venerdì 2 luglio 2010

Io sono Colui che È - Non avrai altro Dio all'infuori di me



Io sono il Signore Dio tuo che ti ha portato fuori dall'Egitto, fuori dalla casa della schiavitù. Non avrai altro Dio all'infuori di me (Esodo 20:2-3).
Questo è quello che siamo soliti chiamare il primo Comandamento, ma era necessario giungervi in questo modo, e non cronologicamente, per avere un'idea più intelligente di ciò a cui servono i Comandamenti.
Consideriamo innanzitutto che la Bibbia va vista solo secondariamente come un libro storico. Essa significa soprattutto Me stesso, io che la sto leggendo. La Bibbia non è altro che uno stato mentale; molte delle cose che vi sono scritte non sono mai accadute sono semplicemente parabole, sono un'illustrazione di questo stato mentale.
Il fatto che il popolo non potesse salire sul Monte Sinai per vedere Dio come fece Mosè, non significa che fosse inferiore, ma che se si vuole essere più vicini a Dio, bisogna prepararsi con la preghiera. Non possiamo forzare il nostro cammino con la forza di volontà perché essa è una contraffazione del potere di Dio, e quando la utilizziamo per forzare il nostro cammino sulla montagna, portando con noi la nostra bassezza, ci creiamo solo delle difficoltà.
Ci è stato detto che l'alto sacerdote può salire, ma questo non perché egli sia privilegiato, non significa che un particolare prete o sacerdote o vescovo ogni predicatore di verità o qualsiasi altro, abbia più influenza su Dio di quella che hai tu. Se lo pensi allora stai cercando un idolo. Questo errore è vecchio come le montagne e siamo portati a farlo prima di tutto perché siamo pigri mentalmente ed è più facile pensare che qualcun altro possa farlo per noi.
Secondariamente perché ci sono sempre alcune persone che fingono di avere più potere di altre perché amano pensare che sono importanti e questo le fa' sentire importanti. La verità è invece che non siamo tanto vicini a Dio quanto ci porta la nostra coscienza e nessun adattamento esterno può fare ciò. Mosè riuscì ad attraversare le acque del Mar Rosso perché veramente lo credeva. Ma oggi noi abbiamo così poca fede in Dio, così poca fede nel potere della preghiera che non riusciamo a pensare che ciò sia vero. Ma Mosè portò la sua gente al di là del Mar Rosso con la forza del pensiero, e riuscì a farlo perché in quei giorni la gente credeva nella forza del pensiero. Oggi non lo crediamo perché veniamo dall'era del materialismo e dell'ipocrisia.
Non c'è nessun trono in paradiso e se Dio potesse sedersi significherebbe che ha delle gambe. Il trono è solo il simbolo del potere. Dio parlò a Mosè dal rogo ardente, ma ciò non vuol dire che Dio stesse un po' più in là e parlasse a Mosè da uomo a uomo. No, era la presenza di Dio attraverso Mosè, come Dio è attraverso di te, che gli insegnava queste cose.
Dio è "I0 S0N0 COLUI CHE È", e tu sei "Io Sono" e tu crei il tuo destino attraverso le cose che unisci a questo Io Sono, perché questo è ciò che tu veramente credi di te stesso. Ma se hai paura, se provi gelosia, se ogni volta che parli con qualcuno non hai nessuna gentilezza e ancor più se parli male di qualcuno quando non è presente, ricorda che stai accorciando e distruggendo la tua vita, stai rendendo il tuo corpo più sensibile al dolore. Al contrario ogni volta che dici "Sono una cosa sola con Dio", stai migliorando la tua vita. Ogni volta che rifiuti di essere vinto dalla paura ed hai fiducia in Dio, allunghi la tua vita e creerai uno scudo contro ogni sofferenza.
Non avrai altro Dio all'infuori di me
