lunedì 31 maggio 2010

Legge di attrazione universale e dentro di noi




Vera e imparziale come la Legge di Gravità,

questa forma di energia stabilisce la qualità della nostra
vita: prenderne coscienza e usarla fa la differenza

Il pensiero è la forma di energia più
forte nell’universo. La Legge di Attrazione è una delle Leggi che governano l’Universo. E’ una legge immutabile, imparziale, e agisce sempre, a prescindere dal fatto che se ne sia consapevoli o meno. Non solo: il fatto di essere consapevole o meno dell’azione costante e immutabile di questa Legge nella tua vita stabilisce la differenza tra il successo e il fallimento, tra il divertimento e la noia, tra la ricchezza e la povertà, tra la salute e la malattia.
Questa Legge viene detta universale perché non ha importanza chi sei, dove vivi, qual è il tuo credo religioso, dove sei nata/o… questa Legge agisce per tutti allo stesso modo. E’ vera come è vera e imparziale la Legge di Gravità. Ti sei mai chiesta/o perché ci sono persone che sembrano avere tutto dalla propria parte?
Coincidenze fortunate, incontri vantaggiosi, successi, relazioni appaganti… eppure non sono diversi da te. Magari parlano la tua lingua, sono nati a pochi metri da te, hanno la tua stessa età e la tua stessa cultura. E allora come fanno? Qual è la differenza? La differenza è semplicemente questa: conoscono o comunque usano vantaggiosamente la Legge di Attrazione.
Sanno che si attrae tutto qullo su cui ci si focalizza. Anziché focalizzarsi su un problema, immaginano e progettano la soluzione. Invece di pensare a come arrivare a fine mese, captano le infinite possibilità di abbondanza e guadagno che la vita propone a tutti noi. Invece di rammaricarsi per la propria solitudine, attraggono coscientemente splendide e soddisfacenti relazioni. E si circondano di persone come loro: cercano una risonanza nella mentalità della gente, cercano negli altri lo specchio di ciò che sono o vogliono diventare.
Queste persone sono la prova vivente, che la Legge di Attrazione funziona sempre e ti mostrano anche come essa agisce.

Pensa a te stesso come ad un potentissimo
magnete! Non un magnete che prova ad attrarre,
ma che semplicemente attrae. Non si può
non attrarre e non si può non creare: prima
diventi consapevole di questo, più in fretta
realizzerai i tuoi sogni

Fornisce loro coincidenze fortunate, occasioni, situazioni vantaggiose, che non aspettano altro che essere sfruttate.
Pensa a te stesso come ad un potentissimo magnete! Non un magnete che prova ad attrarre, ma che semplicemente attrae.
Non si può non attrarre e non si può non creare: prima diventi consapevole di questo, più in fretta realizzerai i tuoi sogni. E ogni volta che riesci ad attrarre nella tua vita una coincidenza fortunata, crei dentro di te un sistema di credenze che ti rende sempre più potente, rapido ed efficace nell’Arte del Manifestare. Ricordati sempre che se pensi alla mancanza di qualche cosa, attrai altra mancanza. Se pensi a qualcosa che ami, attrai altro amore: è incredibilmente semplice, ed è esattamente così, da sempre.

Tratto da Libera il Libro 3/2010

La scelta delle due buste



Tratto dal libro "Le chiavi del successo" di Napoleon Hill, questo passo ci sintetizza alcuni aspetti del funzionamento della nostra mente.
Alla nascita è come se vi presentassero due buste sigillate. Su una c'è scritto "Premi" e sull'altra "Castighi".
La prima busta contiene un elenco di tutti i benefici di cui godrete se diventerete padroni della vostra mente e la userete per ottenere ciò che desiderate. Nella seconda troverete la lista delle conseguenze negative a cui andrete incontro se non saprete dominare la vostra mente e orientarla verso un obiettivo valido.
[...] Vi accorgerete che esse sono vere e che i premi e i castighi che contengono sono anch'essi reali. La natura aborrisce due cose: il vuoto e l'inattività. Se un muscolo non viene usato, si atrofizza e diventa inutile. Lo stesso vale per le facoltà mentali: il vostro cervello e la vostra vita saranno soggetti ad ogni influsso passeggero, incapaci di resistere o di agire in modo positivo, a meno che non fissiate la mente sull'oggetto desiderate ed escogitiate un piano che vi aiuti ad ottenerlo.
Vi è probabilmente noto il vecchio adagio che dice: "Il successo attira il successo, mentre il fallimento attira altri fallimenti". Non c'è niente di più vero. Più lotterete per aver successo, più diventerete capaci di raggiungerlo. Stare senza fare nulla e rassegnarvi al fallimento serve solo a procurarvi altri insuccessi.
Se farete lavorare le vostra mente con un atteggiamento mentale positivo e sarete conviti che è vostro diritto riuscire, la vostra condizione vi guiderà inevitabilmente verso qualsiasi cosa sia per voi un successo. Se invece adotterete un atteggiamento mentale negativo e vi riempirete la testa di pensieri di paura e frustrazione, non farete che tirarvi addosso tutte queste cose. Tutto questo deriva dall'atteggiamento mentale, perché allora non farlo diventare positivo?
(Napoleon Hill)

La Ragione aiuta...


Nel buddhismo, è ripetuto diverse volte che sulla via spirituale sono necessarie tanto la fede come la ragione. (Nagarjuna, un maestro indiano del II secolo, nel suo famoso testo (La preziosa ghirlanda) afferma come della ragione, cioè della fede e dell'analisi. La fede vi porta a uno stato di esistenza superiore, mentre la ragione e l'analisi vi guidano alla liberazione completa.

L'importante è che la fede provata nell'ambito della propria pratica spirituale si fondi sulla ragione e la comprensione.

Per sviluppare dentro di sè una fede derivante dalla ragione o dalla comprensione, una persona che aspira a intraprendere il sentiero spirituale dovrebbe dimostrarsi aperta e lucida. In mancanza di una parola migliore, possiamo definirlo una condizione di salutare scetticismo. Quando ci si trova in questo stato di lucida apertura mentale si riesce a ragionare, e ragionando si può arrivare in certa misura a capire. Consolidando la propria comprensione nascono la convinzione, la fede e la fiducia in un dato oggetto. Inoltre questa fede, fiducia o confidenza, basandosi sulla ragione e sulla comprensione, sarà molto salda. Proprio per questo motivo, negli scritti del Buddha troviamo un ammonimento ai suoi seguaci: non devono accettare le sue parole soltanto per la venerazione che gli portano. Il Buddha suggerisce ai suoi discepoli di sottoporre tutte le sue parole a verifica, proprio come l'orefice verifica la qualità dell'oro attraverso rigorose procedure. E si dovrebbe accertare la validità dei suoi insegnamenti basandosi unicamente sulla propria verifica personale.

In un brano del Vangelo c'è un riferimento alla luce che scaccia l'oscurità,seguito immediatamente da un riferimento alla salvezza. Per collegare queste due idee, direi che le tenebre dell'ignoranza sono scacciate dalla vera salvezza, lo stato di liberazione. In questo modo, si può comprendere il significato di salvezza anche nel contesto cristiano.

