domenica 28 febbraio 2010

*Lasciate andare il controllo e abbiate fiducia*

Cari amici, questo è il momento di avere assoluta Fiducia in voi stessi. Avete la propensione a tirarvi indietro, quando vi vengono incontro delle cose nuove. S.e qualcosa non la comprendete totalmente con l’intelletto, fate resistenza fino a quando non riuscite a comprenderla o a controllarla. Stavolta non dovete controllare, in alcun modo. Questa sì che sarebbe una grossa sfida.
Gli umani amano il controllo. Lo sapete, gli esseri umani esercitano il controllo sull’ambiente esterno, perchè possano sentirsi come se anche il loro ambiente interno fosse okay. E non lo è. Non lo è. Controllare l’ambiente esterno è una distrazione, un auto-inganno. Credete che riuscire a controllare ogni cosa, significhi che anche ogni cosa qui dentro andrà per forza bene. Lasciamo andare tutto questo.
Avete richiamato ed invitato a voi il Divino, ed è qui. Avete invitato ad entrare la Nuova Energia, ed è qui. Siete in grado di non controllarla? Oh voi dite di sì!, ma verrete sfidati su questo. Però cos’abbiamo già detto a proposito delle sfide? Che non per forza devono essere negative. Cambiamenti e sfide… Potreste scoprire – prendiamolo ad esempio – di avere un sonno molto disturbato!
I vostri sogni…questa Nuova Energia sta entrando dritta dentro ai vostri sogni, adesso. Ecco perché vi chiesi di tenerne un diario. Sta già partecipando. Vuole sapere cosa succede nello stato onirico. Cosa succede? E a tal proposito, i vostri sogni cambieranno – la loro intensità, i colori, il significato dei vostri sogni. Non usate più la vecchia simbologia onirica per cercare di capirli, o vi mettete solo nei casini. Non voglio ora perdermi dietro all’argomento sogni… Però sappiate che la Nuova Energia sta entrando in ogni parte della vostra vita, e vi indurrà talvolta a essere come fisicamente dissociati, come incapaci di funzionare in questo continuum spazio-temporale, ma… non era quello che volevate?!? Non volevate andare oltre lo spazio-tempo?
Sarà una sfida per voi, perché vi porterà fuori dalle vostre zone di comfort. Ma non è questo che volete realmente?? Ah no è vero, voi non sapete ciò che volete! E va bene così. Quindi, non sapete ciò che volete, e tutto sta trasformandosi. Sembra proprio un casino, eh?
E invece non lo è. E’ bellissimo. Assolutamente bellissimo – se vi date fiducia. State avendo a che fare con Voi Stessi ora – il Vostro Divino, il vostro Sé-Dio, la Parte che avete sempre voluto riportare all’Unità. Quindi, è tempo di lasciar assolutamente andare il controllo.
Ah certo, a questo punto dite “Ma se lascio andare il controllo, tutte queste forze esterne nel mondo potranno… diverrò vulnerabile, mi attaccheranno. E la gente che mi manipola di continuo a quel punto potrà andarci pesante, perché le mie difese saranno abbassate. E le malattie e i germi mi entreranno dentro e mi ammalerò, perché adesso uso questo muro energetico e faccio sì che le malattie non entrino…”.
Così voi lascerete abbassare tutte queste guardie e vi sentirete molto strani, è vero, molto vulnerabili, ed è proprio lì il punto che riguarda la fiducia e l’Alchimia Energetica.
La pietra tramutata in oro, non è nulla in confronto all’Alchimia Energetica che si svolge nel momento esatto in cui date fiducia a voi stessi, quando lasciate andare tutte quelle difese, quando non vi preoccupate più di quella determinata persona nella vostra vita che vi manipola continuamente. Voi scoprirete, fidandovi realmente di voi stessi e permettendo a questa Nuova Energia di entrare, che non dovrete più affatto preoccuparvi delle manipolazioni.
Vi troverete a uscire dal Gioco, eppure il gioco sarà ancora seducente. Uscirete fuori da un vecchio modo di vivere, eppure una parte di voi vorrà ancora poterci ritornare. Così, ancora una volta, vi impantanerete nell’enigma del “Cosa voglio?... la via vecchia o quella nuova?”. E posso dirvi già ora quale sarà la vostra risposta – vorrete averne un pochino di entrambe. E non è probabilmente il modo migliore di fare. Vorrete stare con un piede nella Vecchia Energia e l’altro in quella Nuova. Vorrete la rassicurazione di poter mantenere determinati controlli, conservare certi schemi e cicli nella vostra vita, e persone e drammi ed altre cose. Lo vorrete perché è tranquillizzante.
Dunque, c’è una parte di voi che vuole entrambe le cose, ma in qualche strano modo in questo momento non avete nessuna delle due. In questa Fase di Mezzo, voi in realtà non avete né l’una né l’altra. Non siete veramente più connessi alla Vecchia Energia. Non siete ancora davvero integrati con la Nuova. Allora, dove vi trovate? Nel caos! Siete nel caos, non sapendo cosa volete, né chi siete. E’ questa, cari Shaumbra, la cosa meravigliosa. Lo è, davvero.
Siete esattamente dove dovreste essere.
C’è un’intera squadra di Esseri – esseri angelici, esseri umani, esseri che sono stati umani e che sono trapasati di recente , che sono insieme a voi ad ogni passo del cammino, per supportarvi e guidarvi. Cosa succede quando perdete la passione per molte delle vecchie cose ,quando d’improvviso siete nella situazione in cui non vi importa più un cavolo di esse.. non hanno più significato per voi, è roba vecchia .. beh sì, c’è una certa passione o amore per esse, ma cosa può mai succedere quando ormai sono andate e non ve ne importa più? Cosa può succedere quando non v’interessa più nemmeno del vostro Cammino Spirituale?

Ecco cosa avete fatto finora, tenendovi tutte quelle cose strette e vicine, come amici e parenti..
Cosa può accadere quando tutte quelle cose se ne sono andate, quando non c’è più alcun vero significato in nulla? … Che siete nel posto giusto! Siete nel posto giusto e va bene così, non andate nel panico. Semplicemente fidatevi - di voi stessi, non di me, non di qualcun altro – perché la Nuova Energia sta testando anche questo. Il Nulla, il Vuoto, la Zona-Di-Mezzo, il totale Senso di Perdita – sta cercando di capire tutto questo. Cercando di capire Voi. E’ voi. Potremmo dire – anche se non è del tutto corretto – che essa è voi proveniente dal futuro. Ma non il futuro in termini di linea temporale. E’ Voi in quanto è l'Insieme di tutti i potenziali che siete, e che stanno ora venendo da voi. Non per farvi una semplice visita… ma per Traslocare! Per Traslocare da voi. Questo è ciò che sta accadendo.
Tratto da Shaumbra_Speaks. Stazione Celeste


grazie a Paola Canova

CONTRASTARE LE EMOZIONI NEGATIVE.

ost



(1) Patanjali, la cui data di nascita non è certa (alcuni esperti ritengono sia vissuto tra l'800 a.C. e il 300 a.C., mentre gli induisti sostengono possa essere vissuto anche diecimila anni prima dell'avvento di Cristo), sistematizzò la disciplina yogica, fino ad allora tramandata oralmente. Compilò quattro libri in merito tutti scritti in aforismi (sutra) rispettivamente Samadhi, Sadhana, Vibhuti e Kaivalya. Il cuore dell'insegnamento di Patanjali è rappresentato dall'Ashtanga Yoga o yoga delle otto membra: stadi attraverso cui lo yogi può gradualmente raggiungere l'unione con Dio, il Samadhi.

(2) Patanjali, Yoga Sutra - Sadhana Pada, sutra 33: vitarkabadhane pratipakshabhavanam – [per contrastare] le fantasie o i pensieri ostacolanti [si deve meditare] su quelli opposti contrari.


Tratto da 'Pensiero, Emozioni e Realizzazione'.

