venerdì 8 gennaio 2010

La base spirituale della vera prosperità Di Roy Eugene Davis



La vita non deve essere per forza dolorosa, difficile o limitata. Chiunque sia capace di pensare in modo razionale può scegliere di essere spiritualmente sveglio e serenamente felice. Può anche scegliere di vivere in modo funzionale, di soddisfare i suoi desideri migliorativi e di raggiungere scopi di valore in modoconsistente. Per realizzare pienamente il potenziale più alto della vita dobbiamo solo aspirare all’eccellenza, essere decisi, avere o acquisire la conoscenza che può permetterci di agire in modo saggio e abile, persistere con ferma risoluzione e cooperare con volontà e in modo appropriato con le leggi di causazione che producono i risultati desiderati.
(...)
Se non siamo sempre in grado di percepire noi stessi e l’universo in questo modo, se circostanze limitanti sono comuni o se le sperimentiamo occasionalmente in modo persistente, abbiamo bisogno di chiarire la nostra consapevolezza per ristabilirla nella completezza.
(...)
Si sperimenta la prosperità, quando si integrano armoniosamente tra loro le componenti spirituali, mentali, fisiche ed ambientali della vita.

Siamo realmente prosperi, quando:

· Siamo spiritualmente consapevoli
· Siamo in salute fisica, mentale ed emotiva.
· Abbiamo relazioni armoniose e soddisfacenti con le persone con le quali ci associamo.
· Ci possiamo relazionare in modo appropriato e con sicurezza al mondo, agli eventi che cambiano e alle circostanze.
· Possiamo compiere con efficienza i nostri doveri e raggiungere scopi di valore.
· Soddisfiamo facilmente i nostri desideri che migliorano la vita.
· Abbiamo sempre risorse disponibili per il nostro benessere che ci permettono di vivere in modo
efficace.

L’unico piano di Coscienza che manifesta forme ed energie della natura è completo in se stesso. Poiché è l’unica cosa esistente, interagisce solo con se stesso. Ogni cosa nella dimensione della natura oggettiva come luce, piano quantico, atomi, molecole, elettricità, magnetismo, varie forme di materia, esseri viventi e la mente e il corpo di creature ed esseri umani è un aspetto del potere creativo della Coscienza, prodotto dalle sue interazioni.

Poiché tutte le anime che danno vita ai corpi sono aspetti espressivi della Coscienza, mentre la Natura è composta dalle sue forze emanate, perché creature ed esseri umani sperimentano cattiva fortuna, difficoltà e privazioni?

Cellule, microbi, virus, batteri, vita acquatica, insetti, uccelli e animali vivono bene naturalmente, quando le condizioni sono ideali per i loro bisogni; si sforzano, invece, di adattarsi a condizioni che minacciano la loro sopravvivenza e soffrono o muoiono, quando le circostanze dell’ambiente non li supportano.

Gli esseri umani, allo stesso modo, tendono a sopravvivere, hanno intelligenza, istinto e capacità di adattamento e richiedono circostanze ambientali di supporto, se devono vivere bene, soddisfare i propri impulsi e raggiungere i loro scopi. Normalmente gli esseri umani sono più coscienti delle forme più semplici di vita. Sistema nervoso e cervello raffinati ci permettono di avere il potenziale di essere più coscienti, intelligenti e immaginativi, di scegliere i nostri comportamenti e di avere un livello considerevole di controllo su ambiente e circostanze. Benché i nostri comportamenti determinati possano, a volte, crearci dei problemi, quando si scelgono con saggezza possono essere mezzi attraverso i quali possiamo creare o scegliere circostanze ideali per noi stessi e per gli altri.

