venerdì 22 gennaio 2010

Scritti di Padre Ernesto Balducci

IV – Mondo
Il mondo non è solo tutto quello che ci circonda, è anche il nostro rapporto con esso.
Purtroppo questo mondo lo vediamo diviso in nazionalità, gruppi religiosi, economici, politici, sociali, etnici e così via.
Povero mondo! Esso è esteriormente frammentato come lo è l’uomo interiormente.
Ed è proprio la divisione che distrugge l’amore e la libertà, rende le persone dure, le fa odiare e disporre alla guerra.
Tutte le azioni che si basano su una ideologia creano divisioni e unificare le divisioni è impossibile, per il fatto che non si possono unificare due pregiudizi.
Solo quando comprenderemo che siamo tutti esseri umani e pertanto non divisibili da nomi e da etichette, si saneranno le assurde lacerazioni. Un uomo che si appassioni veramente al mondo e senta la necessità di cambiarlo, deve anzitutto liberarsi da ogni tipo di confusione.


IV, a – Condizionamento
Il condizionamento, da qualsiasi parte provenga, genera sempre una situazione di asservimento, di sottomissione che ottunde la mente. Per esempio, un uomo che sia stato educato e condizionato nel mondo cattolico, non può avere che visioni di Cristo e di figure del proprio ambiente di fede, le quali, ovviamente, sono la proiezione del suo stato di dipendenza; allo stesso modo coloro che sono stati educati alla tradizione di Krishna hanno esperienze e visioni nate dalle loro credenze e dalla loro cultura.
Ovvero, riconoscere la visione come fosse quella di Krishna o di Cristo è il risultato di una conoscenza condizionata, quindi non affatto una realtà, bensì un mito a cui la pratica dà vigore.
Poiché il nostro cervello è stato condizionato a pensare in un determinato modo, a reagire secondo la nostra formazione, la nostra tradizione ed educazione, diventa assai difficile poter impadronirsi di ciò che è fresco e vitale.
Lo si è soltanto, se si presta veramente e seriamente attenzione ai fatti, ossia a «ciò che è».
L’uomo che non riflette sui fatti, si lascia facilmente trascinare e intrappolare dalle parole e dalle spiegazioni che lo rendono sempre più cieco e dipendente.
E, se si deve porre delle domande, bisogna porle con l’intenzione di cominciare ad indagare con l’interlocutore, avere con lui qualcosa in comune, fare insieme esperienza ed apprendere, ossia creare.

Grazie a Vincenzo De Giovanni

L'energia mentale - il pensiero che influisce sulla materia

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