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sabato 27 febbraio 2010

VIVERE NEL MONDO SENZA ESSERE DEL MONDO. Pensieri, Riflessioni e Realizzazioni del Mattino


Come ci sono pratiche purificatorie per il corpo ci sono pratiche purificatorie per la mente. Purificando continuamente la struttura psichica si ottiene un beneficio per certo di grande valore ed e' la conseguenza della purificazione della psiche che ci porta a vivere in sintonia con energie più pure e positive dell'Universo, più luminose; mentre al suo contrario la contaminazione psichica, l'intrattenere pensieri ed emozioni patologiche come l'invidia, la gelosia, l'attaccamento, ci porta a vivere sincronizzati con energie paralizzanti dell'Universo. Quando ci purifichiamo con pratiche spirituali costanti, alzandoci presto al mattino, sappiamo che riceviamo visione e sicurezza. Sviluppare una visione lungimirante, capacita', comprensione delle dinamiche sottili che operano dentro e fuori di noi, maturare chiarezza e distacco emotivo, tutto ciò permette di non cadere in errori. Se al mattino ci svegliamo con il desiderio di essere leali, generosi, rispettosi, affettuosi, se intratteniamo questo sentimento tutto il giorno, alla fine della giornata avremo un conto positivo e anche se osserveremo errori fatti potremo recuperarli il giorno successivo. Porci in un ambiente psichico negativo ci espone, al contrario, a forze buie, pesanti. Quando valorizziamo l'altro, sospendiamo giudizi negativi su comportamenti sbagliati, giudichiamo da un punto di vista più alto e capiamo che e' nelle potenzialità dell'essere umano riscattarsi da difetti e piccolezze, che dire di persone che sono già gemme luminose per la loro gentilezza e bontà, siamo in una posizione che facilita la crescita personale. Le pratiche spirituali di ogni tradizione ci predispongono al bene, sono forze reali. Quando l'essere diventa cosciente di sé e utilizza questa immagine temporanea (essere donna, uomo, madre, nonna, figlio, imprenditore, docente, artista, padre) per operare nel mondo in modo strumentale alla realizzazione spirituale, troverà un appagamento profondo e sempre più stabile. Non soffermatevi troppo nella cura estetica di voi stessi! L'essenziale e' che siate puliti. Krishna dirà ad Arjuna: Contemplando l'oggetto dei sensi ci si identifica con esso. Il mondo e' bello e buono se lo sappiamo accogliere. Impariamo a rivolgerci agli altri sempre con parole dolci che allietano il cuore, augurando il bene a tutti, quel che e' dato e' reso. Assaporate le emozioni positive e sattviche, archiviatele con cura e tiratele fuori al momento giusto. L'arte di vivere e' ottimizzare la forma umana diretti verso l'esperienza dell'amore puro (senza danni collaterali). Quando si eleva la coscienza le parole non vengono più percepite solo con la mente e si può accedere ad una dimensione alta che ci permette di prendere le distanze dal mondo traendo contestualmente massima soddisfazione da esso, ricordando la sua transitorietà e origine divina. Fare tutto ma dedicarlo alla Realizzazione Spirituale.

Marco Ferrini


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Dell'essere normali.



"Se l'essere umano ha così tanto potere perchè non lo usa mai?"
"...per paura..."
"Di che?"
"Di essere diverso dagli altri, di sentirsi solo...."

Da una conversazione coi maestri di qualche giorno fa, sono uscite fuori una decina di pagine memorabili che costituiscono l'argomento di questo post.
Lavorando su di se, ci si può accorgere del fatto che la realtà che si vive inizia a cambiare radicalmente. Studiando e applicando seriamente e in maniera costante alcuni principi ci si può accorgere che si vivono determinate falsità e menzogne nelle proprie vite (rapporti, lavoro ecc) e, nel momento in cui si inizia a neutralizzare gli automatismi alla base di queste falsità ci si può rendere conto che molte cose che si amavano non si amano più, e molte altre possono iniziare a sembrare attraenti, inevitabili, desiderabili.
Per esempio posso cominciare a desiderare una sana ed edificante solitudine, dove fino a poco tempo prima temevo soltanto il sentirne parlare. Mi posso rendere conto di come molte situazioni che credevo di desiderare, famiglia, casa, lavoro sicuro, figli erano solo proiezioni della paura di essere diverso dagli altri, la mia paura di non essere considerato normale, e non erano miei veri desideri. Di questo ho conversato con loro per un oretta buona, e quello che ne è uscito è stato qualcosa di illuminante e spaventoso allo stesso tempo. L'essere umano vive come trasportato da un nutrito gruppo di forme pensiero automatiche, programmi di vario genere che non sono stati decisi liberamente da lui stesso e che costituiscono il bagaglio di esercizi e lezioni di cui occuparsi in questa esistenza. L'essere umano tuttavia non si accorge che molte di queste programmazioni sono lì per essere cambiate, neutralizzate e rimpiazzate, o come si dice in Ho'oponopono, sono memorie che vanno ripulite e non semplicemente agite. Molti nostri obiettivi e desideri li prendiamo come nostri dopo aver magari visto qualcuno all'esterno che sembrava aver trovato la propria felicità proprio con la realizzazione di quei desideri (magari uno dei nostri genitori) e molto più spesso di quanto vogliamo credere adottiamo quei desideri come nostri pur senza volerli veramente. Molte altre volte invece ci troviamo di fronte a scelte o bivi..e in quei bivi spesso decidiamo a partire da abitudini mentali acquisite da altri, che non ci portano verso i nostri reali sogni. Molti di noi ragionano in base a concetti astratti come il 'senso comune', la 'logica', la 'razionalità'. Tutte queste parole nell'invisibile e nel mondo della coscienza non hanno alcun significato, tanto che non vengono capite dagli abitanti dei mondi superiori. Quello che viene capito e recepito è invece la motivazione profonda, il perchè si fa qualcosa. Ecco che chiedendomi il perchè di tante mie scelte, preferenze, passioni, posso arrivare a capire quanto anche in me sia radicata l'idea di dover essere o non essere in un certo modo e quanto questo condizioni la mia vita a un livello molto profondo fino a influenzare le mie preferenze per un cibo, o un partner. E l'idea di dover essere in un certo modo è sempre figlia, secondo le mie guide, della paura d'essere diversi dagli altri, e del tentativo di essere normali agli occhi degli altri (che siano genitori o chiunque altro abbiamo riconosciuto come figura d'autorità) anche se questo diviene per noi tortura, contrasto, sofferenza, malattia. Abbiamo paura di non essere normali e di rimanere soli. Questa paura può sfociare in vere e proprie rappresaglie contro la propria vita psichica che è la prima a ribellarsi alle scelte non 'nostre', fino al punto di mettere a tacere emozioni, pensieri, interi blocchi di coscienza. Quando succede questo una persona non potrà più dire il perchè sta facendo qualcosa, e se avrà un perchè alle sue azioni questo sarà una variante del "Così fanno tutti". Oppure potrà manifestarsi col blocco di alcuni organi o funzioni fisiche che simboleggiano proprio ciò che non vogliamo lasciar fluire nella nostra esistenza. L'essere normali e il cercare di adeguarsi al senso comune e al cosi' fanno tutti, in questo momento della storia della terra sarà messo a dura, durissima prova, poichè è un paradigma che saremo costretti ad abbandonare volenti o nolenti. Gli esseri umani saranno chiamati tutti a riappropriarsi del proprio potere e a risvegliarsi in massa da un sonno durato un po troppo a lungo, e il cambiamento di vibrazione ci forzerà pian piano a staccarci da certi rigidi schemi del passato che non reggono più e che non possono più renderci felici. Sul come fare a essere felici ed affrontare questa transizione i miei maestri sono stati piuttosto telegrafici:

"Chiediti il perchè di quello che fai, e se il perchè non è amore ma paura, quella cosa per quanto bella, nobile e sensata ti possa sembrare, è meglio che tu non la faccia".

