lunedì 24 maggio 2010

L’Antica via del Fuoco Una preziosa Metafora per la Vita


di Lucia Giovannini



“Quando ero giovane
ricordo gli anziani parlare dello
sciamano Cielo Dorato
che camminava incolume attraverso le braci ardenti
lasciate dal fuoco del consiglio.
Agli occhi dei non illuminati questa era magia,
un meraviglioso atto di valore.
Cielo Dorato, anni dopo, ha detto:
La magia piu’ grande è fatta da
tutti coloro che sono riusciti
a distruggere i loro schemi di credenza.
La magia piu’ grande è nell’affrontare
tutte le paure lealmente e totalmente.
Una tale persona puo’ camminare sul sole”.
Sciamano Nuvola Gialla
“Tutte le cose sono uno scambio del Fuoco,
e il Fuoco uno scambio di tutte le cose…”

Eraclito


Il Fuoco come elemento è da sempre presente nella maggior parte delle tradizioni spirituali di tutto il mondo, devoti di varie religioni pregano davanti a qualche forma di luce, che sia una candela, il sole o la luna. Inoltre è spesso testimone delle diverse celebrazioni: attraverso l’accensione di incensi e candele ci si purifica, si rievocano le forze primordiali della natura, si chiede sostegno e aiuto, si simboleggia l’immagine del dello Spirito. La fiamma stessa che sale verso l’alto richiama l’idea di ascesi e di sopraelevamento dell’essere umano dalle cose immanenti per fondersi con quelle trascendenti. Tutto intorno al globo terrestre, in ogni cultura il Fuoco ha affiancato e guidato l’essere umano nel suo percorso di evoluzione.
E tra i rituali del fuoco uno dei più potenti è appunto quello della camminata sui carboni ardenti.
Per anni ho considerato la camminata sul Fuoco una specie di bungy jumping new age, a metà tra lo sport estremo e la motivazione forzata, una pratica per persone che dovevano per forza dimostrare qualcosa a sé stessi e al mondo. E siccome avevo speso fin troppe energie e anni della mia vita in questo inutile tentativo, il firewalking non mi interessava. Per niente. Poi ho iniziato ad avere il dubbio che dietro a questa pratica ci potesse essere di qualcosa di più. Sono andata ad un corso pensando che comunque non avrei camminato sulle braci. Mi sono ritrovata davanti al Fuoco completamente ipnotizzata dai mille colori delle sue fiamme, dal crepitio della legna ardente, dall’avvolgente calore dell’immenso falò. Ho seguito tutto il rituale e ho sentito una voglia intensa di attraversare quel letto di carboni.
Vi sono passata più e più volte ed ho provato una immensa gioia che mi ha allargato il cuore e una forte energia che nel tempo è rimasta disponibile nella mia quotidianità rivitalizzando il mio lavoro e la mia vita e modificandoli totalmente.
Ed è stato come tornare a casa.
La camminata sul Fuoco è un rituale antichissimo che è stato utilizzato in ogni parte del mondo sin dall’inizio dei tempi. Le tracce della prima camminata sul fuoco risalgono a ben 4000 anni fa in India e da allora abbiamo prove di questa pratica in moltissimi luoghi, dall’antica Roma, alle menadi dell’antica Grecia, alla Malesia, alle Filippine, al Marocco, al Messico, ad Haiti, alla Nuova Zelanda.
Pare che presso diverse tribu’ dei nativi d’America, in particolar modo Cherokee e Zuni, si camminasse sul fuoco in cerimonie segrete mentre a Bali veniva svolto dalle bambine come forma di iniziazione.
Vi sono poi altre varianti, ad esempio i Kahuna, i mistici delle isole Hawaii, camminavano sulla lava bollente in onore della dea Pele, mentre alle isole Figii l’usanza prevedeva il passaggio sulle rocce incandescenti.
Tuttora a Phuket, un’isola al sud della Tailandia, i devoti del buddismo cinese camminano sul fuoco durante la settimana del festival vegetariano, in genere tra settembre ed ottobre: sono rigorosamente vestiti di bianco e praticano la preghiera, il digiuno e l’astinenza sessuale
durante tutta la settimana prima del rituale sul fuoco.
Anche all’interno di al- cuni templi induisti in India, Sri Lanka, Sin- gapore e Kuala Lumpur ho personalmente assistito a coloratissime e animatissime cerimonie di celebrazione o purificazione che includevano la camminata sui carboni ardenti.
Anche presso la popolazione dei Red Dao, una minoranza etnica che è presente in alcune zone del Laos, Vietnam, Tailandia e Cina, il firewalking è tuttora praticato durante le celebrazioni del nuovo anno lunare. Il rituale dura più di cin- que ore e prevede preghiere accompagnate dal battito dei tamburi: ad un certo punto tutti gli uomini che portano il cognome Lee vanno in uno stato di trance ed iniziano a camminare sulle braci incandescenti per propiziare un raccolto abbondante e fruttuoso.
Il firewalking è d’uso anche in Giappone presso i templi shin- toisti, ma qui l’approccio è molto più formale: il sacerdote principale guida l’intero evento che è composto da specifici e dettagliati rituali per ogni passo, dalla preparazione della pira, all’accensione del fuoco.

