapevolezza che il Regno di Dio è dentro di noi. A volte la gente prega e dice: "Io prego, ma Dio non mi ascolta. Dov'è Dio? Perché non mi risponde?". Chi si esprime così purtroppo è senza fede e senza conoscenza. Dio è dentro di noi, sente e sa tutto, e ci risponde in base alle nostre convinzioni e aspettative. Se preghiamo e poi diciamo che Lui non ci ascolta, chiaramente Lui non terrà conto della nostra preghiera. Dio ci prende alla lettera. Quindi quando pregate e fate le vostre richieste, dovete dire: "Dio mi ascolta, lo sento vicino. Lui mi esaudisce. Il mio Padre celeste mi benedice sempre." Dobbiamo rivolgerci a Dio come i bambini si rivolgono ai loro genitori, cioè in modo diretto e fiducioso.


Fiori di Luce, Amore e Pace!


Daniele Barbarotto

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