lunedì 12 aprile 2010

La felicità è dentro di noi: i neuroni Gandhi


Ma che cosa centra Gandhi con le neuroscienze e con la felicità. Ho sempre sostenuto che la felicità è la consapevolezza della propria responsabilità.
Tu, come tutti, sei una persona respons-abile quando sai affrontare e superare con successo, le prove che la vita quotidianamente ti propone.
La struttura portante sulla quale puoi costruire la tua responsabilità si chiama autostima, che è la fiducia in te stesso, frutto della consapevolezza di quelle che sono le tue vere doti e anche di quelli che sono i tuoi veri limiti in tal modo avrai la possibilità di sviluppare sempre più le tue potenzialità, migliorando quelle che sono le tue doti ed imparando a superare i tuoi limiti.
Il tuo limite invalicabile che accomuna tutti gli esseri umani e che nessun essere umano è mai stato, e mai potrà essere onnipotente, anzi viene quasi da chiedersi come mai la specie umana sia riuscita a sopravvivere da quando, oltre 4 milioni di anni fa sono comparsi i nostri più lontani progenitori.
Ma come l’essere umano sia riuscito a trasformare questo limite in un vantaggio ce lo stanno spiegando le neuroscienze.
Tutte le specie animali hanno una qualche loro specifica caratteristica che garantisce la loro sopravvivenza: i predatori sono forti, veloci e hanno micidiali armi naturali, mentre le prede il più delle volte si accontentano di essere molto prolifiche, in altri casi tengono lontano il predatore con le loro dimensioni, oppure sono più veloci del loro stesso predatore, in modo tale da riuscire a fuggire nella maggior parte dei casi.
Ma l‘essere umano non ha nessuna di queste doti e allora come ha fatto a sopravvivere? Come ha fatto a superare questi limiti naturali?
La risposta la sanno anche i bambini delle elementari:l‘essere umano è intelligente.
Certo, ma come ha fatto a diventare intelligente?
In quegli anni ancora non era possibile comperare le lauree.
Come, ancora non lo si è capito, ma con che cosa, sembra proprio di sì!
L’essere umano, quasi certamente è diventato intelligente sviluppando nel suo cervello piccolo nucleo di neuroni che hanno reso come diceva un animale fatto per vivere in comunità.
Queto piccolo gruppo di neuroni, che fanno parte del nucleo dei neuroni specchio, ha permesso all’essere umano di sviluppare:la capacità di “sentire” le emozioni dell’altro, che potremmo chiamare “partecipazione“,la capacità di “riconoscere” le necessità dell’altro come proprie, che potremmo chiamare “condivisione” e la capacità di “operare” con l’altro alla soluzione del problema comune che potremmo chiamare “cooperazione“
I neuroni dell’empatia,i neuroni dell’altruismo, o come li chiama Ramachandran Vilayanur, il neuroscienziato che li ha individuati i neuroni Ghandi
Fiducia in se stessi e negli altri, partecipazione, condivisione, cooperazione: tutti gli strumenti della respons-abilità, le potenti e pericolose armi della felicità sono già dentro di te, e solo tu puoi decidere di usarle per essere felice, o lasciarle inutilizzati isolandoti in una solitaria infelicità.

Approfondisci qui:

seguendo la conferenza del prof. Ramachandran Vilayanur tradotta da Daniele Berti

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