Le Scritture buddhiste descrivono tre categorie di persone in rapporto all'atteggiamento individuale verso la pratica spirituale, indicando il tipo di persone più adatto a ottenere i massimi benefici da un'intesa pratica spirituale. Anche se non riesco a ricordare la citazione esatta, essa dice più o meno così: idealmente, gli individui più adatti alla pratica sono quelli che, oltre a essere intellettualmente dotati, hanno una fede e una devozione univoche, e che sono saggi. Queste persone sono le più recettive alla pratica spirituale. Gli individui del secondo gruppo sono quelli che forse non sono molto intelligenti, ma hanno una fede salda come la roccia. Gli sfortunati sono quelli della terza categoria. Possono essere persone molto intelligenti, ma sono sempre torturati dallo scetticismo e dai dubbi. Sono intelligenti, ma tendono all'esitazione e alloì scetticismo, e non riescono mai a ottenere realmente la pace. Sono le persone annoverate tra le meno recettive. Quando parliamo di livelli di intelligenza, parliamo di fenomeni relativi. Una persona può essere più intelligente se comparata a certuni, ma meno intelligente in rapporto ad altri. In generale, pare dimostrato che nella pratica spirituale se la fede, cioè la convinzione, è fondata sulla comprensione raggiunta attraverso un processo di ragionamento, essa è molto forte. Tale convinzione è salda perchè voi stessi siete convinti dell'efficacia o della validità dell'idea in cui avete riposto la vostra fede. E di conseguenza tale convinzione riesce a motivare all'azione in modo molto efficace. Ecco perchè, secondo il buddhismo, l'intelligenza è considerata molto importante nel sentiero spirituale di una persona. In tale tradizione si combina l'intelligenza con il cuore, la parte emotiva. Quando la fede e la compassione, che hanno una natura maggiormente emotiva, sono sostenute da una profonda convinzione raggiunta per mezzo della riflessione e dell'analisi, allora diventano davvero molto salde.

Al contrario, se fede o compassione non sono fondate su una logica così forte, e hanno invece una natura più affettiva, più istintiva, non sono molto solide e verranno minate e scosse quando ci si imbatterà in particolari situazioni e in particolari circostanze. Un detto tibetano afferma: “Una persona la cui fede non è fondata sulla ragione è come un corso d'acqua che può essere deviato in qualunque direzione”. (Dalai Lama)

venerdì 28 maggio 2010

Fai di questo giorno il tuo capolavoro




Vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra.

E che cosa farò, dunque, di questo ultimo prezioso giorno che mi rimane?
Per prima cosa, sigillerò il suo potenziale di vita in modo che nemmeno una goccia
se ne perda sulla sabbia.
Non sprecherò nemmeno un momento nell’affliggermi per le traversie di ieri,
per le sconfitte di ieri, per le sofferenze di ieri:
perchè mai, infatti, dovrei gettare via il bene a causa del male?

Può forse la sabbia risalire la clessidra?
Il Sole può forse sorgere dove tramonta e tramontare dove sorge?
Posso rivivere gli errori di ieri e correggerli?
Posso tornare alle ferite di ieri e risanarle?
Posso diventare più giovane di quanto lo fossi ieri?
Posso riportare indietro le parole che mi hanno ferito, i colpi che mi sono stati inferti,
il dolore che mi è stato inflitto?

No.

Ieri è sepolto per sempre, ed io non ci penserò più.

E dunque, vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra.

E che cosa farò allora? Dimenticando ieri, non penserò nemmeno al domani.
Perchè dovrei trascurare ciò che è adesso, a favore di quel che potrebbe essere?
Può la sabbia di domani fluire nella clessidra prima di quella di oggi?
Forse che il Sole sorgerà due volte questa mattina?
Posso compiere le azioni di domani mentre mi trovo sulla strada di oggi?
Posso mettere oggi nella mia borsa l’oro di domani?
Può il bambino che nascerà domani nascere oggi?
Può la Morte che arriverà domani
proiettare la sua ombra all’indietro per oscurare la gioia di oggi?
Dovrei interessarmi ad avvenimenti a cui potrei non assistere mai?
Dovrei tormentarmi per problemi che potrebbero non verificarsi mai?

No.

Il domani giace sepolto insieme a ieri, ed io non ci penserò più.

E dunque, vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra.

Questo giorno è tutto quanto posseggo, e queste ore sono adesso la mia eternità.
Saluto quest’alba con grida di gioia, come un prigioniero
a cui è stata risparmiata la Morte.
Leverò le braccia al cielo, ringraziando per l’inestimabile dono di un nuovo giorno.
E ancora, mi batterò il petto con gratitudine pensando a tutti quelli
che hanno salutato l’alba di ieri, ed oggi non sono più tra i vivi.
Sono davvero un essere umano fortunato, e le ore di oggi altro non sono che un premio.
Perchè è stato concesso a me di vivere ancora questo giorno
mentre altri esseri umani, molto migliori di me, se ne sono andati?
Forse perchè hanno raggiunto il loro scopo mentre io devo ancora realizzarlo?
E’ questa una ulteriore opportunità che mi è offerta
per diventare l’essere umano che so di poter essere?
C’è uno scopo nella natura?
E’ questo il mio giorno per eccellere?

E dunque, vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra.

Non ho che una sola vita, e la vita altro non è che una misura del tempo.
Sciupando il tempo distruggo la vita.
Se sciupo l’oggi distruggo l’ultima pagina della mia vita.
Quindi amerò ogni ora di questo giorno, perchè essa non tornerà mai più.
Non può essere depositata in banca oggi per essere ritirata domani,
perchè chi mai può afferrare il vento?
Tratterrò forte nelle mie mani ogni minuto di questo giorno
e lo accarezzerò con amore, perchè il suo valore non ha prezzo.
Chi sta per morire non potrà mai comprare un altro respiro,
anche se in cambio darebbe tutto l’oro che possiede.
A quale prezzo oserei valutare le ore che mi attendono? Sono inestimabili!

E dunque, vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra.

Allontanerò con furore gli assassini del tempo.
Distruggerò con l’azione ogni tentazione a procrastinare;
seppellirò il dubbio sotto la fede;
smembrerò il timore con la fiducia in me stesso.
Non ascolterò parole futili, non indulgerò accanto a mani oziose,
non andrò a visitare gli sfaccendati.
Ormai so che indulgere all’indolenza significa rubare cibo, vesti e calore

a coloro che amo. Io non sono un ladro.
Io sono un essere umano di amore,
e questo mio oggi è la mia ultima occasione di dimostrare il mio amore e la mia grandezza.

E dunque, vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra.

Compirò oggi i doveri di oggi.
Oggi accarezzerò i miei figli, fintanto che sono giovani;

domani essi se ne andranno, e io pure.
Oggi abbraccerò il mio compagno, o la mia compagna,
baciando dolcemente le sue labbra;
domani se ne andrà, e io pure.
Oggi aiuterò chi è nel bisogno;
domani non potrà più chiedere aiuto, ed io non potrò più udire la sua voce.
Oggi mi offrirò al sacrificio ed al lavoro;
domani non avrò nulla da dare, e non ci sarà nessuno a ricevere.

E dunque, vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra.

E se è il mio ultimo giorno, allora sarà il mio più grande capolavoro.
Farò di questo giorno il più bel giorno della mia vita.
Di questo giorno berrò ogni minuto sino all’ultima goccia.

Ne assaporerò il gusto e renderò grazie.
Terrò conto di ogni ora e scambierò ogni minuto soltanto con qualcosa che sia di valore.
Lavorerò più duro di quanto abbia mai fatto,
sforzerò i miei muscoli sino a che non imploreranno requie, e allora continuerò.
Farò più visite di quante ne abbia mai fatte prima.
Venderò più mercanzie di quanto abbia mai fatto prima.
Guadagnerò più oro di quanto ne abbia mai ottenuto prima.
Ogni minuto di oggi sarà più fruttuoso delle ore di ieri.
Il mio ultimo giorno deve essere il migliore.

E dunque, vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra.

E se non lo sarà, cadrò in ginocchio e renderò grazie.



Og Mandino
la pergamena V
estratta dal libro Il più grande venditore del mondo

Prima di pensare male conta fino a 1000 e poi ...pensa bene!

Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d'attesa di un grande aeroporto.
Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo.
Comprò anche un pacchetto di biscotti.
Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla.