Andrea Panatta

http://quantum73.blogspot.com

TRIONFO DELL’IO


Io come conoscenza di un meccanismo personale e collettivo allo stesso tempo:

Avere un Io
Ascoltare il proprio Io
Soffocare l’Io

Queste affermazioni vi portano a parlare dell’Io come se lo conosceste, come se sapeste di che cosa state parlando.
Purtroppo non è così.
L’Io è una vibrazione personale, ma unita e non disgiunta da una vibrazione collettiva che si modifica incessantemente.
Fare riferimento al proprio Io, senza tener conto delle influenze esterne che questo Io subisce, vi porta a ragionare in modo parziale e distorto.
Se il mio Io è mio e basta, io solo lo posso influenzare (nel bene e nel male), ma se anche altre influenze possono gravitare intorno a questo Io, ecco che non sono più soltanto io il manovratore, ma devo subire e accettare di prendere in considerazione altri manovratori, che possono incidere su quello che io considero il mio io.
Difficile diventa la conoscenza profonda di se stessi se non si riesce a determinare quali e quante
influenze gravitano su di noi.
Ci sono quelle ambientali, quelle occulte, quelle palesi, ma soprattutto ci sono quelle indotte da noi stessi sugli altri, che ci ritornano influenzate e contaminate da chi le ha da noi ricevute.
Sono queste le influenze di scambio, che più di altre si attaccano alla nostra Energia e la costringono a reagire.
Quando si reagisce, o meglio si agisce nuovamente dopo essersi già espressi, si sommano e si modificano le vibrazioni emesse in prima istanza.
Con la modifica cosciente, noi andiamo a modificare anche il nostro Io inconscio, il che può avvenire sia in senso positivo che negativo.
Modificare vuol dire cambiare il nostro modo di fare, di agire, ma ancor prima quello di percepire fatti, persone, ambienti e situazioni in generale.
Come abbiamo già detto, l’Io è in continua modificazione, è costantemente invaso e bombardato da informazioni, ma la sua reazione non è così scontata come siamo portati a credere:

ad informazioni giuste → reazioni positive
ad informazioni errate → reazioni negative

NO

L’Io agisce e reagisce su base sua propria istintuale, selezionando le informazioni e trattenendo soltanto quelle atte all’evoluzione dell’Energia. Le altre rimangono a livello più superficiale e – semplificando – vanno ad alimentare la personalità dell’individuo.
L’Io vero non è altro che la manifestazione dell’Energia, la quale deve usare l’Io fittizio per procurarsi informazioni atte alla propria evoluzione.
Quando l’individuo si serve solo di informazioni di comodo, non sentite profondamente, o addirittura mistifica il proprio agire per paura o per tornaconto, l’Io vero si chiude, si difende, non reagisce, ed è così che l’individuo si sente senza appoggi, senza stabilità, in balia di eventi che lo confondono invece di arricchirlo; lo frastornano invece di chiarirgli e rischiarargli il percorso.
Accettare il vero Io e farne la guida del proprio vivere è l’unico modo per non disattendere allo scopo della vita terrena: il passaggio verso altre dimensioni.
Cercare in sé il vero Io è un falso problema, perché nel nostro agire e reagire si incontrano e si scontrano continuamente l’Io vero e l’Io fittizio (quello corrispondente alla personalità). Non si può eliminarne uno per privilegiare l’altro, ma si devono accettare entrambi, facendo attenzione a che lo scambio di informazioni che avviene tra di essi sia sempre di segno positivo.
Vivere con il divino attivato in sé porta l’essere umano a non indulgere in comodi comportamenti che, pur appaganti sul piano terreno, non pagano dal punto di vista del sentire da parte del vero Io.
Ecco perché anche anche il più bel risultato ed il più mirabolante successo terreno possono lasciare l’amaro nel proprio animo.

Carla Parola - Terza Lettura

http://www.carlaparola.org

Il Pensiero Positivo è il primo passo...


Quando le persone intraprendono inizialmente il cammino spirituale e cercano un potere superiore molte vengono istruite dagli insegnanti di auto-aiuto ad impegnarsi maggiormente in pensieri magnetici-emozionali di adesione, anche se questi insegnanti non sanno affatto che le loro istruzioni servono a rafforzare il potere dell'ego.
All'aspirante spirituale viene insegnato" se mediti "Dio" o "il Padre del tuo sub conscio" ti aiuterà a soddisfare tutti i tuoi bisogni.
"Visualizzerò la casa che voglio e so che l'avrò" "comprerò i vestiti che mi servono e avrò fiducia che in qualche modo troverò i soldi per pagare le rate". Si concentrano sull'avere fiducia e sull'ottenere ciò che vogliono o di cui hanno bisogno.
All'inizio del cambiamento nella loro coscienza e dell'esercizio della loro fiducia, essi percepiscono davvero dei grandi benefici. Gli oggetti desiderati arrivano davvero nella loro vita, trovano delle porte che si aprono, ottengono successo. Questo fenomeno rivela che i piani materiali della loro coscienza stanno diventando più spiritualizzati e, di conseguenza, ci sono dei miglioramenti in essi. La vita è meno difficile. Ma le vostre vite sono destinate ad esprimere ogni livello della vostra coscienza - mente, emozione, corpo.
Quando avrete padroneggiato i regni fisici di coscienza, la vostra avventura successiva nella spiritualità sarà nel regno delle vostre emozioni. Pertanto, all'improvviso, nel bel mezzo dell'abbondanza, i venti soffiano e le piogge cadono sulla vostra coscienza emozionale...
No, il pensiero positivo da solo non funziona durevolmente; e "il potere del vostro sub conscio" nemmeno, dato che si tratta solo di un aspetto del vostro intero essere spirituale/umano. Quando le vostre emozioni sono in agitazione, voi siete chiamati ad esaminare la vostra coscienza intera, le vostre credenze, i vostri sentimenti verso voi stessi e gli altri, la vostra fede nella dimensione spirituale - persino il significato della morte e della vostra vita successiva in una dimensione superiore. Questopuò essere un periodo di fortissima crescita interiore e un movimento verso la felicità, oppure un periodo continuo di amarezza e risentimento. Questo è il momento di risvegliarvi del tutto per rendervi conto che il risultato delle esperienze dipende interamente da voi - non dal fato o dal destino - bensì da voi -
E' in questo periodo, inoltre, che la persona viene sfidata a usare la mente in maniera costrutiva, cercando le intuizioni e gli ideali più elevati, con cui padroneggiare le emozioni.
La differenza tra il pensiero re-attivo - che nasce dalle reazioni impulsive dell'ego a situazioni scomode - e il pensiero creativo, intelligente, ponderato, diventerà chiara.
Quando questo avviene - e l'ispirazione viene messa in pratica quotidianamente - la padronanza di sè è a portata di mano.
Se il perseguire delle soddisfazioni materiali per mezzo del pensiero positivo, fosse totalmente soddisfacente per i cercatori e portasse loro tutto quello che essi desiderano, ormai il mondo intero si sarebbe convertito alla fede nel 'pensiero positivo'.
Tuttavia, questo è il punto di partenza del viaggio spirituale di un'anima precedentemente dormiente e non deve essere scartato o criticato. La psiche si sveglia al fatto che al di là della dimensione terrena esiste una dimensione spirituale, chaiamata 'DIO'.
La psiche sta diventando consapevole che la vita non è soltanto la faticata quotidiana, che c'è qualcosa di più e la vuole sperimentare, 'qualsiasi cosa sia', perchè la privazione in un arera dell'esistenza - salute, mezzi finanziari, felicità, amore ecc. - la sta spingendo a cercare aiuto.
Quando la psiche che si sta svegliando diviene un osservatore di ciò che va avanti nella mente e nelle emozioni, attraverso il suo contatto filtrato con la Coscienza di Vita, essa inizierà a vedere alcune delle attività magnetiche/emozionali a cui si dedica. Alla fine essa sarà sufficientemente illuminata da lasciare sentimenti possessivi di rifiuto e pregherà (il proprio Io Superiore) di essere aiutata a superarli.

(Cristo Ritorna - Rivela la sua verità), http://www.viadicristo.co.za

10 comandamenti

venerdì 26 febbraio 2010

La partita più importante


Carissimi amici, vi ringrazio ancora di cuore x il sostegno ricevuto, nella mia impresa di diventare un ottimista. Io fondamentalmente ero pessimista, cosa x la quale ho ampiamente "pagato", e che x questo motivo da diversi anni sto cercando di cambiare. Ancora oggi qualche volta mi capita di esserlo e trovo il vostro aiuto davvero prezioso....è da inizio anno che vivo in uno stato di grazia quasi permanente sia col sole che con la pioggia. Vi ringrazio x i vostri messaggi, anche se rimango sempre dell'idea che sarebbe ancora meglio se scriveste sulla bacheca....darebbe più vita a tutto il gruppo!!!
Come già annunciato, vi scrivo qui di seguito alcune righe ricopiate dal mio libro preferito e auguro a tutti un grandioso fine settimana!

