martedì 9 marzo 2010

Ricerca Spirituale


Essendo la Felicità l’esperienza primaria e Naturale, la vita in funzione della Felicità è un percorso verso la Naturalezza, è uno di questi concetti.

La sofferenza non purifica, sporca. Tra l’altro, se la sofferenza fosse un processo purificante (che purifica [da] se stesso), non ci sarebbe sofferenza, perché si sarebbe già eliminata da sé, oppure non si sarebbe mai prodotta, se non come embrione dissolto nel momento del proprio concepimento.

Quanto meno soffrirebbero gli italiani, se al posto del crocifisso, nelle scuole ci fosse la frase evangelica Ama il prossimo tuo come te stesso? Questa esortazione ha un valore universale, non prettamente religioso, come il crocifisso, mentre leggerla stimola processi più positivi del percepire il crocifisso, simbolo di sofferenza, che di solito imprime matrici negative nel cosiddetto inconscio. E poi, quanto positivamente influirebbe questo scambio di simboli sull’integrazione sociale?

La vita spirituale è un processo di rinuncia alla sofferenza in favore della Felicità, ma alcuni pensano che sia una vita di stenti e afflizione. In quanto esperienza primaria, la (Somma) Felicità è lo stato “più vicino” a Dio (Immanifesto) ed è Dio stesso, se inteso come Amore, esperienza primaria. Ogni esperienza diversa dalla (Somma) Felicità è un peccato, inteso come stato di “separazione” da Dio, ma anche nel senso di esclamazione Peccato mi sto rovinando la vita!

La Felicità non può essere data da altri, ma può soltanto essere scoperta in se stessi. In sostanza, nessuno può dare nulla a nessuno. Ogni esperienza di dare-ricevere è un’esperienza di sé (chiaramente) in sé.


Tratto da:

http://www.andreapangos.it/ricerca_della_felicita.html

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