Accanto a lei c'era la sedia con i biscotti e dall'altro lato un signore che stava leggendo il giornale.

Quando lei cominciò a prendere il primo biscotto, anche l'uomo ne prese uno.
Lei si sentì indignata ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro.
Tra lei e lei pensò "ma tu guarda se solo avessi un pò più di coraggio gli avrei già dato un pugno..."
Così ogni volta che lei prendeva un biscotto, l'uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno ne prendeva uno anche lui.
Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna pensò "ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti!!"
Vide l'uomo che prese l'ultimo biscotto e lo divise a metà!
"AH, questo è troppo" pensò, cominciò a sbuffare ed indignata si prese le sue cose, il libro, la sua borsa e si incamminò verso l'uscita della sala d'attesa.

Quando si sentì un pò meglio e la rabbia era passata, si sedette in una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l'attenzione ed evitare altri dispiaceri.
Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo dentro quando... nell'aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno.
Sentì tanta vergogna e capì solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quell'uomo seduto accanto a lei che però aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, nervoso o superiore al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva ferita nell'orgoglio.

LA MORALE:
Quante volte nella nostra vita mangeremo o avremo mangiato i biscotti di un altro senza saperlo?
Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di pensare male delle persone, GUARDA attentamente le cose, molto spesso non sono come sembrano!!!!
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giovedì 27 maggio 2010

Ricchi si nasce o si diventa?



Bob Proctor, formatore e autore di best-seller internazionali, sarà per la prima volta in Italia per illustrare come la ricchezza sia più una questione di atteggiamento mentale che di fortuna


Cesena, 27 maggio 2010 – Molte persone pensano che la ricchezza sia un traguardo lontano e spesso irraggiungibile, ma non si rendono conto che è proprio questo pensiero ad allontanare la prosperità. Cambiare prospettiva però è possibile, lo insegna in modo magistrale

Bob Proctor, formatore, studioso delle potenzialità della mente, autore di libri di successo (Sei Nato Ricco e Non è una questione di soldi, Bis Edizioni) e fra i più carismatici protagonisti del fenomeno The Secret (oltre 400.000 copie vendute solo nel nostro Paese). Proctor sarà per la prima volta in Italia, a Milano Marittima (Ravenna), il 18 settembre per un unico e importante appuntamento: una giornata formativa rivolta a tutti coloro che desiderano scoprire il segreto della ricchezza e conquistare tempo, denaro e libertà.

Durante questa giornata Proctor guiderà i partecipanti ad adottare un nuovo e stimolante punto di vista: quello secondo cui ogni persona nasce ricca e, precisamente, ricca di potenzialità.

Il seminario si focalizzerà su diversi aspetti cruciali che aiuteranno i presenti a riconoscere e a far fruttare i propri talenti. Si partirà con un percorso volto a liberarsi di sentimenti negativi e opprimenti, paure e pensieri controproducenti, che porterà alla consapevolezza di come essi costituiscano solo uno stato mentale e non la realtà. Bob Proctor illustrerà poi come, una volta compreso questo aspetto, sia possibile innalzare le proprie aspettative di crescita e realizzazione, diventando quasi magicamente in grado di attirare situazioni favorevoli e di sprigionare il proprio potenziale.

Il seminario di Milano Marittima del 18 settembre si delinea come un evento rivolto a tutti, da chi è semplicemente in cerca di nuove prospettive a dipendenti, liberi professionisti, dirigenti aziendali. Sarà un’occasione speciale per scoprire come, esattamente come scrive Proctor nei suoi libri, siamo nati tutti ricchi, perché la ricchezza a più a che fare con l’atteggiamento mentale che con la fortuna.



QUANDO: 18 Settembre 2010 (10.00 – 13.00 e 14.30 -17.30)


DOVE: Milano Marittima, Ravenna, Palazzo dei Congressi, via J. Gora, 12


INGRESSO: a pagamento.


Per maggiori informazioni in merito a prezzi e promozioni speciali per chi si iscrive anticipatamente


visitare il sito www.macrolibrarsi.it.



Bob Proctor, fondatore e presidente di LifeSuccess Productions, è considerato uno dei più grandi speaker sul tema della prosperità, di relazioni appaganti e della consapevolezza spirituale. Si occupa da oltre 40 anni del Potenziale della Mente. È un self-made man che viene da una vita di limitazioni. Nel 1960 abbandonò la scuola superiore senza nessuna prospettiva di lavoro. Oggi sviluppa per le imprese e per le società di tutto il mondo strategie di assistenza ai dipendenti di tutti i livelli ai fini di migliorare la loro attività lavorativa. Gira il mondo insegnando a credere nella grandezza della mente e nelle abilità nascoste di ognuno per ottenere prosperità e abbondanza per mezzo della legge di attrazione illustrata anche in The Secret.




I suoi principi sono spiegati nel suo best-seller internazionale Sei Nato Ricco. Egli afferma che è una cosa positiva essere ricchi e che il denaro è auspicabile se è l’individuo a governarlo e non l’inverso. Il rapporto tra l'uomo e il denaro è approfondito anche nel suo ultimo libro Non è questione di soldi (Bis Edizioni), in cui il rapporto tra uomo e denaro è completamente capovolto: non è il denaro a dare valore all'uomo ma viceversa. (10.000 copie vendute, Bis Edizioni), dove incoraggia le persone al successo rivedendo le proprie attitudini


BOB PROCTOR LIVE - SEI NATO RICCO

Conquista la Vita che Meriti

Sii generoso anche quando nessuno ti guarda...

In tempi antichi un re fece collocare una pietra enorme in mezzo ad una strada. Quindi, nascondendosi, rimase ad osservare per vedere se qualcuno si prendeva la briga di togliere la grande roccia in mezzo alla strada. Alcuni mercanti ed altri sudditi molto ricchi passarono da lì e si limitarono a girare attorno alla pietra.
Alcuni persino protestarono contro il re dicendo che non manteneva le strade pulite, ma nessuno di loro provò a muovere la pietra da lì.
Ad un certo punto passò un campagnolo con un grande carico di verdure sulle spalle; avvicinandosi all’immensa roccia poggiò il carico al lato della strada tentando di rimuovere la roccia.
Dopo molta fatica e sudore riuscì finalmente a muovere la pietra spostandola al bordo della strada.
Tornò indietro a prendere il suo carico e notò che c'era una piccola borsa nel luogo in cui prima stava la pietra.
La borsa conteneva molte monete d'oro e una lettera scritta dal re che diceva che quell'oro era per la persona che avesse rimosso la pietra dalla strada. Il campagnolo imparò quello che molti di noi neanche comprendono: "Tutti gli ostacoli sono un'opportunità per migliorare la nostra condizione".

Io lo so che non sono sola!

mercoledì 26 maggio 2010

Essere gentili conviene sempre...

Qualche tempo fa quando un gelato costava molto meno di oggi, un bambino di dieci anni entrò in un bar e si sedette al tavolino. Una cameriera gli portò un bicchiere d’acqua. "Quanto costa un Sundae?" chiese il bambino. "Cinquanta centesimi" rispose la cameriera. Il bambino prese delle monete dalla tasca e cominciò a contarle.
"Bene, quanto costa un gelato semplice?". In quel momento c'erano altre persone che aspettavano e la ragazza cominciava un po' a perdere la pazienza.
"35 centesimi!" gli rispose la ragazza in maniera brusca. Il bambino contò le monete ancora una volta e disse: "Allora mi porti un gelato semplice!".
La cameriera gli portò il gelato e il conto. Il bambino finì il suo gelato, pagò il conto alla cassa e uscì. Quando la cameriera tornò al tavolo per pulirlo cominciò a piangere perché lì, ad un angolo del piatto, c'erano 15 centesimi di mancia per lei.
Il bambino chiese il gelato semplice e non il Sundae per riservare la mancia alla cameriera

martedì 25 maggio 2010

Svelato il Segreto dei Video Abbondanza



Svelato il Segreto dei Video Abbondanza: Veri Detonatori Esplosivi della Legge di Attrazione che Riprogrammano il tuo Subconscio grazie all’uso Intelligente del POTERE della TV!