"Molte persone si creano spesso delle credenze limitanti su quello che sono e che sono capaci di fare. X il solo fatto di non aver avuto successo nel passato pensano che non riusciranno mai ad averlo nemmeno in futuro. Di conseguenza, x paura di soffrire, cominciano a fissarsi sull'idea che bisogna essere realistici. Quelli che ripetono spesso "cerchiamo di essere realistici", in realtà vivono nella paura mortale di essere di nuovo delusi. X paura, si creano delle credenze che li inducono a esitare, a non impegnarsi a fondo e perciò ottengono dei risultati limitati. I grandi leader raramente sono realistici. Sono intelligenti e precisi, ma non realistici secondo il normale metro di giudizio. Però, quello che è realistico x una persona, può non esserlo x un'altra, sulla base dei loro diversi riferimenti. Ghandi x esempio, era convinto di poter ottenere l'autonomia dell'India senza opporsi con violenza alla Gran Bretagna, cosa che non era mai stata fatta prima. Non era realistico, però alla fine si dimostrò esatto" A. Robbins

678 abbracci ♥ ♥ ♥
Myriam

Amministratore del gruppo "Abbiamo deciso di darci un'altra possibilità x essere felici!"


http://www.facebook.com/home.php#!/group.php?gid=260896965791

Crea anche tu il tuo video abbondanza



Prima cosa da fare per VERAMENTE avere quello che vuoi nella vita è di assumerti la responsabilità, prendendo contatto con la tua realtà emotiva (spesso a terra, ansiosa, dubbiosa o ormai anestetizzata), e poi decidere di essere disposto a pagare il prezzo per superare i propri blocchi e limiti negativi.
Ecco lo strumento più efficace mai esistito in Italia per rompere i tuoi schemi negativi attira-fallimenti e per vitaminizzare all'ennesima potenza la tua capacità di attirare la vita che hai sempre desiderato.

Questo strumento si chiama Video Abbondanza.

per maggiori informazioni clicka qui

Senza Limiti


Quali sono i vostri atteggiamenti verso gli altri – superiorità ed esclusività – o la consapevolezza che la maggior parte della gente sta facendo del suo meglio con i talenti che possiede?

Per raggiungere il vostro pieno potenziale, dovete rendervi conto che né la posizione né la ricchezza possono limitare il potere che esercitate nel mondo. Le vostre uniche limitazioni sono i vostri giudizi e i pensieri che nascono dai vostri giudizi.

La forza vitale irradiata dalla mente di un re, di un primo ministro, di un generale o di un umile servo o di un sodato è ugualmente potente e benefica per l’ambiente, a condizione che ognuno disciplini ipropri pensieri in modo da sintonizzasi alle frequenze spirituali dell’amore incondizionato e della coscienza divina. Inoltre tali pensieri penetrano e intensificano la forza della coscienza mondiale stessa. Ogni persona che aggiunge il proprio pensiero spirituale al pensiero spirituale del mondo lo rafforza.

Qualunque cosa facciate, qualunque cosa possediate, qualunque sia la posizione che occupate nella vita, non esiste limite alcuno per il vostro potenziale sviluppo verso il bene. Non esiste limite alcuno alla grandezza e alla gloria potenziale del vostro essere. Il vostro unico limite è la quantità di tempo ed energia che siete pronti a dedicare alla meditazione sulla vostra SORGENDE DELL’ESSERE ed all’aprire la vostra coscienza umana per entrare in essa e riceverla nella vostra mente.

E’ questo il vero ideale, la vera aspirazione, l’obiettivo più elevato, comprendere e sperimentare la Realtà che sta dietro e dentro tutte le cose e dà ad esse il loro essere individuale.

Potete chiamare la Realtà Dio, Allah, Geova, Intelligenza Infinita, Mente Divina o Coscienza Divina o Tao. Tutti questi nomi indicano la Sorgente de vostro Essere, le vostre origini creative.

Non potete avere aspirazione superiore a questa, comprendere e sperimentare la Realtà dietro e dentro tutte le cose, che dà, mantiene e sostiene ogni esperienza individuale. Questo è l’obiettivo presentatovi da ogni Maestro Illuminato che è venuto sulla terra.


Cristo Ritorna – Rivela la sua Verità; Lettera 4 pag 10 -

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La Parola Parlata


La più grande creatrice di malcomprensioni è la lingua dell'uomo. Non è ciò che noi diciamo che conta ma come e quando, le seguenti regole ci potranno aiutare a farne un uso migliore. Il tatto e la delicatezza non ci toglieranno mai la nostra dignità.

* Misura le tue parole con il metro della cortesia, del sentimento e della gratitudine.

* Meno cose diciamo e di meno dovremo pentirci. La natura sapeva ciò che faceva quando ci diede due orecchie e una lingua sola.

* L'interesse, parlando, nasce se riusciamo a far sentire importante il nostro interlocutore. Ciò è possibile dicendo meno cose e chiedendone di più.

* Una lingua incontrollata, anche una sola parola sbagliata, possono distruggere la felicità di una intera vita.

* Per prevenire l'atteggiamento critico, sarcastico o ironico:

o invita critiche e pareri, dai i meritati riconoscimenti.
o riconosci subito i tuoi errori e non esitare mai a dire: "Mi dispiace".
o trova un accordo il più presto possibile, ogni momento di ritardo non farà che aggiungere legna al fuoco della discordia.

* Per concludere ecco una serie di regole per una buona conversazione:

o Guarda in faccia il tuo interlocutore.
o Sii un buon ascoltatore.
o Non interrompere.
o Sii comprensivo.
o Modula il tono di voce.
o Evita sgradevoli riferimenti al passato.
o Dai consigli solo quando ti sono richiesti.
o Applaudi ciò che gradisci ed ignora ciò che non ti piace.
o Custodisci le tue parole e le tue parole custodiranno te.

Pubblicato su
http://anoldseed.blogspot.com

Un Rabbino stava tenendo le sue lezioni sulla Torah, la sacra scrittura Ebraica, a un piccolo gruppo di giovani studenti ebrei. Un giorno, durante i loro studi, essi trovarono una frase che diceva: “La persona realmente evoluta è solo quella che continua a sorridere nel mezzo delle più grandi difficoltà.”

I giovani studenti ebbero qualche difficoltà ad accettare questa affermazione ed il suo reale significato. “Se noi siamo realmente in difficoltà, come ci è possibile sorridere in queste condizioni?” chiesero al Rabbino.

Il Rabbino si tolse gli occhiali e guardò pensierosamente i suoi giovani studenti. “Ad essere veramente onesto con voi” disse, “io stesso non so rispondere a questa domanda. La verità è che anch’io non so sorridere quando mi trovo in difficoltà. In quei momenti mi sembra di non ricordare come fare a sorridere.”

Il silenzio prevalse nella classe in quanto l’insegnante e gli studenti stavano riflettendo sulla questione. Il Rabbino, dopo la pausa, continuò: “Comunque, io credo ci sia qualcuno che può darvi la risposta.” Egli continuò dicendo ai suoi studenti di un uomo anziano che viveva nella loro città, non lontano dalla sinagoga. E’ stato un bambino abbandonato, un orfano. Quando crebbe, entrambe le sue gambe furono paralizzate in un incidente. La sua vita è stata tutta una lotta, una saga di dolore e sofferenza. “Ciò nonostante,” concluse il Rabbino, “ha sempre un amorevole sorriso sulle labbra! Egli è un meraviglioso essere vivente. Voi dovete andare da lui e chiedergli di rispondere alla nostra domanda.”

Gli studenti rimasero stupefatti nel sentire di questo uomo coraggioso. In gruppo essi andarono e bussarono alla sua porta. La porta fu aperta dall’uomo stesso che si muoveva velocemente su una sedia a rotelle. Egli accolse cordialmente i giovani studenti e chiese loro il motivo della loro visita.

“Signore, è a causa di questo testo che noi stavamo discutendo in classe” disse titubante uno di loro.
“E’ su come una persona deve continuare a sorridere tra le più grandi difficoltà della vita. Il Rabbino ci ha detto che tu sei la miglior persona per parlarci di ciò.”
“Rispondici, per favore” aggiunse un altro.
“Come fai a continuare a sorridere tra così tanto dolore e sofferenza?”

“Sono dispiaciuto, voi siete venuti all’indirizzo sbagliato!” rispose il vecchio uomo, con genuina sorpresa. “Ho 73 anni e in tutti questi anni non ho mai dovuto incontrare alcuna difficoltà! Il Signore è sempre stato buono con me e mi ha sempre protetto nella Sua misericordia. Come posso io insegnare a voi come sorridere tra le difficoltà?” Questo fu davvero un uomo che visse in stretta vicinanza con Dio!

