giovedì 3 giugno 2010

La Verità


PADRE LAURENCE: L'idea che il modo di essere individuale condizioni il percorso spirituale di una persona mi pare meravigliosamente vera. Ma da essa scaturisce un interrogativo: se è così, oggi una tradizione può rivendicare una definitiva percezione della verità? Esaminare le implicazioni di quello che Vostra Santità sta dicendo mi pare costituisca una fase di evoluzione molto attuale e forse necessaria nella storia delle religioni. Ma è estremamente diverso da ciò che le religioni sostenevano in passato!

DALAI LAMA: Direi che neanche la verità si presenta necessariamente sotto un solo aspetto; possiamo invece concepire la verità in senso multidimensionale. Ciò accade soprattutto nella concezione filosofica Madhyamaka, in cui persino il concetto stesso di verità ha una dimensione relativa: si può dire che una cosa è vera solo (relativamente) alla falsità, o (relativamente) a qualche altra percezione. Ma sarebbe davvero problematico postulare un concetto di verità atemporale ed eterno, qualcosa che non abbia alcuno schema di riferimento.
Prendiamo il caso dei vari insegnamenti impartiti dal Buddha in diverse occasioni, alcuni dei quali, in apparenza, possono sembrare contraddittori. Per esempio, gli insegnamenti del Buddha sul “sé ” (anatman). E si deve considerare vera persino la versione della dottrina dell'(anatman), la dottrina della non esistenza di un'anima, o assenza di un sè della persona, che il Buddha insegnò ai seguaci di sottoscuole filosofiche buddhiste, come la scuola (Vaibhasika) e la (Sautrantika).
Una delle scuole filosofiche più elevate, la scuola Madhyamaka, sosterrebbe che questa versione dell'assenza di un sé contraddice la ragione, in quanto questa specifica visione dell'(anatman) non è la verità completa, definitiva. Tuttavia, la scuola Madhyamaka non va oltre, dichiarando che il Buddha ha impartito un insegnamento errato: direbbe che si tratta di un'affermazione vera, in quanto valida in rapporto a quel contesto e a quella particolare situazione. Ma forse è un argomento un pò troppo complicato!
Per riassumere quanto abbiamo detto, ritengo che ci sia una fortissima convergenza fra la tradizione buddhista e quella cattolica, e che esse abbiano le risorse potenziali per arricchirsi reciprocamente attraverso il dialogo, soprattutto per quanto riguarda l'etica e la pratica spirituale

Dalai Lama - dal seminario del "Cuore Buono"

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