Fai sempre quello che ritieni più giusto....

In una notte di pioggia c'era una signora di colore, al lato della strada, il temporale era tremendo. La sua auto era in panne ed aveva disperatamente bisogno di aiuto. Completamente inzuppata cominciò a fare segnali alle auto che passavano.
Un giovane bianco, come se non conoscesse i conflitti razziali che laceravano gli Stati Uniti negli anni '60, si fermò per aiutarla. Il ragazzo la portò in un luogo protetto, le procurò un meccanico e chiamò un taxi per lei. La donna sembrava avere davvero molta fretta, ma riuscì ad annotarsi l'indirizzo del suo soccorritore e a ringraziarlo.
Passati sette giorni, bussarono alla porta del ragazzo. Con sua grande sorpresa era un corriere che gli consegnò un enorme pacco contenente una grande TV a colori, accompagnata da un biglietto che diceva: "Molte grazie per avermi aiutata in quella strada quella notte.
La pioggia aveva inzuppato i miei vestiti come il mio spirito e in quel momento è apparso Lei. Grazie a Lei sono riuscita ad arrivare al capezzale di mio marito moribondo poco prima che se ne andasse.
Dio la benedica per avermi aiutato. Sinceramente, Mrs. King Cole"

L'Amore conta...

Sii il cambiamento...


Un sant'uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese : «Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno»
Dio condusse il sant'uomo verso due porte.
Ne aprì una e gli permise di guardare all'interno.
C'era una grandissima tavola rotonda.
Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso.
Il sant' uomo sentì l'acquolina in bocca.
Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e malato.
Avevano tutti l'aria affamata.
Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.
Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po', ma poiché il manico del cucchiaio era più lung o del loro braccio non potevano accostare il cibo alla bocca.
Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze.
Dio disse: "Hai appena visto l'Inferno".

Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta.
Dio l'aprì.
La scena che l'uomo vide era identica alla precedente.
C'era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire l'acquolina.
Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai lunghi manici.
Questa volta, però, erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro sorridendo.
Il sant'uomo disse a Dio : «Non capisco!»
"E' semplice," rispose Dio, "essi hanno imparato che il manico del cucchiaio troppo lungo, non consente di nutrire se stessi....ma permette di nutrire il proprio vicino. Perciò hanno imparato a
nutrirsi gli uni con gli altri !
Quelli dell'altra tavola, invece, non pensa no che a loro stessi...
Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura...La differenza la portiamo dentro di noi!!!"
Mi permetto di aggiungere...
"Sulla terra c'è abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti ma non per soddisfare l'ingordigia di pochi.
I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni.
Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo".

Mahatma Gandhi.

Conoscere Dio è conoscere te stesso

Non giudichiamo!


"Non giudicate e non sarete giudicati." (Bibbia. Matteo 7:1)

In estrema sintesi, non devi giudicare, ma cercare di capire. Ribadisco: non devi giudicare! Non devi giudicare nessuno! Quindi, non devi giudicare neppure te stesso. Ma quando vuoi smettere di giudicare, ti accorgi che è molto difficile. Tra l'altro, se ci fai caso, non esiste solo il giudizio duro e spietato. Spesso e facilmente scadiamo nel pettegolezzo, altra cosa immorale, deplorevole e sconveniente.

Renditi conto che per non giudicare devi ascoltare davvero l'altro. Almeno per un po' devi lasciar stare le tue opinioni.

Non devi giudicare gli altri e, ripeto, non devi giudicare neanche te stesso. Chi giudica male gli altri, lo fa perché ha già condannato sé stesso.

Non giudicare significa accostarsi al pensiero dell'altro; signifca ascoltare i pensieri dell'altro; significa stare in silenzio accettante di fronte all'altro.
Non dico che l'altro debba per forza avere ragione, ma per lo meno dobbiamo capire bene il suo punto di vista. Non giudicare significa essere consci della soggettività dei giudizi e non imporre la propria soggettività innalzandola ad oggettività. Non giudicare è ciò che tutti dicono di fare, ma che puntualmente disattendono. Lo stato di non-giudizio è una cosa difficile da raggiungere, ma non dobbiamo scoraggiarci. Con impegno e perseveranza faremo progressi significativi.

Lo ripeto: devi puntare al non-giudizio. Il giudicare è qualcosa di deleterio. Giudicare qualcuno per gli atti che commette è il modo più rapido per spingerlo a fare peggio. E così, anche quando giudichiamo noi stessi, ci condanniamo a peggiorare.
Certo non è facile evitare di giudicare chi ha commesso crimini orrendi, atroci, ma devi provarci. Col tempo riuscirai ad attuare gradualmente la sospensione del giudizio. Insomma, devi aver chiaro in testa che meno esprimi giudizi, meglio è.

Lo ammetto ancora una volta: il giudizio purtroppo è qualcosa che emettiamo in modo quasi automatico. Giudichiamo e condanniamo con una facilità sconcertante.
E giudicare non è soltanto condannare; giudicare è anche fraintendere, sminuire, mettere in cattiva luce. Esistono tante forme di giudizio negativo.

Sono profondamente convinto che giudicare sia una delle pratiche più inutili e autolesioniste in assoluto, perché spesso giudicare è proprio un'azione che impedisce la realizzazione delle cose che ci stanno maggiormente a cuore.

In conclusione, dobbiamo controllare la nostra mente ed indirizzarla dove vogliamo noi. La Meditazione in questo può aiutarci veramente tanto. Inoltre vi consiglio di ripetere come un mantra la seguente affermazione: "In tutti vedo pace, amore e bellezza. Li accetto così come sono. So che lo Spirito divino agisce efficacemente anche in loro".

L'Universo vi stringa in un glorioso abbraccio di Luce!

Daniele Barbarotto

pontidelcuore.altervista.org

lunedì 24 maggio 2010

La vecchiaia

" La vecchiaia è un periodo che
la maggioranza degli
esseri umani
vede avvicinarsi con angoscia.
Effettivamente, per molti,
la vecchiaia è un periodo bruttissimo
e questo a causa
di come sono vissuti prima.
Hanno sprecato le loro energie
in attività
mediocri, inutili,
così, quando non resta loro
quasi più nulla,
che cosa si possono aspettare dalla vecchiaia?

Per i discepoli della Scienza inziatica
invece la vecchiaia è il miglior periodo della vita,
perché anni di ricerca e
di esperienze interiori,
hanno conferito loro lucidità,
pace e serenità.

Sicuramente,
anche per chi ha condotto un'esistenza ragionevole,
la vecchiaia finirà comunque per arrivare,
un giorno, con i suoi inconvenienti:
indebolimento e malattia.
Chi però avrà fatto prima
un vero lavoro interiore
attraverserà questo periodo
con maggiore sicurezza e serenità,
e non smetterà mai
di arricchirsi spiritualmente."

(Omraam Mikhael Aïvanhov)














La felicità è una scelta



Grazie ad Andrea De Candia

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La risposta più importante...

... dopo qualche mese alla facoltà di medicina, il professore ci diede un questionario. Essendo un buon alunno risposi prontamente a tutte le domande fino a quando arrivai all'ultima che era: "Qual è il nome di battesimo della donna delle pulizie della scuola?"
Consegnai il mio test lasciando questa risposta in bianco e, poco prima che finisse la lezione, un alunno domandò se l'ultima domanda del test avrebbe contato ai fini del voto. "E' chiaro!", rispose il professore. "Nella vostra carriera voi incontrerete molte persone. Hanno tutte il loro grado d'importanza.
Esse meritano la vostra attenzione, anche con un semplice sorriso o un semplice ciao". Non dimenticai mai questa lezione ed imparai che il nome di battesimo della nostra donna delle pulizie era Marianna.