Nei momenti di difficoltà non dite mai: “Dio, ho un grosso problema!”

Dite, invece: “Ehi, problema, io ho un grande Dio!” e ogni cosa andrà per il meglio.

Dal sito “I Colori della Vita”

Daniele Barbarotto

http://www.facebook.com

"Da Te ricevo ogni tipo di doni;
io ringrazio, e Tu continui a donare.
Il mio cuore cresce, si fa grande
per contenerli tutti;
io ringrazio, e Tu continui a donare.
La mia gioia va aumentando
e questo per legge attira
una nuova serie di doni.
Il mio piccolo cuore teme:
potrà dell'altra gioia
a stento contenere.
Eppure di una cosa ancora ho dispiacere:
non riesco a ringraziarti abbastanza
per tutto quello che continui a donare."

(Mizar).


giovedì 25 febbraio 2010

consapevolezza

Il Peccato - concetto artificiale


Vidi che il PECCATO era un concetto artificiale, opportunamente congeniato dagli uomini per descrivere qualsiasi attività umana che causasse dolore agli altri. A causa della loro naturale inclinazione a prendere avidamente dagli altri e a respingerli rudemente, allo scopo di ottenere ciò che desideravano dalla vita, era inevitabile che tutti gli esseri umani, prima o poi, causassero ad altri esseri umani qualche tipo di angoscia o sofferenza. Questa propensione umana a ferire gli altri non "offendeva" in alcun modo la " COSCIENZA UNIVERSALE (Dio) come affermano la religione ebraica e cristiana.
Soltanto l'umanità capiva il significato della parola "Peccato", giacchè solo l'umanità e tutta la creazione soggetta al genere umano avrebbero mai conosciuto il dolore, la privazione, la sofferenza causati dai due fondamentali impulsi dell'individualità . l'Adesione/Rifiuto, attivi all'interno della personalità umana.
L'impulso innato dell'uomo a proteggere la propria individualità l'aveva indotto a stabilire delle regole e leggi per la società umana. Il "Potere Creativo Universale" - l'AMORE - non aveva assolutamente nulla a che fare con l'istituzione di rstrizioni, limitazioni, leggi e giudizi umani.

Cristo ritorna - Rivela la sua Verità (lettra 5)

http://www.viadicristo.co.za/

Ti dimostro come puoi cambiare la tua vita

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"Nascita e morte sono accoppiate.
Non vita e morte.
In questo sbaglia l'anima
- quando ha paura -
perchè la Vita vive eternamente."

Dialoghi con l'Angelo, Ed. Mediterranee





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mercoledì 24 febbraio 2010

La Porta del cuore

10 MODI PER AMARE SE STESSI



di Louise Hay

Stop alle critiche

Le critiche non servono a niente e non cambiano mai nulla. Rifiutatevi di criticare voi stessi. Accettate voi stessi esattamente per come siete. Tutti cambiamo. Quando criticate voi stessi, i vostri cambiamenti sono negativi. Quando approvate voi stessi, i cambiamenti sono positivi.

Non terrorizzatevi

Smettetela di spaventare voi stessi con i vostri pensieri. È un modo di vivere orribile. Trovate immagini mentali che vi danno piacere (la mia è pensare a rose gialle) e immediatamente sviate quel pensiero che vi fa paura verso uno che vi fa stare bene.

Siate gentili, premurosi e pazienti con voi stessi

Siate gentili con voi stessi. Siate premurosi con voi stessi. Siate pazienti con voi stessi mentre imparate i nuovi modi di pensare. Trattate voi stessi come fareste con qualcuno che amate profondamente.

Siate gentili con la vostra mente

L’odio per voi stessi è semplicemente odio per i vostri stessi pensieri. Non odiate voi stessi per aver avuto certi pensieri. Gentilmente cambiate pensieri.

Lodate voi stessi

L’essere critici abbatte il vostro spirito interiore. Esprimere elogi lo innalza. Lodate voi stessi più che potete. Dite a voi stessi quanto siete bravi, anche per le piccole cose.

Sostenete voi stessi

Trovate modi per sostenere voi stessi. Chiamate un amico se necessario e permettetegli di aiutarvi. Chiedere aiuto quando ne avete bisogno significa essere forti.

Siate amorevoli verso le cose negative

Riconoscete che siete stai voi a crearle per dare espressione ad un bisogno. Ora, siete in grado di trovare nuovi modi positivi per soddisfare i vostri bisogni. Dunque, potete amorevolmente lasciare andare le vecchie abitudini negative.

Prendetevi cura del vostro corpo

Imparate cose sulla nutrizione. Che tipo di sostentamento il vostro corpo vi richiede per avere energia e vitalità ottimali? Imparate sull’esercizio fisico. Che tipo di esercizi potete fare che vi danno gioia? Amate e venerate il tempio in cui vivete.

Lo specchio

Guardate nei vostri occhi molto spesso. Esprimete questa crescente sensazione d’amore che avete per voi stessi. Perdonate voi stessi guardandovi allo specchio. Parlate ai vostri genitori guardandovi allo specchio. Perdonate anche loro. Almeno una volta al giorno dite a voi stessi: “Io ti amo, Io ti amo davvero!”

Amate voi stessi…ORA!

Non aspettate fino a quando non vi sentirete meglio, o perderete peso o avrete il nuovo lavoro o la nuova relazione. Cominciate adesso e fate il meglio che potete.

Tratto da “Love Yourself: Heal Your Life Workbook” ~ Traduzione: Mariu

Se volete potete distribuire liberamente questo testo, in maniera non commerciale e gratuitamente, conservandone l’integrità, comprese queste note, i nomi degli autori ed il link http://animeradianti.com

P.S. “Amare voi stessi vi porterà una tale infusione di benessere e buona fortuna che danzerete sull’aria! Amare voi stessi vi fa stare bene! E’ impossibile amare veramente voi stessi senza che accettiate e approviate voi stessi. Questo significa nessuna critica in alcun caso”. Louise Hay.

http://scienzanewthought.wordpress.com

La mia spiritualità

Author: Andrea Panatta

Un grande problema di alcuni percorsi spirituali, è che sembra siano stati inventati per rendere le persone tutto fuor che autosufficienti.

Sembrano al più una serie di concetti e pratiche astratte, a tratti molto belli ma difficili da mettere in pratica nella vita di tutti i giorni, anzi a volte sembra che alcune scuole, alcuni gruppi ci spingano ad allontanarci sempre di più da quella che è l’esistenza sul piano materiale, e sembra che rendano dipendenti dal Guru o dal Maestro del momento.

La spiritualità come comunemente intesa da un nutrito gruppo di individui è un qualcosa di distante dalla realtà, qualcosa che spesso allontana più che avvicinare a se stessi , e lo fa in nome di concetti che vengono venduti a scatola chiusa (illuminazion per esempio).

Dopo diversi anni spesi nell’ambiente non posso dare torto a chi contesta, deride e rifiuta ogni cosa che porti suffissi come New Age, Spirituale, Terapia Alternativa o Energetia.

Non posso dargli torto a causa del fatto che in effetti in questo ambiente c’è un sacco di esagerazione, di tendenza a fare appunto il guru e a gonfiare i propri ego e anche una oggettiva difficoltà ad essere obiettivi, inoltre molti ‘utenti’ tendono a farsi manipolare e a diventare dipendenti da certe figure di autorità della scena spirituale.

A parziale discolpa di coloro che orbitano nella sfera dell’invisibile e ne percorrono il lato per così dire oscuro e manipolatorio, c’è da dire anche che è molto difficile quando si inizia ad avere un po’ di potere o qualche percezione particolare, riuscire ad essere imparziali, distaccati e non manipolatori nei confronti degli altri che spesso si guardano come inferiori o non troppo saggi.

Il mio modello di spiritualità l’ho maturato in seguito a una serie di verifiche fatte sia su coloro che seguivano certi insegnamenti sia sugli insegnanti stessi, persone che ho studiato e seguito in prima persona, e credo che osservare se stessi e gli altri con piena consapevolezza sia più che necessario e rappresenti il primo esercizio di meditazione di cui si dovrebbe avere la maestria.

