martedì 1 giugno 2010

Inferno e Pardiso visti da cristiani e buddisti


Dal seminario del "Cuore Buono"


DALAI LAMA:Per esempio, dal punto di vista buddhista, non si può affermare che il nostro ambiente fisico, questa terra, questo pianeta, sia un regno perfetto dell'esistenza. Ma all'interno di questo regno si può dire che alcuni individui hanno raggiunto il (nirvana) e la piena illuminazione. Secondo il buddhismo, la salvezza o liberazione dovrebbe essere interpretata come uno stato interiore, una fase di sviluppo mentale. Qual è il significato cristiano di paradiso?

PADRE LAURENCE: Il paradiso è l'esperienza che consiste nel condividere la gioia, la pace e l'amore di Dio al pieno delle possibilità umane.

DALAI LAMA: Allora non è necessariamente associato a uno spazio fisico?

PADRE LAURENCE: No. Solo nei sogni.

DALAI LAMA: Allora, nello stesso modo anche il concetto di inferno può essere inteso per estensione come uno stato mentale molto negativo e colmo di difetti mentali?

PADRE LAURENCE: Sì, certo.

DALAI LAMA: Questo significa che non dobbiamo necessariamente concepire il paradiso e l'inferno come ambienti esterni?

PADRE LAURENCE: No. L'inferno sarebbe l'esperienza della separazione da Dio, che di per se stessa è irreale. È illusoria perch‚ nulla può essere separato da Dio. Tuttavia, se pensiamo di essere separati da Dio, siamo all'inferno.

DALAI LAMA: Nel brano del Vangelo, Gesù dice: “Non sono venuto per condannare [...] la parola che ho annunziato lo condannerà”. Ritengo che questo rifletta fedelmente l'idea buddhista del Karma. Non è un essere autonomo a decidere “dal di fuori” che cosa dovremmo provare e che cosa dovremmo sapere; a decidere è la verità contenuta nel principio causale del Karma. Se si agisce in modo etico e disciplinato, ne deriveranno conseguenze positive; se si agisce in modo negativo o dannoso, si dovranno affrontare anche le conseguenze spiacevoli delle proprie azioni. Quindi il nostro giudice è la verità della legge di causalità che voi stessi mettete in opera; non si tratta di un essere o una autorità esteriore che emette inappellabili giudizi.
Come lo interpreterebbe?

PADRE LAURENCE: Nella Bibbia c'è una metafora poetica in cui Dio punisce l'umanità per i suoi peccati. Ma io penso che l'insegnamento di Gesù ci porti oltre l'immagine di Dio come colui che punisce, e la sostituisca con un'immagine di Dio come colui che ama senza condizioni. Il peccato rimane. Il peccato è un fatto. Il male è un fatto. Ma la punizione legata al peccato è insita nel peccato stesso. Penso però che un cristiano dovrebbe dare risalto al libero arbitrio anzichè alla causalità, per quanto sembri logica. In questo campo abbiamo il libero arbitrio, almeno in certa misura.

1 commento:

  1. A me, pensare alla sola parola paradiso, giustamente definita come bene e amore perfetti, fa paura, mi piace più pensare ad un Padre che dà Amore e noi liberi di riceverlo e di darlo a sua volta, quindi Il Regno di Dio.

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