lunedì 18 gennaio 2010

FELICITÀ SUPREMA E FELICITÀ


Ambita da tutti, nessuno escluso, nemmeno da chi produce sofferenza, sintomo di ricerca erronea di Appagamento. La ricerca della Felicità Suprema senza tempo e della felicità nel tempo è la sostanza del percorso spirituale vero. Alcuni La assaporano brevemente, rari la divengono integralmente. La Felicità Suprema è l’Uno Reale, l’Identità Reale: Dio. In Realtà ognUno Sussiste come Felicità Suprema. Non in veste di individuo, ma in quella di Realtà. La felicità temporale è meno che meno di una goccia rispetto all’Oceano di quella Suprema, che Sussiste incomparabile: Dio è Reale, l’individuo irReale. La felicità manifesta può apparire infinita, ma è sempre finita. Nasce e muore nell’individuo, con lui. Quella Nonmanifesta ignora inizio-fine.

Felicità è vuoto mentale totalmente pieno di Amore/Appagamento/Pace: tre modi diversi di definire la consapevolezza in salute, Naturale. La Felicità Suprema è la Beatitudine della Realtà.

Felicità! Sempre uguale a se stessa. La felicità mutevole non è felicità. È afflizione anche quando c’è gioia vera, estasi: primo grado di distorsione della felicità. Felicità è Naturalezza, eppure molti sono aggrappati all’alterazione infelicità. Afflizione: per molti punto di sostegno vitale, per sentirsi vivi pur sopprimendo la vita, per altri stampella morale, pulpito dal quale predicare magari amore per Dio, probabilmente ignari che la sofferenza rende impossibile l’Amare.

Cerchi la felicità?! Allora, perché te la fai sfuggire proprio ora-qui? Non è né futura né passata, non viene e non se ne va. È sempre adesso, estranea alla tripartizione del tempo, pressoché mai gustata nella sua interezza. Come potresti trovarla cercando di raggiungerla domani o più in là?! La felicità è piena consapevolezza dell’Attimo presente e del Sempre Presente (Dio). Futuro e passato sono solamente frutti momentanei del presente che immagina un tempo diverso da sé. Cercandola nel (presunto) dopo ti impedisci di coglierla adesso. Rincorrendola puoi soltanto immaginarla, mai sperimentarla pienamente, esserla integralmente. Pensarla prima è come immaginarla dopo.

Tratto dal libro "Realtà e Amore" di Andrea Pangos

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1 commento:

  1. Trovo grandioso questo concetto di felicità che va dall'uno presente(vivi il momento) legato al tutto-uno,che non conosce oscillazioni, nè fine.Soltanto che io ho adottato questo stile di vita del pesente, visto che ogni programma passato, è stato fallito o insoddisfacente.Ma forse perchè l'ho scielto per contrarietà, la felicità non l'ho trovata se non per dono degli altri, da solo non ci riesco, e trovo solo il piacere della ceatività dello spirito che nasce da una sofferenza interiore.

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