venerdì 22 gennaio 2010

LA METAFISICA REALIZZATIVA: RICORDO DI CONNY MENDEZ

Conny Mendez

Ricordo di Conny Mendez. A cura du Ruben Cedeño.

Conosco ed amo Conny Méndez da quando ero nel ventre di mia mamma, poiché lei l’ascoltava nelle sue apparizioni alla radio ed alla televisione, cantando le sue composizioni eseguite con la chitarra. Conny era famosa in Venezuela per le sue canzoni, prima ancora che si facesse conoscere per i suoi libri di Metafisica.

Ricordo che, man mano che crescevo ed ogni volta che Conny Mendez appariva in televisione, mia mamma mi diceva: “Quella donna è Conny Mendez”, affinché io le prestassi attenzione.

Quando alla mattina di buon’ora, andavamo al mercato di Chacao, portavamo sempre con noi una radiolina portatile, perché a quell’ora in Venezuela solevano trasmettere musica folkloristica che a noi piaceva tanto ascoltare. Sempre facevano sentire le canzoni di Conny Mendez, e tanta era l’allegria che portava in me e mia mamma l’ascoltarla. Un giorni mia mamma mi disse: ” Quanto desidererei conoscerla”. In quel momento mi sembrò che gli Angeli dicessero “Amen”.

Così cominciai i miei studi nella Scuola di Musica Juan Manuel Olivares con tutto il fior fiore musicale di Caracas. Insieme a tutto questo gruppo di persone c’era una giovane che studiava con me, una persona molto buona di nome Lastenia. Io ero minore di età, e non me la cavavo molto bene. Ogni volta che finiva la classe lei si offriva gentilmente d’accompagnarmi dalla scuola di musica che si trovava nell’Alta Florida, ai piedi del monte Avila, fino alla fermata dell’autobus che mi portava a casa.

Per due anni questa giovane Lastenia Gil di Siblets mi fece questo grande favore. Un giorno, durante la classe di solfeggio, Lastenia si alzò per andare via prima della fine dell’ora e mi disse a bassa voce: “Oggi non posso portarti alla fermata perché mia nonna ha una conferenza e la devo accompagnare”. Le domandai: “E chi è tua nonna?” Lei mi rispose: “Conny Méndez”. Rimasi seduto sbalordito , e con l’espressione ancora stupita, le chiesi: “Di cosa parla la Conferenza?” mi rispose. “Di metafisica”. Immediatamente, senza pensarci due volte, le dissi: “Io voglio conoscere tua nonna ed apprendere la Metafisica.”

Quando questa giovane mi disse che era nipote di Conny io diedi un grido al cielo e dissi: “Non può essere che sia la nipote di Conny Méndez”, ma “Che cosa è la Metafisica?”, mi disse: “Rubén sono di fretta, ti porto un libro per la prossima lezione”.

Contavo i giorni per l’arrivo della prossima lezione di teoria e solfeggio; finalmente arrivò e piano piano, mentre il professore teneva la lezione, lei mi passò il libro di nascosto. Era una pubblicazione tascabile con la copertina azzurra, che diceva a grandi lettere: “Metafisica” e sotto a lettere più piccole: “alla portata di tutti “. Lastenia mi disse con esortazione:”Qui hai il libro. Mia nonna mi ha raccomandato di dirti di leggerlo due volte di seguito e dopo ti darà gli altri libretti”. “Mia nonna mi ha raccomandato di dirti di leggerlo due volte di seguito”. In quell’epoca non esisteva “Metafisica 4 in 1″.

Quella stessa sera, nell’autobus verso casa mia, nel viale Liberatore all’altezza di PDVSA, cominciai a leggerlo e dalla prima pagina cominciò ad affascinarmi, e continuando a leggere i capitoli seguenti, sentii dentro di me, qualcosa di mentalmente molto vago, quasi come di un’ingenua pazzia.

