venerdì 5 febbraio 2010

La Morte non esiste

E se ti dicessi che ciò che voi chiamate “morte” è cosa più bella che vi possa capitare?

Lo troverei difficile da accettare.

Credi davvero che sia meglio vivere sulla Terra che in Paradiso?
Ti dico questo: al momento della morte scoprirai la più grande libertà, la più grande pace, la più grande gioia e il più grande amore che tu abbia conosciuto.
[…]
La morte non esiste.
La vita continua incessantemente, per i tempi dei tempi; semplicemente, cambia forma.
Va bene, riformulerò la domanda: il nostro “cambiamento di forma” non ha conseguenze?

Dopo che avete cambiato forma le conseguenze cessano di esistere, c’è solo la Conoscenza.
Le conseguenze sono un elemento della relatività, nell’Assoluto non esistono perché dipendono da un tempo “lineare”.
Nel Regno dell’Assoluto ci sono soltanto pace, amore e gioia.
In quel regno saprete finalmente la Buona Novella: che il vostro “Diavolo” non esiste, e che voi siete ciò che avete sempre pensato di essere: pura bontà e amore.
Nel mondo relativo, un mondo di giudizi e di condanne, altri vi hanno giudicato, e sulla base di quei giudizi voi avete giudicato voi stessi.
Perciò ora volete che sia Dio a giudicarvi, ma Io non lo farò.
E poiché non potete capire un Dio che non agisce come farebbe un essere umano, vi sentite perduti.
La vostra teologia è il tentativo di ritrovarvi.

Tu sostieni che le nostre teologie sono insensate, ma come potrebbero funzionare senza un sistema di ricompensa e castigo?

Tutto dipende da quale pensi sia lo scopo della vita.
Se credi sia una prova per determinare se siete “degni”, allora le tue teologie cominciano ad avere senso.
Se credi che la vita sia un’opportunità, un processo attraverso il quale puoi scoprire (o ricordare) che sei degno e lo sei sempre stato, allora le tue teologie sono assurde.
Se credi che Dio sia un Essere con un io che richiede attenzione, adorazione, apprezzamento e affetto, ed è disposto a uccidere per ottenerlo, le tue teologie funzionano.
Se credi che Dio non abbia bisogno di nulla e sia la Fonte di tutte le cose, il fulcro di ogni saggezza e amore, allora le tue teologie cadono a pezzi.
Ti dico questo: lo scopo della vita non è compiacere Dio, ma conoscere e ricreare Chi Siete.
Nel fare ciò compiacete Dio e La glorificate.

Tratto da Conversazioni con Dio
di Neale Donald Walsch

7 commenti:

  1. Cha dire......credo sia così!

    Namastè!

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  2. certo! non può che essere così! Non c'è altra spiegazione!!!

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  3. Buon Giorno Cara Giò,
    E' anche vero che bisogna crescre soprattutto nel cuore, perchè quando si passa la porta esistenziale biologica, rivediamo ogni cosa della nostra vita materiale, delle nostre parole, dei nostri pensieri delle nostre azioni, delle implicanze, dei coinvolgimenti ed anche del male che abbiamo causato consapevolmente o inconsapevolmente agli altri. Anche se non c'è nessuno che ci giudica, la nostra divina coscienza c'induce a riparare per elevarci oltre gli errori. A RITORNARE SU QUESTO PIANO DEL RAFFRONTO E DELLA CRESCITA SPIRITUALE PERCHE' FA PARTE DEL SENTIERO EVOLUTIVO CHE CONDUCE A GRANDE TUTTO.