L’Antica via del Fuoco Una preziosa Metafora per la Vita


di Lucia Giovannini



“Quando ero giovane
ricordo gli anziani parlare dello
sciamano Cielo Dorato
che camminava incolume attraverso le braci ardenti
lasciate dal fuoco del consiglio.
Agli occhi dei non illuminati questa era magia,
un meraviglioso atto di valore.
Cielo Dorato, anni dopo, ha detto:
La magia piu’ grande è fatta da
tutti coloro che sono riusciti
a distruggere i loro schemi di credenza.
La magia piu’ grande è nell’affrontare
tutte le paure lealmente e totalmente.
Una tale persona puo’ camminare sul sole”.
Sciamano Nuvola Gialla
“Tutte le cose sono uno scambio del Fuoco,
e il Fuoco uno scambio di tutte le cose…”

Eraclito


Il Fuoco come elemento è da sempre presente nella maggior parte delle tradizioni spirituali di tutto il mondo, devoti di varie religioni pregano davanti a qualche forma di luce, che sia una candela, il sole o la luna. Inoltre è spesso testimone delle diverse celebrazioni: attraverso l’accensione di incensi e candele ci si purifica, si rievocano le forze primordiali della natura, si chiede sostegno e aiuto, si simboleggia l’immagine del dello Spirito. La fiamma stessa che sale verso l’alto richiama l’idea di ascesi e di sopraelevamento dell’essere umano dalle cose immanenti per fondersi con quelle trascendenti. Tutto intorno al globo terrestre, in ogni cultura il Fuoco ha affiancato e guidato l’essere umano nel suo percorso di evoluzione.
E tra i rituali del fuoco uno dei più potenti è appunto quello della camminata sui carboni ardenti.
Per anni ho considerato la camminata sul Fuoco una specie di bungy jumping new age, a metà tra lo sport estremo e la motivazione forzata, una pratica per persone che dovevano per forza dimostrare qualcosa a sé stessi e al mondo. E siccome avevo speso fin troppe energie e anni della mia vita in questo inutile tentativo, il firewalking non mi interessava. Per niente. Poi ho iniziato ad avere il dubbio che dietro a questa pratica ci potesse essere di qualcosa di più. Sono andata ad un corso pensando che comunque non avrei camminato sulle braci. Mi sono ritrovata davanti al Fuoco completamente ipnotizzata dai mille colori delle sue fiamme, dal crepitio della legna ardente, dall’avvolgente calore dell’immenso falò. Ho seguito tutto il rituale e ho sentito una voglia intensa di attraversare quel letto di carboni.
Vi sono passata più e più volte ed ho provato una immensa gioia che mi ha allargato il cuore e una forte energia che nel tempo è rimasta disponibile nella mia quotidianità rivitalizzando il mio lavoro e la mia vita e modificandoli totalmente.
Ed è stato come tornare a casa.
La camminata sul Fuoco è un rituale antichissimo che è stato utilizzato in ogni parte del mondo sin dall’inizio dei tempi. Le tracce della prima camminata sul fuoco risalgono a ben 4000 anni fa in India e da allora abbiamo prove di questa pratica in moltissimi luoghi, dall’antica Roma, alle menadi dell’antica Grecia, alla Malesia, alle Filippine, al Marocco, al Messico, ad Haiti, alla Nuova Zelanda.
Pare che presso diverse tribu’ dei nativi d’America, in particolar modo Cherokee e Zuni, si camminasse sul fuoco in cerimonie segrete mentre a Bali veniva svolto dalle bambine come forma di iniziazione.
Vi sono poi altre varianti, ad esempio i Kahuna, i mistici delle isole Hawaii, camminavano sulla lava bollente in onore della dea Pele, mentre alle isole Figii l’usanza prevedeva il passaggio sulle rocce incandescenti.
Tuttora a Phuket, un’isola al sud della Tailandia, i devoti del buddismo cinese camminano sul fuoco durante la settimana del festival vegetariano, in genere tra settembre ed ottobre: sono rigorosamente vestiti di bianco e praticano la preghiera, il digiuno e l’astinenza sessuale
durante tutta la settimana prima del rituale sul fuoco.
Anche all’interno di al- cuni templi induisti in India, Sri Lanka, Sin- gapore e Kuala Lumpur ho personalmente assistito a coloratissime e animatissime cerimonie di celebrazione o purificazione che includevano la camminata sui carboni ardenti.
Anche presso la popolazione dei Red Dao, una minoranza etnica che è presente in alcune zone del Laos, Vietnam, Tailandia e Cina, il firewalking è tuttora praticato durante le celebrazioni del nuovo anno lunare. Il rituale dura più di cin- que ore e prevede preghiere accompagnate dal battito dei tamburi: ad un certo punto tutti gli uomini che portano il cognome Lee vanno in uno stato di trance ed iniziano a camminare sulle braci incandescenti per propiziare un raccolto abbondante e fruttuoso.
Il firewalking è d’uso anche in Giappone presso i templi shin- toisti, ma qui l’approccio è molto più formale: il sacerdote principale guida l’intero evento che è composto da specifici e dettagliati rituali per ogni passo, dalla preparazione della pira, all’accensione del fuoco.

Pare che presso alcuni monasteri in Tibet il monaco piu’ anziano solesse aprire questo rituale attraversando il letto di carboni mentre recitava i mantra sottovoce e man mano tutti gli altri monaci seguivano formando una fila di preghiera sul fuoco con l’intento di purificare il karma dell’umanità.
In tutta l’Africa vi è una grande tradizione di rituali sul fuoco, dal nord presso le tribù berbere del Sahara al sud, presso i boscimani del deserto del Kalahari. Tra essi i Kung, popolazioni nomade dalle origini preistoriche, hanno sviluppato una danza sul fuoco estremamente interessante: quando nella comunità c’è bisogno di guarigione viene acceso un fuoco. I guaritori iniziano a danzarvi attorno sempre piu’ freneticamente e il resto della tribù siede in cerchio suonando i tamburi e cantando fino al momento in cui la danza attorno al fuoco diventa una danza sul fuoco. A quel punto i guaritori prendono in mano i carboni, se li strofinano sulla testa e sul corpo, poi iniziano a rallentare la danza come presi dall’estasi
della preghiera. E’ in quel momento che l’energia di guarigione viene passata ai membri della comunità che lo necessitano. Più vicino geograficamente, in Spagna nel villaggio di san Pedro Manrique la notte tra il 23 e il 24 giugno tutta la cittadinanza è invitata a camminare sul grande fuoco in onore di san Giovanni acceso di fronte alla chiesa di santa Maria. Unica condizione pare sia portare qualcun altro sulle spalle, a simboleggiare che quando compiamo qualcosa di straordinario automaticamente anche gli altri ne beneficiano.
La pirobazia è tuttora esercitata anche in alcuni villaggi della Grecia e della Bulgaria da un gruppo di membri della chiesa non ortodossa chiamati Anastenaridi, che il 21 di maggio celebrano da sempre in questo modo le processioni in onore di San Costantino e Santa Elena, usanza dalle probabili origini pagane che la chiesa ortodossa sembra non approvare.
I Celti infatti, oltre ad utilizzare il fuoco purificatore e propiziatore per i falò che caratterizzavano
le cerimonie di passaggio stagionale, praticavano il firewalking durante l’incoronazione di un nuovo re: per dimostrare che il suo regno sarebbe stato illuminato e guidato dalle divinità per il bene del popolo, il nuovo sovrano doveva passare per ben tre volte sul letto di carboni davanti al consiglio dei Druidi.

