venerdì 5 marzo 2010

Il Pensiero positivo



Il Pensiero positivo rappresenta la chiave per scardinare gli schemi mentali negativi che sono tra le cause sia delle malattie che ci affliggono che della nostra infelicità in generale.
Le tecniche proposte dal pensiero positivo funzionano perché portano la nostra attenzione ai nostri processi mentali negativi, alle nostre affermazioni inconsapevoli che programmano e rafforzano nostro malgrado la realtà di ogni giorno.
Piccoli meccanismi a cui non poniamo attenzione che tuttavia ripetuti nel tempo creano i condizionamenti a cui finiamo con il sottostare, arrivando a considerarli anche parte integrante del nostro carattere e anche fino a provocare patologie e disturbi fisici come risultato della cristallizzazione di pensieri negativi.
La casistica di come le nostre emozioni represse e le false credenze si traducano in sintomi è ampia e precisa. Per questo le nostre malattie sono un utile strumento per capire meglio noi stessi.
Per riprogrammare la nostra mente occorre innanzi tutto prestare attenzione ai nostri pensieri, ma esistono anche stratagemmi per “sovrascrivere” il programma negativo, che intendiamo cancellare, con uno nuovo, positivo, che ci aiuterà a cambiare in meglio la nostra vita.
Occorre armarsi di volontà e un minimo di costanza: guardarsi allo specchio ogni mattina, sorridersi.
All’inizio forse sarà difficile, specie in quei giorni in cui non ci si sente per nulla ottimisti, ma piano piano riusciremo a diventare più spontanei e a pronunciare affermazioni positive ad alta voce con spontaneità e convinzione: “Ti voglio bene, sei una persona bellissima…” , dirlo a se stessi sembra strano, eppure funziona.
Guardare se stessi e tutto ciò che ci circonda con più amore e, perché no, con un po’ di umorismo, per relativizzare i piccoli drammi e i conseguenti malumori.
Il pensiero positivo potrà operare veri e propri piccoli miracoli.

Dal report di presentazione al libro: "Pensieri per vivere meglio - Prendere la vita nelle proprie mani e farla diventare meraviglios" di Omar Falworth

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