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  4. Non mi è chiara la parte che dice: Dio è un Essere con un io... e tantomeno quella che: Dio è disposto a uccidere per ottenere attenzione, adorazione, apprezzamento e affetto...
    Ho sempre pensato che Dio in realtà eravamo semplicemente tutti noi e non UN ESSERE CON UN IO. L'amore non bisogna ottenerlo a tutti i costi.Basta darlo e prima o poi ti verrà restituito. :)

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  5. è proprio come pensi tu... nel testo si dice che se Dio fosse "un Essere con un io disposto a uccidere per ottenere attenzione, adorazione, apprezzamento e affetto" allora le nostre teologie avrebbero un senso, ma dato che Dio non ha "bisogno di nulla ed è la Fonte di tutte le cose, il fulcro di ogni saggezza e amore" le nostre teologie non hanno alcun senso e cadono a pezzi!
    ;-D

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  6. da Mariarita, ciao voglio rispondere alla tua affermazione iniziale, "la morte è una coa bella" credo sia vero...anzi scentificamente è stato approvatoche alla morte segue una sensazione bellissima, (molto simile al'apice che si raggiunge quando si fa sesso). basta anche leggere le testimonianze di molte persone che hanno vissuto la pre-morte, molti non volevano tornare indietro questo è quanto hanno dichiarato! Io ho smesso di averne paura, molto tempo fà, quando una sera andando a dormire con la sciarpa: (è stata una dimanticanza!)la sciarpa di seta mi si era avvolta intorno al collo e mi stavo soffocando...la cosa buffa è che sognavo di chiedere aiuto ad una persona che era li'. Vi garantisco che ad un certo momento provai una sensazione stranissima di benessere e piacevole..quasi una pace interiore mai provata...in quel momento mi sono svegliata...(cianotica e sudata) ed ho capito tra la mia esperienza e le storie sentite, che è una sensazione reale quella che ho provato io..allora che dire? IO NON HO PIU' PAURA DELLA MORTE..! einoltre lavorando in ospedale, sto imparando a conoscere i sintomi che vivono gli altri...(quando accade) nessuno strilla, urla.. si dispera..(a parte in certe occasioni violente purtroppo)anzi li vedi che dolcemente di ora in ora cadono in un torpore...ogni membro del loro corpo si rilassa..e credetemi in un piu' occasioni prima di cadere in quel torpore, indicavano la presenza di qualcuno che era andato li per accompagnarlo in quel passaggio...tra la vita e la morte! l'ultimo è stato Domenico, davanti ai familiari esterefatti che vedevano il loro parente assente con loro, ma con le mani protese verso l'alto, come se tentasse di andare tra le braccia di qualcuno. Mi dicevano che non capivano quell'atteggiamento..glielo spiegai facendogli una dimostrazione pratica. Io e domenico bisticcaivamo spesso perchè lui continuava a mangiare delle cose assolutamente gravoseper la sua salute..mi strillava perchè puntualmente gliele toglievo (dico questo per far capire quello che è successo poi).
    mi avvicino al suo letto, gli dico -Domenico sono Rita, posso rimanere?- mi fa cenno di no con la testa. - Allora vuoi che me ne vada via?- il suo cenno è di assenso...faccio presente ai familiari che lui è ancora li con la testa. gli chiedo il nome della moglie morta alcuni anni fà, "Contraria" è il soprannome dato da lui alla sua signora... Gli domando ancora - Ma con chi stai parlando con Contraria?- mi risponde di si, -allora è venuta a prenderti?- mi risponde di si. -Ma tu vuoi andare via con Lei?- un altro accenno positivo! -fai buon viaggio gli sussurro!
    mi giro verso i familiari che mi guardavano sbigottiti..ho detto loro non siate egoisti lasciatelo in silenzio, lui vuole andar via e la sua espressione è beata non certo sofferente..!
    beh! ci scherzo un po' su' non mi ahhno fatta andare via dalla stanza fino al suo iltimo respiro..e nessuno ha piu' pianto...spero di essere stata utile in questa mia testimonianza un abbraccio!

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  7. MariaRita, che bella testimonianza... commovente...
    Possiamo utilizzarla per l'e-book sulle esperienze dirette che stiamo preparando come bonus al prossimo libro di Josaya in uscita... "La Morte della Morte"?

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