giovedì 10 giugno 2010

LA TORRE DI BABELE



Dopo avere esaminato la storia biblica della Torre di Babele, è interessante leggere la seguente versione dello stesso avvenimento come è registrato nella Haggada, una esposizione rabbinica delle Scritture.
Cush, il figlio di Cam e nipote di Noè, si sposò nella vecchiaia e generò un figlio che chiamò Nemrod, poiché in quei giorni il popolo iniziava a ribellarsi contro i comandi delSignore, e “Nemrod” significa “ribellione”.
Dopo la vittoria sui figli di Jafeth, i figli di Jafeth divennero a lui soggetti. Nemrod costruì una città murata e la chiamò Shina, e vi dimorò, diventando gradualmente governatore del mondo intero. Tutti i popoli della Terra erano allora di una stessa lingua e parlavano lo stesso linguaggio.
Nella Genesi leggiamo che Nemrod “cominciava a diventare il più potente sulla Terra… un potente cacciatore davanti al Signore.” Nemrod era sul “sentiero della caccia”. Egli rappresenta l’umanità nella sua ricerca di possedimenti mondani e di potere, emporaneamente soggiogando la propria natura superiore (Jafeth), costringendola a servire l’ambizione personale. L’interesse di sé fu separato dal bene e dall’unità, poiché la città (la coscienza) che costruì era all’interno di mura. Gradualmente governò il mondo.
L’età del Ferro era iniziata. I possedimenti erano la misura del potere e la forza era diritto.
La ribellione contro i comandamenti del Signore qui riferita consiste nella separazione nella coscienza dalla Volontà di Dio. Vi sono diversi aspetti di questa separazione. La discesa dello spirito nella materia tese un velo sopra la sua coscienza universale, e divenne meno sensibile alla guida divina. I nuovi poteri acquisiti dalla mente li mise in opposizione alle sollecitazioni interiori del Dio interno. I desideri della natura inferiore erano in guerra con quella superiore. Gli spiriti Luciferici aiutarono e favorirono i focosi desideri nella loro ribellione contro il ragionevole controllo della mente e la guida interiore.
L’uomo fu lanciato in una direzione autonoma, fosse per il meglio o per il peggio.
Commentando l’impresa del popolo di Nemrod, Jacob Boheme, il mistico tedesco, scrive: “Come divenne noto ai figli di Nemrod nella Torre di Babele, quando caddero dall’obbedienza a Dio alla loro ragione individuale, allora persero la loro guida e la ragione si confuse, così che non compresero più la verità. La loro propria ragione, che mescolò di tutti i colori, doveva governarli.”
Il racconto della Haggada continua: in quel tempo i capi di Nemrod presero consiglio insieme e si dissero l’un l’altro:
Costruiamo una città, e al suo centro un’alta torre per fortezza, una torre la cima della quale raggiungerà i cieli. Allora faremo davvero per noi stessi un grande e potente nome: e il re approvò il loro disegno.
Mentre stavano costruendo, la ribellione germogliò nel loro cuore, ribellione contro Dio, ed essi immaginarono di potere scalare il cielo per fargli guerra.
Si divisero in tre partiti, e il primo partito diceva: Ascenderemo al cielo e vi porremo i nostri
dei e li adoreremo. Il secondo partito diceva: ci riverseremo nel cielo e opporremo la
nostra forza alla Sua. E il terzo partito diceva: Sì, lo colpiremo con la freccia e la lancia.
Gli dei che volevano instaurare e adorare erano i poteri della mente appena risvegliata.
Orgogliosi ed egoisti, mostravano le qualità dei Luciferici, della cui influenza erano
fortemente suscettibili, e proposero di opporre la loro forza contro il Signore dei Popoli.
Con la freccia e la spada essi intendevano muovere guerra in Cielo, una battaglia che, in
un suo aspetto, è un conflitto fra la natura inferiore e superiore, fra le forze della materialità
e quelle dello spirito.
Dio guardava alla loro impresa, e conosceva i loro pensieri mentre stavano costruendo.
La libera volontà è una prerogativa divina nell’uomo. A seconda delle sue scelte egli avrà la sua ricompensa, per mezzo dell’infallibile opera della legge di compensazione. Se esse saranno buone o cattive, “qualsiasi cosa l’uomo semina, quella egli raccoglierà.”
Se cadeva una delle pietre che essi avevano posto in alto, essi erano tristi in cuor loro, e perfino piangevano; invece quando uno dei loro fratelli cadeva dall’edificio e rimaneva ucciso, nessuno si curava delle vite così perdute.
Continuarono così per anni, fino a che Dio disse: “Confonderemo il loro linguaggio”, ed essi si parlavano fra loro in una strana lingua.
Coloro che dicevano “lo colpiremo con frecce” si uccisero fra loro non comprendendosi, e coloro che dicevano “proviamo la nostra forza con lui” furono dispersi sopra la faccia della terra.
Essi piangevano sulla perdita di una pietra, ma erano indifferenti alla perdita di una vita. Nella civiltà materiale il valore della proprietà prevale sui valori umani. In ciò sta il seme della sua stessa distruzione. Laddove non vi è che poco o nessun riguardo per l’altro, non vi è né accordo né comprensione. Vi è una confusione di strane lingue, una guerra di interessi in conflitto, una dispersione sulla faccia della Terra. L’amore è la forza coesiva per mezzo della quale viene la forza e l’unità. Quando è assente le forze distruttive conducono l’impresa di qualsivoglia natura al nulla.
L’esposizione della Haggada conclude: La torre era alta in eccesso. La terza parte di essa sprofondò a terra, un secondo terzo prese fuoco, ma il rimanente terzo restò in piedi fino all’epoca della distruzione di Babilonia. Allora il popolo si disperse sul globo e si divise in nazioni.
La fine della terza Epoca e il passaggio delle tre successive civiltà sono qui menzionate. Il continente Lemuriano “bruciò”; l’Atlantideo “sprofondò”, e l’Ariano attuale rimarrà fino “alla caduta di Babilonia” – la civiltà materiale dell’Epoca presente. Poi segue un’altra Epoca, quando la Sesta Razza-Madre si ergerà sopra le condizioni separative e litigiose di ora, riconoscendo ancora una volta l’unione di ciascuno con tutto. Le nazioni e le razze come noi le conosciamo oggi passeranno. La coscienza universale sarà riguadagnata e la fratellanza diventerà una realtà sulla Terra.

Tratto da INTERPRETAZIONE BIBLICA Per la NUOVA ERA
GENESI, il Libro dell'Eterno Inizio di Corinne Heline

Traduzione a cura dell’Associazione Studi Rosacrociani di Padova
E-mail: studi.rc@libero.it Sito; www.studirosacrociani.com

2 commenti:

  1. Bello, interessante e illuminante.Grazie.Lory

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  2. partiamosempre da chi ci sta accanto per aprici all'umaità e all'universo.

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