La prima cosa da fare quando ci si confronta con un ‘insegnante’, ‘maestro’, o ‘guru’ è sempre quella di ascoltare le proprie emozioni al momento dell’incontro con l’insegnamento, la tecnica, la terapia o quant’altro. Colui che insegna dovrebbe riflettere ciò che insegna, in ogni modo, per la maggior parte del suo tempo e specie quando è con voi e la sua vita dovrebbe essere lo specchio della sua interiorità poiché quello che è dentro è fuori.

In secondo luogo bisogna accertarsi di quanto quello che lui o lei vi stanno insegnando o dando come terapia, vi renda effettivamente più liberi.

Molti terapeuti per dirne una iniziano subito proponendo una serie di sedute, il che è comprensibile dal punto di vista del terapeuta che deve mangiare col suo lavoro, ma non da quello del cliente che cerca la guarigione più rapida e totale possibile.

Può bastare una seduta per guarire anni di sofferenze. Molti corsi o insegnati o guru vi vincolano a stare in loro presenza, a lavorare per loro, a onorare il maestro, a energizzarvi con la sua presenza, vi obbligano magari a fare “servizio” per un gruppo, un centro, un ashram, o vi chiedono continuamente soldi per una causa, perchè il karma che ne avrete in cambio è un buon karma.

Io non credo che questo sia sempre vero. Inoltre non credo che servire la causa di qualcun’altro sia il nostro scopo, magari può esserlo per qualcuno che ha scelto questa incarnazione a questo scopo, ma non può essere una regola generale.

Anche qui il solo metro di giudizio è il cuore.

Cosa vi dice il cuore e l’emozione quando vi si chiede di servire una causa, un maestro o un insegnamento?

Questo è il vostro “Giusto” o “Sbagliato”. Intendiamoci, sono concetti reali, è vero che aiutare l’espansione di un gruppo spirituale, o un centro, o un ashram, o diffondere un insegnamento è causa di un grande karma positivo, perchè la regola principale di questa dimensione è che ciò che diamo ci torna, ma dobbiamo evitare fanatismi, estremismi e manipolazioni che vanno a danno della nostra stessa crescita.

E quando qualcosa non ci sembra proprio a posto, se storciamo il naso, e una voce ci dice di allontanarci da un qualsivoglia maestro, dobbiamo sempre seguire questa intuizione.

L’anima ha un suo disegno, e il disegno non può essere ‘capito’ ma solo ’seguito’, sentendo sè stessi e non cedendo il proprio potere a qualcun’altro, e spesso e volentieri l’anima vuole sperimentare molti cammini differenti e anche contraddittori per evolvere e non uno solo.

Inoltre tante discipline sembrano mirate su tutto fuorché su una praticità di fondo, la quale dovrebbe essere invece il primo obiettivo di qualunque cosa si faccia qui nella terza dimensione, dato che, per quanto questo possa non piacerci e per quanto noi possiamo sentirci proiettati verso “altri pianeti”, “altre dimensioni”, la presente è quella che consciamente o no ci siamo scelti per evolvere.

Non è un caso che tu sia proprio dove sei che ti piaccia o no.

Ora rimane questo problema di come portare lo spirituale nel reale, e di come impiegare quello che studiamo a fini pratici, per “migliorare” le nostre vite.

Se sono dieci anni che fai meditazione ma la tua vita è sempre un disastro nei rapporti, nelle finanze, nel lavoro, allora forse la meditazione non è il percorso migliore per te, oppure dovresti cambiare esercizio.

In questa ottica credo che i percorsi più validi, sono quelli che consentono di mettere alla prova ciò che si studia e portarlo nel reale, nella risoluzione dei problemi e delle sfide di ogni giorno.

Se mi si insegna un principio, lo stesso deve essere in qualche modo applicabile e dimostrabile nella mia vita di tutti i giorni, ed è questo uno degli scopi della spiritualità pratica nella quale io non cerco pratiche ascetiche, mistiche, o magiche per fuggire dalla mia vita e dai miei problemi ne dal luogo dove vivo.

La spiritualità pratica ha lo scopo di migliorare la vita e non fornire astrazioni.

C’è poi il discorso della sofferenza.

Nella mia idea di spiritualità pratica io non fuggo la sofferenza, non la demonizzo non mi fisso solo sul positivo come certe scuole di nuovo pensiero, ma voglio imparare ad accoglierla per poterla trasmutare, trasformare attraverso un lavoro alchemico di ricerca e sperimentazione su di me.

Di per contro non sono un fan della sofferenza a tutti i costi, del fatto ampiamente accettato che si debba necessariamente soffrire per evolvere.

Ultimamente specie nei messaggi canalizzati da Tizio e Caio, si sente sempre dire che “si sta smuovendo qualcosa”, ”si è manifestata la tale energia”, “certe cose succedono perchè stiamo ascendendo” e che veniamo portati a questa o quell’altra vibrazione..”.

Si asserisce spesso che tutto il “male” che c’è nel mondo è causato dal passaggio alla nuova era e che quindi siamo costretti a subirne le conseguenze volenti o nolenti.

Io non credo che siamo necessariamente nati per soffrire e credo che applicare la spiritualità alla propria vita serva si a farci sentire meglio con noi stessi, ma anche a migliorare le condizioni esteriori della vita.

Non ritengo necessari quei percorsi che ci costringono ad anni di sudditanza e sofferenza.

Non credo siano necessari quei messaggi che ci dipingono sempre come in balia di qualcos’altro e ci danno un modo per giustificarci continuamente e rimandare l’impegno su noi stessi , addossando le cause dello star male a qualcun’altro o qualcos’altro.

Credo che abbiamo sempre il controllo delle nostre vite esteriori, interiori e di ciò che ci succede, con i dovuti principi, e che le nostre convinzioni più profonde creino la nostra realtà.

Così se anche ci fosse un degrado generale e una possibile ascensione in corso, noi avremmo comunque il potere di renderci immuni e neutrali a tutto il mondo che ci crolla intorno.

Io questo lo credo fermamente, lo studio, e cerco di insegnarlo agli altri, ma mi rendo conto di quanto sia difficoltoso vivere sempre con questa consapevolezza, perciò non sono contro lo star male, il lamentarsi ogni tanto,la sofferenza.

Credo però che così come è vero che nel soffrire potremmo imparare le nostre lezioni più preziose, questo abbia anche un limite, rappresentato dal fatto che la sofferenza che ci distrugge dentro, che ci consuma in qualche modo, non sia assolutamente funzionale ne necessaria ne ingestibile.

Credo che sia ugualmente possibile imparare attraverso la gioa, l’amore, il benessere, la gratitudine come cammino di vita, e che non possiamo impiegare una vita al solo scopo di imparare soffrendo.

Quei percorsi che ci dicono che le sofferenze ci vengono “imposte” dall’alto al solo scopo di imparare o guadagnare una beatitudine successiva , io li ho completamente dimenticati.

E’ possibile in questo momento mettersi in risonanza con insegnamenti che liberano, è possibile credere di poter essere liberi davvero e che ci siano in giro libri, corsi, cd, e altre risorse che ci insegnano ad essere liberi, a cui dobbiamo però essere ricettivi.

Se non si è ricettivi alla libertà dello spirito infatti, non la si potrà mai accettare come esistente.

Namastè.

Andrea Panatta


http://www.josaya.com

TRASFORMARE LA MENTE E LA QUOTIDIANITA'


Alcuni sono convinti di non poter divenire con qualità, perché immaginano di esistere in condizioni non abbastanza idonee. Tra le ragioni principali di questa convinzione c’è l’idea di non avere tempo da dedicare alla consapevolizzazione, perché si immagina che la vita spirituale sia incompatibile con la quotidianità, poiché non si sa come utilizzarla per maturare la consapevolezza, come trasformarla in ambito consapevolizzante.

La convinzione di non poter consapevolizzarsi a causa delle circostanze fa comodo ai segmenti di mente ostili al divenire veritiero, che la utilizzano per far cercare e trovare ad altri segmenti mentali giustificazioni per non consapevolizzarsi.

Ci sono condizioni di vita più benefiche di altre per la crescita della consapevolezza, ma è bene che la mente consideri che:

- gli avvenimenti, i luoghi, gli incontri, i problemi, le emozioni, i pensieri…, avvengono nella mente (che li percepisce e interpreta);

- consapevolizzandosi, migliora la qualità dei propri processi che lei stessa definisce vita quotidiana, perché aumenta la capacità di rendere le condizioni di vita opportunità consapevolizzanti, di trasformare i processi nocivi in benefici.