La camminata sul fuoco pare abbia avuto un posto d’onore anche nella cultura giudaico- cristiana. Vi è addirittura un commento di Plinio il Vecchio che sostiene che i romani potevano essere esentati dalle tasse se dimostravano di riuscire a camminare sulle braci incandescenti! Se quella legge fosse ancora in vigore i nostri corsi avrebbero il tutto esaurito per i prossimi 30
anni!
Ne troviamo poi diverse citazioni nella Bibbia, primo fra tutti l’episodio dove i tre guidei Sidrac, Misac e Abdenago provano la loro protezione divina quando, gettati nella fornace dal re babilonese Nabucodonosor, si salvano e non riportano ustioni.
Sempre nella Bibbia vi sono poi dei riferimenti espliciti alla camminata sul fuoco come il verso 6:28 di Salomone :“...camminerà forse sui carboni accesi senza scottarsi i piedi?” o quello 43:2 di Isaia: “…se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, la fiamma non ti potrà bruciare”.
Pare che anche diversi santi abbiano eseguito questo rituale come, ad esempio, il monaco fiorentino Pietro Aldobrandini che attraversò un cammino di quasi dieci metri di carboni ardenti davanti alla popolazione incredula per dimostrare la sua buona fede e deporre così un vescovo corrotto. In seguito a questa prova divenne vescovo e dopo la sua morte fu santificato con il nome di Petrus Igneus.
Ma la camminata sul fuoco è una pratica che va ben oltre ogni singolo contesto. Le diverse culture l’hanno utilizzata per sviluppare incredibili rituali di guarigione, indurre stati trascendenti nei partecipanti, celebrare la connessione con il divino e incarnarne le qualità, potenziare i guerrieri e portarli alla vittoria.
La camminata sul fuoco è un vero e proprio portale ad un energia superiore.
Durante il rituale questa energia viene resa disponibile agli esseri umani che imparano poi a vivere in connessione con essa e a portarla nella propria vita.
La camminata sul fuoco infatti raggiunge l’essenza piu’ profonda di ogni essere umano per scuoterla ed avviarla verso un cambiamento interiore che si riflette in un potente miglioramento (o guarigione) delle aree della vita che lo necessitano, progetti, lavoro, relazioni, salute…
E’ una potentissima pratica di trasformazione che permette di ri-connettersi con il proprio potere spirituale: facendo o semplicemente assistendo a qualcosa che si crede difficile o addirittura impossibile come camminare a piedi nudi su carboni a 800-1000 gradi, ogni cellula del nostro corpo impara come infrangere le credenze, i limiti e le paure ed abbracciare un sostanziale, positivo cambiamento.
Da un punto di vista scientifico possiamo considerarla come una procedura specifica che è stata riprodotta da milioni di persone in “laboratori” sparsi in tutto il mondo per migliaia di anni e che ha dato all’umanità una miglior comprensione delle sue incredibili capacità e possibilità.
I grandi insegnamenti del fuoco e di questo rituale antichissimo sono tuttora disponibili anche per noi occidentali, così come lo sono stati per i nostri antenati.
Anche noi, se lo desideriamo, possiamo seguire la via del fuoco e camminare verso il cambiamento.


I Bambini

"Tra di noi abbiamo esseri umani che hanno l'immenso potere

di cambiare i cuori degli uomini:

sono i bambini...



I1 bambino è il "Tesoro Supremo...



Noi dobbiamo considerare il bambino il nostro collaboratore.

Lui ha una parte del lavoro,

noi un'altra.



Il suo compito è donarci la prima luce del vero amore.

La società umana può cambiare solo se adulti e bambini collaborano.

E' necessario prendere questo tesoro e coltivarlo.



Fare ciò non è facile, e questo è il compito dell'educazione.

La Vera educazione coinvolge non solo il bambino che viene educato,

ma anche l'adulto che si trasforma.



Il bambino è l'Eterno Messia



inviato continuamente tra gli uomini che sono caduti

per aiutarli a risollevare se stessi,

la loro Nazione, il Mondo, il Cielo."



Maria Montessori




estratto da:

Maria Montessori

Maria Montessori - Una Biografia

di Paola Giovetti

[Edizioni Mediterranee]

domenica 23 maggio 2010

Sono Io

Conversazioni con Dio -Neale Donald Walsch



Conversazioni con Dio -Neale Donald Walsch

A cosa serve la tua vita?


Roy Eugene Davis
Tratto dall’edizione Gennaio – Marzo 2008 del magazine “Truth Journal”

Rispondi in modo accorato a questa domanda:
A cosa serve la tua vita?

Quando sai il motivo per il quale sei in questo mondo e fai del tuo meglio per raggiungere gli scopi più importanti, puoi vivere come devi e prepararti per ciò che devi fare e sperimentare per tutto il resto della tua vita immortale. La tua attuale incarnazione non è altro che un breve soggiorno in questa dimensione di tempo, spazio e circostanze che cambiano. Assumi un punto di vista a lungo termine e considera le possibilità ancora da scoprire.
Vai al cuore del tuo essere e “chiedi”, fino a quando non avrai ottenuto una risposta chiaramente definita.

Il regno (completezza) di Dio è dentro di te – Luca 17:21

Nel punto più profondo del tuo essere, sai perché sei in questo mondo. Quando sei calmo a livello mentale ed emotivo e il tuo modo di pensare è razionale, riconosci la tua essenza spirituale e la relazione che hai con l’infinito. Esamina la tua vita, ciò che hai fatto e sperimentato e le tue circostanze attuali. Hai sempre vissuto al massimo livello possibile e hai sperimentato l’eccellenza in ogni aspetto della vita? Desideri sinceramente essere spiritualmente illuminato? Hai lasciato che la tua mente fosse confusa e la tua consapevolezza annebbiata o frammentata, perché sei stato troppo occupato o coinvolto in situazioni superficiali e senza scopo? Hai lasciato che umori, capricci o accettazione compiacente di inutili opinioni altrui determinassero i tuoi pensieri e le azioni che hai compiuto?
Dirigiti in modo meditativo nel cuore del tuo essere, dove esiste tutta la conoscenza. Sii immobile.
Chiediti: qual è per me stesso la cosa più importante da fare? Qual è l’obiettivo più grande da raggiungere?
Aspetta con pazienza fino a quando non sorgerà la giusta intuizione, e sii certo che arriverà. A quel punto, scegli il giusto corso delle azioni e seguilo fedelmente.
Quando hai uno scopo (quando sei certo di cosa fare e perché farlo), il tuo chiaro disegno mentale di possibilità ideali e la tua convinzione di avere successo nei giusti sforzi attireranno risposte di supporto dalla Mente Cosmica, della quale la tua mente è una parte. Idee creative sorgeranno nella tua consapevolezza ed eventi non pianificati si manifesteranno al momento opportuno. Avrai risorse in qualsiasi forma tu ne possa aver bisogno. Si espanderà la tua coscienza e aumenterà la tua autostima. Miglioreranno le tua capacità funzionali e ti sarà facile pensare in modo costruttivo e compiere azioni intenzionali che contribuiranno al tuo benessere totale.


Ci sono quattro scopi principali da raggiungere nella vita:

Vivere in armonia con le leggi mentali, spirituali e fisiche di causa ed effetto, secondo le tue capacità di farlo.

Soddisfare facilmente i desideri costruttivi.

Avere le risorse materiali necessarie per soddisfare i veri bisogni.