Morivo dalla voglia di conoscere Conny Méndez in persona; Lastenia dopo pochi giorni mi disse: “Rubén, vado in viaggio con mio marito e mia nonna rimane a curare la casa”. Io senza esitazione, sperai che andasse via ed afferrai il telefono di Lastenia e la chiamai e chiesi della signora Conny Méndez e quando mi rispose al telefono, immediatamente le dissi che ero amico di sua nipote Lastenia e che volevo studiare Metafisica. Immaginate quante persone volevano studiare direttamente con Conny la Metafisica! io ero per lei uno sconosciuto e mi disse: “Io non insegno ai principianti, devi andare a casa di una maestra che ti prepari”. Allora le dissi: “molto bene”, mi diede le indicazioni di dove andare ed io ricevetti la mia prima classe di Metafisica. Ma a me non piaceva quella maestra, né la sua casa, né il gruppo; erano signore che parlavano dei problemi coi mariti, di sciocchezze, se Dio esiste o non esiste….! Ah!!! Io mi annoiai ed uscii furioso.

Al primo telefono che trovai richiamai Conny Méndez e le dissi: “Guarda Conny, a me questa Metafisica di parlare dei propri problemi, dei mariti con i vicini, non piace; se questo è la Metafisica, io non voglio studiare Metafisica, e se non è con te, non è con nessuno”. Conny Méndez si spaventò e mi disse: “Figlio mio, non ripetere mai più nella tua vita ciò che hai appena detto!”.

Disse: “Ora cosa fai?”. “Niente” risposi. Lei mi disse: “Vieni a casa mia, conosci la direzione?”, dissi: “Sì!”. Uscii velocemente e presi un taxi; mi ricordo che erano più o meno le cinque meno un quarto del pomeriggio. Ero contento. Scesi nell’angolo dell’Av. Francisco di Miranda con l’Av. Mohedano e cominciai a salire in direzione all’Avila. Il pomeriggio era bello, il sole dava alcuni riflessi dorati che avvolgevano tutto in una magica predizione di grandi avvenimenti nella mia futura vita. La mia mente ripeteva: “Vedrò Conny Méndez e parlerò con lei.”

Questa era per me la cosa più fantastica che poteva succedermi da quando sono nato. Con la testa piena di musica e colori, arrivai alla Leva il Jabillo nella città di Caracas e suonai il campanello di una porta bianca di ferro con arabeschi. Una signora molto bruna, vestita di bianco al servizio di Conny Méndez mi aprì la porta e mi parlò in castigliano, ma con accento dell’inglese proprio dell’isola di Trinidad; mi fece sedere in una sala preziosa, decorata in modo squisito, con alcuni tappeti persiani, con quadri del secolo XIX dei migliori pittori della Colonia Venezuelana; erano di Arturo Michelena, altri di Starò ed altri dipinti proprio da Conny Méndez. Tutto si combinava in una meravigliosa armonia; sembrava una di quelle case di Caracas costruite al principio del secolo XX. Quella stanza sembrava un museo. Gli occhi mi andarono insieme guardando quadri tanto belli e c’era una poltrona di cuoio nero sbalzato.

Mi trovavo solo e pensieroso in quella sala, altro non desideravo che il momento in cui avrei visto apparire Conny Méndez dal largo portone principale della casa. Quando apparve, piccolina, coi capelli bianchi argentati con una spilla che era un fiore di oro cochano nel centro del petto, all’altezza del collo del vestito. Il suo capello bianco argentato, di pettinatura circolare, gli faceva risplendere un nimbo simile ad un’aura. Era di bassa statura, ma con un sorriso nel suo viso che superava l’allegria del mondo intero, facendo passare in ultimo piano la minutezza del suo fisico. Elegante come una dama, col suo famoso anello con diamante nel dito mignolo, sembrava un piccolo seme brillante e scintillante di colori.

Lì davanti e solo per me, c’era proprio Conny Mendez. In quel momento mi resi conto che era da una vita, molti più anni dei miei 17, che aspettavo di conoscerla. Avevo trovato la mia ragione di vita, lei era la persona che l’avrebbe cambiata per sempre.