Avere risorse materiali in abbondanza non è un segno evidente di prosperità.
Possiamo avere un surplus di beni materiali e altre risorse, eppure essere spiritualmente impoveriti, avere salute fisica mediocre, essere psicologicamente disturbati o dover affrontare
problemi seri e sfide di vario genere.
Possiamo essere felici e avere relazioni confortevoli, eppure essere incapaci (o non avere la volontà) di relazionarci con efficacia al mondo materiale e avere una quantità adeguata di risorse.
Sintomi di mancanza di consapevolezza spirituale, nevrosi, psicosi, cattiva salute, comportamenti di dipendenza, confusione mentale, agitazione emotiva, immaturità, insicurezza, solitudine e disperazione possono essere sperimentati sia da chi ha sicurezza finanziaria, sia da chi non ce l’ha.
Quandodirigiamo l’attenzione sul denaro, alcune domande possono sorgere nella mente.
Perché molte persone oneste, sinceramente inclini a livello spirituale, non sono in grado di avere successo nei loro sforzi o di dimostrare un grado generale di prosperità nelle loro vite?
Perché, invece, altri individui che non sono spiritualmente svegli e i cui comportamenti sono molto ordinari (o, addirittura, nevrotici) sono benestanti?

Qualsiasi cosa è possibile sperimentare alle persone egocentriche (consapevoli solo di se stesse) avviene e può avvenire perché la loro coscienza è come un sogno, ossia sono coscienti solo parzialmente. Problemi e cattiva sorte o l’esatto contrario non sono sempre relazionati ai loro pensieri superficiali o alle azioni casuali che compiono. Gli stati abituali di coscienza determinano primariamente le circostanze personali e prevalgono persino sugli eroici tentativi di pensare costruttivamente o di agire in modo efficace.
Alcune persone che non sanno nulla dei principi metafisici di causa ed effetto possono avere capacità sviluppate di concentrazione, essere molto motivate e avere capacità che permettono loro di raggiungere i loro scopi.
Altre, invece, che sanno come agire in modo funzionale, non hanno il desiderio di farlo o possono essere inibite da problemi psicologici o di altro genere.
Anche solo con un grado modesto di consapevolezza spirituale e conoscenza dei principi di causa ed effetto possiamo imparare presto come determinare le nostre circostanze attraverso scelte sagge e azioni costruttive.
Come possono essere prospere persone che vivono in condizioni di oppressione a livello politico, sociale ed economico?
I principi di causa ed effetto che determinano le circostanze sono impersonali e universali, ossia operano per tutti, sempre e in ogni luogo.
Anche quando le condizioni sono opprimenti, quando si diventa consapevoli di poter fare delle scelte e sifanno, le correzioni costruttive degli stati di coscienza e di quelli mentali (rinforzate dalle eventuali azioni costruttive) porteranno sempre ad un miglioramento delle circostanze. Negli ultimi anni sono stati scritti un gran numero di libri, dove gli autori hanno dissertato sull’idea dell’abbondanza: “L’universo è una manifestazione del potere creativo di Dio e puoi avere quante risorse desideri, se impari ad essere in una relazione armoniosa con esso”.
Anche se è vero che l’universo può provvedere per i nostri bisogni, non è spiritualmente utile coltivare un atteggiamento arrogante di acquisizione caratterizzato da aggressione, avidità e sforzi compulsivi di attaccamento, possesso e controllo. E’ più benefico e soddisfacente al livello dell’anima determinare quali sono i nostri scopi più importanti nella vita e imparare in che modo essere sufficientemente prosperi in tutto per poterli raggiungere.
Pochissimi lettori di libri sulla prosperità hanno benefici a lungo termine. Le cause possono essere diverse. E’ possibile che non comprendano il messaggio, oppure possono non cambiare il loro punto di vista dallo stato condizionato centrato sulla personalità a quello della consapevolezza di loro stessi come esseri spirituali. Possono anche essere distratti facilmente dai
loro obiettivi, oppure essere soddisfatti dei loro stati mentali prevalenti e di processi di pensiero esistenti, comportamenti di dipendenza, circostanze familiari e relazioni acquisite. Abbiamo la coscienza della prosperità quando siamo assolutamente consapevoli della completezza, ossia di avere.
Gli sforzi di manifestare gli effetti di una coscienza della prosperità (salute fisica, mentale ed emotiva oppure discernimento intellettuale, creatività, circostanze ordinate, relazioni di supporto, eventi nelle giuste tempistiche e risorse abbondanti) senza la consapevolezza viva della completezza della vita, non raggiungono i risultati dovuti o non danno risultati permanenti.

