venerdì 26 febbraio 2010


Un Rabbino stava tenendo le sue lezioni sulla Torah, la sacra scrittura Ebraica, a un piccolo gruppo di giovani studenti ebrei. Un giorno, durante i loro studi, essi trovarono una frase che diceva: “La persona realmente evoluta è solo quella che continua a sorridere nel mezzo delle più grandi difficoltà.”

I giovani studenti ebbero qualche difficoltà ad accettare questa affermazione ed il suo reale significato. “Se noi siamo realmente in difficoltà, come ci è possibile sorridere in queste condizioni?” chiesero al Rabbino.

Il Rabbino si tolse gli occhiali e guardò pensierosamente i suoi giovani studenti. “Ad essere veramente onesto con voi” disse, “io stesso non so rispondere a questa domanda. La verità è che anch’io non so sorridere quando mi trovo in difficoltà. In quei momenti mi sembra di non ricordare come fare a sorridere.”

Il silenzio prevalse nella classe in quanto l’insegnante e gli studenti stavano riflettendo sulla questione. Il Rabbino, dopo la pausa, continuò: “Comunque, io credo ci sia qualcuno che può darvi la risposta.” Egli continuò dicendo ai suoi studenti di un uomo anziano che viveva nella loro città, non lontano dalla sinagoga. E’ stato un bambino abbandonato, un orfano. Quando crebbe, entrambe le sue gambe furono paralizzate in un incidente. La sua vita è stata tutta una lotta, una saga di dolore e sofferenza. “Ciò nonostante,” concluse il Rabbino, “ha sempre un amorevole sorriso sulle labbra! Egli è un meraviglioso essere vivente. Voi dovete andare da lui e chiedergli di rispondere alla nostra domanda.”

Gli studenti rimasero stupefatti nel sentire di questo uomo coraggioso. In gruppo essi andarono e bussarono alla sua porta. La porta fu aperta dall’uomo stesso che si muoveva velocemente su una sedia a rotelle. Egli accolse cordialmente i giovani studenti e chiese loro il motivo della loro visita.

“Signore, è a causa di questo testo che noi stavamo discutendo in classe” disse titubante uno di loro.
“E’ su come una persona deve continuare a sorridere tra le più grandi difficoltà della vita. Il Rabbino ci ha detto che tu sei la miglior persona per parlarci di ciò.”
“Rispondici, per favore” aggiunse un altro.
“Come fai a continuare a sorridere tra così tanto dolore e sofferenza?”

“Sono dispiaciuto, voi siete venuti all’indirizzo sbagliato!” rispose il vecchio uomo, con genuina sorpresa. “Ho 73 anni e in tutti questi anni non ho mai dovuto incontrare alcuna difficoltà! Il Signore è sempre stato buono con me e mi ha sempre protetto nella Sua misericordia. Come posso io insegnare a voi come sorridere tra le difficoltà?” Questo fu davvero un uomo che visse in stretta vicinanza con Dio!

Nei momenti di difficoltà non dite mai: “Dio, ho un grosso problema!”

Dite, invece: “Ehi, problema, io ho un grande Dio!” e ogni cosa andrà per il meglio.

Dal sito “I Colori della Vita”

Daniele Barbarotto

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