Ci demmo un bacio, dopo Conny si sedette sulla sua sedia di cuoio nero sbalzato che ora conserva Lastenia nella sua casa, e dopo avere parlato delle solite cose che si dicono ad un nuovo ospite, entrò in posizione di Maestra e cominciò a darmi la prima classe di Metafisica che mai più nella vita dimenticai e che potrei ripetere a memoria tutte le volte che mi viene chiesto. Mi parlò del Cristo Interno e mi disse che tutti portavamo all’interno Dio in forma di Fiamma Triplice, e mi spiegò le tre fiamme.

Avevo 17 anni, età nella quale un giovane cerca di capire cosa vuole essere nella vita, e leggendo tutto quello mi dissi: “Che divino è essere metafisico, è un po’ come essere un mago che fa prodigi, all’incirca come disse Conny Méndez”.

Conny disse: “La Metafisica è l’insegnamento più moderno ed alto che c’è attualmente nel pianeta, perché comincia da qui verso l’alto”, indicando la fronte con un dito che scivolò verso l’alto. “Comincia nel piano mentale e tutto il resto è di lì verso l’alto. Perché tutto è mentale. Dove sta la tua mente, lì stai tu. Cosicché, quello che tu pensi, si manifesta. Se pensi la cosa buona, ti sarà dato, e se pensi la cosa brutta, anche. Dio vive dentro il tuo cuore in forma di una fiamma triplice che ha i colori della bandiera del Venezuela”, alzò tre dita della sua mano destra e segnalò: ” Giallo, Azzurro e Rosso”. Il giallo è la Saggezza di Dio; l’Azzurro, il Potere ed il Rosso o Rosato, l’Amore Divino. Quelle tre fiamme coi tre aspetti di Dio, li hai dentro il tuo cuore e tutto il mondo nell’universo.”

Così continuò Conny Méndez parlandomi dell’Io Superiore, il Cordone Argentato, il Corpo Causale, i Sette Raggi, le Sette Leggi ed i Maestri Ascesi. Negli anni che seguirono, mi resi conto, che in quel pomeriggio con Conny, appresi quasi tutto l’insegnamento metafisico.

Dopo questi insegnamenti, andò nel suo ufficio, cercò il libro “Il Meraviglioso Numero 7″ e me lo consegnò.

Conny mi portò al secondo piano della casa, dove stavano le sue stanze, per spiegarmi la stampa della Presenza “Io Sono” che aveva nella sua stanza della quale conservo gelosamente una copia nella mia casa perché è molto antica e non assomiglia a nessuna di quelle che si pubblicano oggi. Attorno alla Stampa della Presenza, aveva vari quadri piccoli con foto dei Maestri Ascesi, dove si trovavano il Maestro Saint Germain, Koot Hoomi, il Morya, un Gesù che lei stessa aveva dipinto ed Emmet Fox.

Lì, in una terrazza, mi raccontò dove lavorava la sua segretaria e mi disse che era una ragazza molto competente chiamata Katiuska.

In una sala molto bella, Conny mi invitò a prendere il tè in tazze belle di porcellana bianca con fiori in rosa antico che ancora conserva Lastenia, e quando vado a casa sua, per ricordarmi di quel momento di quasi 33 anni fa, mi serve in quelle tazze. Conny mi mise a studiare Metafisica con Katiuska, la sua segretaria, i giorni mercoledì nella scuola di musica di Bianca Stella di Mescoli, ed il giovedì facevo con Conny il corso da Maestri.

Mio padre e mia madre si unirono alle classi. Strinsi un’amicizia molto grande con Katiuska. Con lei studiava Metafisica l’Insegnante Rugeles che era la vicedirettrice della Scuola di Musica Juan Manuel Olivares ed amica personale di Conny. Cominciai così ad avere e frequentare delle nuove amicizie nella mia vita e per la prima volta iniziai a tardare i miei rientri a casa. Poiché prima d’allora, mai avevo partecipato a feste proprie dell’età adolescenziale, nemmeno mi ero mai recato in discoteca o in locali di ritrovo per giovani. Per me esistevano solamente la metafisica e la musica.