Liberare la propria coscienza

( da un antico testo vedico )

Acquisisci la conoscenza e le abilità di cui hai bisogno

Mentre usi con efficienza conoscenze e abilità che hai in questo momento, acquisiscine di ulteriori (delle quali puoi aver bisogno) per raggiungere scopi di valore. Le tue capacità intellettuali ed intuitive e la capacità di concentrazione che hai miglioreranno. Le zone del tuo cervello che processano percezioni soggettive e oggettive, pensieri, emozioni e stati raffinati di coscienza si svilupperanno maggiormente.

Compi azioni efficaci

Compi il tuo dovere. La giusta azione è migliore dell’inazione (Bhagavad Gita 3:8)

Fai in modo efficiente le cose che producono i risultati costruttivi che desideri avere. Per una questione di pace della mente e stabilità, evita forti attaccamenti mentali ed emotivi alle tue azioni e ai loro risultati. Le azioni da compiere includono le correzioni di stati di mentali e di coscienza, cosa scegli di pensare e sentire e ciò che fai a livello fisico. Coltiva con allegria atteggiamenti mentali ottimisti e stati chiari di coscienza. Pensa in modo razionale, rimanendo calmo e mantenendo autostima e fiducia in te stesso. Usa l’immaginazione per “vederti” mentalmente e “sentirti” come scegli di essere, dopodiché “vedi” e “senti” nella tua mente e coscienza che ciò che desideri sia già reale. A quel punto ti sarà più facile compiere le azioni necessarie per vedere realizzate le condizioni immaginate ed essere ricettivo ad eventi e circostanze ideali che supporteranno le tue azioni. Una delle cose più benefiche da fare consiste nel meditare quotidianamente fino al livello della supercoscienza. Quando la tua coscienza sarà chiarita, penserai in modo costruttivo, agirai produttivamente e sarai ricettivo alla buona fortuna che può essere tua. Se la tua consapevolezza è ordinaria (annebbiata e frammentata), le tue buone intenzioni e gli sforzi personali che farai non produrranno risultati soddisfacenti al livello dell’anima.
Per vivere in modo efficace, ciò di cui hai più bisogno è di avere la consapevolezza viva di essere uno con una Realtà più grande, della quale sei un’unità. Senza questa consapevolezza di unità, puoi essere propenso a pensare di essere solo nell’universo o a credere che non ci sia uno scopo nella vita diverso dal vivere ancora per qualche decennio con una flebile speranza di un futuro migliore.

Persisti nel modo corretto, fino a quando non avrai raggiunto i tuoi scopi di valore

Tutti gli sforzi tesi a realizzare scopi di valore, sia di carattere spirituale, sia di natura mondana, dovrebbero essere intrapresi con la coscienza di essere in armonia con le influenze divine e con l’idea che portino a risultati spiritualmente benefici. A quel punto non sarai più propenso a pensare che ciò che fai o sperimenti possa essere materiale o spirituale, come se esistesse una differenza tra le due cose, poiché riconoscerai come spirituale tutto ciò che farai. Evita di essere preoccupato da ricordi di eventi spiacevoli o errori che puoi aver commesso. Sii pienamente consapevole del presente. Guarda avanti con interesse verso ciò che deve ancora essere. Decidi il corso pratico delle tue azioni. Evita situazioni che possono confonderti la mente o distrarre la tua attenzione. Persisti con costanza nella giusta via, fino a quando non avrai raggiunto tutti i tuoi scopi di valore.

Assisti il prossimo ad imparare come ottenere il suo bene supremo

Mentre nutri il tuo benessere totale, assisti gli altri ad essere più coscienti e a vivere in modo efficace. Tutte le anime hanno la stessa origine e le medesime qualità innate, capacità, potenziale di risveglio e destino finale. Benedici tutti con pensieri compassionevoli e preghiere. Quando ti è possibile, dai supporto al prossimo con azioni utili in grado di fargli realizzare (sperimentare e conoscere) la sua relazione con l’infinito.

Traduzione e note di Furio Sclano
Febbraio 2008

Potenzialità pura

UNIVERSO OLOGRAFICO


Una vasta letteratura scientifica dimostra chiaramente ed inconfutabilmente che la meditazione trascendentale modifica i parametri esterni relativi allo stato degli eventi che riguardano la sfera dello Spazio-Tempo-Energia, cioè la “realtà virtuale”.
Si narra anche di alcuni casi di guarigione di persone che hanno meditato sulla loro malattia ed hanno costantemente, giorno dopo giorno, visualizzato la disgregazione della malattia stessa: un classico esempio di meditazione trascendentale che modifica ciò che l’attuale scienza non può modificare. Molti degli eventi miracolosi, o ritenuti tali dalla religione, altro non sarebbero che forti alterazioni della probabilità di accadimenti futuri, che vengono stravolti dall’“onda di volontà”, magari attivata inconsciamente durante meditazioni a sfondo religioso.
L’effetto massa sarebbe fondamentale, poiché queste guarigioni si otterrebbero più facilmente quando tanta gente sta “pregando”, come accade durante alcune riunioni di massa di fanatici religiosi.

Silvano Fuso, del Cicap, si esprime infatti così:
Di fronte alle remissioni (di tumori inguaribili - N.d.A.) spontanee la scienza non dispone attualmente di una spiegazione adeguata, ma questo non significa che neppure in futuro la troverà. Anzi quella delle remissioni spontanee rappresenta una grande sfida che potrà portare la scienza a notevoli progressi. Nel momento in cui si comprendessero le cause che portano, ad esempio, un tumore a regredire spontaneamente, probabilmente si riuscirebbe anche a trovare una terapia adeguata. Chi invece si limita a gridare al miracolo dà sicuramente scarsi contributi al benessere della collettività. Le ipotesi più plausibili che la scienza medica formula a proposito delle remissioni spontanee sono legate al funzionamento del sistema immunitario. Nonostante i grandi progressi fatti in questo campo, i meccanismi che determinano le nostre difese immunitarie sono ancora in larga misura sconosciuti. In particolare sono in gran parte avvolte nel mistero le relazioni che intercorrono tra il sistema immunitario e le condizioni psico-emotive
(E. Sternberg e P. Gold, “II corpo, la mente e la malattia”, in “I Farmaci: dalla natura alle biotecnologie”, Le Scienze Quaderni, n. 102, Milano 1998). Che tali relazioni siano una realtà è oramai dimostrato al di là di ogni dubbio.

Anche per la Fisica le cose cominciano a quadrare in questo senso: nel 1982 un’equipe di ricerca dell’Università di Parigi, diretta dal fisico Alain Aspect, ha condotto quello che potrebbe rivelarsi il più importante esperimento del XX secolo.
Aspect ed il suo team hanno, infatti, scoperto che alcune particene subatomiche, come gli elettroni, in determinate condizioni sono capaci di comunicare istantaneamente l’una con l’altra, indipendentemente dalla distanza che le separa, sia che si tratti di 10 metri o di 10 miliardi di chilometri. È come se ogni singola particella sapesse esattamente cosa stanno facendo tutte le altre. Questo fenomeno può essere spiegato solo in due modi: o la teoria di Einstein, che esclude la possibilità di comunicazioni più veloci della luce è da considerarsi errata, oppure le particene subatomiche sono connesse non-localmente.
Poiché la maggior parte dei fisici nega la possibilità di fenomeni che oltrepassino la velocità della luce, l’ipotesi più accreditata è che l’esperimento di Aspect sia la prova che il legame tra le particelle subatomiche è effettivamente di tipo non-locale.
Ma questo cosa vuoi dire?
Semplice: l’Universo è un immenso [immenso a misura nostra - N.d.R.] ologramma.

