lunedì 31 maggio 2010

La Ragione aiuta...


Nel buddhismo, è ripetuto diverse volte che sulla via spirituale sono necessarie tanto la fede come la ragione. (Nagarjuna, un maestro indiano del II secolo, nel suo famoso testo (La preziosa ghirlanda) afferma come della ragione, cioè della fede e dell'analisi. La fede vi porta a uno stato di esistenza superiore, mentre la ragione e l'analisi vi guidano alla liberazione completa.

L'importante è che la fede provata nell'ambito della propria pratica spirituale si fondi sulla ragione e la comprensione.

Per sviluppare dentro di sè una fede derivante dalla ragione o dalla comprensione, una persona che aspira a intraprendere il sentiero spirituale dovrebbe dimostrarsi aperta e lucida. In mancanza di una parola migliore, possiamo definirlo una condizione di salutare scetticismo. Quando ci si trova in questo stato di lucida apertura mentale si riesce a ragionare, e ragionando si può arrivare in certa misura a capire. Consolidando la propria comprensione nascono la convinzione, la fede e la fiducia in un dato oggetto. Inoltre questa fede, fiducia o confidenza, basandosi sulla ragione e sulla comprensione, sarà molto salda. Proprio per questo motivo, negli scritti del Buddha troviamo un ammonimento ai suoi seguaci: non devono accettare le sue parole soltanto per la venerazione che gli portano. Il Buddha suggerisce ai suoi discepoli di sottoporre tutte le sue parole a verifica, proprio come l'orefice verifica la qualità dell'oro attraverso rigorose procedure. E si dovrebbe accertare la validità dei suoi insegnamenti basandosi unicamente sulla propria verifica personale.

In un brano del Vangelo c'è un riferimento alla luce che scaccia l'oscurità,seguito immediatamente da un riferimento alla salvezza. Per collegare queste due idee, direi che le tenebre dell'ignoranza sono scacciate dalla vera salvezza, lo stato di liberazione. In questo modo, si può comprendere il significato di salvezza anche nel contesto cristiano.

Le Scritture buddhiste descrivono tre categorie di persone in rapporto all'atteggiamento individuale verso la pratica spirituale, indicando il tipo di persone più adatto a ottenere i massimi benefici da un'intesa pratica spirituale. Anche se non riesco a ricordare la citazione esatta, essa dice più o meno così: idealmente, gli individui più adatti alla pratica sono quelli che, oltre a essere intellettualmente dotati, hanno una fede e una devozione univoche, e che sono saggi. Queste persone sono le più recettive alla pratica spirituale. Gli individui del secondo gruppo sono quelli che forse non sono molto intelligenti, ma hanno una fede salda come la roccia. Gli sfortunati sono quelli della terza categoria. Possono essere persone molto intelligenti, ma sono sempre torturati dallo scetticismo e dai dubbi. Sono intelligenti, ma tendono all'esitazione e alloì scetticismo, e non riescono mai a ottenere realmente la pace. Sono le persone annoverate tra le meno recettive. Quando parliamo di livelli di intelligenza, parliamo di fenomeni relativi. Una persona può essere più intelligente se comparata a certuni, ma meno intelligente in rapporto ad altri. In generale, pare dimostrato che nella pratica spirituale se la fede, cioè la convinzione, è fondata sulla comprensione raggiunta attraverso un processo di ragionamento, essa è molto forte. Tale convinzione è salda perchè voi stessi siete convinti dell'efficacia o della validità dell'idea in cui avete riposto la vostra fede. E di conseguenza tale convinzione riesce a motivare all'azione in modo molto efficace. Ecco perchè, secondo il buddhismo, l'intelligenza è considerata molto importante nel sentiero spirituale di una persona. In tale tradizione si combina l'intelligenza con il cuore, la parte emotiva. Quando la fede e la compassione, che hanno una natura maggiormente emotiva, sono sostenute da una profonda convinzione raggiunta per mezzo della riflessione e dell'analisi, allora diventano davvero molto salde.

Al contrario, se fede o compassione non sono fondate su una logica così forte, e hanno invece una natura più affettiva, più istintiva, non sono molto solide e verranno minate e scosse quando ci si imbatterà in particolari situazioni e in particolari circostanze. Un detto tibetano afferma: “Una persona la cui fede non è fondata sulla ragione è come un corso d'acqua che può essere deviato in qualunque direzione”. (Dalai Lama)

1 commento:

  1. Ma come si può arrivare a spiegare razionalmente Iddio, i misteri dell'universo, dal nostro piccolo punto di vista?

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