Devo davvero molto a Conny Mendez

Conny Mendez fu la mia maestra spirituale che m’istruì fisicamente per dieci anni, ed il suo ricordo mi guida in questo sentiero della Metafisica, a lei devo il mio modo di ragionare, di risolvere le questioni, come insegnare la metafisica e la mia spiritualità. A nessun altro devo tutto questo, benché abbia conosciuto fisicamente grandi Maestri Spirituali che ringrazio moltissimo, come Krishnamurti, ma è Conny Mendez colei che segnò la mia vita spirituale, perché fu la prima che aprì i miei occhi e tutti i miei sensi a questo meraviglioso mondo dello spirito. Lei è come la madre carnale, e sebbene siano tante le persone da ringraziare nella vita, nessuno sostituisce il posto della Madre, perché è lei che da la vita stessa.

Io so che da quando nacqui, ci sono al mio fianco esseri di Luce che mi guidano tangibilmente dalle cosa invisibile a tutti i piani e che non mi hanno abbandonato mai, ma nel piano fisico è Conny Mendez che si è occupata d’istruirmi per la prima volta, e per questo è molto importante nella mia vita. Uno apprezza l’insegnante a misura di quanto apprezza l’insegnamento. Se per una persona l’insegnamento è il più grande ed importante di tutti, colui che lo insegna diventa il più grande, non importa quanto spirituale sia stata questa persona.

Dopo mia madre che mi diede la vita fisica, c’è Conny Mendez che mi svegliò alla vita Spirituale e questo non lo dico per uno slancio di passione improvvisa, bensì dopo che nel corso di tanti anni, una volta mi spinsero sull’orlo del suicidio perché venni condannato spiritualmente; venni accusato di essere la brutta copia di Conny; per il fatto che seguivo Conny, ero considerato un adoratore di mortali invece che di Maestri Ascesi; Mi dissero che non potevo usare il nome di Conny Mendez perché non avevo permessi legali per farlo; dissero anche che i libri di Conny erano copie dei libri di Emmet Fox e tante cose ancora.

A questa altezza della vita, di Conny si dicono cose molto belle e buone, altre terribili, e le ho sentite quasi tutte, e sono arrivato a chiedermi se molte di quelle cose orrende che dicono di lei siano verità, e che importa? L’unica cosa che m’importa sono le cose meravigliose che mi ha insegnato e non m’interessano le cose belle o brutte che si dicono di lei, perché mai nessuno mi ha dato i baci e l’affetto che ella mi diede che ancora sento nelle mie guance; nessuno si sedette ore ad istruirmi come fece lei con pazienza, fermezza ed inflessibilità; nessuno mi ha accompagnato mai come lei col pianoforte mentre cantavo le sue canzoni; nessuno mi fece capire che dovevo insegnare metafisica quando avevo appena diciassette anni, ma lei lo fece e confidò in me.

Ogni giorno ci sono meno libri di Conny Mendez nelle librerie e meno gente si ricorda di lei, è che solo chi la conobbe e ricevette l’insegnamento da lei, può avere tutta quella gratitudine, gli altri l’apprezzano ma non nella stessa misura che si può avere per il solo fatto di averla conosciuta ed amata tanto. Altri, giustamente, sentiranno questa stima per il loro insegnante di metafisica. A me toccò Conny Mendez, e come io ringrazio lei, altri dovranno ringraziare chi gli toccò come istruttore.

Ora io faccio quello che è impossibile smettere di fare: dichiarare, amare, onorare, e perpetuare la memoria dell’unico essere che svegliò in me la spiritualità, che è e continuerà ad essere Conny Mendez ; benché abbia avuto altri maestri in vite passate ed altri ne avrò nelle vite future, so che in questa vita sono tanti coloro che badano a me nei piani più interni, ma sempre riconoscerò in Conny Mendez, la mia unica insegnante fisica in questa incarnazione.

Grazie.

Ruben Cedeño


Tratto con gratitudine da blog di Sebastiano scienzanewthought

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