Pare che presso alcuni monasteri in Tibet il monaco piu’ anziano solesse aprire questo rituale attraversando il letto di carboni mentre recitava i mantra sottovoce e man mano tutti gli altri monaci seguivano formando una fila di preghiera sul fuoco con l’intento di purificare il karma dell’umanità.
In tutta l’Africa vi è una grande tradizione di rituali sul fuoco, dal nord presso le tribù berbere del Sahara al sud, presso i boscimani del deserto del Kalahari. Tra essi i Kung, popolazioni nomade dalle origini preistoriche, hanno sviluppato una danza sul fuoco estremamente interessante: quando nella comunità c’è bisogno di guarigione viene acceso un fuoco. I guaritori iniziano a danzarvi attorno sempre piu’ freneticamente e il resto della tribù siede in cerchio suonando i tamburi e cantando fino al momento in cui la danza attorno al fuoco diventa una danza sul fuoco. A quel punto i guaritori prendono in mano i carboni, se li strofinano sulla testa e sul corpo, poi iniziano a rallentare la danza come presi dall’estasi
della preghiera. E’ in quel momento che l’energia di guarigione viene passata ai membri della comunità che lo necessitano. Più vicino geograficamente, in Spagna nel villaggio di san Pedro Manrique la notte tra il 23 e il 24 giugno tutta la cittadinanza è invitata a camminare sul grande fuoco in onore di san Giovanni acceso di fronte alla chiesa di santa Maria. Unica condizione pare sia portare qualcun altro sulle spalle, a simboleggiare che quando compiamo qualcosa di straordinario automaticamente anche gli altri ne beneficiano.
La pirobazia è tuttora esercitata anche in alcuni villaggi della Grecia e della Bulgaria da un gruppo di membri della chiesa non ortodossa chiamati Anastenaridi, che il 21 di maggio celebrano da sempre in questo modo le processioni in onore di San Costantino e Santa Elena, usanza dalle probabili origini pagane che la chiesa ortodossa sembra non approvare.
I Celti infatti, oltre ad utilizzare il fuoco purificatore e propiziatore per i falò che caratterizzavano
le cerimonie di passaggio stagionale, praticavano il firewalking durante l’incoronazione di un nuovo re: per dimostrare che il suo regno sarebbe stato illuminato e guidato dalle divinità per il bene del popolo, il nuovo sovrano doveva passare per ben tre volte sul letto di carboni davanti al consiglio dei Druidi.

La camminata sul fuoco pare abbia avuto un posto d’onore anche nella cultura giudaico- cristiana. Vi è addirittura un commento di Plinio il Vecchio che sostiene che i romani potevano essere esentati dalle tasse se dimostravano di riuscire a camminare sulle braci incandescenti! Se quella legge fosse ancora in vigore i nostri corsi avrebbero il tutto esaurito per i prossimi 30
anni!
Ne troviamo poi diverse citazioni nella Bibbia, primo fra tutti l’episodio dove i tre guidei Sidrac, Misac e Abdenago provano la loro protezione divina quando, gettati nella fornace dal re babilonese Nabucodonosor, si salvano e non riportano ustioni.
Sempre nella Bibbia vi sono poi dei riferimenti espliciti alla camminata sul fuoco come il verso 6:28 di Salomone :“...camminerà forse sui carboni accesi senza scottarsi i piedi?” o quello 43:2 di Isaia: “…se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, la fiamma non ti potrà bruciare”.
Pare che anche diversi santi abbiano eseguito questo rituale come, ad esempio, il monaco fiorentino Pietro Aldobrandini che attraversò un cammino di quasi dieci metri di carboni ardenti davanti alla popolazione incredula per dimostrare la sua buona fede e deporre così un vescovo corrotto. In seguito a questa prova divenne vescovo e dopo la sua morte fu santificato con il nome di Petrus Igneus.
Ma la camminata sul fuoco è una pratica che va ben oltre ogni singolo contesto. Le diverse culture l’hanno utilizzata per sviluppare incredibili rituali di guarigione, indurre stati trascendenti nei partecipanti, celebrare la connessione con il divino e incarnarne le qualità, potenziare i guerrieri e portarli alla vittoria.
La camminata sul fuoco è un vero e proprio portale ad un energia superiore.
Durante il rituale questa energia viene resa disponibile agli esseri umani che imparano poi a vivere in connessione con essa e a portarla nella propria vita.
La camminata sul fuoco infatti raggiunge l’essenza piu’ profonda di ogni essere umano per scuoterla ed avviarla verso un cambiamento interiore che si riflette in un potente miglioramento (o guarigione) delle aree della vita che lo necessitano, progetti, lavoro, relazioni, salute…
E’ una potentissima pratica di trasformazione che permette di ri-connettersi con il proprio potere spirituale: facendo o semplicemente assistendo a qualcosa che si crede difficile o addirittura impossibile come camminare a piedi nudi su carboni a 800-1000 gradi, ogni cellula del nostro corpo impara come infrangere le credenze, i limiti e le paure ed abbracciare un sostanziale, positivo cambiamento.
Da un punto di vista scientifico possiamo considerarla come una procedura specifica che è stata riprodotta da milioni di persone in “laboratori” sparsi in tutto il mondo per migliaia di anni e che ha dato all’umanità una miglior comprensione delle sue incredibili capacità e possibilità.
I grandi insegnamenti del fuoco e di questo rituale antichissimo sono tuttora disponibili anche per noi occidentali, così come lo sono stati per i nostri antenati.
Anche noi, se lo desideriamo, possiamo seguire la via del fuoco e camminare verso il cambiamento.


2 commenti:

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