David Bohm, noto fisico dell’Università di Londra recentemente scomparso, sosteneva che le scoperte di Aspect implicavano che la realtà oggettiva non esiste.
Nonostante la sua apparente solidità, l’Universo è in realtà un fantasma, un ologramma gigantesco [gigantesco a misura nostra- N.d.R.] e splendidamente dettagliato.
Ologramma: le parti ed il tutto in una sola immagine. Diversi livelli di consapevolezza, diverse realtà.
Bohm si convinse che il motivo per cui le particelle subatomiche restano in contatto indipendentemente dalla distanza che le separa risiede nel fatto che la loro separazione è un’illusione. Egli sosteneva che, ad un qualche livello di realtà più profondo, tali particelle non sono entità individuali, ma estensioni di uno stesso “organismo” fondamentale.
In un Universo olografico persino il tempo e lo spazio non sarebbero più dei principi fondamentali. Poiché concetti come la località vengono infranti in un Universo dove nulla è veramente separato dal resto, anche il tempo e lo spazio tridimensionale dovrebbero essere interpretati come semplici proiezioni di un sistema più complesso.
Al suo livello più profondo la realtà non è altro che una sorta di super-ologramma in cui il passato, il presente ed il futuro coesistono simultaneamente; questo implica che, disponendo degli strumenti appropriati, un giorno potremmo spingerci entro quel livello, ma con l’uso delle tecniche di ipnosi regressiva lo si sta già facendo!
Il Dott. Pribram crede che i ricordi non siano immagazzinati nei singoli neuroni od in piccoli gruppi di neuroni, ma negli schemi degli impulsi nervosi che si intersecano attraverso tutto il cervello, proprio come gli schemi dei raggi laser che si intersecano su tutta l’area del frammento di pellicola che contiene l’immagine olografica. Quindi il cervello stesso funzionerebbe come un ologramma e la teoria di Pribram spiegherebbe anche in che modo quest’organo riesca a contenere una tale quantità di ricordi in uno spazio così limitato. È stato calcolato che il cervello della nostra specie ha la capacità di immagazzinare, durante la durata media della vita, circa 10 miliardi di informazioni e si è scoperto che anche gli ologrammi possiedono una sorprendente capacità di memorizzazione, infatti semplicemente cambiando l’angolazione con cui due raggi laser colpiscono una pellicola fotografica, si possono accumulare miliardi di informazioni in un solo centimetro cubo di spazio, ma anche correlare idee e decodificare frequenze di ogni tipo. Anche la nostra stupefacente capacità di recuperare velocemente una qualsivoglia informazione dall’enorme magazzino del nostro cervello risulta spiegabile più facilmente se si suppone che esso funzioni secondo principi olografici. Non è necessario scartabellare una specie di gigantesco archivio alfabetico cerebrale, perché ogni frammento d’informazione sembra essere sempre istantaneamente correlato a tutti gli altri: un’altra particolarità tipica degli ologrammi.
Quelle che noi ora consideriamo guarigioni miracolose potrebbero, in realtà, essere dovute ad un mutamento dello stato di coscienza capace di provocare dei cambiamenti nell’ologramma corporeo.
Allo stesso modo potrebbe darsi che alcune controverse tecniche di guarigione alternative, come la visualizzazione, risultino così efficaci perché nel dominio olografico del pensiero le immagini sono in fondo reali quanto la realtà: iI mondo concreto è una tela bianca che attende di essere dipinta.
Persino le visioni ed altre esperienze di realtà non ordinaria possono essere facilmente spiegate se accettiamo l’ipotesi di un universo olografico.
Nel suo libro Gifts of Unknown Things, il biologo Lyall Watson descrive il suo incontro con una sciamana indonesiana la quale, eseguendo una danza rituale, era capace di far svanire istantaneamente un intero boschetto di alberi. Watson riferisce che, mentre lui ed un altro attonito osservatore continuavano a guardare, la donna fece velocemente riapparire e scomparire gli alberi diverse volte.

Corrado Malanga
21 luglio 2005

(http://www.aamterranuova.it)

Pensieri del New Thought


Lo sviluppo della capacità creativa della mente e dell’ottimismo sono mattoni essenziali per la crescita personale e spirituale. Se imparate a credere con fede nelle possibilità infinite della vostra mente, sarete in grado di rimuovere a volontà tutti gli ostacoli alla vostra pratica spirituale, potrete superare facilmente i vostri limiti caratteriali e comportamentali e chiarirete in modo ottimale la vostra coscienza. Anche questo tipo di pratiche fanno parte del kriya yoga (“unione attraverso l’azione”) che, vi rammento, non consiste solamente nella pratica (a volte non concentrata) della meditazione una o due volte al giorno. La meditazione è un mattone essenziale; la crescita personale ed emotiva è un altro mattone altrettanto essenziale. Il primo va di pari passo con il secondo. Chi nega questo concetto è possibile che non abbia ancora compreso con la dovuta chiarezza il sentiero del kriya yoga.

Godetevi l’articolo e sforzatevi di applicare questi insegnamenti nella vita di tutti i giorni.

Con i migliori auguri di crescita e infinite benedizioni.

Traduzione e note di Furio Sclano

E’ un fatto relativo che non si possa scegliere coscientemente i propri pensieri 24 ore al giorno. Gli schemi della mente subconscia continuano a funzionare, indipendentemente dal fatto di esserne consapevoli oppure no. Uno schema subconscio negativo, ripetuto sufficientemente a lungo, si traduce in una manifestazione esteriore altrettanto negativa e, a sua volta, una manifestazione fisica negativa rinforzerà lo schema negativo di pensiero. Si crea, in questo modo, un “ciclo vizioso”, dove il pensiero negativo forma la dimostrazione negativa e quest’ultima, a sua volta, rinforza il pensiero negativo che l’ha originata. Bisognaì prendere il controllo e fermare i cicli negativi, scegliendo in modo cosciente di vedere risultati positivi.
Eliminando i pensieri negativi con affermazioni positive, iniziamo a creare risultati positivi. Il risultato positivo rinforza il pensiero positivo e, così facendo, trasforma il ciclo vizioso in vittorioso. Utilizziamo l’analogia di uno specchio: un oggetto di questo tipo riflette l’immagine che si trova di fronte ad esso. Dietro l’immagine c’è l’intelligenza che sceglie l’immagine stessa. Tu sei quella specifica intelligenza. Tu sei chi sceglie coscientemente. L’immagine è il tuo pensiero. Lo specchio è la legge della mente che manifesta o riflette secondo l’immagine che le si pone davanti. Normalmente si definisce il riflesso come manifestazione, risultato o condizione, ossia la realtà fisica. Se vedi il risultato e credi che abbia realtà indipendente, puoi ragionare partendo dalla base del risultato. Questo è ovviamente un errore, poiché stai ragionando partendo dalla condizione (risultato), invece che dalla causa.
Tu sei la “prima causa” nella tua vita: Che cos’è la Prima Causa? Non è né un riflesso, né uno specchio. La Prima Causa è l’intelligenza che sceglie l’immagine. Essendo colui che sceglie, in che modo decidi quale immagine o pensiero mettere davanti allo specchio? Puoi scegliere partendo dalla base di ciò che si sta già riflettendo nei tuoi confronti (condizioni), oppure puoi farlo dalla base dello Spirito Creativo (Prima Causa). Quando ragioni solo partendo dalla manifestazione del mondo, è facile sviluppare pensieri e idee di mancanza, limitazione, malattia e morte. Ricorda sempre che ogni cosa che si manifesta nel tuo mondo è il risultato dei pensieri che hai scelto di mettere davanti allo specchio della vita (…).

Il nostro cervello è un motore straordinario capace di fare cose meravigliose. La nostra mente è una parte di quella di Dio e, in collaborazione con il nostro incredibile cervello, può facilmente superare le possibilità della più grande immaginazione. Più utilizziamo mente e cervello, più scopriamo che entrambi possono e desiderano essere utilizzati.

( tratti da un magazine del New Thought )