domenica 9 maggio 2010

Aspetti del Maestro Perfetto:


- non ha credenze religiose;

- ha la mente consapevolizzata e compare sempre quando l’allievo ha bisogno;

- negli altri elimina gli ostacoli per l’autoconoscenza (“disperde le tenebre”);

- nell’abbondanza delle possibilità offerte della vita evidenzia all’allievo quelle più in armonia con il suo percorso individuale;

- meta: risvegliare il maestro in ogni allievo.

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È impossibile descrivere completamente le caratteristiche del Maestro, perciò ne elenchiamo soltanto alcune delle innumerevoli, la cui comprensione può aiutare a crearci più facilmente la sua immagine, nella misura concepibile alla mente:

- il vero maestro è chi ha conosciuto il proprio essere interiore - Dio (Realtà, Assoluto, Essenza, Sé) e i principi d’espressione;

- i maestri autorealizzati sono quelli che si sono liberati dal “falso io”. Il maestro è “libero” da ciò che non è, ma anche da ciò che è, perché in ciò che è non c’è individualità, e non c’è chi è libero;

- lui non cerca conferme in altri – lui stesso è la prova a se stesso;

- il maestro vede le cose come sono veramente – libero da ogni paura “governa” la vita e la morte;

- ha consapevolizzato lo stato di beatitudine infinita (il c.d. stato del nirvana) al quale è giunto trascendendo le esperienze sensoriali. Lui non rinuncia a niente, perché la rinuncia non è il vero non attaccamento. Sa che il mondo è falso (manifestazione) e discerne costantemente la Realtà dalla non – Realtà, il che è il vero non attaccamento;

- crea e diffonde costantemente un’atmosfera di beatitudine, il che può esprimersi come sensazione di tranquillità e rilassamento quando si è nelle sue vicinanze, o soltanto lo si pensa;

- l’amore che esprime è identico verso tutti, perché in ogni individuo riconosce lo stesso – Dio in loro;

- vede tutti gli esseri in se stesso e se stesso negli altri. Ha conosciuto l’essenza divina in se stesso e in ognuno, così come ha conosciuto, anche la manifestazione specifica (singola) di ogni uomo nel tempo e nello spazio;

- prova felicità attraverso la felicità altrui e questo significa che emana le vibrazioni dell’amore, perché sa che l’unica cosa per la quale merita sforzarsi (nel mondo manifesto) è ciò che fa per gli altri;

- la sua saggezza deriva dalla consapevolezza che Dio è l’origine infinita e onnipresente della sua esperienza;

- con il proprio esistere esprime argomenti fondati sulla propria esperienza. È consapevole che la trasmissione della Conoscenza attraverso il proprio esistere è un aspetto infinitamente più importante rispetto alla trasmissione della Conoscenza tramite la parola, il movimento, le immagini e altri modi simili;

- non ha doveri, semplicemente esiste – lui è testimone della vita;

- ciò che il maestro dice non è né nuovo né vecchio, ma è senza tempo, riflette il “qui e ora”;

- l’espressione della saggezza deriva dalla grazia[1] che è costante e universale;

- non è oberato dal passato, non è nemmeno ostaggio del futuro, bensì esiste “qui e ora” nell’eterno presente;

- non analizza e non pianifica, perché sa che questo è il prezzo della libertà. Non ha l’illusione di controllare e di decifrare il misterioso futuro che si raggiunge pianificando e programmando (con la mente);

- non crea né in se stesso né negli altri l’illusione della speranza perché sa che essa, riempita di Vibrazioni, impossibilità la consapevolizzazione del momento presente;

- esprime l’ “individualità senza confini”, vale a dire l’essere uno con Dio, ma con connotati individuali come manifestazione specifica nello spazio e nel tempo;

- vede l’essenza in tutti i processi nell’ambito Energia – Vibrazione – Coscienza, vale a dire l’azione nella quiete e la quiete nell’azione (“attività nell’inattività” e “inattività nell’attività”);

- ha conosciuto l’inizio e la fine della Creazione Infinita, della Coscienza Infinita e dell’Esistenza Infinita, ovvero ha conosciuto di esserne l’origine;

- testimonia la formazione e la scomparsa dell’universo (visibile e invisibile) e così lo precede;

- non cade mai nell’inattività, perché ha consapevolizzato che sino a che è limitato dal corpo, l’attività esiste necessariamente. E siccome “tale attività ha insita l’imperfezione”, non si può parlare di nessuna performance come perfetta, perché in sé non esiste;

- è libero dai condizionamenti del mondo manifesto, perché discerne la Realtà dall’illusione ed è consapevole che tutto ciò che accade è soltanto nella mente. Però è anche consapevole che l’illusione è lo strumento per il riconoscersi della Realtà;

- è libero dall’eterno flusso degli avvenimenti. Per il maestro non vale la legge di causa-effetto dalla quale deriva anche la c.d. legge della reincarnazione;

- è libero dal destino astrologico, poiché la mente consapevole amministra i processi psico-fisici in modo tale che le vibrazioni del Maestro non sono soggette all’influsso dei pianeti;

- è libero dal “destino numerologico”, definito con le “leggi della numerologia”, perché l’infinità della sua Coscienza assorbe il finito del “processo nel processo”, in modo che lo stato di Unità trasforma - elimina di per sé gli influssi vibratori riducendoli a quelli che non si possono definire con la mente;

- la mente tranquilla del maestro (la c.d. mente quieta e utilizzata in modo consapevole) non turbata dalle paure e dai desideri, libera dalle idee e dal pensare, riflette spontaneamente la Realtà;

- lui utilizza la memoria, ma la memoria non usa lui. Non è governato dai concetti imparati, ma li utilizza quando è necessario;

- le emozioni e i pensieri del maestro sono nella forma originaria di Vibrazione universale - Amore, mentre nelle altre persone scorge chiaramente le diverse emozioni e i diversi pensieri, perciò riconosce l’universalità dell’Amore in ognuno, ma anche la sua diversa espressione nel tempo e nello spazio come differenti emozioni e pensieri;

- sa cosa vale la pena di conoscere e con il proprio esistere lo trasmette agli altri: l’unica Conoscenza è quella che non è individuale (Conoscenza Assoluta), mentre tutto il resto è ignoranza (conoscenza relativa);

- è consapevole che il processo del riconoscersi non può essere separato dalla natura umana – dal Divino in lui, e che attraverso l’impulso a riconoscersi si esprime la spontaneità del Divino nell’uomo;

- ha la completa Conoscenza della Realtà e che lui stesso è Ciò, ma non insiste sullo splendore del proprio Esistere e del proprio esprimersi;

- agisce esclusivamente sul “piano” della consapevolezza del proprio Esistere, osservando come “testimone” la spontaneità del mondo manifesto, il che ha di per sé come conseguenza la spontaneità del costituirsi delle Vibrazioni;

- nessun maestro definirà se stesso come maestro, perché sa che l’unico maestro è Dio (Realtà, Assoluto, Essenza, Sé).


Bisogna infine concludere:

- che sino a che qualcuno sperimenta e pensa di essere il corpo e la mente, il maestro manifesto in una persona concreta è benvenuto, e

- che “Il Guru più grande è il vostro sé interiore.”


www.andreapangos.it

1 commento:

  1. Insomma per diventar Maestri.....bisogna farne di strada:-)
    Valchiria come va?Ti avevo mandato una mail ma nisba...boh magari non sarà arrivata chissà.
    In gamba ok?Ciaoooooooo
    Marco

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