martedì 9 marzo 2010

L'esistenza dell'anima


Una delle tre forze dell'Anima è il Pensare.
Esso, fra tutte le capacità possedute dall’uomo, permette l’accesso e l’accoglimento delle comunicazioni del Mondo dello Spirito in due modi: cosciente o naturale.
Il rapporto con lo Spirito può essere voluto coscientemente, quando è determinato da una disciplina meditativa oppure naturale quando, tramite il cervello, si percepiscono pensieri.

Il cervello fisico non può produrre in nessun modo i pensieri la cui natura non é fisica, materiale bensì spirituale: perciò il cervello può solamente percepire i pensieri.
L’Io nell’uomo è una cellula dello Spirito Cosmico e la sua azione cosciente può avvenire soprattutto usando come strumento i pensieri; di conseguenza la qualità dell’azione dell’Io è direttamente proporzionale alla qualità dei pensieri che si collegano all’interiorità umana grazie alla vita dell’Anima, il cui strumento principale è il pensare.
Il pensare però non vive una sua vita autonoma e indipendente all’interno dell’Anima; esso è condizionato o sostenuto dalle altre due forze del Sentire e del Volere.
Quando queste ultime due sono malate nel senso sopradescritto ossia animalizzazione della Volontà e vegetalizzazione dei Sentimenti, i contraccolpi sul Pensare sono inevitabili.
In tal modo i pensieri vengono bloccati sulle limitatezze delle altre due forze dell’Anima, finendo per esprimere prevalentemente la povertà delle espressioni volitive e di sentimento.
Ciò comporterà come conseguenza una limitata capacità dell’attività del pensare nel saper esprimere concetti o rappresentazioni; essendo quindi il pensare vincolato e condizionato da un Sentire e Volere malati, ne conseguirà che l’Anima (e quindi l’essere umano) possederà un ristretto numero di pensieri.

Giovanni Peccarisio
Maestro Scuola Waldorf, laureato alla “Libera Università della Scienza dello Spirito al Goetheanum di Dornach (CH). Autore dei libri: “Evoluzione storica della coscienza e “Ereditarietà ed indirividualità

tratto da http://tuseiluce.altervista.org/blog/?p=3833

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