[Sarà] come un uomo, il quale, dovendo partire, chiamò i suoi servi e affidò loro le sue ricchezze. Ad uno diede cinque talenti, ad un secondo due, ad un terzo uno, a ciascuno secondo la propria capacità, e partì. Subito colui, che aveva ricevuto cinque talenti, se ne andò, lavorò con essi e ne guadagnò altri cinque. Similmente chi ne aveva avuti due né guadagno altri due. Quello che invece ne aveva ricevuto uno solo, andò a scavare una fossa in terra e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo ritornò il padrone di quei servi e fece i conti con loro. Venuto quello che aveva ricevuto i cinque talenti, presentò altri cinque talenti, dicendo: Signore, cinque talenti mi avevi dato; ecco, ne ho guadagnato altri cinque. Gli disse il suo padrone: Bene, servo buono e fedele! Poiché sei stato fedele nel poco, ti stabilirò sopra molte cose: entra a godere [le cose] del tuo padrone. Venuto anche quello dei due talenti, disse: Signore, due talenti mi avevi dato; ecco, ne ho guadagnati altri due. Gli disse il suo padrone: Bene, servo buono e fedele! Poiché sei stato fedele nel poco, ti stabilirò sopra molte cose: entra a godere [le cose] del tuo padrone. Venuto infine quello che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, poiché conoscevo che tu sei un uomo esoso e mieti dove non hai seminato, raccogli dove non hai sparso, io, pieno di timore, sono andato a nascondere il tuo talento in terra; ora, eccoti il tuo. Ma il suo padrone gli rispose: Servo malvagio ed infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso! Allora dovevi portare il mio denaro ai banchieri ed io, al mio ritorno, avrei ritirato il mio [denaro] con il frutto. Toglieteli dunque il talento e datelo a colui che ha dieci talenti; poiché a chiunque ha, sarà dato e quindi avrà con sovrabbondanza; a chi invece non ha, sarà tolto anche ciò che ha. Questo servo inutile sia gettato fuori, nelle tenebre. Ivi saranno il pianto ed il fremito dei denti. - Mt. 25, 14-30[6]

La mente pienamente consacrata alla (Ricerca della) Reale Identità può trascendere ogni ostacolo per Divenire del tutto. Quella non abbastanza consapevole è invece creatrice del destino avverso e lo è lei stessa. Per la mente poco consapevole “tutto” è predestinato, quella in via di consapevolizzazione trascende il destino, mentre la mente Divenuta del tutto ha trasceso ogni destino.

Per beneficiare integralmente di se stessi individuo, si dovrebbe utilizzare ogni circostanza per consapevolizzarsi[7]. Le condizioni più difficili sono anche occasioni (potenzialmente) molto illuminanti. Vincendo le sfide consapevolizzanti più difficili si progredisce chiaramente nel divenire. Per esempio, si può fruire degli eventi che fanno emergere le paure “più” forti e profonde, per neutralizzarle: pregando per eliminarne le ragioni, testimoniandole cercando di non identificarsi, affrontandole con coraggio…

OCCUPARSI DI CONOSCERE L’UNITÀ, NON PREOCCUPARSI DELLA MOLTEPLICITÀ

Chi vuole risolvere i problemi sostanziali e migliorare la qualità della vita (maturare la consapevolezza), non deve preoccuparsi della (apparente) molteplicità, ma occuparsi di scoprire l’Unità[8].

Occuparsi di consapevolizzare l’Unità non significa “fuggire dalla vita pratica”, non affrontando le concrete questioni quotidiane. Vuole dire rendersi sempre meno ebbri di emozioni nocive e di pensieri superflui. La mente sobria può certamente creare un percorso vitale più qualitativo di quella alterata da processi poco illuminati. Più è consapevole dell’Unità, maggiore è la qualità delle sue emozioni e dei suoi pensieri, migliori sono le sue soluzioni. La vita che conosce la propria Origine è un’ottima medicina per se stessa. La vita inconsapevole dell’Unità si sperimenta in modo falsato, anche perché immagina la (presunta) separazione e così crea confusione, conflitti e malessere. Tra l’altro, spesso è tanto assuefatta a questi processi nocivi da notarli soltanto in minima parte.


Andrea Pangos http://www.andreapangos.it/origine_vita.html

IN REALTÀ NESUNO NASCE E NESSUNO MUORE



La vita è irReale, è un’affermazione veritiera che non va intesa in senso dispregiativo. La vita non va certo disprezzata, ma nobilitata con la maturazione della consapevolezza. L’indicatore principale della qualità del fruirsi della vita, è proprio la misura in cui è in funzione del divenire veritiero.

A chi non Discerne il Reale (Dio, Assoluto, Reale Identità) dall’iReale (Manifestazione), alcune di queste affermazioni potrebbero sembrare fantasie, forse frutto di pazzia o allucinazioni. L’allucinato è invece chi non Discerne e sperimenta il mondo come se fosse reale. Chi Discerne è pienamente consapevole che l’universo percepito avviene in lui, aspetto dell’irReale espressione della Reale Identità (Dio). Credere (o essere convinti[2]) che l’universo e la vita siano Reali è un gigantesco abbaglio, che diminuisce la qualità della vita.

Per meglio comprendere la pericolosità del non Discernere, è utile riflettere in modo illuminante sui risultati deleteri dell’abbaglio che l’identità reale sia un limitatissimo costrutto corpo-sensazioni-emozioni-pensieri, che vive una vita e che un giorno dovrà morire.

Tutte le vite traggono Origine dalla Reale Identità, che non è concepita, non nasce, non vive e non muore: Precede tutti questi aspetti del Suo manifestarsi.

Concepimento, nascita, vita e morte concernono solo l’individuo, che inizia con il concepimento e termina con la morte. I concetti: la morte è una cosa certa e un giorno si dovrà morire, riguardano soltanto l’identità individuale. Se appioppati a Quella Reale sono menzogne che rivelano l’ignoranza riguardo a Se Stessi Assoluto.

Consapevolizzandosi, si degrada l’identificazione con il sé individuale e aumenta l’immedesimazione consapevole (non meramente concettuale) con il Sé Reale (Reale Identità), Eterno e mai concepito. Questo influisce positivamente anche sulla qualità della vita. I vantaggi del Discernere il Reale dall’irReale non sono solo di ordine “metafisico”, ma sono molto concreti per la pratica vita quotidiana.

La Reale Identità non è concepita, non nasce, non vive, non muore.

L’individuo è la vita che nasce e muore.

In Realtà: nessuno nasce, nessuno muore.

Concepimento, nascita, vita e morte accadono solo come illusioni.

Colui che ha conosciuto il mondo, ha trovato (soltanto) un cadavere; e colui che ha trovato un cadavere è superiore al mondo.[3] - Gesù

Chi non Discerne la Reale Identità dal Suo irReale esprimersi è una specie di “morto vivente” o di “vivente morto”.

Coloro che affermano: “Il Signore è morto e (poi) è risuscitato”, sbagliano. Egli, infatti, prima risorse e(poi) morì. Chi non ottiene prima la risurrezione, costui morirà. Poiché Dio vive, costui sarà (già) morto.

Vangelo di Filippo

Divenendo con qualità ci si candida a resuscitare dal sognare la vita, per essere vita vera.


Andrea Pangos http://www.andreapangos.it/origine_vita.html

martedì 23 febbraio 2010

AMORE

SEGUITE LA STRADA CHE VI È INDICATA

NON TENTENNATE,

NON IMPAURITEVI,

NON DUBITATE

AMATEVI: DIO VI AMA.

Attraverso l’amore vero,
si consolidano i pensieri, gli atti,
le situazioni si chiariscono,
il tutto diviene organo celeste.

Il pensiero si eleva,
si toglie dalla negatività terrena,
si innalza alla dimensione divina.

Tutto questo perché è

L’AMORE

che vi porta a Dio.

Capite, accettate, cercate
questo amore in voi
e poi donatelo agli
altri ed in cambio:

PRETENDETE

Il loro amore, vero, puro, divino.

Sforzatevi di esprimere

SEMPRE

questo tipo di amore.

Non boccheggiate,
se il farvi coinvolgere
in questo sentimento vi
porta paura e dubbio:
non sono questi i consiglieri
che dovete ascoltare
ma solo la grande apertura
a Dio vi può mettere in
condizione di
CAPIRE
questo amore e non temerlo.

