mercoledì 21 aprile 2010

Eventi del futuro


Questo è un discorso molto importante.

Quando vengono ipotizzati degli avvenimenti, delle date (ad es. 2012), ma soprattutto delle catastrofi che riguardano il “futuro”, bisogna mantenere dentro di sé una certezza: ognuno sarà al posto che più gli compete, ognuno sarà dove Dio, il proprio Dio interiore, vorrà trovarsi in quel momento.

La cosa più importante da capire è solamente questa: in un momento in cui c’è sulla Terra un cambiamento di vibrazione, o per meglio dire di frequenza, nulla potrà più essere come prima, e quindi le forze che sono - direi violentemente - preposte a questo cambiamento porteranno necessariamente degli “sconquassi”.

Posso dirvi una cosa con assoluta certezza: niente è determinato.

È necessario che ogni persona che venga a contatto con certe informazioni riesca a mantenere l’equilibrio, non dico senza dare peso a queste cose, ma inserendole in un discorso con i punti interrogativi finali: Sarà? Non sarà?

Dovrebbe altresì augurarsi che sia solo ciò che Dio permette per il nostro bene, con il minor trauma possibile.

Allora è molto più facile che queste calamità non accadano.

È vero che ricevere delle informazioni non è casuale, ma è anche vero che queste informazioni vanno gestite con la propria sensibilità.

Se una massa enorme di esseri aspetta la terza guerra mondiale, questa arriva perché è chiamata, voluta.

Se viceversa le persone non pensano a questa eventualità, non per scaramanzia, ma semplicemente perché coscienti che ciò potrebbe avvenire come non avvenire, allora l’evento rimane in uno stato di fluttuazione e non si rende operativo.

Quindi ciò che era stato previsto come certo non accade, rimane a livello di ipotesi, insieme ad una rosa di possibilità fra cui ci sarà quella che il genere umano sceglie di vivere.

Ecco perché c’è del tempo davanti a voi, affinché ognuno possa contribuire al passaggio ad una frequenza superiore nel modo più veloce e indolore possibile.

Ricordatevi che è dentro ognuno che questo passaggio deve essere veloce e indolore.

In tal caso il passaggio alla dimensione superiore avverrà senza grossi traumi.


di carla parola

dalla news letter 10/04/2010 di stazione celeste

1 commento:

  1. Non credo che basta ilpensiero da evitare una catastrofe, se questa tocca un territorio fuori della nostra portata, il pensiero viene prima dell'annuciazione della catastrofe, perchè permette di agire in maniera costruttiva e non distruttiva-divoratrice come sempre l'occidente si è mosso.

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