Perché succede questo?

Perché non possiamo sperimentare o manifestare ciò che non è ancora nella nostra coscienza.

Quando la consapevolezza della completezza, ossia di avere, è il nostro stato normale, i suoi effetti sono espressi naturalmente. Gli stati mentali e di coscienza producono effetti corrispondenti in accordo con i principi naturali (e, pertanto, affidabili e prevedibili) di causazione. Esperienze personali, comportamenti e circostanze sono sempre perfettamente corrispondenti a stati soggettivi abituali di coscienza, stati mentali, pensieri dominanti e desideri conosciuti e/o subliminali.
Poiché gli stati mentali e di coscienza possono causare effetti, ogni persona – felice o infelice, malata o in salute, di successo o non di successo, ricca o povera – determina da sola sempre in modo inesorabile le sue esperienze e circostanze.
Una persona di mente sana ed emotivamente in salute che desidera migliorare le sue circostanze, risponderà favorevolmente quando si tratterà di imparare a contare su stessa e a vivere in modo efficace. E’ possibile, invece, che altri soggetti le cui azioni sono state improduttive o che preferiscono credersi vittime di destino, karma, influenze planetarie avverse, fattori genetici, tendenze economiche o sociali negative oppure pensieri e azioni malevoli di altri, possano non voler sentirsi dire che stanno loro stessi contribuendo alle proprie sofferenza e cattiva sorte.
E’ possibile che queste persone si lamentino e che asseriscano che Dio non le ama, che la vita non è giusta, che gli altri sono più fortunati, che nessuno si prende cura di loro e li capisce…o che non sono in grado di aiutare se stesse, perché sono vittima di circostanze oltre la loro capacità di controllo.
La verità, quando si apprende, è liberante: ogni persona in grado di fare delle scelte può imparare ad essere responsabile per ciò che pensa, fa e sperimenta. E’ possibile essere completi, facendo ciò che è necessario per riuscirci.
(...)
Non possiamo avere ciò che desideriamo o di cui abbiamo bisogno, se non ce l’abbiamo già nella nostra coscienza.
Questo principio è indicato nel Nuovo Testamento:

A chi ha (la coscienza della prosperità) sarà dato di più. A chi non ha, sarà tolto anche quel poco che ha.

Qualsiasi cosa reclamiamo o possediamo nella nostra coscienza è, di fatto, nostro. Ciò che non reclamiamonella nostra coscienza (o che non possiamo o desideriamo reclamare) non è sostanziale. Niente e nessuno al di fuori di noi può toglierci ciò che è stabilizzato nella nostra coscienza. Niente e nessuno al di fuori di noi può provvedere per noi in modo permanente ciò che non è già stabilizzato nella nostra coscienza.
(...)
Se ci sembra che le risorse che abbiamo, incluso il denaro, non sono adeguate per soddisfare i nostri bisogni e per permetterci di fare ciò che dobbiamo, il problema non è la mancanza delle risorse stesse.
La mancanza di qualcosa in un universo completo è impossibile.
L’unico problema può consistere nel fatto che dobbiamo ancora diventare spiritualmente consapevoli, utilizzare in modo efficiente tempo, energie e talenti che abbiamo a disposizione e gestire in modo saggio le nostre risorse.
(…)
Traduzione a cura di Furio Sclano http://www.kriyayoga.it

Questo testo è tratto dal libro di Roy Eugene Davis “The spiritual basis of real prosperity”


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