Sappiamo che i popoli primitivi si creavano dei di tipo materiale simili ad uomini o ad animali; dobbiamo però considerare i processi mentali dell'uomo primitivo e le sue semplici reazioni mentali rispetto a ciò che lo circondava; possiamo capire cosi che, quando su di lui incombeva la paura e quando era pieno di ansia, era naturale per lui avvicinarsi a qualcosa al di fuori di se stesso (ricordiamo, per esempio, l'agnello d'oro).
In apparenza sembra che oggi la gente non si crei immagini da adorare o oggetti di culto, ma se guardassimo un po' più in là ci accorgeremmo che ciò non è vero, che per ognuno di noi oggi esistono idoli che noi stessi ci creiamo ed adoriamo Tuttavia essi non sono così ovvi e così palpabili come gli dei antichi, ma ogni volta che noi diamo il potere a qualcos'altro all'infuori di Dio noi ci stiamo creando degli idoli.
Non sto dicendo che tu non debba ammirare o amare qualcosa perché l'ammirazione e l'amore sono l'espressione di Dio. Quando vedi una bella statua o un bel tramonto devi gioirne e ammirarli perché è la bellezza di Dio che splende attraverso di loro; non stai dando loro alcun potere.
Nella Bibbia si diceva alla gente di non considerare il sole, la luna o le stelle come oggetti di culto. Eppure anche noi lo facciamo oggi. Ho conosciuto persone che dicevano: "Avevo intenzione di rivolgermi a un tale per un posto di lavoro, ma sarebbe stato inutile perché questo mese Saturno è contro di me".
Egli di ciò ne ha fatto un idolo, ha attribuito potere a un pianeta, a qualcosa al di fuori di sé. Spesso facciamo un culto di noi stessi, e non mi riferisco alla vanità. Accade anche questo, ma spesso la gente fa culto di sé disprezzandosi. Tu puoi essere e fare qualcosa di buono ed è ciò che Dio vuole che tu faccia. Ma se dici che non puoi, che non ne sei capace, dici anche: "Io sono così importante che Dio non può fare ciò che vuole con me, può fare ogni altra cosa, ma quando si tratta di me non può fare nulla".
Ci sono poi altri tipi di persone, gli egoisti e coloro che hanno una considerazione troppo alta di se stessi. A questo proposito Samuel Wilbeforce, uomo eminente vissuto nel periodo vittoriano, era solito raccontare questa storia: "Gli capitò una notte, alcuni anni prima della sua conversione, di concentrarsi sul pensiero della malvagità e della perfidia del mondo, dei cattivi che lo circondavano così diversi da lui; pensava così che Dio li avrebbe sicuramente puniti. Così decise di rimanere sveglio tutta la notte per trovare un modo di salvare il mondo dal triste destino che lo attendeva, il modo di convincere Dio a non distruggerlo.
Continuò cosi il racconto dicendo che nel mezzo della notte senti Dio che gli parlava in questo modo: 'Vai a letto ora, Sam, mi incaricherò io di pensare all'universo per il resto della notte'". Egli si era dunque creato un'immagine di sé troppo alta, ancora più alta di quella che aveva di Dio, e questo significa fare di sé un idolo. E come dice la Bibbia, se dai potere a qualcos'altro che non sia Dio, tu ha perso Dio completamente.

I 10 comandamenti - Emmet Fox

Versione italiana a cura di Mario Rizzi.

www.viveremeglio.org (tante idee per una vita migliore: alimentazione, psicologia, relax, religione, meditazione,
guarigione spirituale, esoterismo, due Corsi per corrispondenza, due Mailing List e tante informazioni di pratica
utilità, tutto gratuito).
www.procaduceo.org (una proposta per un approccio olistico alla diagnosi ed alla terapia).
www.studirosacrociani.comwww.rosacroceoggi.org (alcune risposte logiche ai grandi perché della vita: Perché nascere?, Perché morire?, Perché soffrire?).

1 commento:

  1. a volte confondo la pienezza della vita, data anche da piccole cose, o dall'amore, con la pienezza orgogliosa e redicola di me

    RispondiElimina