Urlate le vostre convinzioni,
umiliatevi di fronte a Dio,
pretendete che gli altri capiscano,
che vi donino a loro volta amore
e si ricarichino
con questo dono stupendo
che Dio vi ha dato.

È SOLO AMANDOVI

E AMANDO GLI ALTRI COME VOI STESSI

che potete capire Dio,
il disegno che ha per voi,
quanto Lui vi ami,
come sia possibile superare tutto
con l’aiuto di questo amore.

NON AMORE TERRENO
VINCOLANTE,

ACCECANTE,

LIMITATO E STERILE

MA
AMORE DIVINO CONSAPEVOLE,

SOFFERTO ma GRATIFICANTE,

COINVOLGENTE E…. UNICO.

Solo con questo amore
in voi sarete in grado di esprimere il vero io,
quello che solo
è l’espressione di Dio,
il solo “io” che voi dovete
amare, capire, privilegiare.

Sopra(V)vivere


Per vivere bene non è più tempo di analisi complesse,

non è più necessario rivisitare il passato,

non serve a nulla voler scavare in sé per condannarsi o per assolversi:

ORA

serve solo l’Abbandono fiducioso e lineare alla Vita.

È sufficiente che nel vivere quotidiano si applichi la semplice regola cosmica

“Amati e non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”.


Nell’Amore verso se stessi è racchiuso il segreto dell’Armonia.

Amarsi con Consapevolezza,

amarsi con Semplicità,

accettarsi con la Consapevolezza di essere parte di un Tutto,

accettarsi con la semplice convinzione di non esserci fatti da soli,

che il nostro compito è solo quello di capirci,

di migliorare le nostre caratteristiche

e senza pretendere di stravolgere la base di cui siamo portatori.

Ognuno è diverso dall’altro ma ha in sé la stessa componente energetica:

i codici divini.

Essere consapevoli di ciò porta a non lottare per affermare le proprie idee contro quelle altrui,

poiché l’altro ha in sé – come noi – gli stessi codici divini.

Anche se le manifestazioni esterne sono diverse, la sostanza energetica è uguale per tutti

(Carla Parola – Terza Lettura)

E vorrei aggiungere che la regola cosmica diventa ancora più produttiva se enunciata così:


“Amati e fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te!”


La maggior parte delle esistenze non sono vissute, ma sopra(v)vissute nel senso che si tratta di una sorta di corsa ad ostacoli con l’obiettivo di superare sofferenze, dolori, guai, prove che ci si parano (inaspettatamente??) davanti, e quello che è più triste è che molto spesso ci si trova a dover sopra(v)vivere a se stessi, perché non tutti gli uomini sanno amarsi, acettarsi, conoscersi. La conoscenza di se stessi è forse la questione più importante e allo stesso tempo più impegnativa del nostro percorso terreno. Spesso ci sembra che quella della conoscenza di se stessi sia una cosa ovvia, spesso banale, fino a quando non ci troviamo di fronte a prove, ad ostacoli grandi e ci accorgiamo di reagire in maniera imprevista, inaspettata, quasi come fossimo degli estranei a noi stessi. Ecco quindi che le nostre scelte non sono più allineate, sono disarmoniche, inceppate,contrarie alla nostra energia vitale!


Gli ostacoli che ci troviamo ad affrontare non ci sono caduti in testa a casaccio, è il nostro Io superiore che ce li propone, sempre con delle ragioni validissime e sempre assolutamente calibrati alle nostre forze! Magari il nostro ego non è in grado di comprenderle queste ragioni, ma il nostro Io superiore le conosce molto bene! Sono proprio queste difficoltà che ci permetteranno di raggiungere una conoscenza di noi stessi e una armonia vibrazionale profonda con noi stessi e con l’universo, consentendoci di essere consapevolmente parte del Tutto in maniera duratura ed equilibrata.
A volte ci sembra impossibile sopra(v)vivere alle difficoltà che la Vita (Io Superiore) pone, proprio perché non abbiamo ancora raggiunto la conoscenza profonda di noi stessi e non abbiamo l’umiltà di accettare questa eventualità. Il più delle volte è molto più facile incolpare chissachì di quel che ci capita e così scrollarcene di dosso la responsabilità,a in questi casi buttiamo i panni con l’acqua sporca, in quanto scrollandoci di dosso le responsabilità ci precludiamo anche la possibilità di risolvere le questioni in maniera produttiva.

Se riuscissimo a fare delle profonde analisi di noi stessi osservando umilmente in maniera distaccata le situazioni che ci coinvolgono, allora sì potremo avere la certezza di poter sopra(v)vivere, anzi di VIVERE!

Se invece ci ostiniamo a pensare che non è giusto, che perchè proprio a me, che non sono più in grado di sopportarlo e così via… l’evolversi sarà deleterio!

Ma proviamo a fidarci di noi stessi, ad amarci e a crederci, finiamola di re-agire anzichè agire sempre guidati dalla prospettiva di cosa penseranno gli altri.
Il nostro obiettivo è quello di raggiungere la pace interiore e quindi di dare le adeguate risposte a ciò che la situazione ci propone.
Tutto ciò che ci capita… non ci capita, è mirato , anzi siamo noi stessi a richiederlo e ogni situazione possiede una vibrazione che deve essere armonizzata per permetterci di crescere, di VIVERE, smettendo di sopra(v)vivere.
Se riusciamo a capire questo allora smetteremo di ribellarci, e saremo finalmente in grado di accettare e quindi di fluire insieme agli eventi, rendendoli nostri alleati, anzichè ostinarci a combatterli.


Smettiamola di convincerci di “non meritarlo”, che non è adeguato a noi, che era più appropriato capitasse a Tizio o a Caio, dobbiamo arrivare a metabolizzare il fatto che se così fosse non ci sarebbe successo.
Se le premesse fossero state differenti, diverse sarebbero anche le conseguenze. Non può “succedere” quello che l’individuo non è in grado di sopportare e di gestire è ciò che “capita” non è MAI una punizione! La punizione non è contemplata dall’Amore e l’energia che ci avvolge che si permea è essenzialmente Amore, ergo…
Proviamo a capire che le difficoltà sono opportunità, insegnamenti, che comunque noi abbiamo le capacità e il potere di gestire al meglio.
Se non riusciamo a comprendere questo non potremo che avere re-azioni violente, di negazione di ciò che è, di non accettazione dell’essenza, di allontanamento dall’Amore!
Quindi così facendo non potremo mai sfruttare al meglio le opportunità di crescita, non faremo altro che precipitare sempre più in basso nel baratro senza fondo dell’esistenza inconsapevole. Non potremo fare altro che continuare a sopra(v)vivere malamente arabattandoci mal disposti verso noi stessi e verso gli altri!

Sopra(v)vivere quindi utilizziamo col significato di Vivere Sopra, se riusciamo a porci sopra al vivere il gioco è fatto; Ponendoci come osservatori di noi stessi vivremo consapevolmente in maniera compatibile alla nostra Energia Vitale, in modo da fonderci direttamente all’Energia Divina di cui siamo parte olografica. Diamo spazio e fiducia al nostro io Superiore, al “Dio” in noi, così sarà la cosa più ovvia e automaticamente naturale vedere gli eventi della nostra esistenza da una prospettiva superiore (Sopra) affrontando tutte le situazioni con atteggiamento relativo anzichè assoluto . Non esiste l’evento assoluto, è invece tutto relativo all’atteggiamento mentale e quindi qualunque cosa della nostra vita va affrontata in modo relativo in modo da comprenderla profondamente e consapevolmente.

Se ci lasciamo prendere dal panico o dallo sconforto e ci facciamo guidare e influenzare dalla convinzione che ciò che accade è un evento assoluto incontrovertibile che si è manifestato nella nostra vita per un volere superiore ed è al di là delle nostre potenzialità, allora non solo perdiamo le proporzioni, ma abdichiamo definitivamente ad ogni nostro potere!
Per affrontare la vita in modo relativo e gestirla in modo personale è fondmentale osservare gli avvenimenti dall’alto. Questo è il sopra(V)vivere che auspichiamo!

“Vivere con lo sguardo rivolto in alto sarà un vivere estremamente facile.”

tratto da uno scritto di Carla Parola http://www.carlaparola.org/

la vita è bella