mercoledì 30 giugno 2010

Non nominare il nome di dio invano - I pensieri sono le cose



Non devi pronunciare il nome di Dio invano perché Dio non considererà senza colpa colui che pronunciò il suo nome invano (Esodo 20:7).
Questo comandamento non significa semplicemente non menzionare il nome di Dio perché il nome di Dio non è semplicemente un suono ma è la tua convinzione riguardo a Dio, ciò che credi che Lui sia. Se dici, "La verità è che è cosi vago che in realtà non so cosa penso di Dio". E questo è ciò che pensa molta gente. Allora questo pensiero condizionerà la tua vita rendendola vaga, indistinta e indeterminata: è il tuo concetto della natura di Dio che fa la tua vita, determina ciò che sei, gli amici e i nemici che hai, la tua casa, i tuoi affari. È la cosa più importante che devi prendere in considerazione, perché ciò determina tutto il resto. La tua idea di Dio non è il nome che dai a Dio. Noi diciamo Dio, i Tedeschi dicono Gott, i Francesi dicono Dieu e così via; questi sono solo nomi.
Il contatto che Mosè ebbe con Dio non fu casuale ne improvviso. Egli era stato preparato a ciò per molti anni.
Egli aveva avuto molte difficoltà e molte colpe da superare. Per questo il cammino di Mosè è così incoraggiante per noi; egli non era perfetto quando si accinse al suo compito ma seppe vincere tutte le sue colpe ed ebbe la rivelazione che Dio e l'uomo sono una cosa sola.
Noi tutti possiamo avere questa conoscenza ma essa deve diventare esperienza. E Mosè sapeva per esperienza che Dio e l'uomo sono una cosa sola e l'uomo e l'uomo sono una cosa sola.
La Bibbia inizia con le parole "All'inizio Dio"; le nostre difficoltà nella vita religiosa nascono dal fatto che noi pensiamo abitualmente "All'inizio Io" cioè Io vengo prima di tutto il resto. Ciò è molto umano ma in questo modo non possiamo avere la rivelazione che ebbe Mosè, anzi, ci mantiene esattamente dove siamo.
Quando Dio parlò a Mosè disse "Io sono Colui che È”, e ancora dirai ai figli d'Israele: "Io sono" mi ha mandato".
Questa espressione detta nel nostro linguaggio limitato, è la natura di Dio. Non lo si può definire, perché ciò significherebbe limitare.
Se diciamo che una cosa è rossa, ciò implica che non è ne verde, ne gialla.
Spinoza disse: "Definire Dio significa negarlo".
Molte teologie, fin dall'antichità, si sono rivelate in tentativi intellettuali umani di definire Dio. La loro intenzione era di fare ciò, in pratica essi analizzavano inconsciamente se stessi e scrivevano le loro caratteristiche nelle loro definizioni.
La Bibbia non cerca di fare ciò, Dio dice di se stesso: “IO SONO COLUI CHE È”, che significa che Dio è un puro Essere incondizionato.
Dio non siede su un trono in paradiso. Questa è una figura, un'immagine.
Il vero nome di Dio per te è la tua idea di Dio, non la mia, non quella che tuo padre e tua madre ti hanno insegnato, ma la tua idea di Dio onesta e reale e non puoi averla invano. La domanda "Credi in Dio?" non ha senso finché non sai in che tipo di Dio credi. Solo allora può avere un significato.
Non c'è nessuno che non crede in qualcosa. Gli atei o i materialisti credono nelle leggi della natura. I marxisti, gli atei militanti del giorno d'oggi credono pateticamente nelle leggi della natura. Semplicemente chiamano Dio "natura", questa è la loro idea di Dio. Tutti credono in qualche Dio anche coloro che non amano questa parola. E non puoi credere in un qualsiasi Dio senza avere il risultato di questo tuo concetto: se non sai chi può essere Dio, hai il risultato: una quantità di confusione e di idee indistinte.
Se credi che Dio è bontà, che Dio è amore, che Dio ha ogni potere, che Dio è intelligenza le tue condizioni di vita miglioreranno. Molte difficoltà si attenueranno, tutto andrà secondo la sua logica, per il verso giusto. Se credi nell'intelligenza di Dio, ma non nella sua bontà, in un Dio che non ama, questa è la tua idea di Dio ed essa non è invano. E ciò deve dare un risultato. Non sarai in grado di superare le difficoltà che troverai sulla tua strada e penserai: "Dio ha mandato queste difficoltà per un buon proposito e devo sopportarle".
Bene. Le sopporterai ma non sarai in grado di vincerle. La tua idea di Dio non può essere invano. Essa deve risultare in accordo con ciò che credi, non nominalmente o formalmente, ma in modo reale. Non penso che ci sia qualcuno che non limiti Dio in qualche suo aspetto e a causa di ciò noi dobbiamo indi subirne le conseguenze e i limiti perché non possiamo ritenere il nome di Dio invano.
Ma la gente ha di ciò una visione superficiale. Pensa che il nome di Dio non debba essere pronunciato come avveniva tra gli Ebrei. Questa è solo una superstizione perché menzionare semplicemente un nome non ha un significato in un senso o nell'altro. Ciò che conta è il pensiero, è il fatto di non avere un'idea limitata di Dio. Se credi veramente che Dio è amore, intelligenza, vita e saggezza, e pensi a ciò che questo significa e veramente lo credi, avrai il risultato di questo tipo di Dio. Le tue condizioni miglioreranno con il passare dei giorni e degli anni, fin quando "giungerà l'alba e le ombre voleranno via completamente", perché non puoi ritenere il nome di Dio invano.

I 10 comandamenti - Emmet Fox

Versione italiana a cura di Mario Rizzi.

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