lunedì 25 gennaio 2010

Costruire e disfare la propria identità

In ognuno di noi c'è quasi sempre una spaccatura tra ciò che si è realmente e ciò che si vorrebbe essere in conformità con le aspettative famigliari e con le influenze culturali dell'ambiente in cui si è cresciuti.
Alla nascita ogni individuo è perfetto, con una sua organizzazione di istinti e bisogni fisici e psicologici perfettamente bilanciata.
Tuttavia, dal momento in cui l'individuo entra nella vita, questa organizzazione comincia a dover fare i conti non solo con le esigenze personali ma anche con la realtà circostante e le sue pressioni. Diventa necessario a questo punto crearsi un'identità, un centro di coscienza che, al fine di coordinare queste diverse esigenze, produca una rappresentazione di sè, detta Io.
Normalmente tale rappresentazione è sbagliata in quanto condizionata dalle pressioni della cultura in cui si cresce. Questo fa sì che l'individuo cominci a considerarsi più che altro una brutta copia di ciò che pensa di dover essere, con un conseguente senso di inadeguatezza, di insicurezza, di disagio.
...Ma di norma è il bisogno di integrazione nella propria famiglia e nella propria cultura a prevalere su quello di essere chi si è veramente.
In questo processo l'individuo comincia così a deformarsi e a manipolare la propria psiche e il propri corpo per renderli il più possibile adeguati alle aspettative. In genere il processo prosegue fino ad arrivare a un punto critico nel quale chi si pensa di essere è così distante da chi si è veramente, che una svolta più o meno decisa si rende necessaria.
In alcuni casi la svolta avviene in modo drammatico, per esempio con una grave malattia o una separazione, altre volte la tendenza cambia semplicemente, senza drammi: da un certo punto in poi, l'Io inverte la rotta, smette di impegnarsi per deformare il corpo e la psiche secondo gli ideali adottati e comincia invece ad apprezzare e ad ammirare lo straordinario disegno e la ricchezza intrinseca nel proprio modo di essere. Quindi si dedica al recupero di molti aspetti di sè che prima erano rifiutati, negati, alienati, proiettati su altri.

tratto da "Pensare col corpo" - Jader Tolja & Francesca Speciani

Grazie a Expand Ourselves

www.facebook.com/notes/expand-ourselves

7 commenti:

  1. è verissimo. con una madre di educazione spartana come la mia, ho avuto una educazione piuttosto repressiva e per lungo tempo mi sono accompagnata con persone piuttosto "trattenute" negli affari affettivi. Con la separazione ho scelto soprattutto la libertà di poter esere semplicemente quello che sono e finalmente ho incontrato l'uomo libero, che mi sa stare vicino, ed io a lui, liberamente senza soffocarci. collaboriamo nella nostra evoluzione! grazie <3

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  2. ...crescere significa anche comprendersi!

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  3. FORSE I GENITORI DOVREBBERO IMPARARE A NON MANIPOLARE TROPPO I FIGLI A SCOPI EGOISTICI MA DONARGLI ASSIEME ALLA VITA LA LI-BE-RT-A' VERO VALORE UMANO E FORSE UNICO DONO REALMENTE PREZIOSO IN UNA SOCIETA' ESTREMAMENTE MATERIALISTICA

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  4. ...auguriamoci di riuscire a farlo con i nostri figli! Ma non è sempre così facile spesso si agisce inconsapevolmente in buona fede, pensando erroneamente di fare il loro bene!

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  5. condivido pienamente,ringraziando l' Universo che si organizza x farci ritrovare quella Strada che ci riporta a noi stessi

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  6. marilena dolci25 gennaio 2010 12:19

    Il ns Se non è scomparso, ne si è deformato, è solo sepolto dagli stress dentro di noi. Io lo contatto tutti i gg raggiungendo un riposo più profondo del sonno della notte, eliminando le impurità e torsioni sul sistema nervoso, si raggiunge la Pura Coscienza: li siamo noi stessi in ogni momento e le qualità di questo campo le portiamo nella vita di ogni gg, essendo sempre più protetti, impermeabili, in salute e sereni: la vita ci appoggia e ci sostiene...e non contribuiamo a guerre e disastri che sono lo stress collettivo accumulato.
    Devo ringraziare la fortuna che mi a condotta ad apprendere la Meditazione Trascendentale e mi ha dato la possibilità di insegnarla agli altri.
    Sono profondamente grata a Maharishi per aver portato ad ognuno sulla terra, il metodo per far della propria vita...il racconto più bello e unico, che sia mai stato scritto.

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  7. Sono d'accordo con Antonella, La Libertà è il primo bene prezioso che abbiamo, sotto lo strato dell'educazione , della cultura, dei bombardamenti di mode, c'è un io che se vuole per qualche via, anche rischiando la solitudine può far vivere sè stesso, come si è liberi la notte sotto un cielo stellato, e vediamo crescere l'alba. Per me cominciano dopo le guerre interiori , quando entri in contatto con la società.

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